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Politica

Pina Picierno lascia il Pd: “Partito di Schlein diverso da quello che abbiamo fondato”

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ROMA (ITALPRESS) – “Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio. Dopo gli anni della Margherita abbiamo provato a unire le migliori tradizioni democratiche del paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali. Questo era e sarebbe dovuto essere il Pd. Ma ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto. Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora. Resto democratica, non torno indietro”. Lo dice Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, che a Il Foglio argomenta la sua scelta di lasciare il Pd.

“Credo che ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico scegliendo altre proposte a destra o a sinistra o rimanendo a casa. Questa diaspora va ricomposta fuori dalle alchimie di coalizione e dalla riduzione in tende e cespugli, di vecchie e nuove formule. Serve un riformismo coerente e popolare, in grado di entusiasmare e di far scattare quella scintilla di costruire con fiducia il cambiamento. Credo che ci possa e ci debba essere un impegno comune per fare nascere, tenendo insieme le differenze e le storie, un nuovo soggetto politico largo, che tenga insieme, che nasca per unire esperienze e personalità politiche diverse. Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto” ha aggiunto.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Alemanno esce da Rebibbia: “Il Governo non ha fatto niente sul sovraffollamento delle carceri”

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ROMA (ITALPRESS) – “Le distorsioni della giustizia finiscono tutte nel carcere” e “la sicurezza del cittadino va difesa anche correggendo queste distorsioni. La tolleranza zero deve essere contro i reati, non contro la dignità delle persone”. Lo afferma Gianni Alemanno, parlando con i giornalisti dopo essere uscito dal carcere di Rebibbia, dove ha scontato 1 anno, 5 mesi e 24 giorni di pena per la condanna nell’ambito del processo sull’inchiesta “Mondo di mezzo”. “Ne parlerò con il ministro Nordio, c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel sistema”, ha aggiunto l’ex sindaco di Roma, che a una domanda sul Governo Meloni ha risposto: “Sul sovraffollamento delle carceri non ha fatto niente. Non c’è un solo posto in più”.

– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Politica

Meloni “Lavoro con Usa deve tornare alla normalità, il 4 luglio a Villa Taverna il Governo ci sarà”. Sull’Iran: “Accordo complesso, ma sono ottimista”

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ROMA (ITALPRESS) –  “Mi auguro e credo di no. Non vedo contraccolpi. I rapporti vanno bene sia a livello istituzionale che economico”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata da Maurizio Belpietro a “Il giorno de La Verità”, rispondendo a una domanda sulle recenti polemiche con Donald Trump e su possibili contraccolpi nei rapporti con gli Usa. “La cooperazione con gli Stati Uniti è talmente solida che non dipende da una polemica social. Dobbiamo riportare i termini della politica estera alla profondità in cui devono stare. La politica estera non è Temptation Island, tanto per stare ai meme che giravano…”, ha aggiunto. “Sono rimasta sinceramente colpita. Ho letto le varie ricostruzioni che sono state fatte, ma non so dire se sono vere. Non intendo continuare ad alimentare questo confronto, penso che il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti debba tornare alla sua normalità”, ha spiegato.

“Ritengo che il ministro Tajani nell’immediato abbia fatto bene ad annullare la sua missione” negli Stati Uniti, “per dare un segnale, ma una volta che il messaggio passa non c’è bisogno di andare oltre. A Villa Taverna in occasione del 4 luglio il Governo sarà presente, anche per rispetto verso l’ambasciatore Fertitta, che lavora molto per mantenere saldi i rapporti tra Italia e Stati Uniti“, ha affermato la premier.

Sulla situazione in Medio Oriente: “L’accordo è molto complesso, rimango ottimista, ma non è un ottimismo statico, richiede impegno e l’Italia intende fare la sua parte. Non possiamo consentire che l’Iran abbia armi nucleari. Nessun paese della regione può e deve sentirsi minacciato, vale per Israele ma anche per i Paesi del Golfo. E c”è il tema della libertà di navigazione, che è una grandissima questione. Non possiamo consentire un pedaggio sullo Stretto di Hormuz. Sarebbe usato come un’arma”, ha sottolineato Meloni. Il Libano per noi è fondamentale, l’Italia ha una storia di lavoro e impegno in prima linea. Esiste oggi un negoziato parallelo diretto tra Libano e Israele, e anche questo è un quadrante su cui l’Italia può giocare un ruolo di primo piano. È un tema di cui intendo discutere con Macron al vertice intergovernativo di giovedì, Italia e Francia possono lavorare insieme”, ha concluso.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Politica

Ue, Schlein “Serve un bilancio più coraggioso”

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ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo bisogno di un bilancio europeo molto più coraggioso e di continuare gli investimenti comuni. Bisogna rilanciare l’innovazione e la ricerca, e per questo servono investimenti nella qualità del lavoro, nella rivoluzione ecologica e digitale”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, aprendo la direzione del partito.

“Seguiamo con grande attenzione l’interlocuzione tra gli Stati Uniti e l’Iran. Pensiamo che ogni passo che allontana dal precipizio dell’escalation della guerra vada accolto con favore. Ma questo non può significare dimenticare come siamo arrivati a questa situazione, che questa guerra illegale non avrebbe mai dovuto cominciare – ha spiegato la leader dem -. E nemmeno dimenticare che in Libano purtroppo ancora non si è fermata e si deve invece fermare anche lì”.

La guerra ha anche prodotto il “rafforzamento del brutale regime teocratico di Teheran. Non esiste una scorciatoia militare per il Medio Oriente e non si esporta la democrazia con le armi”, ha aggiunto Schlein.

– Foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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