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AUTOVELOX, CRESCONO I DUBBI

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LA VOCE PAVESE – AUTOVELOX, CRESCONO I DUBBI
Il nuovo censimento nazionale sugli autovelox — oltre 3.760 dispositivi dichiarati attivi, più di cinquanta soltanto nel Pavese — non ha portato la chiarezza attesa, ma ha invece riacceso il dibattito su uno dei temi più controversi della sicurezza stradale. Secondo associazioni dei consumatori e giuristi, il documento del ministero delle Infrastrutture lascia infatti irrisolta la questione centrale: l’omologazione degli apparecchi, requisito ribadito più volte dalla Cassazione e ancora privo di una procedura definita dal legislatore. Un vuoto che, secondo gli esperti, continua a mettere in discussione la legittimità di molte sanzioni.
«Il censimento non dimostra affatto che i velox siano omologati» avverte Mario Gatto, presidente di Globoconsumatori, che evidenzia errori, codici difficili da verificare e perfino comuni inesistenti nelle tabelle ufficiali. «In questo modo cresce solo l’incertezza e i ricorsi non potranno che proseguire».
Nel Pavese la questione resta particolarmente sensibile dopo il caso di Gambolò, dove un velox fisso aveva generato migliaia di multe in pochi mesi. L’associazione ha seguito ricorsi anche per i dispositivi di Garlasco, Tromello e Abbiategrasso, segnalando criticità analoghe. Gatto richiama inoltre l’attenzione sui T-Red: «In moltissimi casi manca l’omologazione e stiamo intervenendo anche su quel fronte».
Intanto i dati provinciali sugli incidenti confermano una tendenza mista: nel 2024 diminuiscono sinistri e feriti, ma crescono leggermente le vittime, 32 contro le 30 dell’anno precedente. Un dato che mantiene il Pavese tra i territori con il tasso di mortalità più elevato della Lombardia.

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Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 1 Agosto

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Le previsioni del tempo di 3B Meteo sempre aggiornate sul nostro sito prontometeo.it.

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Tg News 31/07/2026

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Tg News 31/07/2026
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione – 60mila migranti entrati a Ceuta in 24 ore, oltre 50 vittime – Annuncio di Trump: “Raggiunto accordo per disarmo di Hamas” – Algeria, autobus precipita in un dirupo, 25 morti – Addio a Franco Baresi, bandiera del Milan e della Nazionale – Inflazione in calo al 2,8%, stabile carrello della spesa – Scontro su chat Delmastro, opposizione occupa la Giunta – Quarta ondata di caldo, Domenica 19 città in bollino rosso – Sui treni Atac le foto dei campioni "Tra sport e trasporto" – Previsioni 3B Meteo 1 Agosto.

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Siccità, risaie al limite: a rischio 100 milioni di euro

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La Voce Pavese – Siccità, risaie al limite: a rischio 100 milioni di euro

Ancora una settimana d’acqua, forse meno. Poi per migliaia di ettari di risaie pavesi e lomelline potrebbe diventare impossibile continuare a irrigare.
La siccità sta mettendo in ginocchio uno dei comparti agricoli più importanti del territorio. Secondo le stime di Confagricoltura Pavia, almeno 45mila ettari di riso rischiano danni irreversibili, con perdite che potrebbero raggiungere i 100 milioni di euro. Significa che più della metà degli 80mila ettari coltivati a riso potrebbe andare perduta.
L’allarme è stato confermato sia dal Tavolo idrico convocato dalla Regione Lombardia a Milano, sia dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di bacino del fiume Po e riunito a Parma.
La situazione più critica riguarda proprio il riso, una coltura che non può fare a meno di un apporto costante d’acqua. Le riserve disponibili, però, sono ormai ridotte al minimo e potrebbero garantire l’irrigazione soltanto per pochi giorni.
«Stiamo cercando di gestire al meglio la poca acqua che abbiamo», ha spiegato l’assessore regionale Massimo Sertori. Il primo raccolto è stato portato a termine, ma ora restano forti preoccupazioni per le risaie, che dipendono dall’acqua proveniente dal lago Maggiore e dal Piemonte.
Il lago è in grande sofferenza e la Regione ha chiesto un aiuto anche alla Svizzera, dove si trovano centrali idroelettriche a monte e ai concessionari italiani, in particolare a Enel. L’obiettivo è ottenere nuovi rilasci e contenere almeno in parte i danni.
Ma il tempo stringe. Senza piogge significative o nuovi apporti idrici, la Lomellina e il Pavese rischiano di vedere compromessa una parte enorme del raccolto, con conseguenze pesanti non soltanto per gli agricoltori, ma per l’intera economia del territorio.

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