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F1, Russell completa il weekend perfetto e vince in Austria davanti a Verstappen e Antonelli. Deludono le due Ferrari

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SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – George Russell completa un weekend praticamente perfetto e vince il Gran Premio d’Austria di Formula 1, conquistando la settima vittoria della carriera. Il britannico della Mercedes, che non vinceva dalla gara inaugurale di questa stagione, in Australia, precede sul traguardo la Red Bull di Max Verstappen e il compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, rispettivamente secondo e terzo. La Ferrari, dopo un buon sabato di qualifiche, non va oltre il quinto posto con Lewis Hamilton, che chiude alle spalle della McLaren di Oscar Piastri. L’altra Rossa di Charles Leclerc, invece, scivola in ottava posizione, preceduta da Isack Hadjar (Red Bull) e Lando Norris (McLaren). Completano la top 10 di giornata le due Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad. La Formula 1 non si ferma: la prossima settimana farà tappa a Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna.

LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI

“Sono felice di tornare sul gradino più alto del podio, è passato un po’ di tempo. Ci siamo rimessi in carreggiata dopo un periodo difficile, oggi è stata davvero una bella gara. Max e la Red Bull era davvero forti. Ho dovuto gestire ogni giro e spingere al limite. Siamo rientrati un po’ presto e il secondo stint è stato più lungo, ma il team ha gestito bene i tempi. Le gare difficili ti mettono alla prova a livello psicologico e gli ultimi due weekend sono stati vitali per me. Non vedo l’ora di arrivare a Silverstone la prossima settimana”. Lo ha detto il pilota della Mercedes George Russell dopo il trionfo odierno.

“E’ stata un’ottima gara per noi, i primi giri sono stati piuttosto divertenti. Poi ho cercato di gestire le gomme. Abbiamo avuto qualche problemino che mi ha impedito di ritrovare un bel ritmo, ma arrivare secondo è un ottimo risultato”. Lo ha detto il pilota della Red Bull Max Verstappen

“Sono stato un po’ troppo entusiasta nei primi giri e ho commesso degli errori, perdendo diversi secondi. Dopo il cambio gomme ho resettato tutto e il passo era veramente ottimo. È stato un peccato entrare nella festa un po’ troppo tardi. Con qualche giro in più sarebbe stato più divertente per me. Abbiamo minimizzato i danni”. Così Kimi Antonelli.

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“Il gap con gli altri è colmabile, ma al momento con il motore facciamo molta fatica. Oggi il passo non c’era, abbiamo fatto più fatica rispetto a Barcellona. In questi momenti devo solo tenere la testa bassa e continuare a lavorare per trovare la quadra di questa macchina”, ha dichiarato Charles Leclerc.

“Già da venerdì avevamo visto che eravamo veloci nelle curve, ma poi perdevamo sei decimi in rettilineo dalle Mercedes. Ieri in qualifica siamo riusciti a ridurre il gap, ma oggi abbiamo avuto anche il problema del surriscaldamento. Non mi aspettavo di avere un divario così grande in rettilineo. Non so se sia colmabile in una stagione, ci vogliono mesi e mesi per apportare i cambiamenti necessari. Ci aspettano gare impegnative”. Queste le parole di Lewis Hamilton.

ORDINE D’ARRIVO

1. George Russell (GBR) Mercedes 1h26’37″979 alla media di
212.639 km/h
2. Max Verstappen (NED) Red Bull +1″611
3. Andrea Kimi Antonelli (ITA) Mercedes +1″986
4. Oscar Piastri (AUS) McLaren +21″809
5. Lewis Hamilton (GBR) Ferrari +26″393
6. Isack Hadjar (FRA) Red Bull +29″399
7. Lando Norris (GBR) McLaren +31″505
8. Charles Leclerc (MON) Ferrari +45″659
9. Liam Lawson (NZL) Racing Bulls +un giro
10. Arvid Lindblad (GBR) Racing Bulls +un giro

CLASSIFICA MONDIALE PILOTI

1. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 171 punti
2. George Russell (Gbr) Mercedes 131
3. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 125
4. Oscar Piastri (Aus) McLaren 80
5. Lando Norris (Gbr) McLaren 79
6. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 79
7. Max Verstappen (Ned) Red Bull 73
8. Isack Hadjar (Fra) Red Bull 42
9. Pierre Gasly (Fra) Alpine 41
10. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls 30
11. Oliver Bearman (Gbr) Haas 18
12. Franco Colapinto 15 (Arg) Alpine 16
13. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls 14
14. Carlos Sainz (Esp) Williams 6
15. Alexander Albon (Tha) Williams 5
16. Esteban Ocon (Fra) Haas 3
17. Gabriel Bortoleto (Bra) Audi 2
18. Fernando Alonso (Esp) Aston Martin 1

CLASSIFICA MONDIALE COSTRUTTORI

1. Mercedes 302 punti
2. Ferrari 204
3. McLaren 159
4. Red Bull 115
5. Alpine 57
6. Racing Bulls 44
7. Haas 21
8. Williams 11
9. Audi 2
10. Aston Martin 1
11. Cadillac 0

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– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Lunedì l’esordio di Sinner a Wimbledon, attesa per Serena, Alcaraz verso il rientro

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ROMA (ITALPRESS) – Domani si alza il sipario su Wimbledon, con le prime sfide dei main draw di singolare: il day 1 in questa edizione è riservato ai match della parte alta sia del tabellone maschile che di quello femminile. Come da tradizione – che da queste parti è una roba seria – ad aprire il programma sul mitico Centre Court (alle 14.30 italiane) sarà il campione in carica Jannik Sinner: il numero uno del mondo affronta il serbo Miomir Kecmanovic. A seguire sempre sul Centrale esordio anche per la regina del tennis mondiale Aryna Sabalenka, opposta anche lei ad una giocatrice serba, Teodora Kostovic, proveniente dalle qualificazioni. Quindi Novak Djokovic, numero 7 del seeding, trionfatore in sette edizioni dello Slam britannico: il 39enne di Belgrado inizia il suo percorso contro il cinese Yibin Wu. Sul Court 1 Daniil Medvedev, ottava testa di serie, contro il croato Marin Cilic, finalista nell’edizione del 2017 (secondo match), e Mirra Andreeva, quinta favorita del seeding, fresca di primo trionfo Slam al Roland Garros, che trova dall’altra parte della rete l polacca Magda Linette. Ultimo match sul Court 2 per la statunitense Coco Gauff, settima testa di serie, che inizia il suo torneo contro la tedesca Tamara Korpatsch

In casa Italia esordio anche per Cocciaretto e Darderi. Nel secondo match (dalle 12 italiane) sul Court 10 Elisabetta Cocciaretto deve vedersela con la cinese Wang Xinyu, reduce dalla finale di Bad Homburg. Terzo match (dalle 12 italiane) sul Court 15 per Luciano Darderi, 14esima testa di serie, opposto allo statunitense Ethan Quinn, reduce dalla finale di Maiorca.

IL RITORNO DI SERENA: MARTEDÌ IL DEBUTTO

The Queen is back. La Regina è tornata. Serena Williams, una delle migliori tenniste di tutti i tempi, con ben 23 trofei di singolare del Grande Slam in bacheca, è pronta a calcare, da martedì, nuovamente i campi in erba di Wimbledon, dove ha trionfato sette volte in singolo (2002, 2003, 2009, 2010, 2012, 2015 e 2016), in sei occasioni in doppio (2000, 2002, 2008, 2009, 2012 e 2016) e una volta nel misto (1998).

La 44enne statunitense, mamma di due bambine, non vuole però illudere nessuno, dai tifosi ai familiari. “Non sono stata sicura fino a domenica scorsa di accettare l’invito per il singolare. Avevo dei dubbi, poi ho pensato che non tutti i giorni Wimbledon offre una wild card a qualcuno. Potrei nominare forse una manciata di persone. Ho avuto la fortuna di essere una di quelle persone. Ho pensato di dover cogliere davvero questa opportunità. Chissà se ci arriverò mai di nuovo. Potrebbe essere l’ultima volta e mi sono detta di provarci. Mi godrò l’epserienza”, ha affermato Serena Williams.

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La statunitense sarà in campo, sul Centrale di Londra, martedì: giocherà al primo turno contro la ventenne australiana Maya Joint. Una sfida generazionale, in pratica. “Per me la carriera è sempre stata un percorso in salita. Certo, nei momenti belli è stata una discesa, ma questo per dire che quando si vuole fare qualcosa di grande, bisogna scegliere la strada in salita”, ha spiegato Serena Williams. “Posso solo dire che bisogna sempre credere in sé stessi, anche quando un sogno sembra troppo grande per essere realizzato”, ha puntualizzato la statunitense.

“Mi aspetto di essere nervosa, come sempre nella mia carriera. Il nervosismo dimostra l’amore e la passione che ci metto. Però, rispetto a prima, cercherò di godermi un po’ di più la cosa. L’avversaria? Sicuramente mi conosce. Credo sia normale, da parte delle altre, avere un po’ di incertezza nell’affrontarmi: è un segno di rispetto, perché sanno cosa attendersi”, ha concluso Serena Williams.

ALCARAZ TORNA IN CAMPO

Mentre Jannik Sinner si prepara a esordire domani, da campione in carica, a Wimbledon, il numero due del mondo, Carlos Alcaraz, assente sia al Roland Garros che da domani sull’erba di Londra, sembra vedere la luce in fondo al tunnel. Il tennista spagnolo, fermo dal torneo di Barcellona per un infortunio al polso, sembra sulla via del recupero.

Lo stesso giocatore nato a El Palmar ha postato sui suoi social un video nel quale gioca a muro con la racchetta di nuovo sulla mano destra, a ritmo però molto blando. Finora aveva ripreso confidenza con l’attrezzo soltanto con la sinistra. Il video, nel giro di un paio di ore, è diventato virale sul web. Alcaraz ha messo nel mirino i Masters 1000 di Montreal (dal 6 al 12 agosto) e di Cincinnati (13-23 agosto), per rientrare nel circuito internazionale e preparare al meglio gli Us Open, al via a fine agosto.

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(ITALPRESS).

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MotoGP, ad Assen vince Ogura davanti a Fernandez. 4° Di Giannantonio, brutta caduta per Bezzecchi

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ASSEN (OLANDA) (ITALPRESS) – Ai Ogura (Aprilia Trackhouse) domina il Gran Premio di Olanda, decimo appuntamento del Mondiale di MotoGp. Il pilota giapponese precede al traguardo il compagno di box Raul Fernandez. Jorge Martin completa la tripletta Aprilia e si prende la vetta della classifica piloti, sfruttando la caduta di Marco Bezzecchi dopo soli tre giri. Pesante zero per il pilota azzurro, che scivola a -7 da Martin in classifica. Ai piedi del podio c’è davanti a Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46), davanti ad Alex Marquez (Ducati Gresini) e a Marc Marquez (Ducati). Ritiro per un problema ai freni per Francesco Bagnaia (Ducati).

BEZZECCHI COSCIENTE, MA TRASFERITO A GRONINGEN

Controlli per Marco Bezzecchi (Aprilia), dopo la brutta caduta nel Gran Premio di Olanda. Bezzecchi è stato ricoverato presso il centro medico del circuito e sottoposto a valutazione approfondita dello staff medico. Gli esami hanno confermato che il pilota è pienamente cosciente e presenta “una normale mobilità in tutti e quattro gli arti senza segni di gravi complicazioni neurologiche o sistemiche”. Tuttavia, “a causa del forte dolore” l’equipe ha deciso di trasferire Bezzecchi a Groningen per sottoporsi a esami specialistici per escludere quindi “lesioni sottostanti e garantire un percorso di recupero sicuro”.

“È stato esaminato dagli specialisti, ha molto dolore al torace, alle gambe e alla caviglia. Muove tutti gli arti e ha parlato con suo papà. Lo accompagneremo a Groningen per ulteriori esami e avere una valutazione definitiva“: sono le parole, ai microfoni di Sky, di Franco Perona, Chief Medical Officer di Lifenet, medical partner di Aprilia.

ORDINE D’ARRIVO

1. Ai Ogura (Jpn) Aprilia in 40’21″905 alla velocità media di
175.5 km/h
2. Raul Fernandez (Esp) Aprilia a 2″004
3. Jorge Martin (Esp) Aprilia a 3″512
4. Fabio Di Giannantonio (Ita) Ducati a 9″315
5. Alex Marquez (Esp) Ducati a 10″140
6. Enea Bastianini (Ita) Ktm a 10″388
7. Marc Marquez (Esp) Ducati a 10″288
8. Fabio Quartararo (Fra) Yamaha a 19″039
9. Brad Binder (Rsa) Ktm a 19″383
10. Alex Rins (Esp) Yamaha a 20″302

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CLASSIFICHE 

PILOTI
1. Jorge Martin (Esp) 193
2. Marco Bezzecchi (Ita) 186 punti
3. Fabio Di Giannantonio (Ita) 177
4. Ai Ogura (Jpn) 168
5. Marc Marquez (Esp) 153
6. Raul Fernandez (Esp) 138
7. Pedro Acosta (Esp) 133
8. Francesco Bagnaia (Ita) 130
9. Alex Marquez (Esp) 78
10. Fermin Aldeguer (Esp) 76

COSTRUTTORI
1. Aprilia 304
2. Ducati 282
3. Ktm 175
4. Honda 100
5. Yamaha 59

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Castellacci elogia Cannavaro e punta sulle squadre africane “Presto vinceranno”

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di Enrico Currò

ATLANTA (USA) (ITALPRESS) – Il lavoro di Fabio Cannavaro è stato notevole, lo posso garantire io che l’ho vissuto da vicino in questi mesi. Ha dato alla Nazionale uzbeka un’identità tattica, un gioco identificabile, un’organizzazione precisa. Questo Mondiale è stato prezioso per la crescita dei giocatori, ma ha anche reso evidente che la differenza della maggior parte delle Nazionali asiatiche, rispetto all’Europa e al Sudamerica, è ancora grande. Con l’eccezione del Giappone, dell’Australia, che è Oceania ma calcisticamente viene fatta partecipare alle qualificazioni dell’Asia, dell’Iran condizionato però dalla guerra e della Corea del sud, che stavolta è andata così e così, per le altre la distanza da colmare è ampia. Invece sembra proprio che le squadre africane ci siano riuscite: per ora è questo il dato di fatto tecnico più importante”. Il professor Enrico Castellacci parla con cognizione di causa. Già responsabile medico della Nazionale italiana al Mondiale vinto nel 2006 a Berlino, ha seguito Marcello Lippi in Cina ed è stato scelto poi anche da Cannavaro.

Del quale Castellacci ha visto da vicino le tappe del percorso da allenatore: “Tutte formative”, dice all’Agenzia Italpress, “anche se poi è il materiale umano a decidere sempre le sorti di un Mister”. “In Cina ci sarebbero presupposti straordinari, lì i calciatori hanno spesso fisici imponenti. Ma poi non è detto che questo strapotere si traduca necessariamente in dominio. Conviene fare crescere di pari passo ogni aspetto formativo di un giovane atleta. L’Africa ci sta riuscendo proprio mentre le tre esclusioni consecutive dell’Italia mettono tanta tristezza, in particolare a noi che vent’anni fa eravamo a Berlino a festeggiare la coppa”.

La fase a gironi del Mondiale ha consegnato un responso inequivocabile: le dieci africane iscritte hanno rifiutato il ruolo di comprimarie, mentre le squadre degli altri continenti perdevano qua e là qualche pezzo. Tra le trentadue squadre sopravvissute al setaccio delle quarantotto l’Africa ha mantenuto quasi intatto il contingente di dieci, perdendo per strada solo la Tunisia.

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Un risultato non del tutto atteso, però ineccepibile. La qualificazione della Repubblica Democratica del Congo è a suo modo emblematica e sintetizza i progressi calcistici di un intero continente: “Hanno fisico e tecnica. Se riescono ad aggiungere la tattica perfetta, non è un’eresia dire che potranno presto vincere il Mondiale”.

Sono decisamente lontani, quasi preistorici, i tempi del debutto in un Mondiale della Repubblica Democratica del Congo, che all’epoca dell’unica partecipazione precedente a questa, nel 1974, si chiamava Zaire e sotto la dittatura di Mobutu era incline agli eventi grandiosi: su tutti il famoso match per il titolo mondiale di boxe dei pesi massimi tra Muhammad Alì e George Foreman a Kinshasa. Pochi mesi prima, in Germania, la Nazionale di calcio non si era esattamente coperta di gloria. Di quell’esperienza, chiusa con tre sconfitte contro Scozia, Jugoslavia e Brasile, sarebbe rimasta negli archivi soprattutto la scena del portiere Kazadi, uscito sullo 0-3 contro gli jugoslavi per un principio di esaurimento nervoso e rimpiazzato dalla riserva Tubilandu, peraltro ancora più sfortunato, visto lo 0-9 finale.

Oggi la situazione è ben diversa: la RDC del ct francese Lesabre, che può schierare una formazione composta per lo più da giocatori di club europei delle maggiori leghe, ha costretto all’1-1 il Portogallo di Cristiano Ronaldo e ha perso per 1-0 con la Colombia. Lesabre, anche dopo il 3-1 all’Uzbekistan e la qualificazione tra le prime trentadue, festeggiata fino a tarda ora per le strade di Atlanta dai numerosissimi tifosi (ora, l’1 luglio, sempre ad Atlanta aspetta l’Inghilterra), ha riproposto il tema dell’equità del numero delle africane al Mondiale: nove (la decima, appunto il Congo, si è qualificata sconfiggendo la Giamaica nella finale interzona dei play-off) sono sufficienti? Ormai manca poco, secondo me, al primo trionfo di un’africana. Non so dire se meritano il decimo posto di iscrizione al torneo per diritto o addirittura di più. Posso però dire con certezza che meritano il massimo”.

– Foto Ipa Agency –

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