Cronaca
Voghera, il 58% che racconta uno stile nuovo
Pubblicato
3 mesi fa-
di
Redazione
Il centrodestra compatto al primo turno. Il campo largo non arriva neanche al ballottaggio. Duecentosettantacinque elettori barrano solo il nome. Una storia che vale la pena leggere controcorrente
di Emanuele Bottiroli
C’è una cosa che distingue Paola Garlaschelli dalla maggior parte dei politici italiani. Non è l’assenza di comunicazione. È che la sua comunicazione ha sempre avuto un oggetto preciso: le cose fatte. Non le cose promesse, non le cose in corso di valutazione, non le cose che si faranno appena il contesto lo permetterà. Le cose fatte. In un Paese in cui il post Instagram precede il cantiere e il selfie inaugura prima del palazzo, quella scelta è un’anomalia. E ieri sera, quando i risultati delle amministrative di maggio 2026 hanno cominciato a scorrere sui monitor delle sezioni elettorali vogheresi, quella anomalia è stata premiata con una chiarezza che raramente si vede nella politica locale italiana: 58% al primo turno, campo largo del centrosinistra escluso persino dal ballottaggio e 275 voti personali — elettori che hanno barrato solo il nome di lei, nessun simbolo di lista, nessuna bandiera di partito.
Duecentosettantacinque persone che hanno detto: non voglio il partito. Voglio lei.

Lo stile Garlaschelli, ovvero: la sostanza come forma
La storia politica di Garlaschelli è, a suo modo, un piccolo manuale di sopravvivenza nell’Italia contemporanea. Eletta nel 2020 come civica — senza tessera, senza corrente, senza padrino nazionale — ha costruito in cinque anni qualcosa che i partiti faticano a produrre anche con decenni di struttura alle spalle: un’identità riconoscibile che precede e supera l’appartenenza. Quello che si potrebbe chiamare uno stile, nel senso più politico del termine.
Lo stile Garlaschelli non è né il decisionismo muscolare di chi governa a colpi di ordinanze pensate per i titoli di giornale, né il galleggiamento morbido di chi amministra senza lasciare traccia per non lasciare nemici. È qualcosa di più raro e, in fondo, di più antico: la politica come esercizio di responsabilità concreta, misurata sui risultati e non sulla temperatura emotiva del momento. Un teatro chiuso da 37 anni riaperto e intitolato a Valentino Garavani, con tre stagioni teatrali di caratura nazionale finanziate, centinaia di aperture per scuole e spettacoli fuori cartellone, un luogo in cui tornare a fare comunità perché la cultura non è orpello ma un motore. Attraverso il dialogo con Regione Lombardia e l’assessore Elena Lucchini sono arrivati poi cinquantadue milioni di euro per l’ospedale civile. C’è un piano di recupero dell’ex Caserma di Cavalleria con una parte già finanziata. C’è un Premio Letterario nazionale dedicato ad Alberto Arbasino giunto alla terza edizione. C’è il bilancio partecipativo per creare un ponte tra municipio e scuole. E poi la rigenerazione urbana con tanta attenzione ai giovani, le manifestazioni in piazza, le feste tradizionali rilanciate per renderle moderne nel solco della tradizione. Interventi che non si spiegano in un post ma che si vedono, si toccano, cambiano la vita quotidiana di una città. Non sono una buca tappata, sono visione.
Poi, nell’autunno del 2024, l’adesione a Fratelli d’Italia. Una scelta che in molti avevano letto come la resa alla logica di sistema, l’inevitabile normalizzazione di chi vuole sopravvivere. I risultati di ieri dicono che quella lettura era sbagliata, o almeno incompleta. Garlaschelli non si è normalizzata: ha aggiunto uno strumento a una cassetta degli attrezzi che aveva già costruito sulla concretezza. Il partito le ha dato una struttura. Lei ha dato al partito un risultato. Cinquantotto per cento. Primo turno.
«Abbiamo scelto di non raccontare Voghera: abbiamo scelto di cambiarla»
Le prime parole di Garlaschelli dopo la vittoria hanno la struttura di un discorso scritto bene, ma suonano come qualcosa di più raro: una convinzione. «Voghera ha parlato. E lo ha fatto con una chiarezza che mi riempie di gratitudine e di responsabilità». Non è retorica della vittoria, almeno non soltanto. È la sintesi di quel metodo: «In questi anni abbiamo scelto di non raccontare Voghera: abbiamo scelto di cambiarla».
È la frase che più di ogni altra spiega il 58%. Perché lo stile Garlaschelli — quella combinazione di precisione professionale, sobrietà nel tono e ambizione nei risultati — è esattamente l’opposto di ciò che la politica italiana ha prodotto in abbondanza nell’ultimo decennio. Non l’assenza di comunicazione, ma una comunicazione che ha sempre la realtà come referente. Non l’assenza di politica, ma una politica che considera il mandato ricevuto come un vincolo prima ancora che come un’opportunità.
Il centrosinistra, nel frattempo, ha collezionato l’ennesima conferma di un problema strutturale che riguarda molto più di Voghera: il campo largo funziona come slogan sui giornali di Roma e come coalizione nei salotti intellettuali delle grandi città. Nelle piazze di provincia, dove la gente valuta la quotidianità prima degli algoritmi della polarizzazione, non arriva al ballottaggio. L’altra candidata sindaca si ferma a due seggi in consiglio comunale per lei e per il suo compagno.

Cosa ci dice Voghera che non vogliamo sentire
C’è una tentazione, leggendo questi risultati, di ridurli a una storia locale. La sindaca capace, il centrosinistra fragile, il centrodestra unito. Tutto regolare, tutto prevedibile, niente di cui parlare oltre il Po.
Sarebbe un errore. Voghera ieri sera ha prodotto – complice un attento e meticoloso lavoro di regia politico-elettorale dell’assessore regionale Elena Lucchini e del Presidente della Provincia di Pavia Giovanni Palli – un dato politico che merita attenzione nazionale per almeno due ragioni. La prima: il centrodestra compatto vince al primo turno in una città di quarantamila abitanti con una coalizione che ha saputo essere, nelle parole della sindaca stessa, «squadra vera, compatta nei valori e concreta nelle idee». Non uno slogan, un metodo. La seconda: quei 275 voti personali a Garlaschelli disallineati dai voti di lista sono la fotografia di qualcosa che i partiti faticano ad ammettere. Esiste un elettorato italiano che vota le persone, non le ideologie. Che non è di destra né di sinistra, ma è esigente. E quando trova qualcuno in cui riconoscere quello stile — misura, serietà, fatti — quella fiducia la dà. E la rinnova.
«Da domani si torna al lavoro. Non perché il lavoro si sia mai fermato — ma perché chi sceglie di fidarsi merita rispetto. E rispetto, in questa città, si dimostra con i fatti», ha detto Garlaschelli ieri fuori dalla sede del suo comitato elettorale.
In un Paese che ha dimenticato cosa significhi quella frase, Voghera l’ha appena riscritta sul proprio risultato elettorale. Non è poco.
L’articolo Voghera, il 58% che racconta uno stile nuovo proviene da Pavia Uno TV.
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Cronaca
Il Milan batte 2-0 il Venezia nel ricordo di Franco Baresi
Pubblicato
4 ore fa-
29 Agosto 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Un San Siro unito nel commovente ricordo di Franco Baresi festeggia la vittoria del Milan sul Venezia per 2-0. Sono il tanto atteso Goncalo Ramos e un autogol di Halhal a mettere il sigillo sulla seconda vittoria in campionato dei rossoneri. Il fischio d’inizio è stato quindi anticipato dall’omaggio all’indimenticabile capitano, con una gigantografia della maglia numero 6 al centro del campo, gli striscioni e i cori della Curva Sud e di tutto lo stadio. La prima grande occasione del match capita sui piedi di Ramos al 12′, ma il portoghese spara addosso a Stankovic vanificando una precisa verticalizzazione di Chukwueze.
Gli ospiti sfiorano il vantaggio al 24′, quando Pavlovic ferma in scivolata una conclusione a botta sicura di Yeboah a pochi passi da Maignan. Nove minuti dopo, Stankovic sbarra nuovamente la strada a Ramos con una parata in tuffo su un destro da buona posizione dell’avversario. L’ex attaccante del Psg sbaglia ancora al 36′, quando non sfrutta un cross a rientrare dalla destra di Chukwueze lisciando un pallone a pochi metri da Stankovic. Si va al riposo sullo 0-0.
Nella ripresa partono forte i veneti, con Hainaut che riceve un cross dalla sinistra e ci prova con un esterno destro che esce di poco. Al 10′ sono invece i sette volte campioni d’Europa a sfiorare il vantaggio, quando Musah centra in pieno la traversa dopo una mischia nata da un piazzato di Modric. Al quarto d’ora, Ramos incorna alto un cross pennellato dal neo entrato Saelemaekers dalla fascia mancina. Dopo tante occasioni mancate, è proprio l’attaccante lusitano a sbloccare il risultato al 24′. Bella-Kotchap svirgola e libera sulla sinistra Saelemaekers, il quale si accentra e imbuca in area per Ramos, che infila Stankovic con un diagonale mancino. Per il numero 9 è il primo gol in carriera con la nuova maglia. Il raddoppio arriva all’89’. La squadra di Stroppa si getta in avanti e Saelemaekers trova un varco lanciando centralmente in campo aperto Jashari, che a tu per tu con Stankovic si fa ipnotizzare dal portiere ma il pallone, dopo un rocambolesco rimpallo su Halhal, termina in fondo al sacco. E’ il 2-0 che chiude definitivamente i conti. Il Milan festeggia così il momentaneo primo posto in classifica a punteggio pieno dopo due giornate.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Cina, la Banca centrale rafforza il sostegno alle aree colpite dalla frana
Pubblicato
6 ore fa-
28 Agosto 2026di
Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La banca centrale cinese ha aumentato di 5 miliardi di yuan (circa 737 milioni di dollari) la propria quota di rifinanziamento destinata all’agricoltura e alle piccole imprese nella regione autonoma dello Xizang, nel sud-ovest della Cina, per sostenere le operazioni di soccorso e ricostruzione dopo il disastro, ha dichiarato ieri la Banca popolare cinese (PBOC).
La misura mira a orientare e incoraggiare le istituzioni finanziarie a rafforzare il sostegno creditizio a favore delle entità di mercato nelle aree colpite, dopo che una colata di fango ha causato numerose vittime lungo il confine tra Cina e Nepal, secondo la banca centrale.
Il rifinanziamento è uno strumento di politica monetaria attraverso il quale la banca centrale fornisce fondi a basso costo alle istituzioni finanziarie per incoraggiare l’erogazione di prestiti a settori specifici.
Una colata di fango ha investito mercoledì mattina il valico di Gyirong, nell’omonima contea dello Xizang. Alle 8:00 di ieri mattina, tre persone risultavano decedute e altre 558 disperse.
La banca centrale ha dichiarato che solleciterà la propria filiale regionale dello Xizang a utilizzare in modo efficace la quota aggiuntiva di rifinanziamento e a orientare le istituzioni finanziarie affinchè rispondano attivamente alle esigenze di finanziamento nelle aree colpite.
Anche il settore assicurativo cinese si è attivato rapidamente per fornire servizi relativi alle richieste di risarcimento e sostegno finanziario in seguito al disastro. I principali assicuratori, tra cui PICC e Ping An P&C, hanno attivato meccanismi di risposta alle emergenze, inviando squadre nelle aree colpite e aprendo canali rapidi per la gestione delle richieste di risarcimento.
Una prima squadra composta da 141 soccorritori è arrivata ieri mattina al valico di confine di Gyirong, colpito dalla colata di fango.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
Pentathlon, Micheli riparte dai Mondiali a Guiyang verso il sogno olimpico
Pubblicato
8 ore fa-
28 Agosto 2026di
Redazione
GUIYANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I Mondiali 2026 di pentathlon moderno, attualmente in corso, hanno richiamato oltre 500 atleti provenienti da più di 50 Paesi e regioni a Guiyang, nella provincia del Guizhou. Tra loro c’è il 24enne italiano Giorgio Micheli, tornato alle competizioni dopo un lungo periodo di pausa per infortunio e che gareggia in Cina per la prima volta.
Dopo aver iniziato la carriera professionale nel 2018, Micheli considera il torneo un importante banco di prova per il suo ritorno, mentre insegue il sogno olimpico.
E’ diventato professionista a 16 anni e ci si aspettava che si imponesse subito sulla scena internazionale. Tuttavia, i ripetuti infortuni degli ultimi tre anni ne hanno più volte interrotto i progressi e lo hanno tenuto lontano dalle competizioni. “In passato ho subito molti infortuni e questa è la mia prima stagione da senior davvero completa”, ha dichiarato Micheli in un’intervista rilasciata ieri.
Per gli atleti che rientrano da un infortunio, l’impegnativo calendario agonistico del pentathlon moderno rappresenta una sfida importante. Le gare di staffetta maschile, femminile e mista si disputano parallelamente alle competizioni individuali, articolate in turni di qualificazione, semifinali e finali. Gareggiare ripetutamente ad alta intensità nell’arco di una settimana richiede notevoli riserve fisiche e la capacità di mantenere la condizione agonistica.
“Mi sono appena ripreso dall’infortunio e non sono ancora sufficientemente in forma per affrontare gare consecutive. Tuttavia, devo competere una volta dopo l’altra per permettere al mio corpo di riadattarsi a confronti ad alta intensità”, ha affermato Micheli.
Anche le condizioni di Guiyang hanno rappresentato un’ulteriore sfida. Il luogo di gara è stato caratterizzato da caldo e umidità, mentre il percorso sull’erba è tortuoso.
I rapidi cambiamenti delle condizioni meteorologiche hanno contribuito all’andamento altalenante dei risultati. Micheli ha partecipato alle staffette maschile e mista, chiudendo al nono posto la prova maschile. Pur non essendo salito sul podio, ha offerto una valutazione misurata della propria prestazione, indicando la corsa a ostacoli come un punto di forza e giudicando solida la prova di corsa, pur riconoscendo la necessità di migliorare nel tiro.
Gareggiare con i migliori atleti provenienti da tutto il mondo ha inoltre permesso a Micheli di farsi un’idea più chiara del livello richiesto sulla scena internazionale. “Il livello di questi Mondiali è estremamente alto, soprattutto nelle gare di staffetta. E’ facile immaginare che gli avversari saranno ancora più forti nelle competizioni individuali”, ha osservato.
Dopo i Mondiali, Micheli prevede di iniziare in Italia un nuovo ciclo di allenamenti, con obiettivi di miglioramento ben definiti.
Per Micheli, il pentathlon moderno è da tempo molto più di un semplice sport. “E’ il mio lavoro, la mia passione e il mio sogno”, ha dichiarato con emozione.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-


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