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Cronaca

Argotec, Avino “Satelliti Made in Italy per lo spazio profondo”

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MILANO (ITALPRESS) – Satelliti costruiti interamente in Italia, capaci di volare nello spazio profondo e di rilevare incendi in tempo reale dall’orbita. Li realizza Argotec, azienda torinese dell’aerospazio fondata da David Avino, che dal 2008 ha trasformato se stessa da realtà locale in player internazionale riconosciuto dalla NASA. Avino ha raccontato la traiettoria dell’azienda in un’intervista a Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Il cambio importante è stato fatto negli ultimi dieci anni”, spiega Avino. In quel periodo Argotec ha affrontato missioni considerate fuori dalla portata di una società di quelle dimensioni: la costruzione di microsatelliti selezionati direttamente dalla NASA, tramite l’Agenzia Spaziale Italiana e quella europea, destinati a viaggiare lontanissimo dalla Terra.
Una scelta controcorrente rispetto alle prassi consolidate del settore. “Generalmente chi costruisce satelliti comincia prima a fare un piccolo pezzo, un sistema, magari un motore, lo prova a basse quote terrestri e poi eventualmente prova il satellite completo”, racconta il Ceo. Argotec ha invece puntato direttamente al massimo: “Abbiamo costruito satelliti per lo spazio profondo”. Una sfida tecnica enorme, perchè a quelle distanze le comunicazioni diventano difficili, le radiazioni aumentano e la sopravvivenza stessa dei dispositivi è messa a rischio. Ma i risultati hanno dato ragione alla scommessa: nel 2022 Argotec è stata nominata “missione dell’anno” con un satellite realizzato interamente nei propri stabilimenti, lanciato negli Stati Uniti e controllato direttamente dal centro operativo di Torino.
Oggi Argotec conta trecento dipendenti distribuiti tra Italia, Stati Uniti e Germania. La presenza americana non è una novità, ma si sta rafforzando in modo significativo. “Ad aprile di quest’anno abbiamo ancora aumentato la capacità di questa sede”, riferisce Avino, annunciando un piano di investimenti da circa 30 milioni di euro. La sede statunitense si trova in Florida, nelle immediate vicinanze di Cape Canaveral, la storica base di lancio da cui partono i razzi verso lo spazio. “Proprio dai nostri stabilimenti si vedono soprattutto i lanci di questi veicoli”, sottolinea il fondatore.
A ottobre dell’anno scorso, poi, Argotec ha aperto un secondo laboratorio americano, questa volta vicino a Los Angeles, accanto al NASA JPL (Jet Propulsion Laboratory), uno dei centri di ricerca spaziale più importanti al mondo. Il laboratorio è dedicato alle telecomunicazioni e rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di espansione internazionale della società.
Al centro dell’attività attuale c’è la costellazione HEO, un sistema di satelliti in orbita bassa per l’osservazione della Terra, nell’ambito del progetto Iride. “E’ la prima volta che abbiamo dei satelliti in orbita così vicino alla Terra che possono ripassare su uno stesso punto e darci informazioni precise di cosa sta succedendo”, spiega Avino. La costellazione completa sarà composta da 25 satelliti, tutti progettati e costruiti da Argotec. Quindici sono già in orbita; domenica scorsa ne sono stati lanciati altri sette. Entro la fine dell’anno è previsto il lancio degli ultimi dieci.
Si tratta di satelliti interamente made in Italy, ma con un elemento tecnologico che li distingue: sono dotati di intelligenza artificiale a bordo. “Un satellite può scattare un’immagine a terra ed elaborarla attraverso delle applicazioni”, spiega il Ceo. L’AI integrata consente di riconoscere automaticamente situazioni di emergenza: “L’applicazione che abbiamo a bordo ci può dire immediatamente, quasi in tempo reale, se su quel punto è scoppiato un incendio o comunque un disastro naturale”. Ma le applicazioni non si fermano alla gestione delle calamità: la stessa tecnologia può supportare l’agricoltura di precisione, fornendo agli agricoltori dati aggiornati sullo stato dei campi, e aprire la strada a numerosi altri utilizzi civili e commerciali.
In un momento in cui la geopolitica torna prepotentemente al centro del dibattito internazionale, Avino non esita a collocare l’industria spaziale dentro questa cornice più ampia.
“Sull’aerospazio i gap con gli Stati Uniti vanno assolutamente colmati”, afferma con nettezza. Il motivo è duplice: da un lato le ricadute tecnologiche nella vita quotidiana, dall’altro le implicazioni per la sicurezza nazionale. “Osservare la Terra dall’alto significa commercializzare dati per l’agricoltura di precisione, aiutare la protezione civile, ma magari aiutare anche alcune attività della difesa per difendere i nostri confini”.
Il fondatore di Argotec identifica due domini prioritari per la sovranità digitale e territoriale dell’Italia: “La cyber security e lo spazio sono i due ambiti importantissimi per difendere i nostri confini”. Su questo fronte arrivano anche segnali positivi sul piano normativo: l’Italia è stata tra le prime nazioni europee a dotarsi di una legge sullo spazio, e a breve dovrebbe essere approvato anche a livello europeo lo Space Act, il quadro regolatorio che permetterà a imprenditori e investitori di operare con maggiore certezza giuridica nel settore.
Guardando al futuro, Avino non nasconde ambizioni importanti. L’obiettivo è continuare a crescere, sia in termini di personale che di fatturato, mantenendo però il carattere italiano dell’azienda. “Immagino anche una quotazione, magari al Nasdaq. E soprattutto continuare a crescere e cercare di far sì che questa azienda continui ad avere un cuore italiano”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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La Voce Pavese – Pavia, raid vandalico in zona San Lanfranco: danneggiate una quindicina di auto

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Finestrini sfondati, vetri sparsi sull’asfalto e una quindicina di automobili danneggiate. È il bilancio del raid vandalico avvenuto nella tarda serata di sabato in via Vivai, traversa di via Riviera, nel quartiere di San Lanfranco.

A fare la scoperta sono stati i residenti, che hanno immediatamente dato l’allarme alle forze dell’ordine. Alcuni dei proprietari delle vetture colpite si trovavano fuori città e sono stati avvisati soltanto nelle ore successive.

Secondo una prima ricostruzione, i responsabili avrebbero preso di mira numerose auto parcheggiate lungo la strada, arrivando a entrare anche nel cortile di un condominio, dove erano presenti altre vetture.

Il metodo sarebbe stato sempre lo stesso: infrangere uno dei finestrini e rovistare rapidamente all’interno dell’abitacolo alla ricerca di denaro, borse o altri oggetti di valore. Sono state colpite automobili di modelli e fasce di prezzo differenti, apparentemente senza un criterio preciso.

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Resta da chiarire se dalle vetture sia stato effettivamente rubato qualcosa oppure se l’obiettivo principale fosse proprio quello di cercare oggetti lasciati incustoditi. Sull’episodio indaga la questura, che potrebbe acquisire le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona per identificare gli autori del raid.

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Don Mazzi, a Milano l’addio tra applausi e commozione

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MILANO (ITALPRESS) – Si sono tenuti oggi a Milano i funerali di don Antonio Mazzi, educatore e fondatore della comunità Exodus, da quasi mezzo secolo punto di riferimento per il recupero delle persone con dipendenze. Centinaia le persone che hanno partecipato alle esequie nella basilica di Sant’Ambrogio: molti dei “suoi” ragazzi, amici, collaboratori, ex ospiti della comunità, insieme a rappresentanti delle istituzioni e volti noti. Tra i primi ad arrivare il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, che ha ricordato come don Mazzi “sia riuscito ad accompagnare coloro che sono caduti, rimettendoli sulla retta via”. Presente anche il presidente del Torino, Urbano Cairo: “Era un uomo di grande generosità e di grande apertura mentale. Non si stupiva di nulla. Si dedicava con tutto se stesso a chi aveva meno e a chi viveva situazioni difficili. Per lui, però, i problemi erano sfide che si potevano affrontare e risolvere, sempre con grande ottimismo”.
Tra le autorità presenti anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Era un vero educatore e sapeva fare questo mestiere. A volte era sopra le righe, altre sembrava assorto nei suoi pensieri, quasi assente, ma in realtà aveva sempre ben chiaro l’obiettivo”, ha dichiarato il primo cittadino. Tra gli amici che hanno voluto rendergli omaggio anche don Luigi Ciotti. All’arrivo del feretro, un lungo applauso ha accolto la bara all’ingresso della basilica, dove centinaia di persone erano già riunite per l’ultimo saluto. Durante l’omelia, don Massimiliano Parrella ha voluto ricordare uno dei tratti più caratteristici di don Mazzi. “C’è una parola che risuona oggi in questa basilica e che don Antonio amava: “ciao”. Oggi comprendiamo che quel “ciao” non era un semplice saluto, ma il riassunto del suo Vangelo”. E ancora: “Dietro quel “ciao” c’era tutto: il detenuto che non vedeva più un futuro, il tossicodipendente, l’operatore, un Dio che non chiude mai la porta a nessuno. Oggi non ti salutiamo guardando indietro, ma avanti, perchè il tuo “ciao” non chiude una storia, ne apre infinite altre”.
Infine il saluto conclusivo: “Ciao don Antonio. Proveremo a credere in chi non crede più, a costruire nuovi avamposti, a chiamare figli quelli che il mondo chiama falliti. E quando ci chiederanno cosa ci hai lasciato, risponderemo: una vita, la tua, e una parola piccola come un saluto, ma grande come il Vangelo: ciao”. Non sono mancati i canti dei ragazzi di Exodus, che hanno accompagnato tutta la celebrazione. L’ultimo, mentre il feretro veniva portato verso il carro funebre, è stato “Io vagabondo” dei Nomadi. Tutti si sono uniti nel canto, mentre molti si sono avvicinati alla bara, sulla quale era stato posato un girasole, per un ultimo saluto: “Ciao don”.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Banca centrale della Cina rafforza il sostegno finanziario all’economia reale

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La banca centrale cinese ha reso noto che continuerà ad attuare una politica monetaria moderatamente espansiva nel secondo semestre del 2026, rafforzando gli adeguamenti anticiclici e adottando misure concrete per promuovere uno sviluppo economico stabile e in continuo miglioramento.

In un comunicato diffuso ieri al termine della conferenza sul lavoro dedicata alla seconda metà dell’anno, la Banca popolare cinese (PBOC) ha dichiarato che ricorrerà integralmente agli strumenti di politica monetaria e li adeguerà tempestivamente.

Inoltre, la PBOC manterrà un’ampia liquidità, guiderà le istituzioni finanziarie a migliorare l’equilibrio dell’offerta di credito e allineerà la crescita del finanziamento sociale e dell’offerta di moneta agli obiettivi previsti per la crescita economica e ai livelli generali dei prezzi.

La banca promuoverà lo sviluppo di alta qualità di un “board tecnologico” nel mercato obbligazionario, servendosi con costanza di strumenti di condivisione del rischio per l’innovazione tecnologica e di obbligazioni delle imprese private ed esplorando la condivisione delle informazioni e l’applicazione integrata dei dati nel settore della finanza per la scienza e la tecnologia.

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Inoltre, migliorerà il sistema di rafforzamento del credito per le imprese private e le piccole e medie imprese (PMI) e rafforzerà le capacità di servizio finanziario per le PMI nel secondo semestre.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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