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Cronaca

Bosch, nel 2025 fatturato a 2.3 mld tra innovazione, AI ed economia circolare

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MILANO (ITALPRESS) – Bosch ha chiuso il 2025 in Italia con un fatturato consolidato di 2,3 miliardi di euro, in calo del 4,8% rispetto all’anno precedente. Il Gruppo è presente nel Paese con 18 società, tre centri di ricerca e circa 5.200 collaboratori.
“Stiamo attraversando una fase di forte instabilità globale, caratterizzata da tensioni macroeconomiche e geopolitiche, dal rallentamento dell’economia e da condizioni sfavorevoli in diversi mercati ma, nonostante questo scenario, il Gruppo Bosch in Italia guarda al futuro con lucidità e determinazione”, ha evidenziato Renato Lastaria, General Manager Gruppo Bosch in Italia. “Siamo impegnati nei campi dell’automazione, digitalizzazione ed elettrificazione, consolidando la capacità dell’azienda di innovare e creare valore anche in contesti complessi”. Lastaria ha poi ricordato come l’acquisizione delle attività di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria di Johnson Controls e Hitachi, completata lo scorso anno, rafforzerà la presenza globale del Gruppo nel mercato HVAC. Nonostante un contesto ancora caratterizzato da incertezza economica e crescita globale moderata, Bosch conferma la propria strategia basata su innovazione tecnologica, trasformazione industriale e sostenibilità. In particolare, il Gruppo punta sul remanufacturing dei componenti automotive destinati all’aftermarket europeo. “Il ricondizionamento non è solo un processo tecnico, ma un modello di business più sostenibile dal punto di vista ambientale e delle risorse”, ha spiegato Lastaria.
Nel 2025 i quattro settori di business di Bosch in Italia hanno mostrato andamenti differenziati. La Mobility ha registrato un rallentamento a causa della debolezza del mercato automobilistico europeo, ma continua a puntare su software, sistemi connessi, soluzioni per la mobilità elettrica, idrogeno e motori tradizionali, oltre a tecnologie Adas e servizi digitali. La divisione Mobility Aftermarket ha invece ottenuto una performance superiore alla media del mercato, sostenuta dall’invecchiamento del parco circolante e dal rafforzamento delle reti distributive.
Il settore Industrial Technology, in particolare Bosch Rexroth, ha chiuso l’anno in crescita grazie alla ripresa dell’automazione industriale e al buon andamento delle macchine operatrici off-highway. Il comparto Consumer Goods ha registrato una flessione complessiva, penalizzato dal rallentamento dell’edilizia e del mercato online. Le elettroutensili hanno però ampliato l’offerta e rafforzato gli ecosistemi di batterie condivise. In controtendenza, BSH Elettrodomestici ha segnato un nuovo record di fatturato. Infine, il settore Energy and Building Technology ha registrato una contrazione, soprattutto nel mercato HVAC. La divisione Home Comfort ha risentito della debolezza dei segmenti tradizionali, mentre il raffrescamento e i sistemi ad alta efficienza hanno mostrato maggiore tenuta. Bosch punta a rafforzare questo business anche grazie all’integrazione delle attività HVAC di Johnson Controls e Hitachi, con focus su elettrificazione e innovazione.
Un progetto centrale del 2025 riguarda lo stabilimento Tecnologie Diesel S.p.A. di Bari, destinato a diventare hub europeo per il remanufacturing automotive. L’iniziativa prevede il trasferimento delle attività di rilavorazione delle pompe diesel dallo stabilimento di Jihlava e, dal secondo semestre 2026, l’estensione anche agli iniettori. “Il progetto rappresenta una risposta al calo dei volumi del primo equipaggiamento e valorizza l’economia circolare applicata all’automotive”, ha sottolineato Lastaria. Il trend si inserisce in un mercato sostenuto dall’invecchiamento del parco circolante europeo. In questo scenario, il sito di Bari assume un ruolo strategico non solo produttivo ma anche formativo, grazie a programmi di riqualificazione e allo sviluppo di nuove competenze legate a diagnosi, revisione e rigenerazione industriale.

– Foto ufficio stampa Bosch Italia –
(ITALPRESS).

Cronaca

Cina-Italia, tennistavolo giovanile crea un ponte di amicizia

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KUNMING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una squadra mista giovanile di tennistavolo della Regione Lombardia è arrivata il 10 luglio al Centro di allenamento sportivo di Beijiaochang, a Kunming, capoluogo della provincia sud-occidentale cinese dello Yunnan, dando il via a un ritiro congiunto di tre giorni e ad alcune amichevoli con la squadra provinciale di tennistavolo dello Yunnan.

La delegazione italiana è guidata e allenata da Wang Xuelan, professionista del tennistavolo originaria dello Yunnan. Dopo il ritiro dalla squadra provinciale, Wang ha dedicato anni allo sviluppo della formazione giovanile in questa disciplina in tutta Italia e alla promozione di questo sport nelle comunità locali. Il suo ritorno in patria crea un ponte unico tra i giovani talenti promettenti del tennistavolo della Lombardia e dello Yunnan, consentendo uno scambio tecnico diretto e un apprendimento reciproco tra gli atleti junior italiani e cinesi.

La squadra lombarda è composta da otto giocatori d’èlite di età compresa tra i 14 e i 18 anni, tutti talenti di punta selezionati attraverso prove regionali, con solide basi tecniche ed esperienza agonistica.

Questo programma di tre giorni di allenamenti e partite amichevoli offre benefici concreti agli scambi giovanili tra Italia e Cina. Gli atleti adolescenti hanno l’opportunità di conoscere in prima persona le differenti filosofie di allenamento e gli approcci tattici di due prestigiose tradizioni del tennistavolo. Al di là dello sviluppo atletico, l’evento rappresenta un’importante piattaforma di scambio culturale per i giovani italiani e cinesi.

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I responsabili del Centro di Beijiaochang hanno sottolineato che in futuro la base continuerà a creare diverse piattaforme di scambio sportivo internazionale. Facendo leva sullo sport come legame di soft power, lo Yunnan continuerà a raccontare al mondo le proprie storie di sport, ad ampliare l’apertura negli sport agonistici giovanili e a promuovere uno sviluppo coordinato attraverso costanti scambi tra i popoli di Italia e Cina.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Cronaca

Med-Or Day, Cavo Dragone “Nato si rafforza, Mediterraneo crocevia strategico”

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ROMA (ITALPRESS) – Il futuro della NATO, il rapporto tra Stati Uniti ed Europa e il ruolo del Mediterraneo sono stati al centro del Med-Or Day 2026, che si è svolto a Roma. L’iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche nel Mediterraneo allargato. “La Nato continua a produrre risultati: gli investimenti crescono e le capacità militari si potenziano. La partecipazione dei partner del Golfo rappresenta un segnale molto forte. Quello che noi vogliamo è che l’Ucraina abbia una struttura tale che non venga invasa dalla Russia. Hanno resistito in maniera straordinaria all’aggressione russa, innovandosi rapidamente e trasformando l’esperienza operativa in nuove capacità, rafforzando la coesione dell’alleanza”, l’intervento dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato. Nella sua veste di più alto rappresentante militare dell’Alleanza, ha offerto una lettura delle trasformazioni in corso e delle priorità strategiche per i Paesi alleati.
“Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la NATO?” è stato il titolo scelto per l’edizione 2026. Il confronto ha riguardato la sicurezza del Fianco Sud dell’Alleanza, le crisi in Medio Oriente e Nord Africa e il coordinamento tra la difesa europea e il legame transatlantico. “Il Rapporto Transatlantico si sta evolvendo e la capacità delle democrazie di rafforzarsi dopo le crisi è la lezione più importante che abbiamo imparato in 80 anni di Nato. Il Mediterraneo è un crocevia strategico che collega Europa e Asia e in questo spazio convergono le principali sfide alla sicurezza contemporanea: instabilità regionale, competizione geopolitica, terrorismo e immigrazione incontrollata”, ha aggiunto Cavo Dragone, che si è soffermato sull’importanza degli investimenti: “Ogni euro destinato alla difesa è investito in un futuro di pace e sicurezza per i nostri figli e nipoti. Nel mondo la spesa media per sicurezza e difesa è intorno al 5%, non stiamo esagerando ma stiamo recuperando il passo con il mondo in cui viviamo”. La presenza dell’ammiraglio ha confermato il legame tra il Med-Or Day e i temi della sicurezza internazionale. Cavo Dragone aveva già partecipato alla prima edizione dell’evento nel 2021, quando ricopriva l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina.
“Trascorriamo una vita a proteggere ciò che abbiamo più caro, investendo tempo ed energie, ma dimentichiamo troppo spesso una verità fondamentale: la nostra sicurezza non può essere separata da quella degli altri. Questa è la più importante lezione strategica che la Nato ha insegnato alle nostre democrazie”, la chiosa di Cavo Dragone sulla sicurezza internazionale.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).

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Cina, sviluppato il primo dispositivo bionico al mondo per “comprendere i suoni”

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TIANJIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Dei ricercatori cinesi hanno sviluppato il primo dispositivo bionico neurale al mondo che consente al cervello delle persone con deficit uditivi di “comprendere” i suoni, anzichè limitarsi semplicemente a “sentirli”.

Il dispositivo, realizzato da un gruppo di ricerca dell’Università di Nankai, nella municipalità settentrionale cinese di Tianjin, propone un innovativo approccio elettronico di sostituzione e riparazione per la ricostruzione dell’udito, andando oltre i tradizionali impianti cocleari.

“Attualmente gli impianti cocleari risolvono soltanto il problema del ‘sentirè. Tuttavia, a causa del loro meccanismo fisso basato su impulsi temporizzati e del numero limitato di elettrodi, restano ancora molto lontani dal sistema uditivo naturale in termini di risoluzione temporale e riconoscimento del parlato in ambienti acustici complessi”, ha spiegato Xu Wentao, responsabile della ricerca presso il College of Electronic and Optical Engineering, in un comunicato stampa diffuso lunedì dall’università.

“Il nostro obiettivo non è soltanto fare in modo che il sistema ‘sentà, ma consentirgli di ‘comprenderè realmente, ovvero di selezionare, elaborare e trasmettere informazioni uditive utili proprio come farebbe un nervo naturale”, ha aggiunto. Secondo Xu, il nuovo dispositivo rappresenta un passo fondamentale nel recupero uditivo, segnando il passaggio dal “recupero della percezione” al “ripristino della funzione”.

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Lo studio, intitolato “Un’interfaccia neuromorfica artificiale per il recupero delle funzioni uditive”, è stato pubblicato online il primo luglio sulla rivista “Nature Materials”.

L’udito non dipende soltanto dalle orecchie, ma anche dal nervo uditivo, che agisce come una sorta di “autostrada” per trasmettere al cervello i segnali sonori. Secondo la ricerca, l’ipoacusia neurosensoriale, una forma di sordità causata dal danneggiamento di questo collegamento, interessa circa il 3% della popolazione mondiale.

I tradizionali impianti cocleari possono convertire i suoni in segnali elettrici, ma continuano a dipendere dalla parte ancora funzionante del nervo uditivo del paziente per completare “l’ultimo tratto” della trasmissione.

Quando il nervo uditivo è gravemente compromesso o assente, “anche gli impianti cocleari più avanzati diventano inefficaci”, ha osservato Xu, sottolineando che proprio questa difficoltà di lunga data potrebbe essere superata grazie alla scoperta del suo gruppo.

Il nuovo dispositivo, descritto come un’”interfaccia neuromorfica” capace di imitare i naturali processi di codifica dei nervi uditivi biologici, integra l’acquisizione dei suoni, la codifica neurale, l’elaborazione semantica e la produzione di segnali bioelettrici in un circuito neurale artificiale completo.

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Il sistema non si limita a rilevare i suoni, ma li filtra, li analizza e li codifica in maniera simile al sistema uditivo naturale, prima di trasmettere al cervello informazioni dotate di significato, ha spiegato il gruppo di ricerca.

“In futuro continueremo le nostre ricerche sulla riparazione neurale e sull’intelligenza bionica, impegnandoci per portare le nostre tecnologie fondamentali dal laboratorio all’impiego clinico e al mercato”, ha dichiarato Xu.

“Ci auguriamo di ottenere ulteriori progressi nel campo delle neuroprotesi, dell’assistenza sanitaria intelligente, delle interfacce cervello-computer e dell’intelligenza incarnata”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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