Cronaca
Voghera, la città che aspetta e che ricorda le «Emozioni Rosa», cinquant’anni di Giro d’Italia negli scatti di Roberto Bettini all’Ex Casino Sociale
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2 mesi fa-
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Redazione
di Emanuele Bottiroli
C’è una fotografia che Roberto Bettini non dimentica. Era appostato su un albero da quattro ore, aspettando lo scatto giusto a Strade Bianche. Pogacar era in corsa e il tempo non passava. Poi è arrivato il momento e lui l’ha portata a casa. «È quella ricerca che ti tiene ancora con il fiato sospeso e ti fa amare questo lavoro», dice. Una frase che vale come una dichiarazione d’amore — al ciclismo e alla fotografia insieme.
È questo sguardo, fatto di pazienza e passione autentica, che dal 9 maggio abiterà gli spazi dell’Ex Casino Sociale del Teatro Valentino Garavani di Voghera. Si chiama Emozioni Rosa la mostra fotografica organizzata da Spazio 53 – Visual Imaging – APS – BFI e patrocinata dal Comune, che porta in città cinquanta immagini in grande formato — 70×100 centimetri — firmate da uno dei più autorevoli fotografi di ciclismo al mondo.
Un destino scritto davanti al Vigorelli
Nato nel 1960 a Milano, a pochi passi dal Velodromo Vigorelli, Bettini sembra avere il ciclismo nel sangue fin dall’inizio. A sedici anni scatta la sua prima fotografia a una corsa dilettantistica vinta da Giuseppe Saronni. Da lì non si ferma più. Cinquant’anni di carriera, oltre 800 arrivi di tappa documentati, 25 Tour de France seguiti e una presenza ininterrotta ai Campionati del Mondo dal 1981 al 2013. Il Giro d’Italia lo accompagna dal 1979; dal 1986 al 2006 lo racconta dalla moto, in mezzo al gruppo, prima di passare idealmente il testimone al figlio Luca.
«Dalla moto vivi la corsa da dentro e dietro le quinte», racconta. «Senti i corridori parlare tra loro, ti fanno cenno, a volte ti aiutano anche a trovare lo scatto». Un rapporto diretto e umano con i campioni — da Saronni a Contador, da Fignon a Pantani, da Nibali a Pogacar — che ha permesso a Bettini di cogliere momenti autentici e irripetibili, quelli che le telecamere e i droni di oggi non riescono a restituire.
«Ho voluto raccontare quasi cinquant’anni di Giro d’Italia», spiega. «Chi visita la mostra si trova davanti ai vincitori di mezzo secolo. È come attraversare la storia del ciclismo».
E in questo attraversamento c’è anche un racconto dell’Italia. «Si è iniziato a cercare sempre di più i luoghi simbolo, i monumenti», dice Bettini, «perché chi guarda una fotografia all’estero riconosca subito l’Italia». Il Giro come specchio del Paese, dunque — nelle sue piazze, nei suoi valichi, nelle sue folle assiepate lungo le strade di provincia.
Voghera e la corsa rosa: una storia lunga settant’anni
La mostra non è solo un omaggio a Bettini. È anche — e forse soprattutto — un atto di memoria collettiva per una città che con il ciclismo ha un rapporto antico e profondo. Voghera ha già ospitato il Giro nel 1956 e nel 1977 con due partenze, nel 1979 con l’arrivo della La Spezia–Voghera vinta dallo svedese Bernt Johansson e nel 1989 con una nuova partenza. Il 24 maggio prossimo la corsa rosa torna con la 15ª tappa, la Voghera–Milano, e la città si prepara a riscrivere un nuovo capitolo di questa storia.
Accanto alle fotografie di Bettini, il percorso espositivo ospita biciclette da corsa degli anni Ottanta e Novanta e materiali d’archivio messi a disposizione dall’Associazione Pedale Storico Vogherese: maglie storiche, trofei, medaglie e documenti. E poi le biciclette — la Bici Ancora da pista legata al ricordo di Luigi Lucotti, la Bianchi Bovet del presidente della Medassinese, la bici Mario Peloso appartenuta a Coriolano di Silvio. Oggetti che non sono solo cimeli: sono frammenti di un’identità territoriale.
«Voghera ha il ciclismo nel suo DNA», afferma Marco Lo Giudice, presidente del Pedale Storico Vogherese. «È un legame indissolubile, intessuto nelle trame familiari di ogni vogherese. L’obiettivo non è paragonarsi al passato, ma ricordarlo con iniziative di valorizzazione territoriale».
Uno spazio della mostra è dedicato anche alla Zonca Lampadari — con i fondatori Giorgio, Luigi e Maffeo — squadra capace di sostenere corridori come Motta, Guadrini, Panizza e Gavazzi. Nomi che nel ciclismo italiano degli anni Settanta e Ottanta erano sinonimo di eccellenza.
«Un’occasione per aprirci al mondo»
«Le immagini di Roberto Bettini raccontano la storia e l’anima del ciclismo, uno sport che penetra i territori, entra nelle città e conquista le persone», sottolinea l’Assessore alla Cultura del Comune di Voghera, Alessandro Menini. «Per Voghera è un’occasione importante: torniamo protagonisti di un evento internazionale e ci apriamo a un pubblico ampio che seguirà la tappa anche da lontano».
Emozioni Rosa sarà inaugurata sabato 9 maggio alle 10.30 e resterà aperta fino al 7 giugno — martedì, venerdì e domenica dalle 10 alle 12, il sabato anche nel pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30. L’ingresso è in Via Gioacchino Dell’Isola, 2.
Cinquanta fotografie, mezzo secolo di ciclismo, una città che aspetta la corsa rosa. E un uomo su un albero, con il fiato sospeso, che aspetta lo scatto della vita.
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“Regata dei 5 fari” a Palermo, istituito trofeo alla memoria di Emmanuele Emanuele
Pubblicato
12 minuti fa-
14 Luglio 2026di
Redazione
PALERMO (ITALPRESS) – Si è conclusa ieri, presso la sede della Canottieri Palermo, la cerimonia di premiazione della “Regata dei Cinque Fari 2026”. La competizione velica d’altura, prova ufficiale per il titolo di Campione Italiano Offshore della Federazione Italiana Vela (FIV), ha visto i partecipanti sfidarsi in un percorso mozzafiato tra Palermo, Ustica e le isole Egadi, navigando a vista dei fari delle riserve e delle aree marine protette. I verdetti del campo di regata hanno premiato la precisione tattica e la resistenza degli equipaggi in mare. La classifica Overall ha premiato Melagodo di Luca De Luca, davanti a Sagola Spartivento di Peppe Fornich e Lunatika di Guido Baroni. Nel Gruppo 1 la vittoria è andata a Sagola Spartivento, seguita da Extra 1 di Giuseppe Barranco e Querida di Ester Puzzanghero. Nel Gruppo 2 successo per Gold Digger di Mario Marino, davanti a Lula di Vincenzo Adragna e Gioa di Alfredo Sciabarrà. Nella categoria double handed vince Melagodo seguito da Lunatika di Guido Barone e Su Cantu e Su Entu di Salvatore Nurra. Il momento centrale della giornata è stato l’istituzione e la consegna del Trofeo 1° Classificato Assoluto, dedicato alla memoria del compianto Emmanuele F. M. Emanuele, già Presidente Onorario del Sodalizio: un riconoscimento voluto dal Club per ricordare una figura centrale nella storia del Circolo e della città, recentemente scomparsa.
A fare gli onori di casa, il Presidente della Canottieri Palermo, Pasquale Giardina.
E’ stata Anemos II dell’armatore Marco Bono a conquistare il 1° Trofeo Emmanuele F. M. Emanuele. L’imbarcazione ha dato prova di grande livello con a bordo due autentici protagonisti della vela italiana: Mauro Pelaschier e Tommaso Chieffi.
«Questa regata ha dimostrato ancora una volta come il mare sappia mettere tutti sullo stesso piano. Non ha vinto chi aveva semplicemente la barca più veloce, ma chi è riuscito a interpretare condizioni difficilissime senza mai arrendersi. Siamo orgogliosi di aver dedicato un premio a Emmanuele Emanuele, già Presidente Onorario della Società Canottieri Palermo. Un uomo che ha saputo unire cultura, solidarietà e visione, valori che vogliamo continuare a trasmettere anche attraverso il nostro sport», ha dichiarato Pasquale Giardina, Presidente della Canottieri Palermo.
Alessandra Taccone, subentrata a Emanuele alla Presidenza della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, e vicina a sua volta alla Canottieri Palermo, ha così commentato: «Questo prestigioso Trofeo trasforma l’assenza dell’indimenticato Emanuele in memoria viva, ed è simbolo tangibile della sua eredità morale, che oggi ho la responsabilità e il privilegio di portare avanti. Egli amava la Canottieri Palermo, fiore all’occhiello della sua città natale che portava sempre nel cuore, e la considerava un presidio di civiltà per educare i giovani ai valori più alti. Se c’era infatti un valore che il Prof. Emanuele poneva sopra ogni cosa, nello sport come nella vita, era la disciplina, intesa come la massima espressione dell’impegno e del rispetto verso noi stessi e gli altri, valori che improntano ogni giorno anche l’operato della nostra Fondazione. Al vincitore di questo Trofeo, a me particolarmente caro, vanno dunque le mie più sincere congratulazioni, nel segno di un uomo che ha creduto nello sport e ha sempre guardato l’orizzonte con la certezza che, usando passione e disciplina, nessuna tempesta è insuperabile”.
Tra la Fondazione Terzo Pilastro e la Canottieri Palermo esiste da anni un’importante collaborazione, nata nel 2020 con il progetto “Un remo per Asher”, che ha introdotto il canottaggio come strumento di integrazione e sport-terapia per soggetti fragili nello specchio di mare antistante il Club, e consolidatesi successivamente con l’iniziativa “Curarsi remando e veleggiando”. Quest’ultimo programma, realizzato con il supporto medico della Breast Unit dell’Ospedale Civico di Palermo, ha offerto corsi gratuiti di canottaggio e vela a pazienti operate di tumore al seno: la voga ha agito come linfodrenaggio naturale contro il linfedema, mentre l’attività di squadra in mare ha favorito il recupero emotivo e psicologico delle donne coinvolte.
La manifestazione velica conclusasi ieri – alla quale sono intervenuti anche il Consigliere Nazionale della Federazione Italiana Vela (FIV) Maurizio Buscemi e il Presidente della VII Zona FIV Sicilia Beppe Tisci – si è così confermata un punto di riferimento non solo per l’agonismo nazionale, ma anche per l’impegno civile, la solidarietà e la tutela del territorio costiero siciliano.
– foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro – crediti Attilio Taranto e Alberto Lupi di Photoediting-
(ITALPRESS).
Cronaca
Economia di Milano, Monza Brianza e Lodi in crescita: Pil +0,7% nel 2025, occupati +1%
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1 ora fa-
14 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – L’economia dei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi continua a crescere: il Pil segna un +0,7%, il numero delle imprese aumenta del 2,1% e l’occupazione dell’1%. È il quadro che emerge dalla 36ª edizione di Milano Produttiva, il rapporto annuale realizzato dal Servizio Studi, Statistica e Programmazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che analizza l’andamento economico del 2025 mettendolo a confronto con il 2024, presentato questa mattina a Milano. Nella prima parte del rapporto dedicata all’economia dei territori della macroarea emerge che nel 2025 l’andamento economico delle province di Milano, Monza Brianza e Lodi segna una crescita pari allo 0,7%, contenuta, benché sopra il dato nazionale (0,5%), e di segno positivo rispetto al 2024, nonostante un clima di forte incertezza legata a crisi energetiche e geopolitiche mondiali che le aziende hanno dovuto affrontare durante tutto il corso dell’anno. Questo incremento è trainato soprattutto dal comparto dei servizi (+0,7%) e, in parte minore, dall’industria (+0,4%). Le elaborazioni del Servizio Studi, Statistica e Programmazione su dati Prometeia aggiornati al primo trimestre indicano che la crescita del Pil nell’area Mi-Lo-Mb risulti stabile su livello +0,7% anche per l’anno in corso.
La macroarea che comprende Milano e la sua Città Metropolitana, insieme alle province di Monza Brianza e Lodi, si conferma terreno fertile per la nascita di nuove imprese: il saldo tra iscrizioni ex novo e cancellazioni registra nel 2025 un aumento di 10007 unità (superiore al 2024, quando il numero ammontava a 8.428), con un tasso di crescita del +2,1%, superiore al dato nazionale (+0,96%) e a quello lombardo (+1,41%). A trainare il bilancio è il capoluogo lombardo, con un saldo positivo di 9.179 imprese. In numero assoluto, nel territorio della Città Metropolitana di Milano risultano 26.262 nuove imprese iscritte nel 2025 (erano state 25.099 nel 2024), con un contributo minore, ma significativo, anche dalle province di Monza Brianza (4.514 imprese) e Lodi (922 imprese).
I dati del primo semestre 2026 della macroarea indicano 17.555 nuove iscrizioni e 13.792 cessazioni, con un saldo positivo di 3.763 (+0,8%). Anche quest’anno il numero maggiori di iscrizioni si registra a Milano dove sono ben 14.198 con un saldo attivo di 3.336 nuove imprese a fronte di 10.862 cessazioni. Negli ultimi anni si è registrato un contributo sempre più significativo delle società straniere a questo trend di crescita, a dimostrazione dell’attrattività internazionale dell’intera macroarea, dove, secondo l’ultimo aggiornamento della banca dati Reprint, all’inizio del 2025, erano attive 6.636 imprese partecipate da multinazionali estere, con oltre 719mila dipendenti e un fatturato aggregato di 408,2 miliardi di euro. Nella sola provincia di Milano se ne contano 6.043, che rappresentano un terzo del totale nazionale (il 32,7%) e ben oltre la metà della quota lombarda (circa il 70%), dato che cresce in relazione al numero di dipendenti e al fatturato complessivo, rispettivamente al 34,6% e al 37,6%. I dati dell’interscambio con l’estero mostrano, inoltre, un incremento delle importazioni all’interno della macroarea pari al +3,3%, con le imprese della provincia di Monza e Brianza a trainare (+15,4%) l’acquisto di beni e servizi dall’estero. In calo, invece, l’export (-1,2%), con la provincia di Milano che ha registrato una flessione del -2,8% (corrispondenti a circa 1,6 miliardi di beni esportati in meno) e il Lodigiano una diminuzione del 4,4%, ovvero circa 320 milioni in meno. Milano, tuttavia, si conferma la prima provincia italiana per valore degli scambi, sia per export (56 miliardi di euro) che per import (87,9 miliardi). Anche sul fronte dell’occupazione, l’area che comprende i territori di Milano, Monza Brianza e Lodi, conferma la sua attrattività, con gli occupati che superano stabilmente i 2 milioni (in crescita dell’1% rispetto al 2024), pari al 45% del totale in Lombardia e all’8,5% dei lavoratori in Italia, seppur in maniera eterogenea sulle diverse province: a Milano, infatti, si è registrato un aumento del 2,2% degli occupati totali (+1,6% nel Lodigiano), con una flessione nell’area di Monza e Brianza (-3,8%). Inoltre, i tassi di occupazione nei territori analizzati rimangono superiori alla media nazionale, con Milano in ulteriore crescita (arriva quasi al 73%), Lodi in miglioramento (66,7%) e Monza in diminuzione (scende a 68,1%).
Buone notizie anche sul fronte del tasso di disoccupazione, che diminuisce in tutti e tre i territori, raggiungendo livelli molto bassi: 3% a Milano, 3,1% in Brianza e 2% a Lodi. Importante, poi, il trend positivo che riguarda i cosiddetti Neet (i giovani “Not in Education, Employment or Training”, nella fascia di età 15-29 anni) che diminuiscono a Milano, con il Neet Rate che scende al 7,7% (era il 10,6% nel 2024). Nonostante la solidità e la resilienza che il sistema imprenditoriale ha mostrato nel corso degli anni, lo scenario, al momento, rimane di forte incertezza, a causa delle tensioni geopolitiche e della crisi iraniana, soprattutto nell’ambito dell’approvvigionamento delle materie prime e dell’energia, che aumentano i costi, creano inflazione, pesano sulla crescita e frenano la competitività. La seconda parte del Rapporto, intitolata “La questione energetica e la sfida per la competitività”, pone al centro dell’analisi il tema dell’energia e delle fonti di approvvigionamento quali fattori cruciali per la crescita del sistema imprenditoriale e delle imprese in Italia, tramite i contributi di autorevoli esperti e professori. In particolare, vengono affrontati e approfonditi il tema delle dinamiche energetiche e dell’impatto della recente crisi in Medio Oriente; la transizione energetica in Italia, con un focus sul ritmo di sviluppo delle rinnovabili; lo stato dell’arte e le prospettive future della tecnologia nucleare di nuova generazione; i flussi di investimenti diretti esteri nella nostra macroarea con un affondo su alcune best practice in materia di sostenibilità.
“Nonostante tensioni e forte incertezza a livello internazionale, l’economia milanese si dimostra solida e competitiva. La crescita è trainata soprattutto dal settore dei servizi. Resta, tuttavia, il nodo dell’energia ancora troppo costosa. Il futuro dipende dalle scelte che saranno fatte oggi e che non possono essere procrastinate per la competitività del nostro Paese. Abbiamo fiducia che alla fine sapremo individuare la soluzione migliore per arrivare all’autonomia energetica, ma dobbiamo farlo presto”, ha affermato Carlo Sangalli, Presidente della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, durante l’evento di presentazione del rapporto. Per affrontare il problema energetico “si dovrebbe con coraggio cominciare a parlare di sviluppo di tecnologie nucleari a uso civile”, ha detto il professor Roberto Cingolani, durante l’evento di presentazione del rapporto. “L’autonomia energetica diventerà sempre più materia di sicurezza nazionale“, ha aggiunto Cingolani, sottolineando che “il mix energetico deve essere appunto un mix tra rinnovabili e nucleare”.
– Foto xp9/Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Olio, Lollobrigida “Più controlli contro le frodi e per tutelare il Made in Italy”
Pubblicato
2 ore fa-
14 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare i controlli sull’olio d’oliva per contrastare le frodi e tutelare il Made in Italy. E’ questo l’obiettivo emerso dal tavolo della Cabina di regia sui controlli agroalimentari, riunito oggi al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf). All’incontro hanno partecipato Carabinieri Forestali, Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Al centro della riunione il nuovo Piano operativo dei controlli, che punta a rendere più efficace l’attività ispettiva concentrando le verifiche nei punti della filiera più esposti al rischio di irregolarità ed evitando duplicazioni dei controlli sulle aziende che rispettano le norme. Le verifiche riguarderanno in particolare frantoi, depositi, canali di importazione e grande distribuzione, con controlli sulla tracciabilità, sull’origine e sulla qualità dell’olio.
Nel corso del tavolo è stato ribadito il ruolo della Guardia di Finanza nei controlli alle frontiere e quello dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che opera in coordinamento con le altre amministrazioni anche in chiave preventiva. L’obiettivo è intercettare eventuali irregolarità prima che i prodotti entrino nel mercato nazionale, rafforzando così la tutela della qualità dell’olio extravergine di oliva. E’ stato inoltre evidenziato il rafforzamento della collaborazione tra le amministrazioni impegnate nei controlli, attraverso la condivisione di informazioni e banche dati per individuare con maggiore rapidità le situazioni a rischio e contrastare le frodi.
“I risultati illustrati oggi sono oggettivamente molto positivi – ha detto il ministro Francesco Lollobrigida al termine dell’incontro -. Registriamo un aumento dei controlli e, soprattutto, dei controlli mirati, che raggiungono il loro obiettivo, ossia impedire le truffe ai danni dei nostri agricoltori e dei cittadini, che troppo spesso acquistano prodotti presentati come Made in Italy ma che non rappresentano la qualità che il nostro sistema garantisce da sempre. Abbiamo lavorato anche per incentivare i produttori italiani. In tre anni abbiamo destinato quasi 1 miliardo e 800 milioni di euro al settore olivicolo, un livello di investimenti mai raggiunto prima, per poter rafforzare ed efficientare il nostro modello produttivo di qualità”.
Il comparto olivicolo rappresenta uno dei settori strategici dell’agroalimentare italiano. Secondo le elaborazioni Ismea, nel 2025 l’Italia conta 1,09 milioni di ettari coltivati a olivo, di cui 289 mila biologici, circa 619 mila imprese olivicole e 4.261 frantoi attivi. La produzione è stimata in 325 mila tonnellate, in aumento del 31% rispetto all’anno precedente, mentre il valore della produzione raggiunge i 2,4 miliardi di euro (+6%, dati Istat). Sul mercato interno il consumo pro capite è di 8,1 chilogrammi. Nella grande distribuzione le vendite di olio extravergine sono cresciute del 15% in volume nel 2025, mentre la spesa è diminuita del 13%. Sul fronte degli scambi con l’estero, le importazioni sono aumentate del 49% in volume e diminuite del 16% in valore, mentre le esportazioni sono cresciute del 15% in volume, con un calo del 20% in valore. L’incremento della tracciabilità ed il miglioramento nel coordinamento tra i vari enti sono stati i temi centrali della cabina di regia. La tutela dei consumatori, dei produttori e della qualità dell’olio extravergine di oliva italiano sono l’obiettivo principale del ministero. “Talvolta i consumatori acquistano dell’olio che dal marchio sembra prodotto in Italia mentre invece è stato prodotto in altri paesi dove la qualità, sia del prodotto sia del lavoro di chi lo produce, non sono del livello italiano”, ha concluso Lollobrigida.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).


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