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Politica

Pina Picierno lascia il Pd: “Partito di Schlein diverso da quello che abbiamo fondato”

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ROMA (ITALPRESS) – “Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio. Dopo gli anni della Margherita abbiamo provato a unire le migliori tradizioni democratiche del paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali. Questo era e sarebbe dovuto essere il Pd. Ma ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto. Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora. Resto democratica, non torno indietro”. Lo dice Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, che a Il Foglio argomenta la sua scelta di lasciare il Pd.

“Credo che ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico scegliendo altre proposte a destra o a sinistra o rimanendo a casa. Questa diaspora va ricomposta fuori dalle alchimie di coalizione e dalla riduzione in tende e cespugli, di vecchie e nuove formule. Serve un riformismo coerente e popolare, in grado di entusiasmare e di far scattare quella scintilla di costruire con fiducia il cambiamento. Credo che ci possa e ci debba essere un impegno comune per fare nascere, tenendo insieme le differenze e le storie, un nuovo soggetto politico largo, che tenga insieme, che nasca per unire esperienze e personalità politiche diverse. Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto” ha aggiunto.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Urne aperte in 42 Comuni per i ballottaggi, sfida in sei capoluoghi. Alle 19 affluenza al 28,36%

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ROMA (ITALPRESS) – Aperte le urne per i ballottaggi in 42 Comuni, chiamati per l’elezione diretta del sindaco: tra questi sei capoluoghi, dove nessun candidato ha raggiunto la maggioranza al primo turno del 24 e 25 maggio. E l’attenzione è rivolta soprattutto ad Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani, gli unici capoluoghi ancora senza sindaco. Oggi, domenica 7 giugno, si vota fino alle 23, domani, lunedì 8 giugno, urne aperte dalle 7 alle 15.

Alle ore 19, l’affluenza è del 28,36%, in calo rispetto al primo turno quando era stata del 34,80%. Nei capoluoghi dove oggi e domani sono aperte le urne, ad Arezzo ha votato il 28,85% degli aventi diritto; a Chieti il 30,32%; a Lecco il 37,69%; a Macerata il 29,79%; a Trani il 25,69%.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Papa Leone a Madrid “La religiosità non sia un museo da visitare ma una scuola di fede”

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – “Questo Paese non deve essere un museo del passato da visitare, deve essere una scuola di fede dalla quale possiamo bere anche oggi. È una scuola questa che ci insegna ad inginocchiarci davanti a Dio ed anche davanti al prossimo. Perchè in effetti nessuno si può inginocchiare al Signore ed al tempo stesso disprezzare il nostro fratello. Questa è una scuola che ci insegna la gratuità dell’amore che diventa dono perchè possa circolare tra di noi. Perchè possa spezzarle queste catene, quelle di tutti gli egoismi”. Lo ha detto Papa Leone XIV durante l’omelia per la messa del Corpus Domini in Plaza de Cibeles.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Urne aperte in 42 Comuni per i ballottaggi, sfida in sei capoluoghi. Alle 12 affluenza al 13,46%

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ROMA (ITALPRESS) – Aperte le urne per i ballottaggi in 42 Comuni, chiamati per l’elezione diretta del sindaco: tra questi sei capoluoghi, dove nessun candidato ha raggiunto la maggioranza al primo turno del 24 e 25 maggio. E l’attenzione è rivolta soprattutto ad Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani, gli unici capoluoghi ancora senza sindaco. Oggi, domenica 7 giugno, si vota fino alle 23, domani, lunedì 8 giugno, urne aperte dalle 7 alle 15.

Alle ore 12, l’affluenza per il secondo turno (ballottaggi, ndr) per l’elezione del sindaco in 42 comuni italiani è del 13,46%, in calo rispetto al primo turno quando era stata del 15,23%. Nei capoluoghi dove oggi e domani sono aperte le urne, ad Arezzo ha votato il 12,48% degli aventi diritto contro il 12,94%; a Chieti 14,66% contro il 15,48; a Lecco 17,85% contro il 16,35%; a Macerata 13,67% contro 13,45; infine a Trani 12,91% contro il 17,02% del primo turno.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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