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Politica

Domenica e lunedì 6,2 milioni di italiani chiamati alle urne per le elezioni comunali

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ROMA (ITALPRESS) – Circa 6,2 milioni di italiani, il 10% del totale, saranno chiamati alle urne domenica e lunedì per le elezioni amministrative. I Comuni al voto saranno 743, di cui 118 oltre i 15.000 abitanti. Nel dettaglio sono 18 i capoluoghi di provincia chiamati al voto: Agrigento, Andria, Arezzo, Avellino, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Messina, Pistoia, Prato, Reggio Calabria, Salerno, Trani e Venezia. Domenica 24 maggio le urne saranno aperte dalle 7 alle 23, lunedì 25 dalle 7 alle 15. Lo spoglio delle schede inizierà subito dopo. Nei comuni sopra i 15.000 abitanti, se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta, si andrà al ballottaggio domenica 7 e lunedì 8 giugno. In Sicilia e Friuli Venezia Giulia la soglia per l’elezione al primo turno è il 40%+1. A Venezia, unico capoluogo di regione al voto, il sindaco uscente Luigi Brugnaro non può ricandidarsi dopo due mandati. Il centrodestra candida l’assessore uscente Simone Venturini. Il centrosinistra punta su Andrea Martella, ex parlamentare del Pd. In campo anche i candidati civici Andrea Martini, Pierangelo Del Zotto, Michele Boldrin, Claudio Vernier, Roberto Agirmo e Luigi Corò. In Lombardia, a Lecco, il sindaco uscente Matteo Gattinoni (centrosinistra) è sfidato dal candidato del centrodestra Filippo Boscagli. In totale cinque candidati, sostenuti da 11 liste. A Mantova il centrosinistra candida Andrea Murari, per il centrodestra corre Raffaele Zancuoghi. Il M5S candida Mirko Gragnato.

In Toscana, ad Arezzo il centrodestra punta su Marcello Comanducci, il centrosinistra in versione campo largo su Vincenzo Ceccarelli. A Pistoia il centrodestra si presenta con Anna Maria Celesti, attuale sindaca facente funzione, il centrosinistra schiera Giovanni Capecchi.
A Prato si vota dopo le dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti (centrosinistra) per un avviso di garanzia. Il campo largo presenta l’ex sindaco Matteo Biffoni, il centrodestra candida Gianluca Banchelli. Nelle Marche, a Fermo l’ex sindaco Paolo Calcinaro, che ha lasciato la fascia tricolore al vice e reggente Mauro Torresi, appoggia il candidato civico Alberto Maria Scarfini, assessore uscente. Leonardo Tosoni è il candidato del centrodestra, Angelica Malvatani corre per il centrosinistra. A Macerata si sfidano Sandro Parcaroli per il centrodestra e Gianluca Tittarelli per il centrosinistra. In Abruzzo, a Chieti per il centrosinistra corre Giovanni Legnini, il centrodestra si presenta diviso: Cristiano Sicari (FdI, FI, Noi Moderati) e Mario Colantonio (Lega e Azione Politica).

In Campania si vota a Salerno, dove torna in campo Vincenzo De Luca, ex presidente della Regione e già primo cittadino dal 1993 al 2001 e poi dal 2006 al 2015. È sostenuto da 7 liste ma senza il simbolo del PD. Il centrodestra candida Gherardo Maria Marenghi, il M5S e Avs Franco Massimo Lanocita. Ad Avellino tre i candidati più accreditati, tutti con un passato da sindaco o vice-sindaco: Nello Pizza (PD, M5S, Mastella), Laura Nargi (area civico-centrodestra: FI, FdI) e Gianluca Festa (civico con Lega e UDC). In Puglia, ad Andria, Giovanna Bruno del centrosinistra sfida Sabino Napolitano per il centrodestra. A Trani in campo Marco Galiano per il centrosinistra, Angelo Guarriello per il centrodestra, Vito Branà per il M5S e Giacomo Marinaro con liste civiche. A Reggio Calabria il centrodestra schiera Francesco Cannizzaro, deputato e segretario regionale di Forza Italia, con 12 liste di coalizione (tra cui Azione). Il centrosinistra punta su Domenico Battaglia, sindaco facente funzione dopo l’elezione di Giuseppe Falcomatà in Consiglio regionale, con 6 liste. A Crotone Vincenzo Voce del centrodestra sfida Giuseppe Trocino del centrosinistra.
In Sicilia, a Messina si ricandida Federico Basile (Sud Chiama Nord di Cateno De Luca), dopo essersi dimesso a febbraio per poi tornare in corsa, sfidato da Antonella Russo per il centrosinistra e da Marcello Scurria del centrodestra. Ad Agrigento Dino Alonge per il centrodestra sfida Michele Sodano per il centrosinistra, mentre a Enna Mirello Crisafulli per il centrosinistra affronta Ezio De Rose per il centrodestra ed Ezio Fiammetta appoggiato da liste civiche.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

Politica

Schlein “Finito il tempo del governo Meloni, ora vadano a casa”

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ROMA (ITALPRESS) – Il governo di Giorgia Meloni è finito, il dibattito alla Camera sulla legge elettorale lo ha certificato”. Lo ha dichiarato la segretaria del PD, Elly Schlein, in un’intervista a La Repubblica, sottolineando come la maggioranza non esista più e invitando il centrodestra a farsi da parte: “La maggioranza non esiste più, adesso vadano a casa, tocca a noi”. Secondo la leader dem, il voto segreto ha fatto crollare “la narrazione di una maggioranza unita, svelando le fragilità interne della destra”.

“Ha perso Meloni, che ha cercato di imporre una riforma elettorale cucita su misura perchè ha paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva. Ha perso l’arroganza di forzare anche rispetto ai suoi alleati, che non la volevano” . La Schlein ha attaccato direttamente la premier anche sul tema della rappresentanza femminile: “Ha perso la superbia della prima presidente del Consiglio donna che per difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne. Lei e il suo governo sono stati sfiduciati e di questo può incolpare solo sè stessa”.

L’emendamento sulle preferenze, bocciato in aula, viene definito dalla segretaria come un vero e proprio inganno: “Quell’emendamento era una farsa: prevedeva infatti tutti i capilista bloccati, la maggioranza dei parlamentari sarebbe stata eletta così. Non solo. Si aboliva pure l’alternanza di genere prevista dal sistema attuale: una cosa gravissima”.
“Si dovrebbero fermare – continua Schlein – Ma ci rendiamo conto che ormai da mesi si stanno occupando solo di legge elettorale e tengono ostaggio entrambe le Camere solo su questo? Come se l’Italia non soffrisse un calo della produzione industriale che dura da tre anni consecutivi, non avesse le bollette più care d’Europa e i salari tra i più bassi, crescita zero e sei milioni di italiani che neppure riescono a curarsi”. La richiesta di Schlein è netta: “Dopo essere stata battuta in aula, dovrebbe prendere atto che non ha più una maggioranza e andare a casa, consentendo agli elettori di esprimersi per tornare ad avere un governo che si occupi dei problemi del Paese”.

Schlein risponde anche a chi accusa le opposizioni di non avere ancora una struttura solida o un programma definito: “Sono tre anni che facciamo proposte unitarie in Parlamento sui bisogni concreti dei cittadini. Salario minimo, congedo paritario, politiche industriali per far ripartire la crescita e ridurre le bollette; su sanità, trasporto pubblico locale, scuola, ricerca e università che loro hanno tagliato”. L’alleanza progressista punta ad aprirsi ulteriormente: “Al centro si muovono in molti. Noi siamo testardamente unitari. L’alleanza progressista può allargarsi ancora, non restringersi”.

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– Foto: Ipa Agency –

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La Camera termina l’esame della legge elettorale, domani il voto finale a scrutinio segreto

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ROMA (ITALPRESS) – L’Aula della Camera ha concluso l’esame della legge elettorale. La seduta riprenderà domani mattina alle 9.30 con le dichiarazioni di voto e il voto finale sul provvedimento, che sarà a scrutinio segreto.

– Foto Ipa Agency –

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Via libera all’unanimità in Senato al ddl “Liberi di scegliere”, diventa legge

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ROMA (ITALPRESS) – Via libera all’unanimità in Senato al ddl “Liberi di scegliere” sulla protezione e l’assistenza ai minorenni e agli adulti di riferimento in contesti di criminalità organizzata. Il provvedimento, a prima firma della presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, era già stato approvato dalla Camera in prima lettura, quindi diventa legge.

“La proposta di legge ‘Liberi di scegliere’, a prima firma di Chiara Colosimo, della quale sono stata relatrice, adesso è legge”. Lo dichiara in una nota il segretario di Presidenza della Camera, Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia. “Un provvedimento che abbiamo fortemente voluto e sostenuto. Il nostro impegno, adesso, proseguirà sui territori, soprattutto con degli incontri nelle zone più a rischio, per far conoscere a tutti l’opportunità offerta da questa legge. Chi nasce in un contesto mafioso non è destinato a restarvi per tutta la vita, ma è libero di scegliere. Libero di scegliere una nuova vita, un nuovo percorso socio educativo e, ove necessario, anche una nuova identità, lontano da contesti malsani”, ha concluso Varchi.

– foto IPA Agency –

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