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Al Gran Gala di Firenze celebrate le eccellenze azzurre del canottaggio

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FIRENZE (ITALPRESS) – Il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze per celebrare le eccellenze dell’Italremo. La Federcanottaggio rende merito alle medaglie d’oro della stagione 2025 e consegna i premi “Protagonisti” e “Passione per il Canottaggio”. Sul palco 45 azzurri tra campioni mondiali, europei, vincitori di Coppa del Mondo, Universiadi e Coupe de la Jeunesse, insieme a Giacomo Perini che la Fic ha voluto festeggiare dopo la vittoria del ricorso al Tas per l’assegnazione del bronzo vinto sul campo alle Paralimpiadi di Parigi 2024. E poi il gran finale con il quattro di coppia maschile campione mondiale a Shanghai con Luca Chiumento, Luca Rambaldi, Andrea Panizza e Giacomo Gentili e vincitore in Coppa del Mondo a Varese con Matteo Sartori al posto di Chiumento.

“Dopo l’argento di Parigi, tutti quanti ci siamo presi un periodo di pausa – le parole di Gentili – Io forse più di tutti, pertanto ringrazio i miei compagni per la fiducia che mi hanno saputo dare nel giusto momento. La serenità raggiunta poco prima del Mondiale e il divertimento che ci regala il nostro sport ci hanno portato l’oro di Shanghai”. “Ormai siamo un quartetto rodato da tempo, sappiamo quando dobbiamo rimanere uniti nei momenti di difficoltà di un compagno – ha aggiunto Panizza – Sappiamo quando occorre esser pronti per affrontare le gare più importanti della stagione”. Rambaldi ha parlato di “anno in salita, gli Europei sono stati la gara peggiore disputata in questi sette anni. Ci è servita e fatto capire che dovevamo rimboccarci le maniche e archiviare l’argento di Parigi. Abbiamo costruito una barca veramente solida verso Shanghai, soprattutto durante l’estate, e questo ci ha dato grande forza”. Chiumento ha poi sottolineato che “amore e passione per il canottaggio mi hanno spinto ad andare sempre avanti, a superare le difficoltà registrate quest’anno. La tenacia è l’arma in più che posso metter in campo e offrire ad esempio per i giovani”.

Sartori ha infine ringraziato i compagni per la condivisione del loro bagaglio di esperienza. Il 2025 è stato anche l’anno della prima medaglia d’oro in Coppa del Mondo nel due senza femminile, l’argento agli Europei, il quarto posto ai Mondiali, oltre al secondo posto nell’otto misto. “C’è ancora molto da conquistare, ma il punto di partenza, in direzione Los Angeles 2028, è stato piuttosto buono – ha detto Alice Codato – E’ stato molto bello condividere questa avventura con Laura perchè ci siamo divertite molto”. Per Laura Meriano, “è stata una fortuna trovare da subito questa sintonia con Alice. Ci siamo trovate molto bene, avevamo le stesse idee e filosofia in barca. Così tutto ha funzionato”. Ovazione per Giacomo Perini: “Preparare il ricorso non è stata una passeggiata di salute ma eravamo certi, grazie ad Aniene, Fic e Cip, di non aver commesso alcun illecito. Pertanto eravamo sereni nell’affrontare una battaglia già vinta sul campo con il terzo posto. Anno non facile ma sono contento di poter finalmente dire che dopo 16 anni il canottaggio è tornato sul podio alle Paralimpiadi”.

In campo giovanile spiccano i campioni europei Under 19 dell’otto maschile (Matteo Cecotti, Roberto Valentino Strazzulla, Roberto Terranova, Novak Mitrovic, Pietro Blasig, Mattia Mari, Loris Piscia e Federico Bordo, tim. Morgana Maroni), dell’otto femminile (Giorgia Canale, Lara Bernardinello, Elisa Marzella, Marta Ravizza, Margherita Garis, Mariabianca Tosi, Veronica Poletti e Arianna Tosi, timoniera Margherita Fanchi) e del quattro senza femminile (Letizia Martorana, Carolina Cassani, Matilde Orsetti, Elisa Marconcini). Applausi per il due senza di Neve Aroldi e Aurora Gerosa, oro alla Coupe de la Jeunesse, e per il doppio femminile (Elena Sali, Sarà Borghi) e il quattro di coppia misto (Lorenzo Baldo, Alice Ramella, Martina Fanfani e Tommaso Vianello) vincitori delle Universiadi. Capitolo Mondiali Under 23. Ad aprire le danze sono stati Tito Christoforakis e Giacomo Matteucci, iridati nel doppio pesi leggeri maschile, seguiti dalla singolista leggera Melissa Schincariol, dal doppio maschile di Marco Prati e Josef Giorgio Marcuvic. Passerella anche per Marco Selva, campione d’Europa nel singolo maschile. Nel beach Sprint è stato festeggiato il titolo continentale Under 19 di Maria Lanciano. Celebrate la SC Gavirate, società vincitrice della classifica generale 2025 della Coppa Montù, e il CC Aniene, leader della classifica nazionale giovanile abbinata al Trofeo d’Aloja. Nel corso della serata sono stati consegnati anche i riconoscimenti ai protagonisti dell’anno: Giudice Arbitro (Jessica Lisi), Dirigente (Andrea Pignoli), Tecnico (Massimiliano Candotti), Equipaggio (quattro di coppia campione mondiale a Shanghai), Giornalista (Franco Morabito), insieme al Premio Azelio Mondini (Giancarlo Muscella) e al Premio Coraggio e Altruismo (Federico Vitale). Premi dedicati alla passione remiera sono andati a Gianluca Atlante, Riccardo Armeni e Antonio Baldacci.

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“Abbiamo portato il canottaggio nel cuore del Rinascimento, siamo felici di poter celebrare le nostre campionesse e i nostri campioni in questo contesto davvero unico grazie alla collaborazione messa in campo dal Comune e dalla Canottieri Firenze – il commento del presidente federale Davide Tizzano – Ringrazio tutte le società di appartenenza di atlete e atleti per lo splendido gioco di squadra con il nostro staff federale. Puntiamo in questo quadriennio ad allargare la famiglia del nostro Canottaggio”. Presenti anche il governatore della Toscana Eugenio Giani, l’assessora comunale allo Sport di Firenze Letizia Perini e il segretario generale del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo Iakovos Filippousis.

– foto ufficio stampa Federcanottaggio –

(ITALPRESS).

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Sofia Goggia salta l’opening stagionale a Soelden: “Devo tornare a stare bene come persona”

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MILANO (ITALPRESS) – Sofia Goggia salterà l’opening stagionale di Soelden, prima prova della coppa del mondo di sci alpino 2026-2027. La sciatrice azzurra, infatti, sta recuperando dopo aver contratto il virus Chikungunya: “Sto sicuramente meglio – ha dichiarato durante il Fisi Media Day all’Armani Teatro, a Milano – ogni giorno faccio dei passettini in più, magari ci sono dei giorni in cui ne faccio qualcuno indietro però il trend è sicuramente positivo. Ho avuto tanti tremori, dolori a livello articolare inenarrabili, ero rallentata. Quindi c’è tutta una parte di preparazione che mi è mancata, però l’obiettivo primario adesso è quello di tornare a stare bene io come persona”, ha concluso.

“Mai avrei pensato di prendere un’infezione virale che mi fermasse in questo modo. Il fatto è che è stata molto particolare perché mi ha dato tanti sintomi a livello neurologico, tanti tremori, difficoltà nella parola una volta tornata, mi sentivo molto rallentata nel camminare, come se fossi proprio lenta, scoordinata anche gli ultimi due giorni sugli sci e poi questi dolori a livello articolare inenarrabili che mi attanagliavano anche di notte”. “Io mi sono spaventata più per i dolori che non per i tremori o comunque per il fatto di non riuscire a scendere le scale – ha proseguito raccontando il momento in cui ha contratto il virus Chikungunya –, perché ho pensato più a questa cosa in ottica atleta che non in ottica persona, però una volta tornata con i rallentamenti che ho avuto, banalmente io dovevo scandire molto di più le parole, non mi venivano in mente le parole, mi perdevo il filo del discorso di quello che avevo detto fino a un attimo prima. È stato molto particolare. Sicuramente ora sto molto meglio e mi rendo ancora conto di essere stanca. Però sono sulla coda di queste cose, me l’hanno confermato”.

– foto pia/Italpress –

(ITALPRESS).

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Cobolli e Berrettini eliminati al secondo turno del Masters 1000 di Shanghai

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SHANGHAI (CINA) (ITALPRESS) – Niente da fare per Flavio Cobolli che si ferma al secondo turno del “Rolex Shanghai Masters”, il penultimo Masters 1000 della stagione in corso sul cemento del Qi Zhong Tennis Center con un montepremi di 9.415.725 dollari. Il romano, numero 7 del mondo e sesta testa di serie, si arrende in tre set (61 46 63) al francese Adrian Mannarino, numero 83 Atp, che adesso attende il vincitore della sfida tra il russo Karen Khachanov (27 Atp) e il britannico Arthur Fery (37).

Anche Matteo Berrettini saluta il torneo cinese. Il romano, numero 46 Atp, è stato sconfitto al secondo turno dallo statunitense Brandon Nakashima, 16esima testa di serie e numero 18 del mondo, che si è imposto in due set con il punteggio di 7-6 (4) 7-5.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Processo sulla morte di Maradona, chiesti 12 anni per il neurochirurgo Leopoldo Luque

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BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – Una condanna a 12 anni di reclusione per omicidio volontario con dolo eventuale: questa la richiesta dell’accusa per il neurochirurgo Leopoldo Luque, il principale imputato nel processo sulla morte di Diego Armando Maradona, giunto alle battute finali. Dopo le arringhe conclusive nel tribunale di San Isidro, i procuratori Patricio Ferrari e Cosme Iribarren hanno avanzato le loro richieste nei confronti dei sette imputati.

La richiesta più pesante riguarda Luque, per il quale Ferrari ha elencato una per una le azioni e presunte omissioni tra l’11 e il 25 novembre 2020, ovvero il periodo di tempo intercorso tra il trasferimento di Maradona dalla Clínica Olivos, dove era stato operato per un ematoma subdurale, alla casa presa in affitto dove poi è morto. Per la responsabile delle cure domiciliari per conto di Swiss Medical (la compagnia di assistenza sanitaria argentina che seguiva Maradona, ndr), Nancy Forlini, è stata chiesta una condanna a 10 anni, 8 anni per la psichiatra Agustina Cosachov.

Per altri tre imputati, lo psicologo Carlos Diaz, il coordinatore degli infermieri Mariano Perroni e l’infermiere Ricardo Almirón, la procura ha chiesto pene comprese tra quattro e cinque anni di carcere e un periodo doppio di interdizione dall’esercizio della professione: nei loro casi viene contestato il reato di omicidio colposo. Chiesta invece l’archiviazione per il settimo imputato, il medico Pedro Di Spagna, al quale è stato riconosciuto il fatto che “non aveva né il potere né la possibilità di decidere sull’orientamento delle cure del paziente”.

– Foto Ipa Agency –

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