Cronaca
Italian Hydrogen Summit alla Camera, chiesto avvio di un tavolo interministeriale
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8 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Avviare un tavolo di lavoro interministeriale sull’idrogeno per affrontare lo sviluppo della filiera industriale, superare le attuali criticità esistenti e creare strumenti efficaci. E’ la richiesta emersa nel corso dell’Italian Hydrogen Summit, l’appuntamento annuale promosso da H2IT, Associazione Italiana Idrogeno. Alla Camera dei Deputati si sono riuniti rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, esperti e stakeholder del settore, per approfondire il ruolo dell’idrogeno nel panorama delle energie rinnovabili e il suo valore strategico per rafforzare la sicurezza energetica. A un anno dalla pubblicazione della Strategia Nazionale Idrogeno, le imprese chiedono una visione di lungo periodo e strumenti per pianificare investimenti strutturali, nella consapevolezza che occorre rafforzare la filiera industriale e la capacità manifatturiera.
L’idrogeno non è un prodotto che entra in un mercato esistente, ma un’intera filiera che necessita di uno sviluppo integrato e coordinato tra vari ambiti di competenza istituzionale. Il 2025 è un anno strategico per il futuro dell’idrogeno nel nostro Paese: le aziende stanno completando i progetti finanziati dal PNRR in scadenza nel 2026 e avviando l’implementazione delle iniziative IPCEI (Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo). Parallelamente, si moltiplicano gli investimenti privati per la produzione di idrogeno rinnovabile destinato all’industria e alla mobilità. A livello europeo, permane la necessità di una semplificazione regolatoria che consenta di accelerare gli investimenti e rendere il mercato più attrattivo.
La mancanza di tempistiche definite e il rallentamento nell’attuazione del Decreto Tariffe, volto a incentivare la produzione di idrogeno rinnovabile tramite contratti per differenza, unitamente al mancato recepimento della Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III) – che prevedeva l’introduzione di quote minime obbligatorie di utilizzo di RFNBO (Renewable Fuels of Non-Biological Origin) nell’industria e nei trasporti – rappresentano elementi di forte preoccupazione per H2IT. Tali criticità rischiano di compromettere lo sviluppo del settore e la competitività del sistema nazionale. Queste misure rappresentavano un passaggio strategico per la creazione di un mercato nazionale dell’idrogeno, in linea con le direttive europee e con la Strategia Nazionale Idrogeno. L’assenza di queste disposizioni rallenta l’intera filiera, mette a rischio le prospettive di sviluppo di un’industria nazionale dell’idrogeno e gli investimenti previsti dal PNRR per il settore, compromettendo anche la fiducia degli investitori e rischiando di vanificare anni di lavoro congiunto tra istituzioni e imprese.
E’ urgente, pertanto, favorire un dialogo aperto e costruttivo tra i Ministeri competenti, il mondo industriale e i territori. Al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) fanno riferimento circa un miliardo e mezzo di euro di investimenti PNRR destinati al settore idrogeno e due strumenti normativi fondamentali per l’attuazione della Strategia Nazionale Idrogeno: il Decreto Tariffe (che incentiva la produzione di idrogeno rinnovabile) e la citata Direttiva RED III. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), nell’ambito dello sviluppo della filiera dell’idrogeno in Italia, ha una dotazione di circa 2 miliardi di euro destinati agli IPCEI idrogeno. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha stanziato altri 600 milioni di euro di fondi PNRR per lo sviluppo della mobilità a idrogeno stradale e ferroviaria. Dal Summit è emersa la necessità di costruire strumenti a supporto della domanda industriale, per favorire il ricambio tecnologico con apparecchiature hydrogen-ready nei settori industriali difficili da elettrificare e della domanda nella mobilità, per favorire l’acquisto di flotte di veicoli a zero emissioni. E’ centrale anche il ruolo del Ministero per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, per avviare una visione strategica post-PNRR, capace di dare continuità agli investimenti e fiducia agli operatori del settore. L’idrogeno è una sfida europea, e l’Italia si sta posizionando in modo competitivo in questo scenario, per cui è essenziale accompagnare la transizione verso un mercato dell’idrogeno maturo, capace di generare valore, occupazione e innovazione per il Paese.
Il 2025 è stato un anno di concretezza per il settore dell’idrogeno. Alcune Regioni hanno saputo sostenere le imprese e valorizzare il proprio territorio per favorire lo sviluppo di una filiera. La Lombardia, ad esempio, con il progetto del treno a idrogeno, sta realizzando un flagship project, unico anche a livello europeo, con l’obiettivo di espandere un ecosistema di mobilità sostenibile che comprende lo sviluppo di stazioni di rifornimento lungo le autostrade. Il Friuli-Venezia Giulia, invece, con la North Adriatic Hydrogen Valley ha creato un ecosistema dell’idrogeno transfrontaliero, mentre la Puglia è stata tra le prime Regioni a dotarsi di una strategia sull’idrogeno, in un panorama di rinnovabili unico e un tessuto industriale molto forte.
“L’idrogeno è senza dubbio un tema strategico, proiettato verso il futuro e in grado di offrire un contributo determinante alla riduzione delle emissioni di CO2 – ha detto Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione -. Ci troviamo in una fase particolarmente significativa, sia sotto il profilo della ricerca sia sotto quello dell’applicazione concreta delle tecnologie. Dobbiamo tuttavia essere consapevoli che i costi restano ancora elevati, e ciò richiede un impegno costante e una visione di lungo periodo. I costi dell’energia sono destinati ad aumentare. Oggi non siamo competitivi: è necessaria una strategia energetica europea e l’adozione di misure che promuovano la neutralità tecnologica. Non possiamo limitarci a seguire precetti ideologici; deindustrializzare è semplice, reindustrializzare molto più complesso. Lo stanziamento di ingenti risorse attraverso il PNRR, insieme a riforme come la semplificazione normativa e l’introduzione di incentivi, rappresentano passi avanti importanti che vanno nella direzione giusta”.
Per Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, “quello dell’idrogeno è un tema di grandissima rilevanza. Ringrazio il Presidente Dossi per l’iniziativa odierna, che si pone un obiettivo importante: favorire il confronto fra istituzioni, aziende e operatori per mettere al centro i recenti sviluppi del settore. L’idrogeno è un vettore che ha prospettive enormi e confidiamo possa essere un elemento essenziale di quello che sarà il mix energetico del futuro. L’idrogeno per il Governo è un pilastro fondamentale nella transizione energetica. L’Italia ha messo in campo la Strategia Nazionale per l’idrogeno in favore di una filiera, che ha bisogno di un mercato solido, che dobbiamo accompagnare con nuovi strumenti. Bisogna lavorare anche per ridurre i costi di produzione, dobbiamo passare a dei prezzi che siano compatibili con il mercato, siamo ancora due, tre, quattro volte superiori. L’idrogeno – ha aggiunto – deve diventare un volano per la valorizzazione dell’industria nazionale ed europea e sono certo che dall’incontro di oggi arriveranno quei contributi di grande interesse che ci accompagneranno ad adeguare il nostro quadro normativo. Dobbiamo aumentare la produzione a livello di continente europeo e nelle importazioni: la previsione del 2030 di 10 milioni di tonnellate prodotte in Ue e 10 milioni di importazione è un obiettivo sfidante. L’idrogeno è l’elemento più diffuso al mondo e come Italia possiamo dire che abbiamo un grande giacimento anche noi”.
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha sottolineato: “Il Governo riconosce il ruolo strategico dell’idrogeno per la sicurezza energetica e la decarbonizzazione per quei settori industriali che non dispongono ancora di alternative tecnologiche. L’Italia dispone di una filiera avanzata, con competenze tecnologiche distribuite lungo l’intera catena del valore, dagli elettrolizzatori ai sistemi di stoccaggio. Abbiamo investito negli IPCEI e attivato strumenti che mobilitano ulteriori risorse per sostenere la transizione ecologica. L’obiettivo è valorizzare l’ecosistema industriale nazionale e rafforzare la competitività europea tramite scelte rapide e pragmatiche. L’Italia – ha evidenziato Urso – è pronta a guidare questa sfida, promuovendo innovazione, nuovi impianti produttivi e partnership tra imprese e ricerca”.
Raffaele Fitto, Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea e Commissario Europeo per la Politica Regionale e di Coesione, in un videomessaggio, ha affermato: “Il Summit conferma che il tema dell’idrogeno è ormai pienamente al centro dell’agenda energetica e industriale. Non parliamo più di un settore emergente, ma di uno dei pilastri della transizione che stiamo costruendo. L’Italia ha scelto di investire con determinazione in questa direzione e la strategia nazionale sull’idrogeno sta già consentendo al Paese di posizionarsi tra i protagonisti europei nei processi di innovazione, decarbonizzazione e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. In questo percorso, la politica di coesione continua a rappresentare un alleato fondamentale. Con gli attuali programmi investiamo complessivamente 5 miliardi di euro nei sistemi energetici intelligenti, incluso l’idrogeno: risorse che sostengono progetti concreti e in grado di generare un impatto reale. Abbiamo introdotto nuovi incentivi e maggiore flessibilità per accelerare gli investimenti nella decarbonizzazione e nella sicurezza energetica”.
Secondo Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera, “l’industria dell’idrogeno per l’Italia e per l’Europa rappresenta un pilastro fondamentale nella strategia complessiva della decarbonizzazione. Come Paese siamo consapevoli degli sforzi finora profusi e di quelli che ancora ci attendono per centrare gli obiettivi dell’agenda 2030. Il nostro faro d’azione è quello di arrivare progressivamente ad avere un mix di vettori energetici green a costi sostenibili che possano aiutare il mondo produttivo italiano e europeo a crescere e a rimanere competitivo. Al riguardo ringrazio il ministro Pichetto Fratin per aver impresso una svolta epocale nella strategia dell’approvvigionamento energetico coinvolgendo in questo processo tutti i protagonisti della filiera come H2IT, azienda leader nel settore dell’idrogeno che, sono certo, contribuirà a dare il suo prezioso apporto in termini di sapere e di conoscenza per attuare più velocemente la transizione energetica e ambientale in corso”.
Per Alberto Dossi, Presidente di H2IT: “Oggi l’Italia sta costruendo un ecosistema dell’idrogeno solido e competitivo, grazie a una rete di competenze che copre l’intera catena del valore. Non siamo più solo nella fase della sperimentazione: stiamo creando la domanda, e questo rappresenta un passaggio decisivo per rendere l’idrogeno una leva concreta della decarbonizzazione e della sicurezza energetica. L’idrogeno non è un esperimento, ma una vera strategia industriale che deve essere sostenuta nella neutralità tecnologica, lasciando al mercato la possibilità di scegliere. Per questo – ha concluso Dossi – chiediamo strumenti chiari e continui, dal recepimento della Direttiva RED III al Decreto Tariffe, per rendere l’idrogeno rinnovabile competitivo. Senza obiettivi nazionali precisi e senza continuità nei finanziamenti rischiamo di perdere progetti, competenze e opportunità. Il mondo corre, e l’Italia deve mantenere il passo, puntando su competitività, sovranità tecnologica e crescita industriale”.
– foto ufficio stampa ItalCommunications –
(ITALPRESS).
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Pubblicato
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2 Agosto 2026di
Redazione
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Chiara Pellacani medaglia d’oro nel trampolino 1 metro agli Europei di tuffi di Parigi. L’azzurra conduce la gara sin dall’inizio e allunga sulle inseguitrici tra la quarta e la quinta rotazione, chiudendo con un totale di 298.90 punti. La 23enne romana, oro nel trampolino 3 metri in coppia con Matteo Santoro qualche ora prima, precede la svizzera Michelle Luisa Heimberg, argento con 258.80 a quasi un tuffo di differenza dall’azzurra. Bronzo alla britannica Desharne Bent-Ashmeil con 254.35 punti. Va vicina al podio l’italiana Elisa Pizzini, che termina quinta con 245.30 punti a meno di 10 punti dal bronzo di Bent-Ashmeil.
Si tratta della terza medaglia d’oro – la sesta complessiva – per l’Italia agli Europei, dopo quelle nel team eventi di tuffi – con Jodoin Di Maria, Santoro, Pelligra e Pellacani – e nel trampolino 3 metri con Santoro e Pellacani in coppia.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Tragico incidente sulla Rieti-Terni, 6 morti e 26 feriti
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25 minuti fa-
2 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Sei morti e 26 i feriti: è il bilancio di un tragico incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di oggi sulla Rieti-Terni, nella zona di Colli sul Velino, al confine tra Umbria e Lazio. A scontrarsi sono stati un camper, un pullman e alcune auto.
I feriti sono stati trasportati da Ares 118 all’ospedale Gemelli di Roma (uno in codice rosso) in elisoccorso, e a Rieti (un codice rosso, 6 codici gialli, 3 codici verde).
I soccorritori del 118 Umbria hanno trasportato all’ospedale di Terni 3 feriti in codice rosso (di cui uno con l’elisoccorso, deceduto in seguito), 3 in codice giallo e 2 in codice verde. Altri 8 feriti sono trasportati negli ospedali di Perugia, Spoleto e Foligno.
E’ intervenuta anche la Protezione Civile. Alla biglietteria delle Cascate delle Marmore è stato istituito un punto di raccolta per le persone illese.
Fonte foto Ares 118
(ITALPRESS).
Cronaca
Sincro, Pelati e Ruggiero argento europeo nel duo misto tecnico
Pubblicato
6 ore fa-
2 Agosto 2026di
Redazione
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Filippo Pelati e Lucrezia Ruggiero medaglia d’argento nel duo misto tecnico agli Europei di nuoto artistico di Parigi. Dopo il bronzo nel misto libero, gli azzurri fanno il bis totalizzando 229.0092 punti con una routine completamente nuova – e preparata appositamente per la rassegna francese – intitolata “Guarda! E’ amore”, e si fermano a soli sei decimi di punto dal gradino più alto del podio. La medaglia d’oro va alla coppia britannica formata da Isabelle Thorpe e Ranjuo Tomblin, d’oro anche nel programma libero ieri, con 229.6783 punti. Bronzo agli Atleti Neutrali, che si tolgono dalla lotta per l’oro a causa di un errore nella compilazione della coach card da parte dello staff, con 215.9201 punti messi insieme da Alina Rumiantseva e Zakhar Trofimov. Ai piedi del podio ci sono Spagna (210.8584) e Israele (193.8017). Si tratta della quarta medaglia agli Europei per l’Italia, dopo l’oro nel team event di tuffi – con Pellacani, Jodoin Di Maria, Santoro e Pelligra – l’argento di Filippo Pelati nel solo tecnico di nuoto artistico e il bronzo di Pelati/Ruggiero nel misto libero.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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