Cronaca
Atp Finals, Sinner batte anche De Minaur ed è in finale
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4 mesi fa-
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Redazione
TORINO (ITALPRESS) – Jannik Sinner non si ferma: batte Alex De Minaur 7-5 6-2 dopo un’ora e 52 minuti di gioco e per il terzo anno di fila raggiunge l’ultimo atto delle Atp Finals. Sul veloce della Inalpi Arena di Torino, il 24enne altoatesino si conferma la bestia nera dell’australiano: tredicesimo confronto e tredicesima vittoria di Sinner, che domani proverà a bissare il successo dello scorso anno contro il vincente dell’altra semifinale che metterà di fronte Carlos Alcaraz e Felix Auger-Aliassime. “E’ stata una partita molto difficile. All’inizio ho sbagliato un pò troppo in risposta e lui ha servito bene. Nel secondo set ho alzato il livello e ho preso confidenza. Sono contento di aver vinto e domani sarà un giorno importante – le parole dell’italiano – All’ultimo torneo dell’anno si arriva un pò stanchi, il pubblico mi dà una spinta ulteriore. Giocare in casa è speciale, domani sarà difficile ma sono contento di essere ancora in finale”.
Il numero 2 del mondo – che ha vinto tutti gli ultimi 18 set giocati a Torino – continua così il suo 2025 da sogno: 57 match vinti su 63 e decima finale della stagione per l’azzurro, che fin qui ha vinto Australian Open, Wimbledon, il Masters 1000 di Parigi e i tornei di Pechino e Vienna e che domani avrà la chance di conquistare il 24esimo titolo della carriera. Come detto, inoltre, quella di domani sarà per lui la terza finale consecutiva nel torneo dei Maestri: l’ultimo a riuscirci fu Novak Djokovic, che giocò l’ultimo atto delle Finals per cinque stagioni in fila (2012-2016), trionfando quattro volte (ko con Murray nel 2016). Per Sinner, infine, 30esima vittoria consecutiva a livello indoor (ultima sconfitta proprio alle Atp Finals 2023 contro Djokovic), che si avvicina al quarto posto di Ivan Lendl (32) e al terzo di Roger Federer (33). Più avanti Djokovic (35) e il recordman John McEnroe (47).
– foto Image –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Voghera, dal 14 marzo all’Ex Casino Sociale: in mostra L’Aquila «sospesa» di Ermanno Barchiesi
Pubblicato
12 minuti fa-
10 Marzo 2026di
Redazione
Il reportage del fotografo milanese rivive nelle sale del Teatro Valentino Garavani fino al 4 aprile: un viaggio in bianco e nero tra le architetture ferite dal sisma.
di Emanuele Bottiroli
VOGHERA – C’è un istante preciso, una terra di mezzo tra la polvere del trauma e il rumore della rinascita, che sfugge spesso alle cronache ma non all’occhio attento della grande fotografia d’autore. È in questo “limbo temporale” che si muove la ricerca di Ermanno Barchiesi, protagonista della mostra “L’Aquila 2015: uno sguardo sulla città sospesa”, ospitata dal 14 marzo al 4 aprile 2026 nelle sale dell’Ex Casino Sociale di Voghera.
In un’epoca di immagini digitali ed effimere, consumate con voracità sui display dei nostri smartphone, il lavoro di Barchiesi, fotografo marchigiano di nascita e milanese di adozione, si impone come un rigoroso esercizio di memoria collettiva. Il suo sguardo sulla città abruzzese non cerca il clamore dell’emergenza immediata — quella delle macerie ancora calde del 2009 — né celebra la ricostruzione ormai giunta a una fase di consolidamento nel 2025. Al contrario, l’obiettivo si sofferma sul 2015: l’anno dei puntelli, delle impalcature e dei tiranti che, come complessi bendaggi metallici, sorreggono facciate ferite e palazzi storici.
Le opere esposte, realizzate in un bianco e nero di classica precisione, richiamano esplicitamente la lezione dei maestri della fotografia documentaria italiana, da Paolo Monti a Gabriele Basilico. Barchiesi elimina la “distrazione” del colore per concentrarsi sulla “pelle” degli edifici. Le texture delle pietre, i volumi geometrici delle strutture di contenimento e le piazze spettralmente silenziose diventano i soggetti di un’estetica involontaria dell’attesa. È una dialettica potente tra la fragilità dell’architettura secolare e la resistenza ferrea di un territorio che ha scelto la via della conservazione metodica per non arrendersi all’oblio.
Ciò che colpisce nella visione di Barchiesi è la capacità di trasformare l’elemento tecnico — il ferro dei tubi Innocenti, il legno delle puntellature — in una metafora della cura. Come sottolineato dal critico Gianni Maffi, in queste immagini si legge una tensione emotiva contenuta, mai esibita: c’è qualcosa di profondamente umano in queste vedute urbane prive di figure, dove la città-paziente attende con dignità la sua guarigione, protetta da esoscheletri che la rendono a tratti irriconoscibile ma ancora viva.
Il fotografo, che cura personalmente ogni fase del processo, applica al supporto digitale l’esperienza espressiva maturata con il banco ottico e la pellicola analogica, ottenendo una gamma di grigi che restituisce profondità e anima al granito e al travertino. Il reportage diventa così una riflessione sul tempo: non quello accelerato della cronaca, ma quello lento della sedimentazione e della rigenerazione.
L’esposizione, organizzata da Spazio 53 in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, si inserisce nel solco delle celebrazioni che vedranno l’Abruzzo protagonista con “L’Aquila 2026 Capitale italiana della Cultura”. Rappresenta un’occasione preziosa per il pubblico per confrontarsi con un lavoro che trascende la pura documentazione architettonica per toccare le corde dell’identità. Visitare questa mostra significa immergersi in un silenzio contemplativo, un invito a guardare oltre la superficie delle cose per scorgere, nel reticolo dei tiranti, la volontà incrollabile di una comunità di restare aggrappata alla propria storia.
TACCUINO
- Mostra: L’Aquila 2015: uno sguardo sulla città sospesa
- Dove: Ex Casino Sociale del Teatro Valentino Garavani, Via Gioacchino Dell’Isola 2, Voghera (PV).
- Date: Dal 14 marzo al 4 aprile 2026.
- Inaugurazione: Sabato 14 marzo, ore 16:00. Sarà presente l’autore.
- Orari: Martedì e venerdì ore 10-12; sabato ore 10-12 e 16-18. Ingresso libero.
- Organizzazione: Spazio53.
- Patrocini: Comune di Voghera – Assessorato alla Cultura.
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Cronaca
Terzo settore, al Senato il convegno “Oltre le appartenenze”
Pubblicato
47 minuti fa-
10 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il futuro della rappresentanza del Terzo Settore e il suo ruolo nella tenuta sociale dell’Italia al centro del convegno “Oltre le appartenenze: il Terzo Settore come pilastro della coesione sociale”. L’incontro, promosso dal senatore Lucio Malan e svolto presso Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato della Repubblica, ha riunito alcune tra le principali organizzazioni del mondo associativo italiano per avviare una riflessione sul ruolo pubblico del Terzo Settore in una fase segnata da profonde trasformazioni sociali ed economiche. Al centro del confronto la necessità di rafforzare il Terzo Settore come soggetto autonomo, pluralista e capace di rappresentare in modo autentico le istanze delle comunità e dei territori. “Come governo riteniamo il terzo settore una leva strategica di coesione sociale, di aiuto ai più fragili e di sostenibilità del welfare. Favoriamo una pari dignità tra pubblico e privato sociale in modo da soddisfare i bisogni di tutti i cittadini. Agiamo in nome della trasparenza così che le organizzazioni possano gestire la burocrazia con la giusta misura e promuoveremo riforme del codice del Terzo Settore per far sì che sia un asset strategico che sia attenzionato dal Governo”, le parole di Maria Teresa Bellucci, viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega al Terzo Settore. Una parte importante del dibattito è stata dedicata al rilancio della rappresentanza del Terzo settore come spazio di confronto democratico e luogo di sintesi capace di superare logiche di appartenenza e schieramenti precostituiti, restituendo al sistema associativo una rappresentanza più autorevole e condivisa. “L’importanza del Terzo Settore per l’Italia è davvero grande ed è utile che il Senato e il Governo ascoltino quali sono le necessità. Molti interventi sono stati già fatti con dei finanziamenti e delle agevolazioni, ma occorre anche tagliare la burocrazia per sottrarre da oneri irragionevoli chi lavora per gli altri e avere la miglior interazione possibile tra le realtà del Terzo Settore e le istituzioni”, ha sottolineato il senatore Lucio Malan. Nel corso dell’incontro è stata presentata la proposta di istituire un Osservatorio permanente sul Terzo Settore, realizzato in collaborazione con il mondo universitario, con l’obiettivo di approfondire le dinamiche del settore, analizzarne criticità e potenzialità e rafforzarne la capacità di dialogo con istituzioni e comunità. Tra gli enti aderenti all’iniziativa figurano Fictus, Asi e Opes, rappresentata dal presidente nazionale Juri Morico: “Abbiamo ragionato nell’ecosistema delle infrastrutture del Terzo Settore che devono mettere in condizione i dipendenti di adempiere il loro compito, ovvero creare valore. Stiamo cercando di passare a una sussidiarietà orizzontale nel privato-sociale, cercando di facilitare lo scambio di competenze”, ha detto il numero uno di Opes. “La sfida oggi? Trasformare la pluralità del Terzo Settore – aggiunge Morico – in una ricchezza il più possibile condivisa, aumentarne la capacità di generare cooperazione e sviluppo sociale. E’ in questo senso che la sussidiarietà orizzontale del privato sociale diventa una leva strategica: un modo per rafforzare la capacità delle organizzazioni di sostenersi reciprocamente, di crescere insieme e di moltiplicare l’impatto positivo delle loro attività sui territori. La nostra posizione resta improntata alla responsabilità e al dialogo, favorendo una rappresentanza più ampia, più partecipata e più capace di interpretare la ricchezza del Terzo Settore italiano”. In un contesto in cui il sistema del welfare affronta nuove sfide e crescenti fragilità sociali, le organizzazioni della società civile sono chiamate a svolgere un ruolo sempre più decisivo nel promuovere solidarietà, partecipazione e coesione sociale, in modo da poter rendere più concreta la rappresentanza del Terzo Settore nel Paese.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).
Cronaca
Cina, commercio estero in aumento del 18,3% nei primi due mesi del 2026
Pubblicato
47 minuti fa-
10 Marzo 2026di
Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il commercio estero della Cina è cresciuto del 18,3% su base annua nei primi due mesi del 2026, hanno mostrato oggi i dati dell’Amministrazione generale delle dogane.
I dati mostrano che il volume totale del commercio di beni ha raggiunto i 7.730 miliardi di yuan (circa 1.120 miliardi di dollari USA) nel periodo.
Le esportazioni sono aumentate del 19,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, raggiungendo i 4.620 miliardi di yuan, mentre le importazioni sono cresciute del 17,1%, fino a 3.110 miliardi di yuan, secondo i dati.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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