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Ue Foti “La politica di coesione deve continuare a garantire sviluppo”

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ROMA (ITALPRESS) – Il negoziato sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’Ue, è un passaggio decisivo per il futuro dei territori europei. La politica di coesione deve continuare a garantire sviluppo, competitività e riduzione dei divari. Non possiamo accettare un suo ridimensionamento. Il Governo Meloni condivide le preoccupazioni espresse dalle Regioni. Servono risorse certe, una governance efficace e il pieno coinvolgimento dei territori. La politica di coesione deve mantenere identità e autonomia anche nel nuovo Fondo unico europeo”. Così il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti, che insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha incontrato a Palazzo Chigi le Regioni per un punto sul futuro della politica di coesione europea e il negoziato sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’Ue.

Secondo Foti, l’attuale proposta della Commissione europea presenta criticità, con il rischio che la politica di coesione perda una dotazione dedicata, compromettendo la capacità di investimento dei territori e la tenuta delle politiche di sviluppo.

“Il Governo Meloni sta chiedendo risorse adeguate, il mantenimento dei livelli finanziari precedenti e un meccanismo di riequilibrio capace di correggere gli effetti distorsivi dell’attuale architettura finanziaria”, ha spiegato.

Il ministro ha infine ribadito la necessità di garantire il coinvolgimento effettivo delle Regioni nella preparazione e nell’attuazione dei Piani, salvaguardando al tempo stesso un modello di governance flessibile ed efficiente. “Ci attende un negoziato difficile, ma l’Italia lavorerà per costruire un fronte europeo ampio a difesa di una Politica di coesione forte, riconoscibile e adeguatamente finanziata”, ha concluso.

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-Foto: Ipa Agency-

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Conte si dimette dalla Commissione Covid: “Domani in audizione spazzerò via tutto il fango”

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ROMA (ITALPRESS) – “In vista dell’audizione di domani mattina mi sono dimesso dalla Commissione Covid e spetterà a me, finalmente, parlare in modo da spazzare via tutto il fango”. Così il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in un post sui social, allegando un’immagine della sua lettera di dimissioni.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Ceuta, il ministro degli esteri spagnolo: “Sui migranti Italia non all’altezza delle aspettative”. Fonti Viminale: “Con Governo Meloni crollo degli sbarchi”

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Sulla questione migratoria, ed in particolare sulla situazione che si è creata a Ceuta nei giorni scorsi, “ci sono stati degli Stati, dei governi, che non sono stati all’altezza delle aspettative” per affrontare la situazione come una questione europea. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in una intervista a Tve. “Il governo italiano è stato uno di questi. Qui in Spagna sento dichiarazioni irresponsabili da parte del Partito Popolare e di Vox”, ha proseguito il ministro. Albares ha dichiarato che prima della crisi a Ceuta si è registrata “un’attività insolita” sui social media che ha “amplificato e distorto” la sentenza della Corte Suprema spagnola, la quale, all’inizio di luglio, stabiliva che le persone arrivate a nuoto non potevano essere rimpatriate “a forza” nei loro paesi d’origine. Secondo il ministro, c’è stata anche una “sincronizzazione dell’internazionale reazionaria che si è subito mobilitata per amplificare l’accaduto”. “E anche per diffondere menzogne e notizie false sull’area Schengen, sulla sua integrità e sulle azioni della Spagna”, ha aggiunto. “Questo è un momento in cui esigo e invoco l’unità di tutte le forze politiche attorno a due città spagnole, Ceuta e Melilla, e l’unità di tutti gli europei attorno a queste due città europee”, ha dichiarato, convinto della “natura specifica” del confine in entrambe le città autonome. “È l’unico confine esterno dell’Unione europea che si snoda via terra con l’Africa. Non possiamo affrontare questo confine come affrontiamo qualsiasi altra città di confine in Europa”, ha osservato.

Il ministro ha quindi chiesto che anche Bruxelles si assuma la responsabilità di questa situazione, tema che verrà affrontato nella riunione dei ministri dell’Interno che si terrà domani, su richiesta del governo spagnolo. “L’Africa e l’Europa sono due continenti molto diversi, e questa situazione deve essere gestita congiuntamente con il Marocco e con la solidarietà europea, che è ciò che cercheremo di trasmettere in quell’incontro”, ha dichiarato. Sempre riguardo all’Italia, Albares ha affermato che il Paese ha il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, mentre la Spagna ha il minor numero.

FONTI VIMINALE “CON GOVERNO MELONI CROLLO DEGLI SBARCHI DEI MIGRANTI”

In Italia da gennaio di questo anno a oggi si è verificato un crollo degli sbarchi di migranti irregolari “che è stato ottenuto proprio grazie alle politiche del governo Meloni. Si tratta di un calo del 55% rispetto all’anno scorso e di circa l’82% rispetto al 2023 primo anno di insediamento del nostro Esecutivo che dovette fronteggiare una situazione ereditata da precedenti governi che era completamente fuori controllo. Quanto alla presunta ‘invasione’ di Lampedusa, al momento sono presenti 98 migranti sull’isola e da tempo non si vive nessuna situazione di emergenza sul posto”. Lo si apprende da fonti del Viminale.

VON DER LEYEN “ORA RAFFORZARE I CONFINI EUROPEI”

– foto IPA Agency –

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Politica

Ex Ilva, Urso “Il provvedimento della magistratura ha innescato una ‘bomba sociale’, dobbiamo provare a disinnescarla”

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ROMA (ITALPRESS) –Sì, purtroppo il provvedimento ha innescato una ‘bomba sociale’, perché le condizioni poste sono considerate tecnicamente impossibili da realizzare in 90 giorni. I commissari saranno quindi obbligati a procedere alla chiusura degli impianti dell’area a caldo. Noi dobbiamo provare a disinnescarla. Per riuscirci servono la massima responsabilità da parte di tutti e azioni immediate: abbiamo pochi giorni di tempo”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista al Quotidiano Nazionale. “Abbiamo convocato una serie di riunioni con tutti gli attori coinvolti. Ovviamente si inizia con i sindacati, domani mattina, come concordato al tavolo di Palazzo Chigi, al fine di predisporre un piano straordinario che disinneschi, per quanto possibile, le conseguenze produttive e occupazionali”, spiega.

Quanto a Jindal che si dice disponibile ad acquisire comunque tutti gli impianti, Urso osserva: “Sì, Jindal ritiene di poter far fronte alla chiusura dell’area a caldo importando le bramme prodotte dal suo nuovo altoforno in India e garantire così la continuità produttiva degli impianti a valle, al fine di limitare il danno. I commissari stanno valutando la sostenibilità della proposta sotto tutti gli aspetti. Ho chiesto una risposta entro questa settimana”.

– foto IPA Agency –

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