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La Nazionale riparte da Mancini: “Dispiaciuto per quanto accaduto tre anni fa, cercherò di farmi perdonare”. Ranieri “Per me è il coronamento della carriera”

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ROMA (ITALPRESS) – “Riguardo la vicenda di tre anni fa credo che ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina, se ci fossimo parlati a quattro occhi sarebbe cambiato tutto”. A dirlo è Roberto Mancini, nuovo ct azzurro, nel corso della sua conferenza stampa di presentazione. “Sono molto dispiaciuto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata importante. È come quando da innamorato perdi la donna della tua vita, vuol dire che hai fatto qualcosa che non andava fatto. Adesso la sorte, grazie al presidente Malagò, mi dà la possibilità di rifarmi. Darò il massimo per portare la Nazionale dove merita. Credo che i giocatori ci sono, cercheremo di essere propositivi e giocare bene”. Poi sui tifosi: “Cercherò di fare in modo che la squadra giochi così bene che i tifosi si innamorino della squadra e mi possano perdonare”.

“Con Gravina ho già avuto l’opportunità di chiarire cosa penso. La responsabilità è totalmente mia”. “Se ora c’è clima diverso dalla prima volta sulla panchina? Quando sei alla guida della Nazionale la pressione c’è sempre – ha aggiunto -. Penso che ci siano giovani bravi in Italia, serve fiducia e farli giocare”.

“Quando sono arrivato sono stato cinque anni, che sono tanti, stavo benissimo. Adesso abbiamo fatto un contratto di quattro anni e spero di poter vincere un trofeo importante, o anche due, e restare pure dopo”. “Contano gli uomini perché bisogna adattarsi ai giocatori a disposizione, non puoi adottare un sistema di gioco che non rientra nelle caratteristiche dei calciatori. Credo che l’Under 21, Under 20, Under 19 e Under 18 debbano avere lo stesso sistema di gioco”.

“Credo che se l’Italia va al Mondiale come dovrebbe andare normalmente, diventa una delle squadre da battere. Anche se non parte da favorita. Cercheremo di creare una squadra più presto possibile. Adesso c’è la Nations League, poi dovremo all’Europeo e poi alle qualificazioni per il Mondiale”. “Bonucci e Chiellini la scorsa volta furono molto importanti, ma ad esempio Verratti e Jorginho non avevano mai giocato insieme – ha aggiunto -. I penso che ci sono giocatori bravi e tecnici, poi troveremo i Bonucci e Chiellini che faranno da chioccia. Sono convinto che metteremo insieme una squadra che giocherà bene. Spunti tattici dal Mondiale? Vedremo con i ragazzi. Una squadra con spirito offensivo”. Sul girone di Nations League con Francia, Belgio e Turchia: “Saranno partite importanti, valuteremo subito la nostra forza e dove dover migliorare. E’ un girone difficile per noi, ma pure per gli altri”, ha affermato Mancini.

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“Il mio obiettivo è far ripartire subito la Nazionale e vincere. Io posso solo sperare che giochino più italiani possibili in Italia”.  Sull’attacco: “Spero che i nuovi ragazzi facciano gli stessi gol che ha fatto Immobile in Serie A. Pio Esposito e Kean sono più giovani, Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco molto bene. Non penso che siamo messi così male in attacco”, ha concluso.

RANIERI “CORONAMENTO DELLA CARRIERA”

“Per me è il coronamento della carriera, è una cosa bellissima che non credevo potesse accadere. Sono orgoglioso, ci sarà da lavorare tantissimo in una situazione difficile ma la mia carriera da allenatore la dice lunga sulle difficoltà incontrate. È un compito arduo, mi preme far rinnamorare gli italiani della nazionale e permettere ai bambini di rivedere la nazionale ai Mondiali”. Lo ha detto Claudio Ranieri, nuovo direttore tecnico Figc e presidente del Club Italia.

“Le nazionali giovanili stanno lavorando bene, l’ultimo salto è difficile, quello dall’under 21 alla prima squadra. Ci sono pochi giocatori da scegliere. Abbiamo vinto molti Europei giovanili, siamo bravi tatticamente, ma all’estero la tattica non viene esasperata come la esasperiamo noi. Dobbiamo ritornare a sviluppare nei settori giovanili la tecnica individuale, il saper tirare, crossare, saper passare, cose che i nostri giovani allenatori nelle giovanili non fanno più perché devono vincere”, ha aggiunto Ranieri. “Ora ci sono squadre piene di stranieri e non va bene, ma non sono io che posso dire ‘bisogna fare questo o quest’altro’. Non posso dire ad un allenatore di schierare questo o l’altro giocatore, ma mi auguro che tutte le componenti possano permettere alle squadre di schierare più italiani”, ha aggiunto il direttore tecnico. “Maldini ha parlato di una tempistica di 10 anni, si riferiva a questi ragazzi che vanno aiutati con la tattica individuale. Bisogna lavorare tantissimo su questo aspetto con i ragazzi dai 10 ai 14 anni. Poi ci sono altre varie tattiche, di gioco e reparto. Ma bisogna curare i ragazzi di 12-14 anni e aiutarli a diventare bravi. Noi siamo bravi tatticamente, gli altri sono bravi tecnicamente con tecnica di base superiore alla nostra. Dobbiamo tornare a fare quel che si faceva una volta. Si giocava più nelle chiese, nelle parrocchie e si dribblava. Oggi pochissimi allenatori fanno dribblare i ragazzi”, ha spiegato Ranieri.

“Se mi sono pentito del no alla panchina azzurra l’anno scorso? Ogni volta che ho deciso col cuore non mi sono mai pentito e non mi sono pentito nemmeno questa volta. Non potevo interrompere un contratto con la Roma, che è la mia squadra del cuore, e fare un altro lavoro. Non mi era possibile, ci sarebbero stati conflitti di interesse, soprattutto in Italia. A malincuore, perché poteva essere la chiusura meravigliosa della mia carriera da allenatore, sono stato costretto a dire no”, ha ancora aggiunto.

MALAGO’ “SENTIAMO TUTTI IL PESO DELLE RESPONSABILITA’”

“Sono felice per Roberto e Claudio. Credo che sentiamo tutti il peso della responsabilità, dovuto anche alla mancata qualificazione agli ultimi tre Mondiali. Sono vent’anni che non giochiamo una partita a eliminazione diretta al Mondiale: questo fa abbastanza riflettere”. Così il presidente della Figc, Giovanni Malagò, nel corso della conferenza. “Entro il weekend conto di trovare una terza persona a completamento della squadra – aggiunge –. Il calcio sta dimostrando di coinvolgere tutti. Sono stupefatto dall’insospettabilità di soggetti a tutti i livelli sociali che hanno cercato di dire la loro: è il bello e meno bello del nostro Paese. Siamo contenti a essere sotto questa lente d’ingrandimento”, conclude Malagò.

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“Gravina, dopo la conferenza di ieri, mi ha detto: ‘Giovanni, bravissimo, esattamente quello che avrei fatto, condivisione totale delle scelte”. Poi racconta: “Mi è arrivato anche un messaggio da Donnarumma: ‘Pres, esattamente quello che io e la squadra volevamo, grazie’”.

– foto copertina IPA Agency –

– fotogallery mec/Italpress –

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Cobolli in semifinale a Cincinnati, Paul battuto in rimonta

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CINCINNATI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Flavio Cobolli conquista al Cincinnati Open la prima semifinale in un Masters 1000. Il numero 10 del ranking Atp si è imposto in rimonta sullo statunitense Tommy Paul col punteggio di 2-6 6-3 6-4. In semifinale Cobolli sfiderà uno tra l’argentino Thiago Agustin Tirante e il francese Arthur Fils. Intanto l’azzurro è virtualmente numero 6 del mondo, secondo le proiezioni in tempo reale. Potrebbe scendere al massimo al numero 7, dunque inizierà la prossima settimana forte del best ranking.
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Atalanta fermata dall’Hapoel, Sarri inaugura la Conference con uno 0-0

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BERGAMO (ITALPRESS) – Finisce con un pareggio a reti bianche la sfida tra Atalanta e Hapoel Tel-Aviv, gara d’andata dei playoff di Conference League. La squadra di Maurizio Sarri non è riuscita a trovare la soluzione per poter sbloccare un match complicato. Tra sette giorni è in programma il ritorno a Miskolc, in Ungheria, ma prima avrà luogo l’esordio in campionato contro il Sassuolo, altro test fondamentale per capire realmente a che punto è arrivato il gruppo dopo il primo mese e mezzo di lavoro. Un clima infuocato per via dei 1.200 tifosi israeliani sugli spalti e una gara scorbutica sin dai primi minuti. E’ stato questo il tema tattico per tutto il primo tempo, con l’Atalanta di Maurizio Sarri che ha faticato ad esprimere il proprio gioco, merito del 4-2-3-1 pensato da Barda che ha intasato il palleggio dei bergamaschi. Il primo pericolo è arrivato dai piedi di Boateng, a tu per tu con Carnesecchi dopo una lettura difensiva errata, ma il portiere dei nerazzurri ha salvato il risultato. La Dea ha faticato a trovare la porta. Scamacca ci ha provato al 36′ con una girata nello stretto deviata in corner da Tzur. La conclusione in scivolata di Raspadori è stata l’unico sprazzo collettivo nei primi 45 minuti, Sarri inoltre è stato anche costretto al cambio forzato per via di un problema alla caviglia accusato da Scalvini. Nella ripresa il copione è rimasto invariato, gli ospiti hanno creato densità in mediana, i centrocampisti bergamaschi non sono riusciti a trovare la giocata nello stretto. Nemmeno l’avvicendamento in attacco tra Krstovic e Scamacca ha cambiato le sorti di un match bloccato. Il montenegrino ci ha provato con un piazzato dal limite terminato sul fondo. Nel finale gli orobici hanno alzato il ritmo, da evidenziare la doppia parata di Tzur in pieno recupero.
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Tennis, Carlos Alcaraz annuncia il ritorno in campo agli Us Open

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ROMA (ITALPRESS) – Carlos Alcaraz giocherà gli Us Open. Lo ha annunciato lo stesso fuoriclasse spagnolo su instagram. Fermo da aprile per l’infortunio al polso subìto al torneo di Barcellona, lo spagnolo è pronto a tornare nello slam statunitense. “Sono tornato”, ha detto Alcaraz in un breve video.

Il 23enne di Murcia è sceso recentemente nella classifica mondiale al terzo posto, alle spalle dell’azzurro Jannik Sinner e del tedesco Alexander Zverev. Ora, dopo avere saltato per i noti problemi al polso (una tenosinovite con interessamento della fibrocartilagine triangolare) i Major del Roland Garros e di Wimbledon e i Masters 1000 di Madrid, Roma, Montreal e Cincinnati (attualmente in corso), è pronto a tornare in scena agli Us Open.

Nella quarta e ultima prova stagionale del Grande Slam, al via sul cemento del Flushing Meadows Park di New York da domenica 30 agosto, Alcaraz si presenta da campione in carica. Da capire però lo stato di forma del tennista iberico, assente dal circuito internazionale da oltre quattro mesi.

Intanto Alcaraz non è stato convocato per il match di Coppa Davis che vedrà impegnata la Spagna in Cile nel fine settimana fra il 18 e il 20 settembre. Per il secondo e ultimo turno di qualificazione alle Final Eight di Bologna, infatti, il capitano della Spagna, David Ferrer, ha convocato Rafael Jodar, Martin Landaluce, Pedro Martinez, Daniel Merida e Jaume Munar.

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