Cronaca
Giornata gentilezza, italiani fanalino di coda in Europa ma propensi all’ascolto
Pubblicato
9 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Gli italiani sono considerati da sempre un popolo particolarmente socievole, cordiale e ospitale, ma oggi potrebbero aver perso – almeno in parte – questo loro storico primato. E’ quanto rivela la nuova ricerca “The State of Kindness in Europe” realizzata da Sanrio – l’azienda giapponese creatrice di Hello Kitty – con l’Istituto YouGov in cinque Paesi europei – Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna – e pubblicata in occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza.
L’indagine, realizzata nel mese di ottobre 2025, ha esplorato la diffusione e l’impatto dei gesti gentili nella vita quotidiana e le emozioni che ne derivano, offrendo uno spaccato europeo ed italiano sullo stato dell’arte della gentilezza: la gentilezza è un’esperienza quasi quotidiana per il 71% dei cittadini europei (71% UE5 vs il 69% dell’Italia), che dichiarano di aver vissuto in prima persona atti di gentilezza nell’ultima settimana, attraverso piccoli e semplici gesti di grande importanza.
Nel dettaglio, infatti, nella classifica europea, la Spagna si distingue come Paese più gentile (76%), seguita dal Regno Unito (71%), dalla Germania al pari con la Francia (70%) e infine, sorprendentemente, dall’Italia (69%). Nonostante l’ultimo posto in classifica, ben il 95% dei nostri connazionali associa la gentilezza ad emozioni positive. Nel dettaglio, essere gentili per gli italiani migliora l’umore e l’intera giornata (49%), suscita calma e pace (35%) e gratitudine (34%). In altre parole, si tratta del cosiddetto warm-glow effect, la sensazione di benessere che deriva dal fare qualcosa di buono per gli altri.
“Abbiamo sempre visto Hello Kitty come la nostra ambasciatrice di gentilezza e amicizia, motivo per cui questa ricerca non solo è perfettamente in linea con i suoi valori, ma ha anche restituito a sorpresa dei piacevoli risultati”, ha dichiarato Silvia Figini, Chief Operating Officer di Sanrio (EMEA, India e Oceania) e Mr Men (Worldwide). “L’indagine conferma che la gentilezza è un valore universale condiviso da tutta Europa, anche in tempi di grande incertezza. Amicizia e gentilezza sono sempre state al centro del marchio Hello Kitty. Dal 1974, Hello Kitty e Sanrio promuovono insieme questi valori, ricordando che anche il più piccolo gesto può fare una grande differenza dando vita a un cambiamento positivo e duraturo. Ogni volta, infatti, che siamo gentili, ci sentiamo più felici, ispiriamo speranza e incoraggiamo gli altri a comportarsi allo stesso modo. Pertanto, desideriamo invitare tutti ad unirsi a noi in questo movimento, perchè, come ci ricorda la stessa Hello Kitty, gli amici non sono mai abbastanza!”.
Dalla ricerca emerge chiaramente un aspetto che contraddistingue l’Italia: la gentilezza ha una chiara impronta relazionale volta al benessere emotivo altrui. Si basa infatti sull’empatia, sull’ascolto e sulla voglia di esserci, sempre e comunque, per i propri affetti. A confermarlo è la tendenza degli italiani nel fare complimenti (55%), offrire supporto nei momenti difficili (54%) e domandare “Come stai?” (53%). Le più attente alle emozioni e alle relazioni sono le donne: nell’area del supporto emotivo (ascolto senza giudizio, abbracci o gesti di conforto) la quota femminile raggiunge il 64%.
Un elemento curioso quando si guarda all’Italia è che, tra i destinatari di gesti gentili, la famiglia è indicata dagli intervistati alla pari con gli amici, entrambi al 43%. Un dato rilevante alla luce del fatto che le attenzioni che i nostri connazionali dedicano alla famiglia sono le più basse in assoluto rispetto alla media europea (UE5 54%). Al contrario, la famiglia registra un picco in Francia e Spagna dove il 64% degli intervistati lo indica come luogo privilegiato.
Altrettanto interessanti sono le attenzioni nei confronti delle generazioni più anziane da parte degli italiani (30%), un dato piuttosto in linea con la media UE5 (32%) ma che sottolinea ancora una volta l’Italia come un Paese che valorizza il dialogo generazionale, identificando negli anziani un bene prezioso di cui prendersi cura e da cui poter imparare. Infine, particolarmente attenti ai partner sono i più giovani, che registrano un picco del 33% nella fascia 18-34 anni e del 32% nella fascia 35-44 anni (vs una media italiana del 22%).
Il 28% degli italiani è, inoltre, solito fare gesti gentili quando naviga online o sui social media, ad esempio con messaggi di supporto e commenti positivi: una tendenza in chiara opposizione al diffusissimo hate speech che dilaga sul web. Al contrario, gli italiani sono ultimi nella classifica europea al momento di compiere gesti concreti (30% vs 50% UE5) e nelle attività legate alla propria comunità (14% vs 19% UE5).
Il dato che lascia ben sperare per il futuro è che sempre più intervistati ritengono che essere gentili sia il modo migliore per ispirare e stimolare gli altri a fare lo stesso, creando un effetto positivo virtuoso. Un trend particolarmente vero in 3 Paesi europei su 5 – Germania (30%), Italia (24%) e Regno Unito (23%) – e che infonde speranza per una nuova Europa sempre più fondata sui valori dell’amicizia, del rispetto, dell’empatia e della positività, gli stessi di cui Hello Kitty è da sempre naturale ambasciatrice.
-foto ufficio stampa Sanrio –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Al Tour pokerissimo di Pogacar, sui Campi Elisi vince Van Der Poel
Pubblicato
49 minuti fa-
26 Luglio 2026di
Redazione
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar è ufficialmente il re incontrastato del Tour de France 2026. Il ciclista sloveno della UAE Team Emirates XRG corona tre settimane di dominio assoluto lungo le strade transalpine, cucendosi sulla pelle una maglia gialla mai messa in discussione e conquistando il suo quinto storico trionfo nella Grande Boucle. Dopo il ritiro di Jonas Vingegaard, un pur ottimo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) non ha potuto nulla nel duello con Pogacar e ha chiuso il Tour secondo in classifica generale. Terza piazza per il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates), che centra anche la maglia bianca.
Nella ventunesima e ultima tappa, la Thoiry – Parigi (Champs-Elysees), di 89 km, a spuntarla è Mathieu Van Der Poel (Alpecin Premier-Tech), autore di un’azione personale strepitosa. Alle spalle dell’olandese si piazzano il compagno di squadra Jasper Philipsen, secondo, e la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek), terzo.
Per quanto riguarda la classifica scalatori, Richard Carapaz (EF Education Easy-Post) si prende la maglia a pois.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
La Russa “Sulle violenze ci sono coperture palesi e sotterranee”
Pubblicato
49 minuti fa-
26 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo tornati indietro negli anni, è un meccanismo diverso. In comune però ha le coperture. Io non sono così allarmato, tornare indietro vuol dire che il passo successivo è il terrorismo. Non credo questo, il terrorismo l’abbiamo sconfitto, ma la violenza no”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato da Augusto Minzolini a Viareggio nell’ambito della rassegna “L’Estate del Principe”, rispondendo a una domanda sugli scontri di ieri al cantiere della Tav e quelli dei giorni precedenti a Bologna.
“Se frange estremiste pensano di non essere isolate, ma pensano di poter mettere in difficoltà il governo, le forze dell’ordine, creare insoddisfazione generale, lo fanno. Dico di stare attenti alle coperture palesi e a quelle sotterranee”, ha aggiunto La Russa. “Il sindaco di Bologna – ha sottolineato il presidente del Senato – è stato fortemente imprudente, doveva sapere che indire la manifestazione pacifica poteva diventare la copertura per le violenze. E in questo caso inoltre non capisco nemmeno come potesse essere lecita la manifestazione pacifica, mancava il presupposto, non c’è ancora una ricostruzione chiara e definitiva su quello che è successo” a Fakir.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella
Pubblicato
1 ora fa-
26 Luglio 2026di
Redazione
C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.
Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.
Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.
In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.
La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.
Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.
Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.
Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.
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L’articolo La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella proviene da Pavia Uno TV.


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