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Economia

L’economia italiana è dinamica, ma la guerra in Medio Oriente alimenta crisi e incertezza

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ROMA (ITALPRESS) – Il prolungarsi della crisi in Medio Oriente, i cui effetti al momento sembrano circoscritti alla ripresa dell’inflazione, rende più complessa la lettura del quadro congiunturale e degli sviluppi nel breve periodo. Gli indicatori in alta frequenza, relativi ai primi mesi del 2026, indicano come l’economia italiana sia entrata nel nuovo anno con una confortante dinamicità. Seppure con segnali d’indebolimento delle dinamiche occupazionali e con l’ormai strutturale fragilità dell’industria, arrivata a un punto di stallo, la domanda delle famiglie e il positivo andamento del turismo, sia italiano sia straniero, avevano generato importanti spunti di recupero che, nelle nostre stime, si sarebbero tradotti in una crescita congiunturale del PIL nel primo trimestre del 2026 pari a tre decimi di punto. E’ quanto si legge in un’analisi di Confcommercio.

I riflessi di queste moderate spinte al miglioramento, legati principalmente alle attività dei servizi, sembrano essere proseguiti anche ad aprile, mese in cui si stima una variazione del PIL dello 0,3% su marzo e dell’1,3% sullo stesso mese del 2025.

Sulla debolezza della fiducia degli operatori, per adesso fa aggio la solidità dei fondamentali economici: occupazione ai massimi, inflazione ancora sotto controllo, crescita del reddito disponibile reale. Di conseguenza, la domanda delle famiglie nella metrica dell’ICC ha registrato una crescita dell’1,0% tendenziale nel primo trimestre. Tuttavia, questo favorevole risultato non costituisce una garanzia di tenuta dell’attuale profilo nel futuro prossimo.

Infatti, l’accresciuta propensione al consumo da parte delle famiglie, con effetti positivi finalmente anche su segmenti come l’automotive da tempo in sofferenza, rischia, sulla scorta del possibile aumento dell’inflazione e del peggioramento della fiducia, di conoscere nel breve periodo una brusca frenata con impatti negativi sull’attività economica e sull’occupazione.

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L’inflazione, stando alle nostre stime, dovrebbe registrare ad aprile una variazione congiunturale dello 0,7% portando la crescita su base annua al 2,3%, il dato più altro da novembre 2023. Anche nell’ultimo mese la ripresa dell’inflazione appare legata principalmente agli effetti delle turbolenze dei prezzi degli energetici. La sostanziale stabilizzazione rilevata negli ultimi giorni nei prezzi della materie prime energetiche non attenua, peraltro, i timori di un possibile trasferimento, nel breve periodo, degli impulsi anche ad altre filiere.

Allo stato attuale è impossibile individuare le tempistiche e le modalità con cui verrà risolto il conflitto. L’incertezza amplifica la volatilità dei mercati e le preoccupazioni riguardo a potenziali problemi legati agli approvvigionamenti.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Misurata Free Zone in Libia, la “porta dell’Africa” presentata alle imprese italiane / Video

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ROMA (ITALPRESS) – Non solo una zona franca, ma “un ponte di collegamento” tra l’Africa e l’Europa. E’ questo l’ambizioso obiettivo che si pongono le autorità che gestiscono la Misurata free Zone in Libia. Un’opportunità per tutte le imprese italiane, secondo quanto è stato ribadito oggi all’evento di presentazione “Misurata Free Zone: la porta dell’Africa per le imprese italiane”, organizzato a Roma nella sede di Unioncamere dalla Camera di commercio italo-libica e da Confindustria Assafrica & Mediterraneo, in collaborazione con l’ambasciata d’Italia a Tripoli, Unioncamere e l’International Propeller Club – Port of Roma. L’iniziativa si inserisce nell’attività di promozione delle opportunità per le imprese italiane nel mercato libico e riflette l’interesse non solo per la Libia, ma per l’intero continente africano, da parte dell’Italia. “Nel corso degli ultimi 4 anni è stata dimostrata l’intenzione di rimettere al centro l’Africa negli interessi italiani”, ha dichiarato Marco Scurria, presidente dell’intergruppo parlamentare Amici della Libia, in apertura dei lavori.

“Sono qui per dire alle imprese italiane che questa eventuale collaborazione, che può nascere con le imprese libiche, è un percorso in cui le istituzioni italiane sono perfettamente allineate”, ha aggiunto Scurria, sottolineando l’importanza del Sistema Italia per sostenere le aziende nei loro progetti all’estero. Un’importanza messa in evidenza anche dall’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Gianluca Alberini. “Il Sistema Italia è presente a Tripoli e siamo in grado di assistere le aziende che sono interessate”, ha detto il diplomatico parlando con la stampa a margine dei lavori. “La Libia può essere la porta dell’Italia verso l’Africa, così come l’Italia è la porta dell’Europa per la Libia”, ha ancora detto Alberini, ricordando però la necessità di porre fine alla crisi politica attuale e portare a termine la riunificazione per consentire al Paese di esprimere pienamente il proprio potenziale.

Dal punto di vista economico, la Libia è oggi “il mercato più naturale per le nostre Pmi”, secondo Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica, intervistato dall’agenzia Italpress. Guardare più a lungo termine, secondo Colicchi, “significa guardare al mercato africano“, e in quest’ottica la giornata di oggi ha offerto l’opportunità di “organizzare un’attività forte, con una fortissima presenza italiana, in quello che è l’hub più promettente”. Misurata rappresenta uno snodo di particolare rilievo nei traffici marittimi del Mediterraneo centrale e può costituire un hub operativo verso il mercato libico e, più in generale, verso l’Africa e il Medio Oriente.

La Misurata Free Zone, in questo contesto, “rappresenta sicuramente una nuova opportunità per le imprese italiane” secondo Patrizia Mauro, direttore generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo. “La Misurata Free Zone è una nuova opportunità: un hub che si può consolidare come base logistica nei settori dell’oil and gas, dell’agroalimentare, delle infrastrutture, delle costruzioni, ma anche della formazione e della sanità. Stiamo investendo molto come Confindustria Assafrica & Mediterraneo nella Libia; è sempre stato per noi un partner strategico”, ha dichiarato a Italpress.

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La Misurata Free Zone intercetta attualmente circa il 60% del volume degli scambi non petroliferi del Paese e dispone di solide infrastrutture, ma offre anche agli investitori incentivi, vantaggi ed esenzioni, tra cui l’esenzione da dazi doganali, imposte e oneri su importazioni ed esportazioni. L’obiettivo non è però “limitarsi” ad essere una “zona franca”, secondo il direttore della struttura, Ayman Hamida Al-Drouish. “La Misurata Free Zone è in un luogo strategico non solo per il mercato libico ma anche per quelli africani e del Mediterraneo. Il concetto supera quello della zona franca, vogliamo essere un collegamento tra Europa e Africa“, ha dichiarato Al-Drouish.

La giornata è anche servita a ospitare incontri di networking e a firmare due protocolli d’intesa, uno tra la Misurata Free zone e la Camera di commercio italo-libica, e l’altro tra la Zona franca e Confindustria Assafrica & Mediterraneo. Entrambi gli accordi vedono una durata triennale, rinnovabile automaticamente, e puntano a promuovere la Misurata free Zone come meta sempre più in grado di attrarre gli investimenti italiani.

– foto lcr/Italpress –

(ITALPRESS).

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Economia

Stop alle maxi-sanzioni in dogana per gli importatori, basta un’autodichiarazione

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ROMA (ITALPRESS) – Cambia tutto per le imprese che importano merci sensibili in Italia. Con la circolare n. 18/D dell’8 luglio 2026, l’Agenzia delle dogane ha chiarito che chi importa prodotti per rivenderli ad altri distributori (vendite B2B) non potrà più essere sanzionato in dogana per eventuali non conformità, come accaduto finora in migliaia di casi anche con multe milionarie.

Il punto chiave: la Dogana distingue ora due momenti diversi. Uno è lo sdoganamento della merce (quando si pagano i dazi ed esce dal magazzino doganale). L’altro è la vera e propria “immissione sul mercato”, cioè quando il prodotto arriva a chi lo userà davvero. Nelle vendite B2B, chiarisce la circolare, questo secondo momento avviene solo dopo lo sdoganamento – quindi non si può sanzionare l’importatore come se fosse lui il responsabile della vendita finale. Per usufruirne, basterà un’autodichiarazione da allegare ai documenti doganali, in cui l’importatore attesta che la merce è destinata a un altro distributore o a un mercato extra-UE.

La novità avrà un impatto immediato sui tantissimi contenziosi aperti tra imprese e Agenzia delle dogane, soprattutto nel settore di pile e apparecchi elettronici (RAEE). La circolare, va sottolineato, recepisce un indirizzo già manifestato a livello giurisprudenziale in numerosi casi analizzati dal Tribunale di Genova.

“La circolare avrà un effetto immediato su moltissimi contenziosi, già più volte decisi a favore degli importatori in primo grado, che riguardano sanzioni d’importo notevolissimo, spesso decisamente sproporzionate rispetto al valore della merce – dichiara Stefano Comisi, avvocato partner di Armella e Associati -. Sarà interessante verificare se gli Enti irrogatori delle sanzioni prenderanno da subito atto della modifica del paradigma amministrativo o se sarà necessario attendere le prime pronunce della Corte di Cassazione”.

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– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Il Parlamento europeo approva il Regolamento per l’euro digitale

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ROMA (ITALPRESS) – Il Regolamento per l’euro digitale è stato oggi approvato in prima lettura dal Parlamento europeo, con 416 voti a favore su 607 votanti. La misura fa parte del cosiddetto “pacchetto moneta unica”. Si tratta di un avanzamento fondamentale per un progetto strategico per il futuro dei pagamenti nell’eurozona. Lo rende noto Bankitalia. “A questo punto si aprirà, entro il mese di luglio, la fase del Trilogo, cioè dei negoziati che coinvolgono Parlamento, Consiglio dell’Unione europea e Commissione europea, necessari per definire il testo finale del regolamento”. L’obiettivo istituzionale è quello di “completare il processo entro il 2026”. L’euro digitale sarebbe una evoluzione della moneta unica nell’era digitale. Consentirebbe ai cittadini di utilizzare, anche in formato elettronico, una forma di moneta emessa direttamente dalla banca centrale. Sarebbe un’opzione in più oltre al contante e agli strumenti di pagamento privati già esistenti. Il progetto “punta a preservare la disponibilità della moneta pubblica, rafforzando l’autonomia e la capacità innovativa dell’Europa nel settore dei pagamenti”.

Parallelamente al confronto tra le istituzioni europee, l’Eurosistema procede con il lavoro di progettazione e sperimentazione. In questo contesto, “la Banca d’Italia è impegnata, insieme alla BCE e alle altre banche centrali dell’area dell’euro, nelle attività di preparazione tecnica del progetto”. Nei prossimi mesi il confronto legislativo e le attività di sperimentazione “proseguiranno in parallelo, con ulteriori sviluppi attesi sia sul fronte istituzionale sia su quello tecnico”, conclude Bankitalia.

– foto IPA Agency –

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