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Doppietta ski cross con Deromedis e Tomasoni, bronzo Giovannini: l’Italia sale a quota 30 medaglie

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MILANO (ITALPRESS) – Trenta medaglie, di cui dieci d’oro. Sperando ancora nella lode. Quella di Milano-Cortina ha ormai assunto i contorni di un’Olimpiade leggendaria per gli azzurri, che anche nella penultima giornata di gare vanno a segno tre volte. A Livigno si scrive la storia: mai l’Italia aveva vinto una medaglia olimpica nello ski cross e addirittura ne arrivano due, oro con Simone Deromedis e argento per Federico Tomasoni, che al photofinish beffa lo svizzero Alex Fiva. Il 25enne trentino, campione del mondo 2023 e sette successi nel massimo circuito, domina la finale. “Vincere la medaglia olimpica è la massima aspirazione di ogni atleta, vincerla a casa, col pubblico che ci ha dato una spinta in più perchè quando le gambe non ti aiutano più devi andare di testa, è fantastico, il massimo – confessa – Non so come descriverlo, già competere in casa è una fortuna, oggi si sono allineati tutti gli astri. Il nostro freestyle è in crescita, siamo arrivati un po’ più tardi rispetto ad altre nazioni ma adesso stiamo dando dei risultati solidi”. Mai sul podio in Coppa del Mondo, Tomasoni era al via con un sole rappresentato sul casco, un omaggio alla fidanzata Matilde Lorenzi scomparsa nell’ottobre 2024. “E’ stato già emozionante immaginare questo momento realizzarsi. Le favole esistono. Portare quel sole sul casco era una roba in più, nel cuore, nelle gambe. Per realizzare quello che è successo ci vorrà un po’ di tempo”.

Da Livigno a Milano, ecco il bronzo di Andrea Giovannini nella mass start, seconda medaglia personale dopo la vittoria nell’inseguimento a squadre. Carte sparigliate dalla fuga iniziale di Bergsma e Thorup, il 32enne trentino approfitta però del crollo di Medard e fa sua la volata per il terzo posto. “E’ un bronzo che vale oro, a Pechino c’ero rimasto male, volevo ritirarmi, ora ho chiuso il cerchio”. Niente tris invece per Francesca Lollobrigida, che dopo i due ori deve ingoiare il rospo della medaglia di legno (“ho sbagliato io”, fa mea culpa), con l’Olanda che ci scavalca al terzo posto nel medagliere.

Sfuma l’ultima gara della carriera per Federico Pellegrino, costretto a dare forfait per un’influenza nella 50 km di fondo vinta dal solito Klaebo (sei ori su sei, 11 in totale, solo Phelps e Spitz nella storia dei Giochi hanno collezionato più successi in una singola edizione) mentre Dorothea Wierer si congeda con una prova tutto cuore nella mass start di biathlon, chiusa in quinta posizione. “Questa è stata l’ultima volta. Forse tornerò solo per fare il tifo per le mie compagne di squadra – le parole della 35enne finanziera altoatesina – Gareggiare un’ultima volta qui è stato davvero speciale. Questo è il posto dove ho iniziato a sparare per la prima volta. Ho qui i miei primi ricordi, e smettere proprio qui, con tante belle gare che ho fatto negli anni passati, è incredibile. E tutto questo affetto dei tifosi vale più di una medaglia”. Solo 18esima Lisa Vittozzi, troppo imprecisa al tiro. Quinta la staffetta mista di sci alpinismo formata dai coniugi Alba De Silvestro e Michele Boscacci, così come è quinto nel bob a quattro l’equipaggio italiano guidato da Baumgartner dopo le prime due manche ma a 78 centesimi dalla vetta. Domani c’è spazio per sognare un’ultima gioia.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Sinner torna in finale a Wimbledon, domato in tre set Djokovic. Domenica sfida Zverev per il titolo

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner è di nuovo, per il secondo anno di fila, in finale sull’erba di Wimbledon. Il numero uno del mondo, campione in carica ai The Championships, domina e vince in tre set contro Novak Djokovic. 6-4 6-4 6-4, in due ore e 20 minuti di gioco, il punteggio in favore dell’altoatesino, che conquista la prima finale Slam della stagione, dopo le eliminazioni in semifinale agli Australian Open e al secondo turno al Roland Garros.

Alla settima finale Major della carriera – la 39esima nel circuito maggiore – Sinner diventa il primo italiano nella storia a raggiungere più di una volta l’ultimo atto dei The Championships e è il 18esimo giocatore dell’Era Open a giocare due volte in fila la finale all’All England Tennis Club di Londra. “Ho cercato di essere aggressivo e di servire bene contro il miglior ribattitore del circuito. Ho cercato di mescolare le carte e sono soddisfatto. Ogni partita è diversa e l’erba cambia tanto nel corso del torneo. La cosa importante oggi era di alzare il livello del gioco e l’ho fatto”. Queste le parole, nell’intervista in campo a fine match, di Sinner, giunto a quota 99 vittorie in totale negli Slam, che tra sé e il quinto titolo Major della carriera avrà (domenica) Alexander Zverev.

Il tennista tedesco, testa di serie numero 2 del tabellone, ha battuto in tre set la wild card britannica Arthur Fery con il punteggio di 7-6 (0) 6-2 6-4, in due ore e 13 minuti. Il 29enne di Amburgo, mai oltre gli ottavi ai The Championships, centra per la prima volta l’ultimo atto nel Major britannico e diventa il 13esimo tennista dell’Era Open a giocare la finale in tutti e quattro gli Slam, dopo Rod Laver, Ken Rosewall, Ivan Lendl, Stefan Edberg, Jim Courier, Andre Agassi, Roger Federer, Rafael Nadal, Djokovic, Andy Murray, Sinner e Carlos Alcaraz. Con il successo odierno, inoltre, il tedesco scavalca Carlos Alcaraz, fermo da aprile per un infortunio al polso, nella classifica Atp: da lunedì sarà il nuovo numero due del mondo.

È fantastico e sono incredibilmente felice per aver centrato la finale in un torneo storicamente difficile per me. Domenica c’è ancora un altro match da giocare. Fery è un ottimo tennista sull’erba e per lui è solo l’inizio. Mi sono divertito e mi sono goduto ogni momento di questa partita”, le parole di Zverev, che diventa il quinto tedesco di sempre a raggiungere la finale a Wimbledon, dopo Boris Becker, Gottfried Von Cramm, Wilhelm Bungert e Michael Stich.

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Sarà il confronto numero 15 tra Sinner e Zverev, che non hanno mai giocato contro sull’erba: il bilancio è di 10-4 in favore dell’azzurro, che ha vinto gli ultimi nove scontri diretti. L’ultima sconfitta dell’altoatesino risale agli Us Open del 2023. I due si sono incontrati quattro volte nel 2026 e ha vinto quattro volte l’italiano: nelle semifinali dei Masters 1000 di Indian Wells, Miami e Montecarlo e in finale al Masters 1000 di Madrid. Domani si giocherà intanto la finale del singolare femminile: a contenderis il titolo di “regina”, a partire dalle 17, saranno due giocatrici della Repubblica Ceca, ovvero Linda Noskova e Karolina Muchova.

– Foto Ipa Agency –
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Yoga, high tech e Konsa: così Tuchel prepara l’antidoto per Haaland

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di Enrico Currò

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – I tifosi inglesi sono abituati ai ct stranieri. Ma non potevano immaginare che, dopo l’esperienza autoctona con Gareth Southgate, per due volte sfortunato finalista all’Europeo, si sarebbero innamorati del tedesco Thomas Tuchel, 52 anni, già vincitore della Champions League col Chelsea. Lui ricambia, consapevole di trovarsi a pochi passi dalla consacrazione: se l’Inghilterra batte la Norvegia del formidabile Erling Haaland nei quarti di finale, può davvero pensare di vincere il Mondiale, abbattendo un tabù che dura dal 1966.

Per riuscirci, Tuchel non ha lasciato nulla di intentato, a cominciare dal ricorso alle tecniche di meditazione e alla spiritualità orientale. Ne fu folgorato quando nell’ottobre 2022, alla fine dell’esperienza col Chelsea e del matrimonio con la moglie Sissi, madre delle loro due figlie, decise il viaggio nel Kerala, per un programma di ringiovanimento ayurvedico: “un percorso di purificazione per ripristinare la vitalità e potenziare energia e vigore”.

La quotidianità prevedeva yoga e meditazione subito dopo il risveglio. Da lì l’allenatore rigenerato pensò di introdurre queste stesse tecniche nel calcio. Oggi è appunto la Nazionale inglese a praticarle al Mondiale: stretching profondo, yoga nei parchi americani, con le asana, le varie posizioni studiate per distendere i muscoli e accelerare il recupero dalla fatica, gesti di gratitudine espressi col classico “namaste” e passeggiate sull’erba, in aggiunta ai giri in bicicletta. Anche la filosofia zen è diventata cruciale, vista la durata del ritiro e la necessità di tenere sotto controllo le emozioni: i colloqui con la squadra avvengono spesso tra gli aromi orientali, col sottofondo di musica distensiva e le luci soffuse.

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Se il Mondiale andrà bene, il ct ha già pianificato con la nuova compagna, l’imprenditrice brasiliana Natalie Guerreiro Max, un nuovo viaggio in India per approfondire la conoscenza del metodo. Ma le tecniche indiane non bastano.

Dopo il preritiro mondiale a West Palm Beach, per abituarsi al caldo, la Nazionale inglese si è portata in America attrezzature mediche e fisioterapiche di ultima generazione. C’è il Therabody, un macchinario simile a un peso che abbassa la temperature del sangue delle mani. Le “ice vests”, le pettorine refrigeranti, che abbassano a loro volta la temperatura del corpo. Le high tech hoodies, le felpe speciali che proteggono dal sole e che Tuchel indossa durante gli allenamenti. Infine, l’ice trough, la cosiddetta mangiatoia di ghiaccio, dove dopo l’allenamento i giocatori immergono le braccia: sono già state preparate nello spogliatoio della partita con la Norvegia.

Il vero antidoto al goleador Haaland contraltare del capitano Harry Kane, però, è in carne e ossa. Ezri Konsa, ventottenne difensore centrale dell’Aston Villa, è insieme il migliore marcatore possibile per il centravanti norvegese del Manchester City e un portafortuna. I numeri parlano chiaro: nei loro 5 duelli in Premier League Haaland è riuscito a segnare un solo gol in 406 minuti di gioco. Konsa, al Mondiale, è stato l’unico giocatore inglese, col portiere Pickford, in campo per tutte e 5 le partite intere dell’Inghilterra: il totale generale fa 14, tutte vinte. Non è inoltre sprovvisto di tecnica: col Messico sono stati il 93% i passaggi riusciti e addirittura il 100% i lanci.

Non è un caso che Unai Emery, allenatore spagnolo dell’Aston Villa, gli abbia consegnato in questa stagione la fascia di capitano, che era del portiere dell’Argentina Emiliano Martinez. Il soprannome di Konsa, quando affronta Haaland, è Kryptonite e l’allusione è alla sostanza che indebolisce Superman nel famoso fumetto.

Il Superman della Norvegia, peraltro, non si intimorisce a sfottere un po’ gli avversari: “Ai miei amici dell’Inghilterra – ha detto ai media nell’incontro al centro di allenamento dell’Inter Miami di Messi – dico che nella vita conviene restare umili. Stiano tranquilli, vinceranno loro: per noi norvegesi non è normale essere ai quarti di finale del Mondiale”. Ma si è capito benissimo che pensava l’esatto contrario.

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– Foto Ipa Agency –

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A Merlier la 7^ tappa del Tour de France, Pogacar resta maglia gialla

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BORDEAUX (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tim Merlier conquista il successo nella settima tappa del Tour de France 2026, la Hagetmau-Bordeaux di 175,1 km. Il corridore della Soudal Quick-Step scatta al momento giusto, bruciando tutto il resto della concorrenza nel secondo arrivo in volata di questa edizione della Grande Boucle. Alle spalle del belga, alla sua quarta affermazione al Tour, si piazzano il norvegese Søren Waerenskjold (Uno-X-Mobility) e l’eritreo Biniam Girmay (NSN Cycling Team). Soltanto nono il detentore della maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek). Tutto facile per Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG), che evita inutili rischi e difende agevolmente la sua maglia gialla. Domani andrà in scena l’ottava tappa, la Perigueux-Bergerac di 180,4 km.

ORDINE D’ARRIVO

1. Tim Merlier BEL (Soudal Quick-Step) 3h44’20”
2. Soren Waerenskjold NOR (Uno-X-Mobility) s.t.
3. Biniam Girmay ERI (NSN Cycling Team) s.t.
4. Max Kanter GER s.t.
5. Jasper Philipsen BEL s.t.
6. Phil Bauhaus GER s.t.
7. Huub Artz NED s.t.
8. Dorian Godon FRA s.t.
9. Mads Pedersen DEN s.t.
10. Tom Van Asbroeck BEL s.t.

LE CLASSIFICHE

CLASSIFICA GENERALE (maglia gialla)
1. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) 24h56’17”
2. Jonas Vingegaard DEN (Team Visma Lease a Bike) +2’42”
3. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) +3’27”
4. Remco Evenepoel BEL +3’30”
5. Juan Ayuso ESP +3’34”
6. Paul Seixas FRA +3’55”
7. Florian Lipowitz GER +4’00”
8. Lenny Martinez FRA +4’21”
9. Mattias Skjelmose DEN +4’57”
10. Mathias Vacek CZE +7’10”

CLASSIFICA A PUNTI (MAGLIA VERDE)
1. Mads Pedersen DEN (Lidl-Trek) 204 punti
2. Biniam Girmay ERI (NSN Cycling Team) 145
3. Max Kanter GER (XDS Astana) 140

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CLASSIFICA MIGLIOR SCALATORE (MAGLIA A POIS)
1. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) 28 punti
2. Jonas Vingegaard DEN (Team Visma Lease a Bike) 19
3. Lenny Martinez FRA (Bahrain Victorius) 16

CLASSIFICA MIGLIOR GIOVANE (maglia bianca)
1. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) 24h59’44”
2. Juan Ayuso ESP (Lidl-Trek) +7″
3. Paul Seixas FRA (Decathlon CMA CGM Team) +28″

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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