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Economia

Per Poste Italiane ricavi record in nove mesi a 9,6 miliardi, Del Fante “Risultati straordinari”

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ROMA (ITALPRESS) – Poste registra ricavi record nei primi nove mesi del 2025 pari a 9,6 miliardi, in crescita del 4% anno su anno (3,2 miliardi nel terzo trimestre, +4% anno su anno), grazie al contributo di tutte le divisioni di business. Lo comunica Poste Italiane in una nota in merito ai risultati finanziari del terzo trimestre e dei primi nove mesi del 2025. L’utile netto è pari a 1,8 miliardi, in crescita dell’11% anno su anno (603 milioni nel terzo trimestre, +6,1% anno su anno.

Nei primi 9 mesi Poste registra redditività a livelli record, con il risultato operativo (ebit) adjusted che si attesta a 2,5 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2025, in crescita del 10% anno su anno (856 milioni di euro nel terzo trimestre, +8,5% anno su anno), e l’utile netto pari a 1,8 miliardi di euro, in crescita dell’11% anno su anno (603 milioni di euro nel terzo trimestre, +6,1% anno su anno). Si tratta dei risultati dei primi nove mesi migliori dalla quotazione in Borsa: ricavi, risultato operativo (ebit) adjusted e utile netto ai massimi storici. Lo riferisce una nota di Poste Italiane.

“Dopo cinque trimestri consecutivi con una performance a livelli record, abbiamo nuovamente raggiunto risultati straordinari, con ricavi nei primi nove mesi pari a 9,6 miliardi, in crescita del 4% su base annua, e un Risultato operativo (EBIT) adjusted in crescita del 10%, a 2,5 miliardi. La solidità dei risultati raggiunti conferma ancora una volta la nostra capacità di generare una crescita sostenibile e redditizia in tutti i segmenti di business, grazie a una solida esecuzione commerciale e a un’efficace gestione dei costi”. Lo afferma Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane. “Confermiamo, pertanto – aggiunge- la piena fiducia nel raggiungimento della guidance aggiornata per l’intero esercizio 2025, che prevede un Risultato operativo (EBIT) adjusted pari a 3,2 miliardi e un utile netto pari a 2,2 miliardi. La crescita dei ricavi nel settore Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione è stata trainata dall’aumento dei volumi dei pacchi e sostenuta da una maggiore diversificazione della base clienti, con ricavi superiori a 2,8 miliardi nei primi nove mesi. I Servizi Finanziari hanno registrato un aumento dei ricavi da terzi del 5% anno su anno, raggiungendo 4,2 miliardi nei primi nove mesi, sostenuti da una consistente performance del portafoglio di investimenti e da una solida performance commerciale. I Servizi Assicurativi hanno registrato una solida redditività sia nel comparto assicurativo Investimenti e Previdenza che nel business della Protezione, con ricavi in crescita del 10% nei primi nove mesi, che si attestano a 1,4 miliardi”.

“I Servizi Postepay – prosegue – confermano la loro capacità di generare una crescita sostenibile dei ricavi e una solida accelerazione della redditività, con ricavi in crescita del 5% a 1,2 miliardi e il Risultato operativo (EBIT) adjusted in crescita del 9% a 416 milioni nei primi nove mesi, sostenuti dall’aumento del transato del 9,3% e dalla crescita del numero complessivo di transazioni dell’ecosistema pari al 12,8%. La base clienti relativa all’offerta retail di Poste Energia per luce e gas ha raggiunto circa 950.000 clienti, in linea con il raggiungimento dell’obiettivo di 1 milione di clienti entro la fine dell’anno. Sono lieto di annunciare che la migrazione dei nostri clienti alla Super App è stata completata con successo. Ad oggi la Super App è utilizzata da 15 milioni di clienti, con 4,1 milioni di utenti attivi su base giornaliera nel mese di novembre 2025, un dato che supera il numero complessivo di utenti delle nostre precedenti app considerate insieme. Manteniamo un bilancio di gruppo solido, con un basso livello di indebitamento e un coefficiente di solvibilità assicurativa Solvency II pari al 312%, ben al di sopra delle nostre ambizioni manageriali, che ci garantisce una notevole flessibilità finanziaria. Il 26 novembre distribuiremo un acconto sul dividendo record di 0,40 per azione, equivalente a 518 milioni totali, in crescita di un consistente 21% rispetto all’anno scorso. Stiamo accelerando sulle iniziative che valorizzano le sinergie con TIM. Nel primo trimestre del 2026 Poste Mobile avvierà la migrazione verso l’infrastruttura mobile di TIM, a seguito della firma del contratto MVNO. Inoltre, il 29 settembre abbiamo lanciato “TIM Energia powered by Poste Italiane” in oltre 750 punti vendita TIM, con risultati iniziali che mostrano un andamento commerciale solido e promettente. Stiamo, inoltre, lavorando attivamente su ulteriori opportunità di cross-selling e iniziative di ottimizzazione dei costi, attraverso attività di procurement congiunto. Comunicheremo gli sviluppi al mercato in modo graduale, man mano che i relativi accordi verranno finalizzati. Abbiamo, inoltre, compiuto un nuovo passo decisivo verso l’innovazione digitale con la firma di una lettera di intenti, per dare vita a una joint venture con TIM Enterprise, dedicata ai servizi IT basati sul cloud. Ancora una volta, questi eccellenti risultati testimoniano la dedizione e la professionalità di tutti i nostri dipendenti, il cui impegno quotidiano rimane al centro del nostro successo”.

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– foto ufficio stampa Poste Italiane –

(ITALPRESS).

Economia

100 imprese alla Farnesina, Tajani “Ampliare l’accesso ai mercati esteri è strategico”

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ROMA (LA4NEWS/ITALPRESS) – Si è svolta alla Farnesina la IIa edizione italiana del “Market Access Day”, organizzata dal Ministero degli Esteri in cooperazione con la Commissione europea. L’evento ha avuto l’obiettivo di presentare le opportunità che sono offerte alle imprese italiane dalla Politica commerciale dell’Unione Europea, grazie agli strumenti con cui essa promuove il superamento delle barriere all’accesso ai mercati dei Paesi terzi.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel suo messaggio per l’evento, ha valorizzato il Market Access Day quale appuntamento fondamentale nel contesto della Diplomazia della Crescita, evidenziando come l’accesso ai mercati sia centrale per la strategia di diversificazione promossa dalla Farnesina. Il Ministro ha sottolineato come il superamento di tutti gli ostacoli che rallentano gli scambi sia per il Governo un obiettivo chiave: “nel 2025 le nostre esportazioni hanno toccato il record di 643 miliardi. Nei primi sette mesi del 2026 l’export è cresciuto del 4,6%. I 700 miliardi entro il 2027 sono il traguardo a cui puntiamo”.

Le circa 100 imprese e associazioni di categoria presenti hanno potuto approfondire direttamente con i rappresentanti di Commissione europea, Farnesina, Ministero della Salute, MASAF, ICE-Agenzia, SIMEST e Banca d’Italia gli strumenti che la Politica Commerciale dell’UE utilizza sia per aprire nuovi mercati all’export italiano. Tale azione si poggia anzitutto sull’ampia rete globale di accordi di libero scambio e sulla costante azione di contrasto alle barriere non tariffarie al commercio, a cominciare dalle barriere sanitarie e fitosanitarie che ostacolano l’export nel settore agroalimentare. Sono stati inoltre esaminati gli strumenti UE per tutelare l’industria europea dalle importazioni alimentate da pratiche commerciali sleali.

Fra gli Accordi di libero scambio conclusi dall’Unione europea, la discussione si è focalizzata su quelli con il Mercosur e l’India e sulle importanti ricadute positive per le imprese italiane esportatrici. È stato infine evidenziato il ruolo centrale che le associazioni di categoria, ICE e la rete diplomatico-consolare della Farnesina svolgono nell’intercettare, raccogliere e segnalare barriere non tariffarie al commercio. Grazie al dialogo aperto che ha animato l’evento, sono stati raccolti da parte della Farnesina e della Commissione europea numerosi spunti e segnalazioni, utili per indirizzare con ancora maggiore efficacia l’azione del Governo volta a facilitare l’accesso ai mercati terzi per le imprese italiane.

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– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Ok del Senato a scostamento di bilancio e Dpfp, Giorgetti “Un passo consapevole dalla linea di prudenza”

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ROMA (ITALPRESS) – L’Aula del Senato ha approvato con 109 voti favorevoli, 61 contrari e 2 astenuti la risoluzione della maggioranza che autorizza lo scostamento di bilancio legato al documento programmatico di finanza pubblica 2026. Successivamente l’Aula ha approvato con 108 voti favorevoli, 61 contrari, 2 astenuti la risoluzione di maggioranza per il Documento programmatico di finanza pubblica 2026.

LE PAROLE DI GIORGETTI ALLA CAMERA

“Programmare a tre anni, in situazioni di grande turbolenza, di grandi cambiamenti, di tensioni politiche, è assai complicato, gli aggiornamenti sono settimanali, e la decisione fondamentale, quando il bollettino metereologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto, è quella di assicurarsi le condizioni dell’imbarcazione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo nell’aula della Camera, in merito al documento programmatico di economia e finanza pubblica. “È quello che abbiamo fatto e che stiamo cercando di fare, arrivando da 4 anni di consolidamento anche nei mercati internazionali – ha aggiunto Giorgetti – e quindi questa rotta, riteniamo di doverla confermare, in un momento come questo, in cui si annunciano nuvoloni all’orizzonte”. Il ministro Giorgetti ha confermato che il documento “risponde a questa impostazione, si mira a rispettare il sentiero di consolidamento e sostenibilità della finanza pubblica e che punta rispettare i target dalla governance europea, poi se alcune circostanze lo permetteranno potrà essere conseguita l’uscita dalla procedura di deficit eccessivo la prossima primavera”.

“L’onere sul debito, e a me tocca ricordare che il debito che abbiamo ereditato, che è stato costruito da generazioni di governi, è un debito che non ci permette, sostanzialmente, di variare troppo sul tema e quindi purtroppo quella linea di voce di spesa, che non è emendabile da nessuno, che è un dato di fatto, in relazione a questa situazione, è destinata a lievitare. E proprio per questo, purtroppo la politica restrittiva in termini monetari non aiuta la finanza pubblica, e non aiuta l’economia reale – ha aggiunto Giorgetti – e però in questo momento, è un atto tra virgolette dovuto, in base al classico approccio di politica monetaria delle banche centrali”.

“Sullo scostamento di bilancio ricordo che l’attivazione della clausola è un passo consapevole di deviazione rispetto alla linea di sostenibilità e prudenza: lo 0,3% n più di deficit per energia e difesa, sono qualcosa che la commissione europea riconosce, e che i mercati hanno riconosciuto compatibile con un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano. Per questo il governo si ritiene sufficientemente motivato nel chiederlo a questo parlamento. Naturalmente questo 0,3% , relativo alla difesa, deriva da obblighi internazionali – ha sottolineato Giorgetti – e impegni che il Paese ha preso nel tempo. Quello relativo all’energia è frutto di un lavoro che il governo ha svolto a livello di commissione, che ha concesso questo spazio, che sarà volto ad investimenti per garantire la sicurezza energetica e anche volta a dare sostegno, in modo selettivo e temporaneo, a famiglie e imprese in difficoltà. L’iter è in corso, non si è concluso, ma riteniamo che la richiesta sia dovuta”.

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“In questo momento l’auspicio è che sia condiviso l’approccio di permettere all’Italia di presentarsi in modo credibile alle istituzioni e ai mercati, e auspichiamo sia condiviso l’approccio di chiedere uno scostamento di bilancio per energia e difesa. Non si tratta di scostamenti indiscriminati in numero e quantità ma è uno scostamento di bilancio consapevolmente richiesto, e che garantisce la sostenibilità della nostra finanza pubblica e del nostro debito senza mettere a rischio quello costruito in questi 4 anni”.

– Foto Ipa Agency –
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Economia

Bankitalia, saldo della bilancia dei pagamenti turistica in avanzo di 4,7 miliardi a luglio

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ROMA (ITALPRESS) – A luglio il saldo della bilancia dei pagamenti turistica dell’Italia è risultato in avanzo di 4,7 miliardi, in crescita rispetto allo stesso mese del 2025. Sia la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia (8,3 miliardi) sia quella dei viaggiatori italiani all’estero (3,6 miliardi) sono aumentate nel confronto con luglio 2025, rispettivamente del 6,8 e dell’1,5%. E’ quanto emerge dall’indagine della Banca d’Italia.

Anche nella media dei tre mesi terminanti a luglio, entrambi i flussi hanno registrato un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di nuovo maggiore per le entrate (5,5%) che per le uscite (2,1%). La crescita della spesa in Italia è risultata più elevata per i viaggiatori provenienti dai paesi extra-UE rispetto a quelli dai paesi della UE (6,8 e 4,4%). La spesa degli italiani all’estero è invece cresciuta nei paesi UE (5,2%) ma è diminuita in quelli extra-UE (-1,5%).

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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