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Juventus, Marco Ottolini è il nuovo direttore sportivo

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TORINO (ITALPRESS) – La Juventus annuncia il nuovo direttore sportivo: è Marco Ottolini, classe 1980, entrato ufficialmente a far parte dell’organigramma bianconero, a diretto riporto del Chief Executive Officer Damien Comolli.

Per Ottolini si tratta di un ritorno: dopo l’esperienza all’Anderlecht, nel 2018 era entrato a far parte dell’area scouting internazionale del club bianconero. Nel corso dei quattro anni successivi, si è occupato principalmente del monitoraggio dei giocatori in prestito e dei rapporti con club internazionali, seguendo da vicino lo sviluppo dei calciatori sotto contratto con il club, in particolare quelli impegnati all’estero. Durante questo primo capitolo, conclusosi nel 2022, ha contribuito anche alle fasi iniziali del progetto Seconda Squadra. Dopo il successivo percorso professionale che lo ha visto protagonista al Genoa, per Marco Ottolini si apre ora una nuova sfida a Torino, sponda bianconera.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Gasperini da ex a Bergamo “Atalanta forte, big scatenate sul mercato”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’accoglienza a De Rossi è stata molto bella e meritata, ma spero di non ripeterla a fine partita domani. Conoscendo i bergamaschi sarà molto bello salutarci, poi ognuno per sè, senza prigionieri”. Lo ha detto ridendo il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Atalanta (domani, ore 20:45), parlando dell’accoglienza che si aspetta a Bergamo dopo quella riservata dal pubblico giallorosso all’attuale tecnico del Genoa nell’ultima partita all’Olimpico. “E’ stata una bella storia, il comune denominatore è stato Antonio Percassi, col quale tutto è iniziato – ha ricordato il tecnico che in estate ha lasciato la Dea dopo nove stagioni sulla panchina -. Siamo andati avanti con rose diverse, siamo sempre cresciuti e c’è sempre stata una grande sintonia. Ad un certo punto la proprietà è cambiata e la figura dell’allenatore è stata considerata diversamente. Ma gli obiettivi sono stati raggiunti. L’Europa League non è stato il punto massimo, la vera anomalia dell’Atalanta è stata aver raggiunto risultati per tanti anni chiudendo sempre i bilanci in utile. Ho lasciato un grande valore, ma ora sono contento di essere arrivato alla Roma”, ha aggiunto Gasperini.

Da valutare la situazione in l’infermeria: “Pellegrini e Bailey hanno l’influenza ma sono comunque infortunati. Gli altri si sono ripresi, anche Pisilli dovrebbe recuperare. Hermoso è a disposizione, dobbiamo vedere Wesley che ha un pò di acciacchi. La vigilia è un pò movimentata e dobbiamo fare delle scelte, ma sono convinto che in prossimità della gara recupereremo tutti. Giocare una partita così è una motivazione molto forte”. Saranno assenti Ndicka e El Aynaoui in casa Roma e Lookman e Kossounou in casa Atalanta, tutti impegnati in Coppa d’Africa. “Sono quattro giocatori fortissimi, sarebbero stati tutti in campo. L’Atalanta è una squadra forte, costruita per la Champions con una rosa rinforzata e completata. Conosco il valore tecnico e morale di tutti i loro giocatori, ma ho fiducia nella nostra squadra, per quello che stiamo facendo a volte anche in situazione di emergenza”, ha aggiunto il tecnico giallorosso.

In questi giorni sta entrando nel vivo il mercato di gennaio: “Questa squadra ha una sua base competitiva. L’obiettivo è diventare sempre più forti e per farlo servono giocatori forti, che possano aggiungere valore. E’ un mercato strano, diverso dagli altri anni, perchè le big si stanno scatenando. La competizione è davvero vicina, visto che in pochi punti ci si gioca scudetto ed Europa. Bisogna accettare la battaglia e stare attenti. Tutto fatto per Raspadori dicono in Spagna? E allora chiedete in Spagna”, ha concluso dribblando la domanda Gasperini.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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Milano-Cortina 2026, Malagò “Con la cerimonia d’apertura renderemo omaggio al nostro Paese”

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MILANO (ITALPRESS) – “La cerimonia d’apertura sarà una celebrazione del grande spirito italiano: un racconto di bellezza, creatività e identità che il mondo ci invidia. Sul palco, protagonisti straordinari, da Mariah Carey a Matilda De Angelis, da Pierfrancesco Favino a Sabrina Impacciatore. Con orgoglio annunciamo anche la presenza di Laura Pausini, simbolo planetario della nostra musica. Siamo certi che, al cospetto del presidente Mattarella, sapremo rendere omaggio al nostro Paese in una serata indimenticabile”. Lo ha dichiarato il presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò, in un’intervista a Repubblica a poco più di un mese dalla cerimonia inaugurale dei Giochi in programma in Italia. Presidente del Coni fino a pochi mesi fa, non è riuscito ad arrivare a questo appuntamento con le due cariche. “Non pensavo a un quarto mandato, no, ma fino a due mesi dalle elezioni, nell’aprile scorso, ero certo di una proroga. La politica ha scelto diversamente, non mi è sembrata una grande idea” prosegue Malagò. E sempre la politica aveva scelto diversamente anche in occasione della possibile candidatura di Roma per l’edizione del 2024 poi organizzata a Parigi. Ora Milano Cortina è un esame di credibilità per tutto il sistema Italia.

“Queste Olimpiadi nascono da quel no. Nel sostenere la candidatura di Tokyo 2020 avevo tessuto una rete di relazioni e consensi che avrebbe spianato la strada all’Italia nel 2024. Poi sapete com’è andata. Ci sta dire no alle Olimpiadi, prima di correre. Noi però avevamo portato la barca in mezzo al fiume e siamo tornati indietro. È stato uno sgarbo alla capitale di cui il Coni è rimasto vittima. Allora ci siamo chiesti: come possiamo ridare prestigio e dignità al Paese? È nato così il dossier 2026 a cui abbiamo lavorato io, Diana Bianchedi, Anna Di Luca e Danilo Di Tommaso. Milano da sola non ce l’avrebbe fatta. Il Piemonte e Torino hanno fatto la scelta autolesionista di andare da soli, il Veneto e Cortina sono stati rapidi nel cogliere l’occasione. Eccoci qui: Milano Cortina”. Sulle possibili medaglie dell’Italia, Malagò risponde di chiedere al presidente del Coni Luciano Buonfiglio, aggiungendo che “puntiamo alla doppia cifra con un 2 davanti. Ma nelle discipline invernali le variabili sono tante”.

E sul suo futuro dopo i Giochi, Malagò aggiunge: “Ho un’azienda da seguire, ho impegni nel terzo settore, ho affetti trascurati in questi anni a cui voglio dedicarmi. Non ho l’obbligo di fare qualcosa per forza. Tornare in campo per candidare Roma per il 2036 o 2040? Mi auguro che i rappresentanti del Paese vorranno ascoltare le mie idee sul punto. Per i Giochi del 2036 vedo quattro o cinque candidature più forti. Roma 2040 avrebbe più possibilità. Ma è prematuro parlarne ora”.

– foto IMAGE –

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Milano-Cortina 2026, Coventry “L’Italia ospiterà un’edizione da cui imparare molto”

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MILANO (ITALPRESS) – “Ricordate l’atmosfera incredibile di Parigi 2024? Ecco, in Italia, tra un mese, mi aspetto qualcosa di simile. Voi italiani mettete una passione unica nello sport e le vostre montagne saranno un fondale bellissimo. Le discipline invernali sono nate sulle vette europee. Sarà un’edizione olimpica da cui imparare molto”. Ne è convinta Kirsty Coventry, presidente del Cio, intervistata dal Corriere della Sera a poco più di un mese dalla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano-Cortina. “Entriamo in una fase diversa: la nuova normalità è quella dei Giochi sparsi sul territorio. I dati che raccoglieremo in Italia, sentendo gli stakeholders, ci indirizzeranno per il futuro. Se ci saranno da apportare correzioni, naturalmente, lo faremo”. Due città, Milano e Cortina, due cerimonie, due bracieri. “Il Comitato organizzatore, in questo, ha avuto libertà assoluta. Dal mio punto di vista, io sono grata che ci sia una cerimonia per gli atleti anche a Cortina: più piccola, con costi contenuti, ma in grado di far partecipare tutti alla grande festa, sapendo che il cuore dell’inaugurazione sarà Milano. Come ex atleta, dico: è importante che lo spirito olimpico lo vivano tutti. È nel diritto dell’Italia decidere come proporre al mondo i propri simboli e la propria cultura” ha detto la 42enne dirigente di Harare, due volte campionessa olimpica nei 200 dorso.

Sulla questione del bob, che alla fine è rimasto a Cortina con la riqualificazione della pista Monti, ha aggiunto: “Il Cio aveva chiesto che non fosse costruito un impianto nuovo. Vale come raccomandazione, poi il Paese ha il diritto di muoversi come vuole. La pista Monti sarà una delle eredità dell’Olimpiade. I test event dimostrano che si è lavorato bene”. E sui quattro portabandiera italiani, Coventry afferma che il Cio non è rimasto sorpreso da questa idea. “La nostra richiesta era la parità di genere introdotta a Tokyo 2020: un uomo e una donna. Due alfieri a Milano e due a Cortina ci sono parsi una buona idea. Più atleti vengono coinvolti, meglio è. Io sono stata portabandiera dello Zimbabwe due volte: è un’esperienza che ricordo con enorme orgoglio”. Il 19 novembre scorso l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione sulla tregua olimpica per Milano-Cortina: crede verrà rispettata? Ha un canale di comunicazione aperto con i presidenti Putin e Netanyahu? “Il canale è aperto con i Comitati olimpici di Russia e Israele” conclude la numero uno del Cio, confermando la partecipazione di atleti neutrali a titolo individuale.

– foto di repertorio IPA Agency –

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