Economia
Gruppo Corriere, il mondo dell’editoria a confronto per decifrare il proprio futuro
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8 mesi fa-
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Redazione
CITTÀ DI CASTELLO (PERUGIA) (ITALPRESS) – Il mondo dell’editoria a confronto per decifrare il proprio futuro. A Città di Castello (Perugia) nella sede dell’Università degli Studi Link si è tenuto il convegno ‘Editoria e informazione: carta, digitale… e poi? Internet ha sgretolato la carta, l’IA sta travolgendo il digitale. Chi ha il coraggio di scrivere il futuro?’ organizzato dal Gruppo Corriere, ideato dall’editore emerito Francesco Polidori e dal direttore del Corriere dell’Umbria e del Gruppo Corriere, Sergio Casagrande, per il quale ‘non può esserci futuro senza informazioni e mai come oggi non può esserci futuro senza un’informazione di qualità’.
‘Questo incontro ci impone una riflessione complessiva sullo stato dell’arte dell’editoria giornalistica e dell’informazione cartacea, nella tormentata congiuntura tardo-moderna, contrassegnata dall’impatto crescente della digitalizzazione e dall’emergenza – affascinante ma discussa – dell’Intelligenza Artificiale’, afferma in un messaggio il ministro della Cultura Alessandro Giuli. ‘In qualsiasi contesto sociale, politico ed economico, il progresso è tale quando l’umano è il fine al quale è orientato ogni sforzo intellettuale, creativo, tecnico e scientifico – prosegue -. Il vero progresso ha per protagonista l’essere umano che, attraverso la politica, è capace di governare la tecnica e utilizzarne gli strumenti al servizio dell’essere umano stesso. Ancor più, dal punto di vista dei beni culturali e artistici, della creatività umana e della proprietà intellettuale, è necessario riconoscere la centralità e la dignità dell’uomo. L’informazione sta sperimentando un’evoluzione vorticosa e il mondo dell’editoria, con le sue logiche di mercato e le sue esigenze produttive, deve saper rispondere, saper fornire prospettive. Per ciò che riguarda il Ministero che rappresento, la risposta nasce dall’incontro, dal dialogo, attraverso il quale la cultura “si fa”. Siamo e restiamo in prima linea nella promozione di politiche a favore della cultura e del dibattito pubblico, con interventi che possono contribuire alla diffusione di conoscenze, informazioni e approfondimenti culturali. Voglio per questo menzionare il recente Decreto Cultura che prevede, tra gli altri intenti, il sostegno all’offerta culturale dei quotidiani cartacei, attraverso il potenziamento delle pagine dedicate a cultura, spettacolo e settore audiovisivo e per il quale abbiamo previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro’.
Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, durante i saluti istituzionali, ha sottolineato: ‘Ai nostri giovani dobbiamo dare la libertà di un’informazione che riesce a comunicare la realtà’. Il primo panel, moderato da Sergio Casagrande e intitolato ‘Editori in trincea: dal rischio all’opportunità? La sfida vista da chi fa impresa e garantisce l’informazione’, si concentra sulle sfide che oggi gli editori devono affrontare in un mercato che cambia alla velocità degli algoritmi.
A confrontarsi su queste tematiche sono stati: Maurizio Belpietro, direttore dei quotidiani La Verità e Panorama, Alessandro Bompieri, Direttore Generale News RCS, Giuseppe Cerbone, Amministratore Delegato Nord Est Multimedia, Carmela Colaiacovo, Presidente Gruppo Il Sole 24 Ore, Lino Morgante, Presidente e Direttore Editoriale Società Editrice Sud e Presidente di Ads srl. Dopo la crisi della carta e la rivoluzione digitale, l’intelligenza artificiale rappresenta una nuova prova: i siti di news online rischiano di essere travolti, i modelli economici devono essere reinventati, nuovi pubblici conquistati e il ruolo dell’imprenditore dell’informazione ridefinito.
Gli editori presenti raccontano come trasformare questa complessità in opportunità, offrendo strategie e costruendo ‘dei modelli che siano credibili’, ha dichiarato in questo contesto Maurizio Belpietro, direttore dei quotidiani La Verità e del settimanale Panorama. Alessandro Bompieri, Direttore Generale News RCS, si è interrogato sul cambiamento attuale, sottolineando: ‘Dobbiamo tornare alla nostra e più profonda identità. Per avere traffico diretto è necessario che i lettori cerchino la nostra testata. Poi ho il compito di far abbonare i lettori, ma devo investire sulla qualità del lavoro e sui giornalisti. Sarà la qualità che darà l’identità’. Bompieri ha trattato anche il lato negativo e positivo dell’intelligenza artificiale.
Il primo riguarda sicuramente ‘il calo del traffico mentre se guardiamo questo strumento non solo come una minaccia, si possono realizzare delle cose molto interessanti, come capire le necessità dell’utente’. Carmela Colaiacovo, Presidente Gruppo Il Sole 24 Ore, ha parlato di come si sia evoluto questo mondo, che ora è ‘molto variegato e grande, per questo è importante tutelare il marchio e garantire la trasparenza’. Sergio Casagrande ha successivamente dato la parola a Lino Morgante, Presidente e Direttore Editoriale Società Editrice Sud e Presidente di Ads srl, affermando che, in questo dibattito, il problema non è lo strumento, cioè l’intelligenza artificiale, ma come viene utilizzata. Morgante durante il suo intervento ha affermato che ‘la tecnologia avanza rapidamente e non sempre riusciamo a tutelare il settore dell’editoria. Noi oggi siamo una merce che viene utilizzata da altri, ma così sarà difficile. L’intelligenza mi inquieta, c’è un problema di qualità’.
Inoltre, si è soffermato sul tema delle edicole raccontando una bella iniziativa: ‘Noi il giovedì portiamo il giornale nelle scuole, mentre sabato e domenica c’è il porta a porta’. Il secondo panel, intitolato ‘Libertà di stampa e informazione di qualità: pilastri di democrazia e beni da tutelare’, è stato moderato da Sergio Casagrande, direttore del Corriere dell’Umbria e del Gruppo Corriere.
Protagonista dell’incontro è stato Alberto Barachini, sottosegretario all’Editoria, che ha dialogato con Casagrande sui temi centrali che stanno ridefinendo il mondo dell’informazione. Dal sostegno alle edicole, veri presidi di libertà e di comunità, alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dal web, fino al ruolo delle istituzioni nel promuovere e difendere la qualità dell’informazione. Un confronto aperto sul futuro del settore, tra innovazione, responsabilità e libertà, che ha messo in luce l’importanza di tutelare la stampa come bene fondamentale per la democrazia. Alberto Barachini ha approfondito il reato specifico legato ai deepfake. La norma punisce chi diffonde, senza il consenso della persona ritratta o coinvolta, immagini, video o registrazioni vocali falsificati o alterati mediante intelligenza artificiale, qualora ciò arrechi un danno ingiusto.
Paolo Berlusconi è intervenuto per ricordare il fratello: ‘Se ci fosse ancora darebbe il suo contributo per affrontare questo fenomeno dell’intelligenza artificiale. Questo è un fenomeno che condiziona non solo i giornali ma la vita di tutti noi, bisogna capire il fenomeno e cercare di governarlo’. Il terzo panel, intitolato ‘Direttori in prima linea: la sfida di raccontare il futuro’, è stato moderato da Sergio Casagrande e hanno partecipato Maurizio Belpietro (La Verità e Panorama), Tommaso Cerno (Il Tempo), Massimo Martinelli (Il Messaggero), Claudio Rinaldi (Gazzetta di Parma), Pietro Senaldi (Libero) e Luca Telese (Il Centro).
I direttori intervenuti hanno affrontato temi centrali per l’evoluzione del giornalismo: le redazioni si trasformano mentre le tecnologie avanzano a ritmi vertiginosi. Il quarto panel ‘Concorrenza sleale, diffamazione libera e anonimato: benvenuti in rete!’, è stato moderato da Sergio Luciano, Direttore di Economy. Ha esplorato il mondo dell’informazione online, sospeso tra libertà e caos digitale: piattaforme spesso fuori controllo, contenuti anonimi, reputazioni costruite o demolite in un clic. Francesco Dini, vicepresidente della FIEG e Andrea Barchiesi, business e digital strategist, hanno dialogato con Sergio Luciano sui nodi cruciali dell’ecosistema informativo sul web, confrontandosi su come tutelare verità, responsabilità e una concorrenza leale nell’era digitale. Barchiesi ha sottolineato che non basta individuare regole o concentrarsi sugli errori dell’intelligenza artificiale, destinati a essere presto corretti: è necessario prendere in mano le redini di questo fenomeno.
Il quinto panel del convegno, intitolato ‘Regole, piattaforme e intelligenza artificiale: il ruolo dell’Agcom nell’era digitale’, moderato da Alessandra Ravetta, direttore di Prima Comunicazione. Protagonista dell’incontro è stato Giacomo Lasorella, presidente dell’Agcom, che ha dialogato con Ravetta sul futuro della regolamentazione nell’ecosistema digitale. Le discussioni si sono sviluppate in un contesto in cui il web corre più veloce delle leggi e delle redazioni: piattaforme globali, intelligenza artificiale e nuovi modelli di distribuzione dei contenuti sollevano questioni urgenti su regole, responsabilità e libertà dell’informazione. Il panel ha messo in luce il delicato equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti, sottolineando il ruolo fondamentale delle istituzioni nel garantire un’informazione sicura e di qualità. Lasorella ha sottolineato come i giovani si informino prevalentemente sui social media, senza sviluppare l’abitudine alla lettura del giornale. Ha evidenziato che il giornale resta uno strumento imprescindibile per la capacità di andare oltre la singola notizia. Secondo lui, è fondamentale educare le nuove generazioni a leggere il giornale.
-Foto Italpress-
(ITALPRESS).
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Economia
Urso “Liberiamo le imprese dal Green Deal, a settembre altro pacchetto shock di semplificazioni”
Pubblicato
3 ore fa-
16 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il Pil italiano è cresciuto nella prima parte dell’anno più della media dell’Unione e molto più della Germania. La produzione industriale è in ripresa: abbiamo avuto sette mesi positivi negli ultimi dodici”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in un’intervista a La Stampa, smentendo che la crescita del Paese stia arrestando la sua corsa e delineando i prossimi passi per sostenere le aziende. Per fare fronte a una congiuntura internazionale che resta comunque complessa, il ministro indica tre mosse urgenti da attuare subito. “La prima è liberare le imprese dalla zavorra regolatoria del Green Deal. Incalziamo la Commissione perché le riforme siano attuate il prima possibile” ha affermato Urso nell’intervista, mettendo poi l’accento sui costi energetici come secondo punto chiave: “La seconda è intervenire in modo strutturale sui costi dell’energia. La produzione da fonti rinnovabili è aumentata in questi tre anni del 40 per cento, ma dobbiamo rimuovere le resistenze di alcune Regioni e avviare la produzione di energia nucleare di nuova generazione”. La terza direttrice riguarda invece gli investimenti sull’innovazione, campo in cui il governo intende muoversi su più fronti. “Con Transizione 5.0, ci sono altri dieci miliardi per l’industria. Se serviranno altre risorse, le aggiungeremo con la legge di bilancio” .
Rispetto alle richieste arrivate dal territorio di estendere le agevolazioni fiscali delle Zes (Zone economiche speciali) anche alle regioni settentrionali, il ministro ha chiarito il limite imposto dalle norme europee, indicando però una via alternativa basata sulle semplificazioni burocratiche. “La prima è estendere a tutto il Centro-Nord quanto già previsto nelle aree Zls, così da creare una Zls unica e omogenea su tutto il territorio, per quanto riguarda le procedure di semplificazione amministrativa e, ove ci fossero disponibilità di bilancio, anche alcuni incentivi economici, sempre nel rispetto delle regole europee”. La novità più rilevante per le imprese arriverà subito dopo la pausa estiva con un provvedimento ad hoc. “Presenterò il decreto Imprese a settembre con un altro ‘pacchetto shock’ di semplificazioni, soprattutto sul fronte della produzione energetica” . Lo ha annunciato il ministro a La Stampa, spiegando che l’obiettivo è definire d’intesa con le Regioni le cosiddette “aree di accelerazione industriale”.
Urso ha infine blindato la tenuta dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, escludendo l’ipotesi di elezioni anticipate e rivendicando la stabilità politica italiana rispetto al resto del continente. “Solo questo governo è in condizione di affrontare la crisi europea, anche perché le formule socialdemocratiche sono in crisi ovunque in Europa. La sinistra non ha risposte, né in Italia né altrove”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Tavolo Nazionale per il settore Moda, Urso e Martin “Italia e Francia insieme a difesa di comparti strategici”
Pubblicato
21 ore fa-
15 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Roma e Parigi insieme per rilanciare la competitività industriale europea, rafforzare le catene del valore e difendere e valorizzare le filiere produttive chiave del continente, a partire dal settore della moda. Un’alleanza strategica tra i due principali Paesi produttori del lusso nel mondo, fondata sulla condivisione di un ecosistema industriale e creativo e sulla volontà di unire visioni e responsabilità, destinata a rappresentare un modello di cooperazione anche per altri comparti nei quali Italia e Francia condividono un sistema produttivo fortemente integrato. È quanto condiviso nel corso del Tavolo Nazionale per il settore Moda al Mimit, dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e il Ministro Delegato per l’Industria francese, Sébastien Martin, ospite d’eccezione dell’incontro, cui hanno partecipato il viceministro Valentino Valentini, il sottosegretario Mara Bizzotto, i rappresentanti dei Dicasteri coinvolti, le rispettive Camere della Moda e delle Confindustre, esponenti della filiera e del mondo economico, i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, delle associazioni sindacali e di categoria più rappresentative a livello nazionale.
“Questa deve essere la stagione del rinascimento industriale dell’Europa”, ha dichiarato il Ministro Urso. “Oggi più che mai – ha aggiunto – dobbiamo lavorare insieme per tutelare l’industria del nostro continente, attraverso riforme radicali e organiche che restituiscano centralità alla dimensione produttiva europea. Lo abbiamo dimostrato nei tanti incontri avuti in pochi mesi, nel lavoro preparatorio svolto per il vertice bilaterale di Antibes, in Francia, e nel documento conclusivo che indica la strada comune che Italia e Francia intendono percorrere, sia nella collaborazione bilaterale sia in quella europea. Ora avanti insieme per rafforzare i nostri comparti strategici: dalla moda agli elettrodomestici, dall’automotive alla siderurgia, dalla chimica alla microelettronica, dalle materie prime allo spazio.”
“Italia e Francia vogliono costruire un’Europa industriale e sovrana”, ha dichiarato il Ministro Martin. “Con Adolfo Urso, pochi giorni dopo il 36° Vertice italo-francese, stiamo rafforzando la nostra cooperazione nel settore del lusso e della moda. Essa deve diventare un modello per altri settori industriali strategici. Di fronte alla concorrenza sleale, Francia e Italia si mobilitano per difendere il Made in Europe. Affinché l’Europa sia competitiva e sovrana, dobbiamo produrre europeo, acquistare europeo e difendere i nostri interessi da europei. La Francia può contare sull’Italia per portare avanti nei prossimi mesi questa ambizione politica attesa dai nostri concittadini”.
Nel dettaglio, nel corso dell’incontro Urso e Martin si sono soffermati sull’impulso che i due Paesi hanno dato alla Commissione europea nel contrasto al fenomeno dell’ultra fast fashion, favorendo l’entrata in vigore, nell’Unione europea, dal 1° luglio scorso, di un dazio doganale fisso di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra UE. Una misura che, ha ribadito Urso, tutela i consumatori europei dai prodotti che mettono a rischio la loro salute perché non rispettano le norme sanitarie e ambientali, e protegge le imprese da una concorrenza sleale che passa attraverso l’e-commerce e che negli ultimi mesi ha messo seriamente a rischio il sistema della moda europea. Lo scorso anno, infatti, quasi 5,9 miliardi di articoli contenuti in pacchi sotto i 150 euro, per oltre il 90% provenienti dalla Cina, hanno invaso il mercato europeo senza pagare alcun dazio.
Nella seconda parte del Tavolo odierno sono state invece affrontate le misure per il settore che il governo sta mettendo in campo in ambito nazionale. In merito al credito d’imposta design e ideazione estetica – destinato a sostenere creatività e capacità manifatturiera delle imprese sostenendo la produzione dei campionari – è stato ricordato il successo della misura che ha raggiunto in poche ore dall’apertura della piattaforma la dotazione disponibile di 60 milioni di euro, con oltre 400 pratiche presentate. A riguardo il Ministro ha evidenziato che il Mimit è al lavoro per il rifinanziamento della misura visto il grande apprezzamento dello strumento.
La Legge Annuale sulle PMI ha destinato alle filiere del comparto Moda fino a 100 milioni di euro per i Mini Contratti di Sviluppo, finalizzati a sostenere programmi di investimento di importo non inferiore a 1 milione di euro e non superiore a 20 milioni. In tal senso, Urso ha annunciato che sono in corso i lavori preparatori, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria del settore, per la definizione del decreto attuativo che dovrà stabilire le condizioni e le modalità per la concessione delle agevolazioni.
Il ministro ha poi ricordato il rifinanziamento della Nuova Sabatini e il successo del Nuovo Piano Transizione 5.0, che può contare su quasi 10 miliardi di agevolazioni e su una programmazione triennale. In appena un mese, oltre 9.000 progetti presentati dalle imprese, per più di 3 miliardi di euro di investimenti. Dati che confermano la fiducia nella misura e la voglia di innovazione da parte del sistema produttivo, nel solco del successo dei precedenti Piani Transizione 4.0 e 5.0, che hanno attivato complessivamente oltre 10,5 miliardi di euro di agevolazioni, sostenendo più di 30 miliardi di investimenti.
– foto ufficio stampa Mimit –
(ITALPRESS).
Economia
Abi, Patuelli riconfermato presidente: “Le incertezze geopolitiche scoraggiano gli investimenti e le domande di prestiti”
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23 ore fa-
15 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il neoeletto Consiglio dell’ABI, che si è riunito oggi dopo l’Assemblea annuale, sulla base della proposta unanime formulata dal Comitato esecutivo, ha eletto per acclamazione Antonio Patuelli Presidente dell’ABI.
“Le incertezze prospettiche geopolitiche scoraggiano gli investimenti e le domande di prestiti, come emerge nell’indagine sul credito della Banca d’Italia. Siamo usciti dagli effetti anche economici della pandemia e ci siamo trovati in una nuova emergenza economica e sociale per i rincari innanzitutto dell’energia, soprattutto per i paesi europei che ne sono grossi importatori come l’Italia. Lo sviluppo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale contribuisce ad accrescere la ‘fame di energia’”. Così il presidente dell‘Abi, Antonio Patuelli, nel corso dell’Assemblea 2026.
“Appaiono lontani i sogni di pace del 1989, quando finì la ‘guerra fredda’ e si aprì una fase di speranze di libertà e di prosperità. Ora soffriamo vedendo involuzioni, con gravi conflitti che limitano le libertà, calpestano i diritti, fanno prevalere gli egoismi miopi sui grandi principi di crescita civile, economica e sociale. Anche la demografia e l’economia soffrono per queste sempre più ampie e lunghe guerre. I limiti alle libertà delle persone e dei commerci producono forti problemi anche per chi non partecipa a guerre, ma ne subisce gli effetti che contrastano con lo sviluppo, diffondono inflazione e impoveriscono anche i non belligeranti, creano più rischi e indeboliscono imprese, famiglie e banche con conseguenze a catena”, ha aggiunto.
“Occorre un nuovo spirito per contrastare le conseguenze delle guerre. In occasione della pandemia sono state importanti le iniziative dell’Unione europea, come il PNRR che sta concludendosi. Ora occorrono nuove iniziative europee, con ingenti investimenti pubblici e privati che favoriscano la crescita. Necessita più tempestività per le decisioni europee, con investimenti nel futuro, per il capitale umano, i giovani, le donne e per le innovazioni. Non si possono attendere i tempi lunghi dei veti di singoli Stati e non c’è tempo per aspettare una nuova Costituzione per l’Europa, la via maestra per l’integrazione in una nuova democrazia”, ha sottolineato. “In questa fase, per evitare la paralisi decisionale dei veti, occorrono nella UE le cooperazioni rafforzate degli Stati. Lo stesso Euro è una cooperazione rafforzata: se fosse stata attesa l’adesione di tutti gli Stati della UE, l’Euro non sarebbe nato e non varrebbe ora un quinto delle valute mondiali – prosegue Patuelli -. Necessitano misure che stimolino gli investimenti privati, con la migliore utilizzazione, sempre libera e responsabile, del risparmio che è opportuno venga attratto da investimenti produttivi e finanziari anche a medio e lungo termine, con la riduzione della pressione fiscale per i risparmiatori in proporzione alla durata: ciò sarebbe vantaggioso per i risparmiatori – osserva -, che potrebbero ottenere maggiori rendimenti, e per gli Stati che, pur riducendo le aliquote fiscali in proporzione alla durata degli investimenti, avrebbero più introiti per la maggiore redditività degli investimenti del risparmio a medio lungo termine. È urgente che la UE approvi i provvedimenti per l’Unione dei Risparmi e degli Investimenti”.
“Sono indispensabili e urgenti i completamenti dell’Unione bancaria, dei mercati dei capitali e dei risparmi, e la minore concorrenza fiscale fra gli Stati della UE. Occorrono nuove regole comuni, Testi unici o ‘Codici’ europei di diritto innanzitutto bancario, finanziario, fiscale e penale dell’economia per far crescere la competizione economica con regole uniformi e più semplici, in un mercato davvero unico. Le potenzialità dell’economia europea sono enormi se si realizzano regole semplici e sempre più identiche, con maggiore indipendenza energetica e tecnologica, anche con fondi europei non utilizzati”, è il pensiero di Patuelli.
“Basso debito pubblico e banche sane, solide e rispettate sono indispensabili per la stabilità finanziaria, lo sviluppo e per ancor migliori rating internazionali che l’Italia merita”, ha rimarcato. “Le prospettive delle banche e del lavoro saranno fra i temi al centro del dialogo con le Rappresentanze Sindacali dei Bancari per il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro. Le persone sono al centro del mondo bancario che sviluppa una cultura del lavoro positiva e inclusiva, con pari opportunità e equilibrio di generi, per sempre più elevata qualificazione professionale e per la finanza sostenibile”.
Infine, sul Mezzogiorno: “In Italia, a cominciare dal Mezzogiorno, crescono da mesi i prestiti bancari a famiglie e imprese, vi è più offerta che domanda di prestiti, anche per le incertezze e le crisi internazionali”, ha concluso.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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