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Figc, Abete “Presto per nomi Ct, ma si punti a un grande tecnico”

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ROMA (ITALPRESS) – “Penso che chiunque sarà il prossimo presidente della Federazione dovrà necessariamente andare sul nome di alto livello per la panchina azzurra”. Lo ha detto il presidente della Lega Nazionale Dilettanti e candidato alla presidenza Figc, Giancarlo Abete, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, rispondendo ad una domanda sulla scelta del prossimo Ct della Nazionale. Abete non si sbilancia sui nomi: “Non voglio creare problemi a nessuno, soprattutto a quelli che ritengo persone giuste per fare il commissario tecnico. Ma è naturale che tutti leggiamo quel che si scrive”, ha detto. “Come metodo dobbiamo partire da un presupposto – ha aggiunto Abete -. Avevamo una vecchia scuola di allenatori che era formata in casa, quindi parlo dei Valcareggi, dei Bearzot, dei Vicini che non c’è più, perché il mercato non consente più questo tipo di situazione. Abbiamo iniziato a prendere allenatori di grande qualità, penso a Trapattoni e a Lippi, e poi a tanti altri, più recentemente Conte, Mancini, Spalletti. E quindi la linea di indirizzo della Federazione, a maggior ragione dopo che ci sono state tre esclusioni dai Mondiali, non può che essere quella di provare a prendere un allenatore di grande qualità”, ha concluso Abete.

“Il programma è, anzitutto, andare a creare delle condizioni – e questo non so se la federazione ne sarà capace, altrimenti dovremmo ricorrere, come dopo Calciopoli, ai principi generali del Coni – per avere un sistema meno ingessato sul versante dei livelli decisionali”, ha aggiunto parlando del suo programma in vista delle elezioni del 22 giugno. “Oggi, al di là della qualità del presidente federale, c’è una sorta di diritto di veto fra le componenti, per cui ogni tipo di riforma è complessa, perché esiste un sistema corporativo, nel senso più rispettoso del termine, in relazione alla tutela degli interessi, che blocca una capacità di sintesi – ha aggiunto -. Poi abbiamo, ovviamente, un problema anche di tenuta economica del sistema sportivo e questo vale sia per i professionisti che per i dilettanti”. Come spiega Abete “per i professionisti abbiamo 730 milioni a fine stagione 2023-2024 di perdita di bilancio, tenendo conto che chi sta peggio sono la B e la C, cioè due categorie professionistiche. Non la A, perché in A sette società su venti chiudono in utile ed alcune anche con decine di milioni di utile. Quindi c’è un problema di gestione e un problema di numero di società professionistiche eccessivo” spiega Abete.

“Ridurre il numero di squadre di Serie A? Sappiamo che nei grandi cinque paesi europei si va da 20 a 18, con l’Inghilterra e la Spagna che ne hanno 20 come noi eppure ottengono risultati in Champions, in Europa League e a livello di nazionali. Inoltre è una norma che non si può modificare in questo momento, perché ci vuole la maggioranza qualificata della Serie A. E quindi dato che le società che rischiano di retrocedere sono un numero maggiore, è una norma che è destinata a rimanere tale”, ha detto rispondendo ad una domanda sulla possibilità di ridurre il numero delle squadre di Serie A da 20 a 18. “Il calendario internazionale è sempre lo stesso – ha concluso -. Quindi si può vincere anche con un campionato a 20 squadre, come fanno l’Inghilterra e la Spagna. Non possiamo attribuire al numero di squadre la causa principale dei mancati risultati e del fatto che si ingolfi il calendario”.

– foto Italpress –

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(ITALPRESS).

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Via ai Giochi del Mediterraneo: a Taranto la cerimonia d’apertura con Mattarella

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TARANTO (ITALPRESS) – Partono ufficialmente i XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Con una spettacolare cerimonia d’apertura all’interno del rinnovato stadio Erasmo Iacovone, ha preso il via l’edizione in programma fino al prossimo 3 settembre, con l’Italia protagonista non solo come Paese ospitante, ma anche in gara grazie alla delegazione più folta di tutte le 26 spedizioni presenti. Dei circa 4.000 atleti, sono 497 quelli in rappresentanza della squadra di casa, che ha sfilato per ultima guidata dai due portabandiera, la pugile Irma Testa e il velocista Filippo Tortu. “Questi eventi sono sempre belli per le competizioni e perchè abbiamo la possibilità di stare con altri sport e altre nazioni, di fare amicizie e discutere di temi importanti”, le parole di Testa a margine della cerimonia. Tanti i rappresentanti delle istituzioni sugli spalti, a cominciare dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (accolto da un lungo applauso al suo ingresso), che ha pronunciato la formula ufficiale di apertura della manifestazione. Presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, assieme ai presidenti del Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana, oltre ai ministri Andrea Abodi, Tommaso Foti, Orazio Schillaci e Gianmarco Mazzi, e ovviamente il numero uno del Coni, Luciano Buonfiglio. Oltre due ore di cerimonia nel segno del motto “Embrace the future”, con l’alternarsi di momenti istituzionali e di intrattenimento, grazie anche ad artisti pugliesi come Al Bano, Mietta e Serena Brancale. Tutto in uno stadio rinnovato per l’evento, così come una serie di altri impianti sul territorio. “Siamo entrati insieme ad altri quando qua non c’era quasi nulla – racconta infatti il ministro Abodi -. Vedere lo stadio realizzato e pieno di gente è commovente. C’è lo stadio del nuoto, il Pala Ricciardi. Questi due impianti hanno la caratteristica di essere indoor e outdoor. Sono impianti tra i più belli al mondo, li considero come figli”. Un patrimonio che andrà valorizzato anche dopo i Giochi, come sottolinea il presidente del Comitato Organizzatore, Massimo Ferrarese, secondo il quale “le amministrazioni dovranno lavorare per mantenere al meglio questa eredità per le future generazioni”.
– foto xt9/Italpress –
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Equitazione, l’Italia del salto ostacoli vola a Los Angeles 2028

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia del salto ostacoli ha conquistato oggi il pass per i prossimi Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Gli azzurri, assenti dalla competizione a squadre da Atene 2004, hanno centrato la storica impresa in occasione dei Mondiali in corso di svolgimento ad Aachen, in Germania, fino a domenica prossima.
Artefici dello storico risultato, agli ordini del capo èquipe Marco Bergomi e sotto la guida del selezionatore Stefano Cesaretto, sono stati il graduato aiutante dell’Aeronautica Militare Giulia Martinengo Marquet su Delta del’Isle, Emanuele Camilli su Chacareno PS, il carabiniere scelto Giacomo Casadei su Marbella du Chabli e Piergiorgio Bucci su Hantano, che hanno chiuso la finale a squadre al quinto posto della classifica finale. Si tratta del miglior piazzamento di sempre di una squadra azzurra nel Mondiale di salto ostacoli.
– foto ufficiostampa Fise/Argenziano –
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Chivu non si tira indietro “Non temiamo nessuno, noi la squadra da battere”

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APPIANO GENTILE (ITALPRESS) – Si riparte da capo, ma il messaggio di Cristian Chivu è stato chiaro: l’Inter campione d’Italia in carica non teme nessuno. Il tecnico nerazzurro è intervenuto alla vigilia dell’esordio stagionale contro il Monza: “Si riparte da zero, consapevoli del fatto che siamo sempre la squadra da battere. Nessuno ci regalerà nulla, cercheremo di essere competitivi e portare avanti le nostre ambizioni. Parlate di numeri e sorprese, io parlo di standard, questa squadra ha dimostrato di avere un certo livello. Questo gruppo ha fame e cattiveria, si può fare ancora un grande lavoro. Chi temo? Nessuno”.

Spazio al mercato e alle voci sulla possibile offerta del Barcellona per Lautaro Martinez: “Il mercato è sempre così, ci fa piacere che si parli di certi giocatori, vuol dire che sono riconosciuti al mondo come grandi calciatori. Lautaro è stato campione del mondo, pochi mesi fa ha raggiunto un’altra finale, è un grande giocatore, ce lo teniamo stretto, rappresenta quello che siamo stati e quello che vogliamo essere”. Per quanto riguarda l’eventuale impiego dal primo minuto, il tecnico ha risposto: “Vedremo come starà domani alle 18.30. Noi vogliamo che ‘Lautì resti”.

Chivu ha voluto poi specificare che non ragionerà sugli obiettivi, ma sul presente: “Non parlo di trofei e ambizioni, dobbiamo guardare al presente e capire cosa fare quando si raggiunge un mini obiettivo, dobbiamo andare avanti passo dopo passo, quello che conta è la partita di domani col Monza. Strada facendo si determina dove si può arrivare”.

L’allenatore dell’Inter ha poi parlato dell’arrivo di Curtis Jones dal Liverpool: “Se ho parlato prima che arrivasse qui? Credo che l’allenatore quando vuole un giocatore qualche chiacchierata col giocatore stesso la fa. Io non confermo che ho parlato con lui, conta che lui sia qui. Sono contento che ci abbia scelti. Mi fa piacere che abbiamo la possibilità di mettere dentro un giocatore con le sue caratteristiche e che ha dato piena disponiblità a giocare per noi. Lui, Spence e Stones si rendono conto dell’importanza di questa società e di questa squadra. Sono certo che alzeremo il livello, avremo più soluzioni”.

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– Foto Ipa Agency –
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