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Politica

Musumeci “La sinistra non può farci la morale sugli abusi edilizi”

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ROMA (ITALPRESS) – “Se davvero la sinistra decide di sollevare il coperchio degli abusi edilizi deve avere il coraggio di sentire fino in fondo un fetore che non appartiene alla destra”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, che aggiunge: “Credo di essere assolutamente coerente con quello che ho sempre detto. Non credo si possa parlare di condono. E’ una sanatoria di piccoli abusi nei limiti del quadro previsto dalla legge”.

“Su nostra richiesta specifica – spiega – il testo precisa che nelle zone sismiche deve rimanere la necessità che l’intervento risulti conforme a norme tecniche esistenti per le costruzioni in zone sismiche, al momento in cui è stata costruita e al momento della sanatoria”. Alla domanda se sbaglia chi lamenta che la doppia conformità non è richiesta, risponde: “Nelle zone sismiche resta e non fa venir meno il rispetto delle regole del territorio. Dal punto di vista della sicurezza non consente scorciatoie”.

E fuori? “Non è di mia competenza. Abbiamo lavorato in nove ministri alla riforma edilizia, ciascuno per la propria specificità e sensibilità. Così da superare un dibattito barboso e strumentale che ha impedito finora di avere una norma agile e snella. Una cosa è costruire una villa in riva al mare, altra è sanare lievi difformità”. “Chi fa demagogia – dice Musumeci – dovrebbe sorvolare l’Italia, vedrebbe che sotto il centrosinistra è stata selvaggiamente aggredita da abusi. A fare la morale ci vuole faccia tosta”.

“Sotto la mia presidenza – ricorda – la Regione Sicilia varò la legge che istituiva un fondo per i Comuni che dovevano demolire abusi edilizi. Non abbiamo nè scheletri, nè armadi”. Ed alla domanda se il ddl va bene così, risponde: “La valutazione complessiva non è di mia competenza. Il contributo per evitare che si potessero aggirare norme antisismiche lo abbiamo dato”. Sul dissesto idrogeologico “è responsabilità di vari ministeri. La nostra preoccupazione è stata proteggere la sicurezza e abbiamo confermato la linea: non si può costruire in zone a rischio”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Politica

Schlein “Quando si andrà a votare noi pronti, no a larghe intese”

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BOLOGNA (ITALPRESS) – “Se guardiamo ai voti reali, la nostra alleanza progressista è piu avanti di quella che oggi governa, e per questo non dobbiamo sbagliare”. Lo ha sottolineato, dal palco della Repubblica delle idee, a Bologna, la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ribadendo che dalla strada dell’unità nel campo largo “non si torna indietro”.
“Noi siamo già pronti, diamoci la modalità giusta, non facciamo sfilacciare quella voglia che ha visto mobilitare il nostro paese per attuare la Costituzione”, ha dichiarato Elly Schlein, che ha anche valorizzato il “lavoro di squadra fatto per costruire un’alleanza progressista in tutte e sette le regioni, non succedeva da 20 anni. Ci stiamo mettendo insieme per l’Italia e per migliorare la vita delle persone, e lo abbiamo fatto senza litigare”. “Io sono fiduciosa, da questa strada unitaria nessuno pensa di voler più tornare indietro – ha sottolineato -. Noi andremo al governo soltanto con la coalizione progressista, non abbiamo nessuna disponibilità alle larghe intese o qualcosa che ci somigli”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Schlein “Quando si andrà a votare noi pronti, no a larghe intese”

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BOLOGNA (ITALPRESS) – “Se guardiamo ai voti reali, la nostra alleanza progressista è piu avanti di quella che oggi governa, e per questo non dobbiamo sbagliare”. Lo ha sottolineato, dal palco della Repubblica delle idee, a Bologna, la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ribadendo che dalla strada dell’unità nel campo largo “non si torna indietro”.
“Noi siamo già pronti, diamoci la modalità giusta, non facciamo sfilacciare quella voglia che ha visto mobilitare il nostro paese per attuare la Costituzione”, ha dichiarato Elly Schlein, che ha anche valorizzato il “lavoro di squadra fatto per costruire un’alleanza progressista in tutte e sette le regioni, non succedeva da 20 anni. Ci stiamo mettendo insieme per l’Italia e per migliorare la vita delle persone, e lo abbiamo fatto senza litigare”. “Io sono fiduciosa, da questa strada unitaria nessuno pensa di voler più tornare indietro – ha sottolineato -. Noi andremo al governo soltanto con la coalizione progressista, non abbiamo nessuna disponibilità alle larghe intese o qualcosa che ci somigli”.
– foto Ipa Agency –
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Vannacci “Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri”

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ROMA (ITALPRESS) – All’Auditorium della Conciliazione di Roma la seconda e ultima giornata dell’assemblea costituente di Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri, uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità”. Ha detto leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, a margine dell’Assemblea costituente.

“Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c’è la violenza sulle donne, esiste quella sugli anziani e non c’è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri” ha aggiunto. “Mi chiamo Vannacci, mandateci al governo e ci riusciremo”. Così Vannacci ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla remigrazione. “Stipulerei accordi bilaterali laddove non ci fossero con gli stati di origine ma ce ne sono quasi con tutti” ha aggiunto. “Siamo pronti alle votazioni anche domani. Non è un problema di tempo per noi. Già da un po’ si ventilava l’ipotesi di un voto anticipato. La premier decida la data, Futuro Nazionale è già pronto, è già in trincea” ha detto ancora il generale.

“L’Italia, come fondatore della Comunità europea e partecipa a organizzazioni internazionali, deve continuare a parteciparvi ma nel senso in cui ne trae vantaggio e non da succube. Quindi sì all’Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi, e direi nella Nato alla turca che è un atteggiamento ben diverso rispetto ad altri paesi. Non siamo con o contro ma per quella linea politica che faccia gli interessi dell’Italia, quindi noi dobbiamo cercare la pace. Anche quella tra Russia e Ucraina è una guerra controproducente per l’Italia, noi dobbiamo cercare la pace” ha concluso.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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