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Ranking Atp aggiornato al 23 febbraio, Alcaraz incrementa il proprio vantaggio su Sinner

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ROMA (ITALPRESS) – Carlos Alcaraz aumenta di 300 punti il suo vantaggio su Jannik Sinner nel nuovo ranking ATP. L’azzurro ne ha guadagnati solo 100, per effetto dell’eliminazione ai quarti di finale contro Jakub Mensik all’ATP 500 di Doha. Lo spagnolo, invece 400, per aver vinto il titolo in Qatar: ai 500 assegnati per il successo nel torneo vanno infatti sottratti i 100 che aveva ottenuto nell’edizione 2025. Sinner ha ora 10.400 punti, 3.150 in meno del suo rivale Alcaraz, a questo punto sicuro di rimanere numero 1 del mondo anche dopo i primi due Masters 1000 della stagione, Indian Wells e Miami. E dunque almeno di eguagliare le 66 settimane da numero 1 in carriera di Sinner. Nelle due tappe del Sunshine Double, infatti, Jannik può guadagnare fino a 2000 punti, se dovesse trionfare in entrambi i tornei, che non ha disputato l’anno scorso a causa dello stop forzato. Non abbastanza per colmare l’attuale divario con Alcaraz. Lo spagnolo, che nel 2025 ha raggiunto la semifinale a Indian Wells, persa contro Jack Draper, ed è stato a sorpresa eliminato all’esordio a Miami dal belga David Goffin, vedrà uscire dalla sua classifica solo 410 punti. Dunque potrà aggiungerne un massimo di 1.590.

Per quanto riguarda gli italiani due giocatori in Top 5 (resta stabile Lorenzo Musetti) e tre in Top 20 (Flavio Cobolli, semifinalista a Delray Beach e in campo questa settimana ad Acapulco come Mattia Bellucci). Luciano Darderi, che sarà impegnato a Santiago, è sempre numero 21, con l’obiettivo di garantire all’Italia per la prima volta la compresenza di quattro giocatori tra i primi 20 del mondo nel ranking ATP. Diventano otto i Top 100 italiani, perché Luca Nardi è scivolato alla posizione numero 109 perché sono usciti i punti degli ottavi di finale all’ATP 500 di Doha del 2025. E rischia di finire ancora più indietro non essendosi qualificato a Dubai dove l’anno scorso aveva raggiunto il primo quarto di finale ATP. Tra i migliori 20 italiani, chi guadagna più posizioni questa settimana è il perugino Francesco Passaro (144, +19) grazie agli ottavi di finale all’ATP 500 di Rio de Janeiro, in campo a Santiago come Darderi, Matteo Berrettini e Andrea Pellegrino che ha superato le qualificazioni.

Questa la top ten della nuova classifica Atp:

1. Carlos Alcaraz (Esp) 13.550 (–)
2. Jannik Sinner (Ita) 10.400 (–)
3. Novak Djokovic (Srb) 5.280 (–)
4. Alexander Zverev (Ger) 4.555 (–)
5. Lorenzo Musetti (Ita) 4.405 (–)
6. Alex De Minaur (Aus) 4.235 (–)
7. Taylor Fritz (Usa) 4.220 (+1)
8. Felix Auger-Aliassime (Can) 4.080 (-1)
9. Ben Shelton (Usa) 4.050 (–)
10. Alexander Bublik (Kaz) 3.405 (–)

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20. Flavio Cobolli 2.039 (–)
21. Luciano Darderi 1.904 (–)
57. Matteo Berrettini 910 (–)
64. Lorenzo Sonego 850 (+1)
88. Matteo Arnaldi 665 (-3)
109. Luca Nardi 554 (-15)
110. Mattia Bellucci 553 (-1)
111. Francesco Maestrelli 553 (-1)
137. Andrea Pellegrino 447 (+3)
144. Francesco Passaro 431 (+19)

SABALENKA REGINA WTA, PAOLINI SETTIMA

Solo una variazione nella top ten del ranking Wta. Al comando c’è sempre Aryna Sabalenka, per la settantunesima settimana consecutiva (la 79esima complessiva: lo era stata già dall’11 settembre al 5 novembre 2023): la 27enne di Minsk mantiene 3.087 punti di vantaggio su Iga Swiatek: la 24enne di Varsavia, ex regina del tennis mondiale, aveva perso la leadership ad ottobre del 2024 dopo 125 settimane complessive (le ultime 50 consecutive). Sul terzo gradino del podio c’è sempre la regina di Melbourne, la kazaka Elena Ribakina – a soli 335 punti dalla polacca -, che conferma il “best”. In quarta posizione stabile la statunitense Coco Gauff, che precede la connazionale Jessica Pegula, che resta quinta nonostante il successo negli Emirati Arabi Uniti. Alle sue spalle c’è la terza americana nell’élite mondiale, Amanda Anisimova, che si conferma sesta. Subito dietro alla 24enne di Freehold, New Jersey, risale Jasmine Paolini, settima, che scavalca Mirra Andreeva, scivolata all’ottavo posto: la 18enne russa non ha confermato i punti del successo a Dubai di dodici mesi fa uscendo di scena nei quarti (per mano di Anisimova). Stabile in nona posizione l’ucraina Elina Svitolina, così come in decima Victoria Mboko, 19enne canadese entrata nell’élite mondiale la scorsa settimana.

Per quanto riguarda le azzurre leader è ancora Jasmine Paolini: la 29enne di Bagni di Lucca guadagna una posizione e ritorna sulla settima poltrona. Alle sue spalle, fa un passo indietro Elisabetta Cocciaretto, costretta al ritiro a Dubai (infortunio alla coscia sinistra) dopo aver superato le qualificazioni. Ne fa due Lucrezia Stefanini, ora al numero 139. Scende ancora Lucia Bronzetti, uscita a fine ottobre scorso dalla top cento: la romagnola è numero 143. Una posizione in meno anche per Nuria Brancaccio, ora al numero 165: la 25enne di Torre del Greco precede Lisa Pigato, che fa tre passi indietro al numero 196, sempre più o meno in zona “best”. Scende un gradino rispetto ad una settimana fa anche Silvia Ambrosio, ora numero 206.

Questa la top ten della nuova classifica Wta:

1. Aryna Sabalenka (Blr) 10.675 (–)
2. Iga Swiatek (Pol) 7.588 (–)
3. Elena Rybakina (Kaz) 7.253 (–)
4. Coco Gauff (Usa) 6.803 (–)
5. Jessica Pegula (Usa) 6.768 (–)
6. Amanda Anisimova (Usa) 6.070 (–)
7. Jasmine Paolini (Ita) 4.047 (+1)
8. Mirra Andreeva (Rus) 4.001 (-1)
9. Elina Svitolina (Ukr) 3.845 (–)
10. Victoria Mboko (Can) 3.214 (–)

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Così le altre italiane:

41. Elisabetta Cocciaretto 1.290 (-1)
139. Lucrezia Stefanini 550 (-2)
143. Lucia Bronzetti 540 (-3)
165. Nuria Brancaccio 443 (-1)
196. Lisa Pigato 374 (-3)
206. Silvia Ambrosio 351 (-1)
209. Camilla Rosatello 346 (+9)
252. Jessica Pieri 285 (-6)
266. Tyra Caterina Grant 266 (+3)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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L’esordio dell’Iran fra problemi e controlli, il ct Ghalenoei: “Siamo la squadra più maltrattata”

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LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Siamo la squadra più maltrattata di tutto il Mondiale”. Il ct dell’Iran, Amir Ghalenoei, non ci gira troppo intorno dopo l’esordio mondiale a Los Angeles, col 2-2 contro la Nuova Zelanda.

L’ingresso sul suolo americano del Team Melli è stato segnato da controlli alla frontiera particolarmente rigorosi, che hanno coinvolto diversi membri della squadra. Le procedure sono durate più del previsto e, secondo la Federcalcio iraniana, la stessa situazione si è ripetuta anche al rientro in Messico, dove la squadra ha stabilito il suo quartier generale

. Secondo quanto riportato da “RMC Sport”, due calciatori – l‘ex attaccante dell’Inter e capitano della nazionale Mehdi Taremi e il compagno di squadra Saeed Al-Alawi – hanno avuto delle complicazioni al momento di lasciare Los Angeles, circostanze simili a quelle già vissute al loro arrivo.

Da Teheran la Federazione ha fatto sapere che le procedure per lasciare l’aeroporto si sono protratte in modo ingiustificato, ritardando così la partenza per Tijuana. Successivamente la Federazione ha riportato che il visto di un altro giocatore, Mehdi Torabi, era scaduto perchè valido per un solo ingresso e che si sta già lavorando per rinnovarlo in vista delle prossime partite.

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Una situazione che fa seguito allo sfogo di Ghalenoei: il ct aveva denunciato come, nonostante la squadra fosse stata autorizzata a trascorrere la notte a Los Angeles e tornare in Messico il giorno dopo, alla fine sia stata obbligata a ripartire immediatamente. “Non sappiamo nemmeno il perché ed è molto strano, altri stanno decidendo al posto nostro – le sue parole nella conferenza stampa successiva alla partita – Siamo la delegazione più oppressa di tutti i Mondiali”.

E’ molto stressante per i giocatori, riceviamo poco sostegno, credo che la Fifa avrebbe potuto fare di meglio – aveva rincarato la dose Taremi – Siamo stanchi di questa situazione. Abbiamo avuto molti problemi negli ultimi mesi. Vogliamo soltanto pace e gioia. Non sono questi gli slogan della Fifa?”.

Parole che Taremi ha rivolto anche al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che dopo la gara aveva fatto visita alla squadra negli spogliatoi. “Gli abbiamo chiesto le stesse cose, lui vuole aiutare ma ci sono altri problemi”, si è limitato a dire l’ex attaccante dell’Inter. Infantino, dal canto suo, aveva speso belle parole per il Team Melli: “Capisco quello che state attraversando ma siete più forti di tutto – le sue parole riportate da RMC Sport – State inviando un messaggio al mondo intero. Stasera avete unito tutto lo stadio”.

A Los Angeles l’inno iraniano è stato accolto fra cori e fischi, e prima dell’inizio della partita centinaia di manifestanti si erano radunati intorno allo stadio per esprimere la loro opposizione al regime attuale. E nonostante il divieto della Fifa, erano numerose le bandiere iraniane pre-rivoluzione, con i simboli del leone e del sole. Taremi e soci torneranno negli Usa domenica, per affrontare il Belgio a Los Angeles, poi il 27 la trasferta a Seattle contro l’Egitto.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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La doppietta di Just non basta alla Nuova Zelanda, con l’Iran termina 2-2

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LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Gol e spettacolo tra Iran e Nuova Zelanda, che al debutto ai Mondiali 2026 danno vita a un divertente 2-2: due volte avanti grazie alla doppietta di Just, gli uomini di Bazeley vengono recuperati prima da Rezaeian e poi da Mohebbi. Con questo risultato, arrivato dopo l’1-1 tra Belgio ed Egitto, il Girone G è in perfetto equilibrio, con tutte e quattro le squadre a un punto. La partita si sblocca già al 7′, quando Just insacca di destro sfruttando l’ottimo lavoro di sponda di Wood. Lo stesso capitano neozelandese, qualche minuto più tardi, manca la zampata del raddoppio. La reazione dell’Iran arriva al 23′ con Taremi, che guida il contropiede e sceglie di andare al tiro dal limite, centrando in pieno il palo. Poco dopo, un’indecisione di Crocombe con i piedi consegna a Ghoddos la possibilità di provarci dalla lunga distanza a porta vuota, ma il suo tentativo non centra lo specchio. Il meritato pareggio arriva al 32′ con Rezaeian, bravo ad arrivare per primo su un tiro di Moghanloo ribattuto dalla difesa della Nuova Zelanda. Allo scadere della prima frazione, Nemati segna il gol del sorpasso sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma il giocatore iraniano era in chiaro fuorigioco sul cross di Rezaeian. Al rientro dagli spogliatoi, come nel primo tempo, anche nella ripresa non passa molto prima che la Nuova Zelanda trovi la via della rete: ci pensa ancora Just al 54′, che sfrutta un recupero di Cacace e scambia due volte con Singh e Wood (entrambi protagonisti anche nel primo gol) prima di battere Beiranvand. La reazione dell’Iran è quasi immediata, in una partita vissuta a fiammate e con frequenti scambi di inerzia: al 64′, Rezaeian veste i panni dell’assistman disegnando un cross perfetto per Mohebbi, che sbuca di testa alle spalle di Boxall e batte Crocombe con la palla che sbatte sul palo prima di insaccarsi in rete. Dopo una fase centrale in cui il gioco è molto spezzettato, i ritmi si rialzano di nuovo negli ultimi venti minuti, con l’Iran che mette sotto grande pressione la Nuova Zelanda sfiorando il gol nell’ultimo dei cinque minuti di recupero, ma il risultato non cambia più.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Entra Lukaku e il Belgio si sveglia, ma contro l’Egitto è solo 1-1

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SEATTLE (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Finisce 1-1 la sfida tra Belgio ed Egitto, che apre il programma del gruppo G ai Mondiali 2026. Apre le marcature Ashour nel primo tempo, pareggiano i conti i Diavoli Rossi nella ripresa con l’autogol di Hany. Rudi Garcia tiene in panchina Lukaku e lancia De Ketelaere falso nove. Hassan si affida al capitano Salah alle spalle del centravanti Marmoush. La prima occasione della gara parte dai piedi di De Bruyne, che al 7′ ci prova dalla distanza, senza inquadrare però lo specchio. Succede poco a Seattle, ma al 19′ l’Egitto la sblocca. Sugli sviluppi di un’azione lavorata sulla destra, Salah serve Ashour, che dai 20 metri scaglia un destro all’angolino dove Courtois non riesce ad arrivare. Troppo impreciso il Belgio anche nel tentativo di reazione dopo lo svantaggio. I Diavoli Rossi guadagnano campo, ma arrivati negli ultimi 20 metri faticano a essere precisi. L’Egitto va invece vicino al raddoppio con Ziko, che al 33′ tenta un diagonale respinto da Courtois. Nel recupero Doku ha tra i piedi il pallone del possibile pareggio, ma da centro area spara altissimo. Brividi per il Belgio poco dopo, quando Ngoy sbaglia tutto regalando la sfera a Marmoush: Courtois respinge il tiro da posizione defilata. Si va all’intervallo sul risultato di 0-1. Si accende subito la ripresa. Al 48′ doppia occasione per l’Egitto con Ziko e Marmoush, mentre al 53′ è De Bruyne, fin lì poco presente, a centrare il palo su punizione. Al 55′ spreca tutto Ashour, che si ritrova tra i piedi una respinta di Courtois, ma da pochi passi calcia larghissimo. Al 66′ Rudi Garcia leva un impalpabile De Ketelaere in favore di Lukaku, a cui bastano pochi secondi per lasciare il segno. Il centravanti del Napoli si butta su un cross dalla destra, anche se l’ultimo e decisivo tocco è di Hany: autogol e 1-1. Il Belgio ora ci crede e all’83’ va vicinissimo al gol del sorpasso, negato solo da uno strepitoso intervento di Shobeir in tuffo sul colpo di testa di Mechele. Nel finale ne hanno di più De Bruyne e compagni, ma il risultato non cambia: a Seattle finisce 1-1.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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