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Federica Brignone leggendaria, oro anche nel gigante olimpico. Ventuno medaglie per l’Italia, superato il record del ’94

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CORTINA (ITALPRESS) – Federica Brignone è la nuova campionessa olimpica di slalom gigante. In testa dopo la prima manche sull’Olympia delle Tofane, la 35enne valdostana, tesserata per il Centro Sportivo Carabinieri, difende con successo il primato e porta a casa il secondo oro ai Giochi Invernali di Milano-Cortina dopo quello in super-G. Per la Tigre di La Salle, che fra le porte larghe è anche la campionessa del mondo in carica grazie al successo di un anno fa a Saalbach, si tratta della quinta medaglia olimpica della carriera: a Pyeongchang 2018 conquistò un bronzo (gigante) mentre quattro anni dopo a Pechino arrivaranno un argento (gigante) e un altro bronzo (combinata). La Brignone diventa anche la prima azzurra nella storia dello sci alpino a vincere due medaglie d’oro nella stessa edizione, impresa che al maschile riuscì solo ad Alberto Tomba a Calgary 1988 (gigante e slalom). Il record di ori fra le donne resta invece a Deborah Compagnoni con tre (super-G Albertville 1992 e gigante a Lillehammer 1994 e Nagano 1998).

Federica Brignone chiude dopo due manche perfette in 2’13″50, con 62 centesimi di vantaggio sulla campionessa uscente, la svedese Sara Hector, e la norvegese Thea Louise Stjernesund, argento ex aequo e che all’arrivo si inchinano davanti alla Tigre di La Salle. Peccato per Lara Della Mea, risalita fino alla quarta posizione e finita a soli 5 centesimi dalla medaglia mentre Sofia Goggia, terza a metà gara, chiude decima.

SUPERATO IL RECORD DI MEDAGLIE AZZURRE AI GIOCHI INVERNALI

Con l’oro di Federica Brignone nel gigante olimpico di Milano-Cortina e l’argento di Moioli-Sommariva nello snowboardcross misto, l’Italia conquista le medaglie numero 20 e 21 – con sette giorni e mezzo di gare ancora davanti – supera il record dell’edizione di Lillehammer 1994, che fino a qui era il miglior risultato di sempre degli azzurri in un’Olimpiade invernale.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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L’Italrugby regge un tempo, a Wellington gli All Blacks vincono 47-17

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WELLINGTON (NUOVA ZELANDA) (ITALPRESS) – Un’ora alla pari con gli All Blacks ma anche un black-out fatale a inizio ripresa che ha indirizzato il match. Reduce dalla sconfitta di Tokyo contro il Giappone, l’Italrugby cade anche a Wellington nella seconda uscita del Nations Championship: finisce 47-17 per la Nuova Zelanda, che fra il 41′ e il 54′ piazza quattro mete e manda al tappeto un’Italia che all’intervallo era pienamente in partita (14-10). Vogliosi di riscattare la debacle in Sol Levante, gli uomini di Quesada partono forte, andando subito in meta con Menoncello e Allan a trasformare per lo 0-7 iniziale. La reazione dei padroni di casa non si fa attendere, con Darry e Love che riequilibrano il punteggio prima del piazzato di Allan al 19′ che riporta avanti l’Italia. Dopo 20 minuti di altissima intensità il ritmo del match cala leggermente e gli All Blacks trovano la fiammata del vantaggio: calcetto di Barrett per la corsa di Carter che anticipa Allan e a quel punto gioca il due contro uno su Jordan che va a marcare per il 14-10. La prima parte della ripresa è da incubo per l’Italia: i padroni di casa, in meno di un quarto d’ora, chiudono i conti superando quattro volte la difesa azzurra, due delle quali con l’ala Jordan che raggiunge le cinquanta mete in maglia nera diventando il miglior metaman nella storia neozelandese.

L’Italia, in inferiorità per venti minuti nella parte centrale del secondo tempo per il cartellino rosso a Cannone, riesce comunque a rimanere in partita, senza concedere ulteriori marcature ai rivali nel periodo trascorso in 14 uomini, andando anche in meta con Marin, alla quarta marcatura internazionale della carriera. La marcatura finale degli All Blacks, quella che fissa lo score sul 47-17, arriva a tempo scaduto: decisivo il pick-and-go del seconda linea Vaa’i, che Love trasforma. La Nuova Zelanda rimane così l’unica Nazionale a non essere mai sconfitta dall’Italia, che deve rimandare la conquista dei primi punti nel torneo. Domani la partenza per Perth dove sabato 18 luglio gli azzurri affronteranno l’Australia nel test-match conclusivo delle Southern Hemisphere Series, poi appuntamento a novembre quando arriveranno in Italia Sudafrica, Argentina e Fiji. “Abbiamo iniziato come volevamo, li abbiamo messi in difficoltà sfruttando le opportunità che abbiamo avuto – l’analisi di Tommaso Menoncello – Nei primi 20 minuti del secondo tempo non siamo riusciti a tenerli e loro sono andati via. Ma abbiamo messo tutto in campo e spero si sia visto”. “Venire qui e giocare con gli All Blacks non era facile ma abbiamo fatto un ottimo primo tempo – aggiunge Danilo Fischetti – Speriamo in una bella prestazione sabato prossimo”.

– foto IPA Agency –

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Nba, San Antonio blinda Wembanyama con un quinquennale da 220 milioni

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SAN ANTONIO (USA) (ITALPRESS) – Victor Wembanyama e San Antonio avanti insieme ancora a lungo. Il 22enne centro francese ha raggiunto un accordo con gli Spurs per un quinquennale da 252 milioni di dollari, circa 220 milioni di euro, il massimo previsto per un giocatore al primo rinnovo dopo il contratto da rookie. L’intesa, rivela la “Espn”, prevede una player-option per la quinta stagione con Wembanyama che avrebbe scelto il massimo del 25% del salary cap, invece del 30% previsto dal supermax, consentendo agli Spurs così di risparmiare circa 50 milioni di dollari nei prossimi cinque anni.

“Sono qui per restare, farò tutto ciò che serve”, il messaggio via social del giocatore, il cui rinnovo è il terzo più ricco di sempre per un rookie alle spalle di Cade Cunningham (Detroit Pistons) e Evan Mobley (Cleveland Cavaliers), che arrivarono a 269 milioni di dollari per cinque anni. Prima scelta assoluta al draft 2023, nella scorsa stagione – chiusa con 25.0 punti e 11.5 rimbalzi di media – Wembanyama ha trascinato San Antonio alle Finals Nba, perse poi in gara 5 contro i New York Knicks, ed è stato eletto miglior difensore della lega oltre a essere inserito nel primo miglior quintetto della stagione.

– foto IPA Agency –

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Sinner torna in finale a Wimbledon, domato in tre set Djokovic. Domenica sfida Zverev per il titolo

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner è di nuovo, per il secondo anno di fila, in finale sull’erba di Wimbledon. Il numero uno del mondo, campione in carica ai The Championships, domina e vince in tre set contro Novak Djokovic. 6-4 6-4 6-4, in due ore e 20 minuti di gioco, il punteggio in favore dell’altoatesino, che conquista la prima finale Slam della stagione, dopo le eliminazioni in semifinale agli Australian Open e al secondo turno al Roland Garros.

Alla settima finale Major della carriera – la 39esima nel circuito maggiore – Sinner diventa il primo italiano nella storia a raggiungere più di una volta l’ultimo atto dei The Championships e è il 18esimo giocatore dell’Era Open a giocare due volte in fila la finale all’All England Tennis Club di Londra. “Ho cercato di essere aggressivo e di servire bene contro il miglior ribattitore del circuito. Ho cercato di mescolare le carte e sono soddisfatto. Ogni partita è diversa e l’erba cambia tanto nel corso del torneo. La cosa importante oggi era di alzare il livello del gioco e l’ho fatto”. Queste le parole, nell’intervista in campo a fine match, di Sinner, giunto a quota 99 vittorie in totale negli Slam, che tra sé e il quinto titolo Major della carriera avrà (domenica) Alexander Zverev.

Il tennista tedesco, testa di serie numero 2 del tabellone, ha battuto in tre set la wild card britannica Arthur Fery con il punteggio di 7-6 (0) 6-2 6-4, in due ore e 13 minuti. Il 29enne di Amburgo, mai oltre gli ottavi ai The Championships, centra per la prima volta l’ultimo atto nel Major britannico e diventa il 13esimo tennista dell’Era Open a giocare la finale in tutti e quattro gli Slam, dopo Rod Laver, Ken Rosewall, Ivan Lendl, Stefan Edberg, Jim Courier, Andre Agassi, Roger Federer, Rafael Nadal, Djokovic, Andy Murray, Sinner e Carlos Alcaraz. Con il successo odierno, inoltre, il tedesco scavalca Carlos Alcaraz, fermo da aprile per un infortunio al polso, nella classifica Atp: da lunedì sarà il nuovo numero due del mondo.

È fantastico e sono incredibilmente felice per aver centrato la finale in un torneo storicamente difficile per me. Domenica c’è ancora un altro match da giocare. Fery è un ottimo tennista sull’erba e per lui è solo l’inizio. Mi sono divertito e mi sono goduto ogni momento di questa partita”, le parole di Zverev, che diventa il quinto tedesco di sempre a raggiungere la finale a Wimbledon, dopo Boris Becker, Gottfried Von Cramm, Wilhelm Bungert e Michael Stich.

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Sarà il confronto numero 15 tra Sinner e Zverev, che non hanno mai giocato contro sull’erba: il bilancio è di 10-4 in favore dell’azzurro, che ha vinto gli ultimi nove scontri diretti. L’ultima sconfitta dell’altoatesino risale agli Us Open del 2023. I due si sono incontrati quattro volte nel 2026 e ha vinto quattro volte l’italiano: nelle semifinali dei Masters 1000 di Indian Wells, Miami e Montecarlo e in finale al Masters 1000 di Madrid. Domani si giocherà intanto la finale del singolare femminile: a contenderis il titolo di “regina”, a partire dalle 17, saranno due giocatrici della Repubblica Ceca, ovvero Linda Noskova e Karolina Muchova.

– Foto Ipa Agency –
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