Cronaca
Lazio, via libera dal Consiglio Regionale alla manovra di bilancio 2026
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4 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio al termine di una seduta notturna ha approvato la manovra di bilancio.
“Il Consiglio compie un passo importante di responsabilità istituzionale e di attenzione concreta verso i cittadini e i territori”, commenta il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, dopo i lavori dell’Aula alla Pisana.
“Desidero rivolgere un ringraziamento sincero a tutti i Consiglieri regionali, di maggioranza e di opposizione, per il contributo offerto durante un confronto serio e costruttivo che ha consentito di raggiungere risultati rilevanti per la Regione. Un ringraziamento particolare va agli uffici del Consiglio regionale, alla Segreteria generale e a tutto il personale, che con professionalità e competenza hanno garantito lo svolgimento dei lavori in modo puntuale ed efficace – aggiunge Aurigemma -.
Tra i provvedimenti più significativi approvati – prosegue – voglio sottolineare il finanziamento della Metro C, un intervento strategico per la mobilità e lo sviluppo della Capitale e dell’intero territorio regionale. Un risultato atteso da tempo, che dimostra come le istituzioni, quando lavorano con responsabilità e spirito di servizio, siano in grado di dare risposte concrete”.
“Quella di oggi – conclude il presidente – è una vittoria della sana politica: una politica che sa dialogare, assumersi responsabilità e mettere al centro l’interesse pubblico. Il Consiglio regionale conferma il proprio ruolo di luogo del confronto democratico e delle decisioni utili per il futuro del Lazio”.
“Abbiamo appena scritto una pagina politica importante, è una legge di bilancio che guarda alla crescita, agli investimenti, al futuro della nostra regione”, afferma il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
“Sono tante le risorse che mettiamo a disposizione delle nostre comunità. Abbiamo anche fatto scelte responsabili, in accordo con le parti sociali, che guardano a una maggiore equità, con responsabilità abbiamo diminuito la pressione fiscale – aggiunge -. E poi tanta attenzione a tutti i settori di cui siamo responsabili, questi sono segnali di chi sta a guardare al bene, alla crescita di un’intera regione. Tutti gli indicatori ci stanno dando ragione. La legge di bilancio per il 2026 guarda al futuro con ottimismo e con una determinazione a crescere, a migliorare, a sanare le tante fratture sociali della nostra regione”.
“Questo vuol dire fare politica responsabile. Ringrazio tutta la maggioranza che mi sostiene – conclude Rocca -, l’assessore Righini in particolare per il grande lavoro svolto, ma anche tutta l’opposizione attraverso il loro contributo. Alcune critiche sono decisamente non comprensibili, però comunque attraverso il dialogo escono leggi di bilancio forti come quella che abbiamo appena approvato”.
Di “occasione mancata” parla invece l’opposizione. “A fronte di risorse importanti, la destra ha rinunciato a scelte strategiche capaci di incidere davvero sul futuro del Lazio, preferendo disperdere i fondi in interventi frammentati e privi di una visione complessiva. Per queste ragioni abbiamo votato contro”, spiegano in una nota congiunta i capigruppo Mario Ciarla (Partito Democratico), Marietta Tidei (Italia Viva), Adriano Zuccalà (Movimento 5 Stelle), Claudio Marotta (Sinistra Civica ed Ecologista), Alessio D’Amato (Azione), Alessandra Zeppieri (Polo Progressista).
“Nel confronto in Aula la maggioranza si è dimostrata sorda e, in alcuni casi, persino arrogante nel respingere proposte di buonsenso avanzate dall’opposizione – proseguono -. Avevamo provato a offrire un contributo costruttivo, ma è evidente che questo sia l’unico metodo di governo che la destra conosce. Siamo comunque soddisfatti di alcuni risultati ottenuti grazie al nostro lavoro, a partire dal ripristino dei 50 milioni di euro per la Metro C di Roma Capitale, cancellati immotivatamente dal Governo, e dal mantenimento di uno spazio di confronto con le forze sociali per arrivare a misure concrete di sostegno ai redditi più bassi, attraverso il fondo taglia-tasse per la sterilizzazione dell’addizionale IRPEF”.
“Abbiamo inoltre portato dentro il bilancio istanze del mondo produttivo, delle forze sociali e degli enti locali, intervenendo su temi economici e sulle emergenze sociali e sanitarie. Resta però la delusione per non essere riusciti, neanche con questo bilancio, a imprimere un vero cambiamento nel metodo di lavoro della Regione. Valutiamo positivamente anche il rifinanziamento di leggi importanti in materia di sicurezza urbana, edilizia scolastica e riqualificazione dei centri storici, temi sulle quali abbiamo fortemente insistito. Continueremo a svolgere il nostro ruolo di opposizione con responsabilità e determinazione, nell’interesse dei cittadini del Lazio”, concludono i capigruppo di opposizione.
Nel dettaglio è stata approvata la manovra di Bilancio, “definendo il quadro economico-finanziario dei prossimi anni e avviando una nuova fase di programmazione fondata su risanamento dei conti, investimenti e tutela sociale”, sottolinea la Regione Lazio.
Il bilancio regionale prevede risorse pari a 20 miliardi di euro nel 2026, 19,2 miliardi nel 2027 e 18,5 miliardi nel 2028.
Elemento centrale della manovra è la riduzione del debito regionale di oltre 13 miliardi di euro, resa possibile dalla cancellazione delle anticipazioni di liquidità riconosciuta a livello nazionale. Dal 2026 l’indebitamento della Regione scende a 7,95 miliardi di euro, liberando margini di manovra per politiche di sviluppo.
Grazie agli spazi finanziari recuperati, la Regione attiva un piano straordinario di investimenti di 486 milioni di euro fino al 2030, denominato Fondo per la coesione regionale, finanziato senza nuovo indebitamento, destinato a viabilità, mobilità, infrastrutture pubbliche e sociali, ambiente, risorse idriche, innovazione ed edilizia residenziale pubblica. E’ confermato il contributo regionale alla linea metropolitana C di Roma.
All’interno della manovra trovano piena attuazione anche le misure fiscali concordate con le organizzazioni sindacali confederali, finalizzate a contenere la pressione fiscale e rafforzare il sostegno al reddito. In particolare, sul fronte IRPEF viene confermata la tutela dei redditi medio-bassi, mentre sull’IRAP sono previste agevolazioni per Terzo settore, cooperative sociali, Comuni montani e nuove imprese che scelgono il Lazio.
La manovra rafforza inoltre sanità, welfare e servizi: indennità per il personale dei Pronto Soccorso, risorse per l’ammodernamento sanitario, sostegno alla locazione, interventi per le RSA e misure mirate per Comuni e territori.
Aumenta lo stanziamento per il trasporto pubblico locale di Roma Capitale, passato a 260 milioni di euro nel 2026. Confermati gli interventi ambientali e i contributi per sicurezza urbana, piccoli Comuni e risanamento delle ATER. Ampio spazio anche a cultura, turismo ed eventi strategici.
“Oggi il Consiglio Regionale – dichiara l’assessore al Bilancio Giancarlo Righini – ha approvato due misure fondamentali per il futuro della Regione Lazio: la Legge di Stabilità e la Legge di Bilancio per il 2026. Un risultato significativo di questa manovra è l’accordo raggiunto con le organizzazioni sindacali su IRPEF e IRAP, frutto di un confronto serio e responsabile. La manovra fiscale permetterà a tutti i cittadini della Regione Lazio di non pagare neanche un euro in più di tasse nel corso del prossimo anno. Abbiamo scelto la strada del dialogo per costruire una politica fiscale più equa, capace di tutelare i redditi medio-bassi, sostenere il lavoro e accompagnare lo sviluppo delle imprese e del Terzo settore. Allo stesso tempo, Fondo per la Coesione Regionale dal valore di 486 milioni di euro sarà destinato ai nostri comuni – conclude Righini -: i Sindaci della Regione Lazio avranno così la possibilità di attuare interventi di manutenzione preziosi a beneficio delle comunità locali. Infine, è fondamentale evidenziare che queste due misure consentono di incrementare la spesa per servizi sociali da 98 a 207 milioni di euro senza creare però nuovo debito. Ringrazio tutto il Consiglio regionale e in particolare la maggioranza per il lavoro svolto e per aver condiviso una visione chiara e responsabile. La Regione Lazio da oggi sarà quindi più moderna, più efficiente e più Europea”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Nell’ufficio Postale di Pavia arte contemporanea e tradizione in dialogo con il pubblico
Pubblicato
12 minuti fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
È stata presentata presso il Salone degli Affreschi della Filiale di Pavia in Piazza della Posta 1, la mostra dell’artista pavese Stefano Bressani, dal titolo “Kuoridistoffa”, in occasione di un evento che ha saputo coniugare arte, storia e relazione con il territorio.
Il progetto artistico pone l’accento sulle connessioni e sui legami rappresentati dai cuori ex voto, elementi simbolici che nel tempo hanno fatto parte di collezioni e donazioni destinate a Chiese e Vescovi. Un racconto intenso che richiama i valori della memoria, della devozione e della condivisione. Tra le opere esposte, una in particolare sarà donata a Papa Leone XVI durante la sua prossima visita a Pavia prevista per il 20 giugno.
L’iniziativa ha rappresentato un significativo momento di incontro tra tradizione e contemporaneità: la sede storica delle Poste impreziosita da una sala affrescata ha accolto l’arte moderna e contemporanea, valorizzando il dialogo tra epoche e linguaggi diversi.
L’evento ha inoltre evidenziato il ruolo degli uffici postali come spazi aperti alla comunità, capaci di integrare cultura, innovazione e attenzione alla relazione con i clienti, promuovendo al contempo la diffusione della cultura finanziaria.
L’articolo Nell’ufficio Postale di Pavia arte contemporanea e tradizione in dialogo con il pubblico proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
Aerospazio, salute e investimenti, Piemonte e Canada rafforzano la partnership
Pubblicato
2 ore fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Attrarre nuovi investimenti in Piemonte, rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo regionale e consolidare le relazioni con uno dei mercati più avanzati e strutturalmente affini alle filiere europee ad alta specializzazione, in particolare aerospazio, scienze della vita e salute: questi gli obiettivi alla base della missione in Canada, a cui partecipano Regione Piemonte, Comune di Torino, Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Ceipiemonte, i rappresentanti del sistema della ricerca e dell’innovazione, tra cui Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale, il Bioindustry Park Silvano Fumero e il Distretto Aerospaziale Piemonte, in collaborazione con il governo del Quebèc e con il sistema Italia. La prima tappa si è svolta a Montreal, poi seguirà Toronto. Il Canada rappresenta oggi un interlocutore strategico per il Piemonte. Al centro della scena, una visione condivisa: costruire un ponte stabile tra due ecosistemi altamente compatibili. Da una parte il Piemonte, con la sua tradizione manifatturiera e la crescente capacità di innovazione. Dall’altra il Quèbec e l’Ontario, territori avanzati dove università, industria e ricerca lavorano in stretta sinergia.
La missione è guidata dall’assessore regionale allo Sviluppo delle Attività Produttive, Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti Andrea Tronzano e da quello alla Sanità Federico Riboldi e vede la partecipazione di una delegazione istituzionale composta dai principali attori del sistema regionale tra cui la vicesindaca di Torino, Michela Favaro, il presidente di Camera di commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta, il segretario generale di Unioncamere Piemonte, Paolo Bertolino, e il presidente di Ceipiemonte, Dario Peirone.
“Io credo che il Piemonte sappia e debba mettere a disposizione le proprie competenze per l’Italia, perchè oggettivamente il nostro mix produttivo è molto forte e conseguentemente internazionalizzare significa anche supportare e il nostro Paese – ha detto Tronzano -. Noi siamo partiti dal differenziare sostanzialmente il nostro sistema produttivo passando dalla esclusiva automotive al settore aerospaziale, ai semiconduttori, al settore della manifattura avanzata con l’innovazione, con la tecnologia, perchè dove c’è tecnologia c’è sviluppo. Il fatto che in Piemonte si sia insediata come microelettronica Silicon Box è significativo e questo realmente può dare un boost enorme all’Italia in Europa e nel mondo”. “La nostra è una regione esportatrice per eccellenza. Le nostre imprese sono vocate ad andare all’estero, abbiamo capacità non comuni e conseguentemente il fatto di venire in Canada è un percorso strategico – ha aggiunto -. Siamo capitati in Canada nel momento giusto, perchè chiaramente sono alla ricerca di nuovi mercati: la chiusura degli Stati Uniti nei loro confronti li mette in difficoltà e l’Europa potrebbe essere veramente uno sbocco interessante”. L’assessore Riboldi ha voluto ricordare le comuni radici culturali tra Quebec e Piemonte. “Quando il reggimento Carignano venne qui in Quebec, alleato dei francesi, per combattere gli irochesi, alleati degli inglesi, 500 soldati, finita la guerra indiana decisero di fermarsi proprio qui. Al tempo – ha sottolineato – la popolazione era solo di 3000 abitanti e quindi 500 cognomi piemontesi, che poi vennero francesizzati nel corso degli anni, ma che rimangono un pilastro importante nella storia, nella memoria di questo luogo. Oggi riuniamo questa storia comune, riuniamo queste origini lontane che risalgono al Seicento con le scienze della vita, con l’economia, con due regioni, una provincia federale canadese e una regione federale italiana che hanno un comune sistema sanitario, pubblico, e che quindi possono mettere in campo scambi importanti”.
L’aerospazio è uno dei pilastri di questo dialogo. Montrèal è uno dei tre grandi poli mondiali del settore, e proprio qui il Piemonte si presenta come un partner naturale, forte di una filiera completa che integra grandi aziende, PMI e centri di ricerca. Accanto all’aerospazio, le scienze della vita e la sanità rappresentano un altro asse strategico. La missione punta a sviluppare collaborazioni con ospedali, centri di ricerca e istituzioni accademiche canadesi, con l’obiettivo di condividere competenze, avviare sperimentazioni cliniche e costruire progetti comuni. Il confronto con modelli avanzati di ricerca e innovazione, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina, è uno degli elementi più rilevanti emersi durante questa prima tappa.
Un ruolo centrale è giocato anche dalle università. Il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino, insieme all’Università del Piemonte Orientale, sono protagonisti di un processo di internazionalizzazione che punta a creare reti stabili con i principali centri di eccellenza nordamericani. L’obiettivo è attrarre talenti, sviluppare ricerca e favorire il trasferimento tecnologico verso le imprese.
“Per l’ecosistema industriale piemontese il Quebec presenta delle particolari similitudini – ha detto Cipolletta -. Prima su tutto la vocazione per l’aerospazio. Il Piemonte e Torino sono leader nazionali in Italia delle piccole medie imprese oltre che delle grandi imprese nell’aerospazio. Ci sono 450 imprese, 35.000 addetti, c’è un export di oltre 1 miliardo e mezzo di euro e le capacità delle tecnologie delle imprese piemontesi sono simili e sono assolutamente integrabili con quelle del Quebec. Quindi non c’è competizione tra la nostra capacità industriale, ma c’è grande capacità di cooperare e creare insieme valore aggiunto comune”.
E’ emerso il valore di un approccio integrato. Non si tratta solo di singole istituzioni o aziende, ma di un sistema che si muove in modo coordinato: Regione, Comune di Torino, Camere di commercio, centri di innovazione e cluster industriali. Un modello che punta a presentarsi all’estero con una voce unica, capace di essere più forte e più competitiva.
“Stiamo scoprendo tanti elementi comuni” con Montreal “a partire dai cluster industriali, l’Aerospace e il Biotech – ha detto la vicesindaca di Torino Favaro -. Abbiamo anche molte attività culturali in comune: abbiamo incontrato la vicesindaca di Montreal e abbiamo proprio discusso su possibili collaborazioni anche sul piano culturale. Sia Torino che Montreal hanno un grande filone che è quello dell’arte contemporanea, un elemento che unisce le città e crea dei ponti. Sicuramente collaboreremo per progetti in comune”.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Una ricerca, satellite tra le modalità più green per distribuire i contenuti Tv
Pubblicato
2 ore fa-
15 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – In un momento storico in cui ogni settore è chiamato a interrogarsi sul proprio impatto ambientale, anche il mondo dei media e dell’intrattenimento si trova di fronte a una sfida cruciale: come rendere la fruizione dei contenuti più sostenibile. E’ in questo contesto che si inserisce la ricerca LoCaT-Sat, presentata a Parigi, che offre uno sguardo nuovo su uno degli strumenti più diffusi: la televisione via satellite.
Il dato che emerge è chiaro: il satellite (Tivusat in Italia) rappresenta una delle modalità più “green” per la distribuzione dei contenuti televisivi. In Europa produce circa 4,7 grammi di CO2 equivalente per ogni ora di visione. Un valore che si colloca molto vicino a quello della televisione digitale terrestre, ma nettamente inferiore rispetto alle soluzioni basate su internet, come lo streaming e l’IPTV.
A fare la differenza, spiega una nota, è soprattutto il modello di distribuzione. Il satellite, per sua natura, trasmette lo stesso segnale contemporaneamente a milioni di utenti, senza bisogno di replicare il flusso per ogni singolo spettatore. Questo significa che il consumo energetico dell’infrastruttura viene “spalmato” su una platea vastissima, rendendo il sistema estremamente efficiente. Al contrario, le piattaforme online devono gestire richieste individuali e simultanee, con un conseguente aumento del traffico dati, dei server coinvolti e, quindi, dell’energia necessaria.
Un altro aspetto evidenziato dallo studio riguarda la reale origine dell’impatto ambientale. Non è tanto il satellite in orbita a incidere in modo significativo, quanto piuttosto i dispositivi presenti nelle abitazioni: decoder, televisori e sistemi di ricezione. E’ lì che si concentra la parte più rilevante dei consumi, un elemento che apre a nuove possibilità di miglioramento attraverso l’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica degli apparecchi domestici.
“In un panorama mediatico sempre più frammentato, in cui convivono televisione tradizionale, piattaforme streaming e servizi on demand, il satellite si conferma una tecnologia non solo affidabile e capillare, ma anche sorprendentemente sostenibile – conclude la nota -. Una soluzione che, oltre a garantire qualità e copertura, contribuisce concretamente alla riduzione dell’impatto ambientale, dimostrando che innovazione e sostenibilità possono viaggiare nella stessa direzione”.
– foto ufficio stampa Tivusat –
(ITALPRESS).


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