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Economia

Fondazione Cariplo, Regione Lombardia e Anci a confronto sul bilancio Ue 2028-2034

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MILANO (ITALPRESS) – Le modalità di gestione delle risorse europee per il periodo 2028-2034 e le possibili ricadute su territori, terzo settore e politiche pubbliche sono state al centro del convegno “Il Futuro della programmazione europea – Verso il bilancio europeo 2028-2034”, promosso da Fondazione Cariplo, Regione Lombardia e Anci Lombardia. L’iniziativa, realizzata con il patrocinio della Commissione europea e del Parlamento europeo, si colloca in un momento cruciale per l’Ue, impegnata nella definizione del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, che determinerà non solo l’ammontare e la destinazione delle risorse, ma anche l’indirizzo delle politiche europee e l’equilibrio tra livello europeo, nazionale e territoriale. Le proposte attualmente in esame potrebbero, infatti, introdurre rilevanti novità nei settori della coesione, del welfare, dell’ambiente, della cultura, della ricerca e della competitività, con effetti sulle modalità di assegnazione e gestione delle risorse e sull’equilibrio tra Stati membri ed enti locali. Da qui la necessità di accrescere conoscenza e consapevolezza sulla portata delle riforme in discussione e favorire lo sviluppo di strategie di preparazione adeguate.
Nel corso del convegno, gli interventi di Nicola De Michelis (Direzione Generale Politica Regionale e Urbana della Commissione europea), Luca Jahier (Comitato Economico e Sociale Europeo), Luciano Monti (Università LUISS), Marianna D’Angelo (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Luca Menesini e Vasco Alves Cordeiro (Comitato delle Regioni) hanno contribuito a chiarire i principali nodi della programmazione UE 2028-2034 e le relative implicazioni sul territorio, approfondendo in particolare il futuro del partenariato, della politica di coesione e delle politiche sociali.
Sono state illustrate alcune tra le principali novità introdotte dalla proposta di bilancio presentata a luglio 2025 dalla Commissione europea – una proposta che prevede un’architettura del tutto nuova rispetto all’attuale quadro finanziario 2021-2027. Tra le innovazioni più rilevanti: la forte semplificazione del bilancio, attraverso l’accorpamento di diversi programmi e fondi in strumenti più integrati e flessibili e l’introduzione dei Piani nazionali e regionali di partenariato, ispirati al modello del PNRR e improntati a un approccio performance-based, che prevedono per ciascuno Stato membro l’adozione di un piano unitario concordato con la Commissione europea.
“Il confronto sul prossimo bilancio europeo arriva in una fase particolarmente complessa per l’Europa – ha detto Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo -, chiamata a colmare il divario di competitività rispetto ad altre aree del mondo e, allo stesso tempo, a preservare il proprio modello sociale. Il nuovo modello di programmazione richiederà un cambio di prospettiva: non si tratterà più soltanto di partecipare a programmi già definiti, ma di contribuire attivamente alla costruzione dei Piani Nazionali e Regionali di partenariato, sviluppando competenze e capacità strategiche adeguate”.
Per Valeria Negrini, vicepresidente di Fondazione Cariplo, “servono nuove forme di collaborazione tra pubblico, privato e filantropia per aumentare l’impatto delle politiche e rispondere in modo efficace alle sfide sociali ed economiche. E’ necessario ridefinire il ruolo dei partenariati per garantire il pieno coinvolgimento delle organizzazioni della società civile, del Terzo Settore e dell’economia sociale, nella scelta delle priorità, nella programmazione e nella gestione delle risorse e nell’implementazione dei programmi e nei meccanismi di valutazione”.
“Chiediamo con forza una modifica del prossimo bilancio europeo – ha detto Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza con delega alle relazioni internazionali ed europee di Regione Lombardia -, la proposta della Commissione UE riduce le risorse per le politiche di coesione e ne centralizza la gestione. Al contrario, dovrebbe riconoscere il ruolo fondamentale delle istituzioni regionali e locali. Le Regioni e le amministrazioni locali, infatti, grazie al proprio patrimonio di competenze e alla profonda conoscenza dei territori, rappresentano il livello istituzionale che più efficacemente valorizza le eccellenze locali – comprese quelle del terzo settore – e promuove interventi e progetti di qualità, realmente vicini ai cittadini e ai loro bisogni, in chiave sussidiaria. Questo approccio contribuisce concretamente alla competitività europea. Non saranno grandi fondi centralizzati a livello europeo a colmare il divario di competitività, che rischia di indebolire il ruolo dell’Europa nello scenario internazionale, ma la capacità delle istituzioni territoriali di coniugare sviluppo locale, coesione e crescita dell’intero continente”.
Infine, secondo Mauro Guerra, presidente Anci Lombardia, “il futuro del bilancio europeo riguarda direttamente i Comuni e i territori, che rappresentano il primo livello di prossimità con cittadini, imprese e comunità locali. La nuova programmazione europea dovrà rafforzare il principio di partenariato e riconoscere pienamente il ruolo degli enti locali nella definizione delle priorità strategiche, nella costruzione dei Piani nazionali e regionali e nell’attuazione delle politiche europee. In una fase in cui l’Europa è chiamata a coniugare competitività, coesione sociale e sostenibilità, è fondamentale che le autonomie locali siano considerate non soltanto soggetti attuatori, ma protagonisti del processo decisionale europeo”.
Quella attuale rappresenta una fase decisiva del negoziato: nel 2026 si è aperto il vero confronto politico sull’architettura e sulla governance del nuovo bilancio, con alcuni margini di negoziazione. Il Parlamento ha già espresso la propria posizione, portando al tavolo negoziale una proposta che chiede un aumento delle risorse per sostenere gli obiettivi ambiziosi dell’UE, una governance più partecipata con un ruolo maggiore degli attori territoriali e una revisione delle priorità delle politiche europee.
Al centro del dibattito europeo resta aperta una questione cruciale: come sostenere le nuove priorità dell’Unione – dalla competitività alla sicurezza e difesa – senza ridimensionare le politiche storiche di finanziamento, come la politica di coesione, che ne costituiscono l’ossatura? In questo contesto, gli attori territoriali possono svolgere un ruolo decisivo, contribuendo a rappresentare i fabbisogni locali delle organizzazioni della società civile, del Terzo Settore e dell’economia sociale, partecipando attivamente alla definizione dei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali.

– Foto ufficio stampa Fondazione Cariplo –
(ITALPRESS).

Economia

Ex Ilva, Urso “Federacciai valuta proposta. La produzione è in crescita”

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ROMA (ITALPRESS) – “Federacciai ha riunito il suo direttivo lunedì per valutare, come ha annunciato il presidente Antonio Gozzi, se esistano le condizioni per esplicitare una proposta di aziende italiane, auspicata anche dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini al tavolo al Mimit. Peraltro, le aziende siderurgiche italiane sono all’avanguardia nel processo di decarbonizzazione in Europa, con 26 forni elettrici operanti negli stabilimenti presenti nel Paese. Quasi il 90% della produzione italiana di acciaio avviene attraverso forni elettrici alimentati da rottame, una quota tra le più alte nell’Unione Europea”. Così il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso in una intervista su Milano Finanza parlando dell’ex Ilva. “La produzione di acciaio in Italia è cresciuta nel 2025 del 3,7% e a giugno di quest’anno segna un ulteriore aumento del 6,1% su base annua. Sono inoltre in via di attuazione l’accordo di programma con Arvedi a Terni e le intese con Metinvest e Danieli a Piombino, con i nuovi forni elettrici che aumenteranno ulteriormente la produzione nazionale, in un mercato europeo che sarà sempre più tutelato dalla sovracapacità globale e dalla concorrenza asiatica. In questo quadro, dal 1° luglio sono entrate in vigore le nuove misure europee di protezione del mercato siderurgico dalla sovracapacità globale e siamo riusciti a ottenere dalla Commissione europea, insieme al rafforzamento del Cbam e alla revisione dell’Ets”.
Riguardo al rilancio di Stellantis in Italia Urso dice: “Con il nuovo Piano Italia, elaborato dopo l’uscita di Tavares, la produzione italiana di Stellantis è tornata a crescere del 13,7% nel primo semestre di quest’anno, con un aumento del 27,7% per quanto riguarda le sole autovetture. E’ un primo segnale positivo che ora va consolidato. Dobbiamo infatti sostenere questa ripresa cambiando il quadro regolatorio europeo. Siamo stati i primi a denunciare gli errori del Green Deal e ora finalmente in molti ci danno ragione. E’ necessario affermare pienamente il principio della neutralità tecnologica, superare le rigidità del quadro regolatorio europeo e accompagnare la transizione con strumenti adeguati per imprese e consumatori.
Sul ruolo dello Stato: “In questo contesto internazionale, in cui prevale il conflitto, non può essere solo regolatorio: deve intervenire sulle frontiere delle nuove tecnologie e nei campi in cui si decide l’autonomia strategica europea”.
Sull’importanza della sovranità industriale e i settori più strategici: Intelligenza artificiale e spazio in testa, le nuove frontiere della dimensione umana. Sull’intelligenza artificiale siamo stati i primi in Europa a realizzare una legge nazionale in sintonia con il regolamento europeo, che indirizza un miliardo di euro allo sviluppo delle startup, e abbiamo candidato un consorzio italiano a ospitare una delle gigafactory europee di grandi dimensioni. Sullo spazio, anche in questo caso, siamo stati i primi a regolare la presenza dei privati. Abbiamo destinato oltre dieci miliardi di euro al comparto, con un orizzonte al 2028, che ci hanno già consentito di sviluppare quattro Space Factory e di implementare una rete di 16 distretti industriali. Un astronauta italiano, Luca Parmitano, sarà il primo europeo a partecipare a una missione lunare del programma Artemis, mentre il modulo abitativo in cui vivranno gli astronauti sulla Luna sarà Made in Italy, realizzato a Torino”.
Sul caro petrolio: “Il taglio delle accise sul gasolio e, successivamente, il ricorso al meccanismo delle accise mobili dovrebbero consentirci di coprire il mese di agosto. Ovviamente siamo pronti ad altri interventi qualora non si sbloccasse la navigazione nello Stretto di Hormuz.

– Foto – Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Engineering, nel primo semestre ricavi in crescita dell’1,6% a 844,8 milioni

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Engineering ha approvato i risultati consolidati relativi al primo semestre 2026. Engineering segna un miglioramento nei ricavi e dell’EBITDA Adjusted Post-Capex e conferma il proprio posizionamento sulle attività a più alto potenziale di crescita.

Il semestre vede le performance positive di alcuni dei principali mercati di riferimento del Gruppo con una crescita nel Public Sector & Municipalities (+10% su base annua) e una performance resiliente nell’Enterprise (+3%). Positivi anche i risultati di Digitech & Consulting (+3%) e dei Software Products (+9%).

“Il Gruppo Engineering si conferma un partner strategico nell’accompagnare organizzazioni pubbliche e private in percorsi di trasformazione digitale ad alto valore, in cui l’Intelligenza Artificiale è un driver di crescita e innovazione con cui abilitiamo per i nostri clienti soluzioni sicure, trasparenti e governabili”, afferma Aldo Bisio, Amministratore Delegato del Gruppo.

Questi i principali indicatori economico-finanziari del Gruppo nel primo semestre 2026: ricavi netti pari a 844,8 milioni di euro, in crescita del +1,6% YoY; EBITDA Adjusted pari a 119,3 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al primo semestre 2025 (-0,8% YoY); EBITDA Adjusted post-CapEx pari a 102,8 milioni di euro, in miglioramento rispetto al primo semestre 2025 (+5,3% YoY), grazie principalmente alla normalizzazione degli investimenti.

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Il semestre, prosegue la nota, è stato inoltre caratterizzato dall’annuncio, lo scorso 17 giugno, della firma di due accordi vincolanti con Accenture per la cessione di Alfahealth e IndX Group. Le dismissioni si inseriscono nel percorso di trasformazione strategica del Gruppo, volto a rafforzare il focus sui segmenti core, sui Software Products proprietari, sul Digitech & Consulting e sull’Intelligenza Artificiale: quest’ultima si conferma leva di crescita ed efficienza grazie all’architettura modulare IS-IA, concepita per essere agnostica rispetto ai modelli LLM disponibili sul mercato, inclusi quelli sviluppati internamente da Engineering, garantendo così interoperabilità, flessibilità tecnologica e piena aderenza ai requisiti normativi previsti dall’EU AI Act in tema di trasparenza, sicurezza e governabilità dei sistemi di Intelligenza Artificiale.

I proventi netti delle operazioni saranno destinati principalmente alla riduzione del debito, con l’obiettivo di migliorare le metriche di leva, rafforzare la generazione di cassa e consolidare il profilo finanziario del Gruppo.

– foto ufficio stampa Engineering –

(ITALPRESS).

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Gruppo Unipol, utile netto in crescita nel primo semestre

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MILANO (ITALPRESS) – Il Gruppo Unipol chiude il primo semestre con un utile netto consolidato pari a 913 milioni (622 milioni al 30 giugno 2025, +46,8% yoy), che include il contributo della partecipazione in BPER relativamente al solo primo trimestre 2026.
Il risultato del primo semestre 2026 del Gruppo Unipol, comprensivo del contributo della collegata BPER per l’intero semestre, ricalcolato sulla base delle informazioni finanziarie
recentemente diffuse dalla Banca, si attesta a 1.056 milioni (743 milioni al 30 giugno 2025, +42,0% yoy). Nei primi sei mesi del 2026 la raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, è pari a 9.016 milioni, in crescita del +3,9% rispetto al dato normalizzato pari a 8.674 milioni al 30 giugno 2025, con volumi sostenuti, in particolare, dal comparto Auto (2.428 milioni, +6,0% yoy), dal canale bancassicurazione Danni (346 milioni, +10,1% yoy), e dal business Salute (691 milioni, +4,1% yoy). Con riguardo alla gestione finanziaria, la redditività lorda degli investimenti finanziari assicurativi del Gruppo (riferiti al portafoglio del settore Danni e del settore Vita Patrimonio) registra un rendimento complessivo pari all’8,1% degli asset investiti, di cui un 5,1% derivante da cedole e dividendi e 3,1% da realizzi e valutazioni, pur in un contesto di mercato influenzato da molteplici elementi di incertezza geopolitica, commerciale e macroeconomici. Il patrimonio netto consolidato ammonta, al 30 giugno 2026, a 11.813 milioni (10.715
milioni al 31 dicembre 2025), positivamente influenzato, tra l’altro, dall’emissione di obbligazioni Restricted Tier 1 per un importo nominale di 1 miliardo perfezionata nel corso del semestre. Il patrimonio netto di pertinenza del Gruppo ammonta a 11.503 milioni (10.391 milioni al 31 dicembre 2025). L’indice di solvibilità consolidato è pari al 259% 6 , in incremento rispetto al 230% al 31 dicembre 2025 confermando il profilo di elevata
solidità del Gruppo. L’indice di solvibilità del Gruppo Assicurativo è pari al 290%
(279% al 31 dicembre 2025).
(ITALPRESS).
-Foto: ufficio stampa Unipol-

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