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Economia

DOS DESIGN, due minibond da 5 milioni sottoscritti da UniCredit e Microcredito Centrale

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ROMA (ITALPRESS) – DOS DESIGN, società con sede a Roma e specializzata nella trasformazione digitale, ha emesso due minibond del valore complessivo di 5 milioni di euro per finanziare i suoi piani di crescita. In dettaglio un minibond di 2 milioni di euro è stato sottoscritto integralmente da UniCredit con l’intervento diretto del Fondo di Garanzia per le Pmi gestito da Mediocredito Centrale (MCC), e un Basket Bond “Made in Italy” di 3 milioni di euro è stato sottoscritto in modo paritetico da UniCredit e da MCC.

Lanciato dalle due banche il programma Basket Bond “Made in Italy” ha l’obiettivo, grazie anche all’intervento della garanzia di portafoglio del Fondo di Garanzia per le Pmi, di mobilitare risorse a supporto degli investimenti di piccole e medie imprese e Mid Cap attive nei settori strategici dell’economia italiana. I due minibond supporteranno il nuovo piano strategico 2025/2028 di DOS DESIGN che mira a consolidare la crescita e a rafforzare l’azienda con una serie di azioni che la posizioneranno tra le realtà piu’ dinamiche e innovative del settore. Il piano strategico presentato ha l’obiettivo di trasformare la società in una tech company che opera su 2 modelli di business separati: prevede, da un lato, la continuità e il consolidamento della redditizia attività consulenziale specialistica presso strutture complesse come quelle della PA e dall’altro l’evoluzione naturale verso un ulteriore modello di business in un innovativo mercato che richiede soluzioni digitali basate sull’intelligenza artificiale da erogare in modalità SAAS (Software as a Service; un modello di distribuzione del software in cui le applicazioni sono ospitate su server remoti e accessibili via Internet, di solito tramite un browser web).

“UniCredit – ha dichiarato Roberto Fiorini, Regional Manager Centro Italia di UniCredit – è sempre in prima linea a supporto dei piani di crescita delle imprese e siamo particolarmente fieri di aver messo a disposizione di Dos Design una forma di finanziamento alternativa come i minibond per sostenerne i progetti di investimento e di innovazione. UniCredit intende proporsi come partner di riferimento delle imprese in questi percorsi virtuosi confermando il proprio impegno a favore delle aziende del territorio”.

“Gli strumenti di finanza innovativa come i basket bond sono un motore di crescita, sviluppo e innovazione per il tessuto produttivo italiano – ha commentato Piero Ferettini, Responsabile Commerciale di Mediocredito Centrale -. MCC sta puntando molto su questo tipo di soluzioni: il Programma Basket Bond ‘Made in Italy’ è pensato per rispondere alle esigenze di realtà come Dos Design che desiderano crescere rafforzando le proprie capacità innovative, migliorando la competitività e consolidando la propria presenza sui mercati di riferimento”.

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– foto ufficio stampa UniCredit –

(ITALPRESS).

Economia

Urso “Attendiamo con speranza la revisione degli ETS in Ue”

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ROMA (ITALPRESS) – “E’ necessario che cambino le politiche europee, è importantissimo che il cantiere delle riforme che l’Italia ha aperto in Europa si realizzi subito, a cominciare dagli ETS: attendiamo con speranza che il Consiglio europeo che si sta svolgendo possa accogliere le proposte di revisione della nostra presidente del Consiglio”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, agli Stati generali dei Trasporti e della Logistica organizzati da Confindustria a Roma.

“I dati e i riscontri che noi abbiamo sono già significativi: il costo del carburante è sotto i 2 euro e continua a scendere, è evidente che le condizioni che ci hanno portato quel taglio delle accise sono superate”, ha aggiunto.

“Credo che sia assolutamente importante che si possa contare nel più breve tempo possibile sulla effettiva riapertura dello stretto di Hormuz, così da rifornire delle materie prime critiche necessarie alcuni comparti italiani che sono entrati in sofferenza, mi riferisco alle materie prime critiche che riguardano il settore della microelettronica, i fertilizzanti e anche in alcuni casi la filiera farmaceutica”, ha spiegato parlando della riapertura di Hormuz. “Per noi è importante che sia raggiunto un accordo e che questo entri in esecuzione prima possibile così da consentirci di riprendere più velocemente la strada della crescita”, conclude Urso.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Economia

BaxEnergy presenta il piano industriale, obiettivo triplicare i ricavi entro il 2028

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ACIREALE (CATANIA) (ITALPRESS) – Una crescita fondata sull’innovazione digitale per l’energia, sull’intelligenza artificiale, sulla cybersecurity e sulla valorizzazione delle competenze sviluppate in Sicilia. È questa la direttrice del Piano Industriale 2026-2028 presentato da BaxEnergy, società partner del gruppo Yokogawa, specializzata nello sviluppo di soluzioni software per la gestione, il monitoraggio e il controllo degli asset energetici.

L’azienda, nata ad Acireale nel 2010 e acquisita dal gruppo giapponese nel 2024, punta a consolidare il proprio ruolo nel mercato dell’energia digitale attraverso una strategia che combina crescita organica e possibili acquisizioni mirate, mantenendo però il baricentro delle attività e delle competenze in Sicilia. I numeri del piano triennale – presentato nella sede di via Sclafani ad Acireale – tracciano un percorso di forte espansione. BaxEnergy prevede di passare dagli attuali 12,3 milioni di euro di ricavi a 32,6 milioni entro il 2028, con una crescita media annua del 39%. Ancora più marcato l’incremento dell’Ebitda, che dovrebbe raggiungere i 14,4 milioni di euro rispetto ai 2,4 milioni del 2025, con una crescita media dell’81%. Gli investimenti programmati nel triennio ammontano a circa 16,5 milioni di euro, mentre l’organico dovrebbe crescere dalle attuali 140 unità fino a circa 210 dipendenti.

Accanto alla crescita interna, il piano contempla anche possibili operazioni di sviluppo per linee esterne, “alcune acquisizioni” come ha spiegato l’ad Roberto Tundo, orientate a rafforzare competenze e tecnologie nei settori più avanzati dell’energia digitale, dalla gestione delle risorse energetiche distribuite alla cybersecurity fino alle applicazioni dell’AI. Nel corso della presentazione, l’amministratore delegato siciliano ha evidenziato come il percorso di crescita dell’azienda sia stato costruito partendo dal territorio per raggiungere una dimensione internazionale. “Abbiamo costruito un modello a livello locale con un impatto su scala globale”, ha affermato, sottolineando come i risultati raggiunti consentano oggi all’azienda di confrontarsi con importanti player internazionali del settore. “I numeri ci consentono di dire che abbiamo una posizione competitiva nei loro confronti” ha aggiunto il manager riferendosi al qualità del rapporto con Yokogawa.

Durante la presentazione del piano industriale 2026-2029 Tundo ha ribadito l’importanza della base di Acireale. “Non verrà spostato il baricentro da Acireale. Qui lavorano 140 persone e qui esiste una leva fortissima per l’innovazione. Questa expertise rappresenta un patrimonio per tutto il gruppo Yokogawa”. Il manager ha spiegato che il modello industriale sviluppato dall’azienda risponde pienamente alle aspettative del gruppo giapponese. “Abbiamo costruito una piattaforma industriale scalabile, esattamente il modello che il gruppo si aspetta da noi, sia attraverso la crescita organica sia attraverso quella inorganica”.

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Una delle direttrici più rilevanti del piano riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi operativi. L’ai è già utilizzata per l’ottimizzazione della produzione energetica, la manutenzione predittiva e l’automazione di attività operative, sempre sotto la supervisione umana. L’obiettivo è trasformare i dati raccolti dagli impianti in decisioni più rapide ed efficaci, migliorando prestazioni e disponibilità degli asset. Parallelamente crescerà il peso della cybersecurity, considerata strategica in un contesto in cui le infrastrutture energetiche sono sempre più esposte alle minacce informatiche. Le principali opportunità di sviluppo nei prossimi anni sono individuate in quattro aree. La prima riguarda gli impianti rinnovabili ibridi utility scale, che integrano produzione da fonti diverse e sistemi di accumulo, richiedendo strumenti avanzati di monitoraggio e controllo.

La seconda è rappresentata dalla cybersecurity per gli ambienti operativi industriali, spinta sia dall’evoluzione normativa sia dall’aumento delle minacce verso le infrastrutture critiche. Terzo pilastro saranno le risorse energetiche distribuite (DERMS), un settore destinato a crescere con l’aumento della generazione distribuita e dei sistemi di accumulo. Infine, l’azienda guarda ai mercati ad alta intensità energetica, in particolare ai data center, il cui sviluppo è accelerato dalla crescente domanda di capacità di calcolo generata dall’intelligenza artificiale. A confermare la crescita dell’azienda siciliana all’interno del gruppo è stato Takeshi Suzuki, general manager del Renewable Energy Business Development Department di Yokogawa Electric Corporation. “Ogni volta che visito questa sede mi torna alla mente lo straordinario percorso che ha portato BaxEnergy dall’essere una realtà imprenditoriale nata sul territorio a diventare un’azienda con un impatto realmente globale”.

Secondo Suzuki, il nuovo Piano Industriale rappresenta una tappa fondamentale del percorso di crescita intrapreso dall’azienda. “BaxEnergy è diventata una componente sempre più strategica della nostra visione per il futuro dell’energia, della digitalizzazione e dello sviluppo industriale sostenibile. Abbiamo scoperto non soltanto una solida eccellenza tecnologica, ma anche una profonda affinità culturale”.

– Foto xo5/Italpress –

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Economia

Franchising, nel 2025 il giro d’affari in crescita dell’8% a 39 miliardi

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MILANO (ITALPRESS) – Il franchising italiano conferma la propria solidità ed entra in una nuova fase di maturità, crescita e consolidamento. È quanto emerge dal Rapporto Assofranchising Italia 2026 – Strutture, Tendenze e Scenari, realizzato da Patrigest insieme a TEHA Group e presentato oggi al Franchising Summit 2026. Nel 2025 il comparto ha raggiunto un giro d’affari di 39 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto al 2024, continuando a registrare performance superiori alla media del mercato in tutti i principali settori merceologici. Un risultato significativo in un contesto segnato da quella che può essere definita “l’era dell’incertezza permanente”.

Conflitti, inflazione e caro energia continuano infatti a condizionare le prospettive economiche del Paese (la crescita cumulata prevista per il biennio 2026-2027 è pari all’1,1%, il dato più basso dell’Unione Europea) e i comportamenti di consumo delle famiglie. Gli italiani sono sempre più orientati alla prudenza, gli acquisti diventano mirati ma gli italiani non sono pronti a rinunciare alle proprie abitudini, la parola del 2026 diviene così selettività. Il 61% degli italiani – di fronte all’esigenza di recuperare parte del potere di acquisto – seleziona con attenzione prodotti e servizi su cui concentrare le spese non necessarie preferendo soluzioni gratificanti, percepite come distintive e di valore. “I modelli di consumo stanno cambiando velocemente. Shock geopolitici, contesto macro-economico, evoluzione tecnologica, trasformazioni sociali e demografiche sono i fattori determinanti di un’evoluzione dei processi di acquisto iniziata già nell’immediato post-Covid e che non ha ancora trovato un suo nuovo punto di equilibrio.

La trasformazione in corso coinvolge l’intero customer journey: la minore disponibilità di spesa si combina con nuovi strumenti e infrastrutture abilitati dall’innovazione tecnologica e dell’AI e con set valoriali sempre più orientati al wellbeing. Gli osservatori TEHA Group mettono in evidenza come gli italiani, seppur dovendo fare i conti con budget familiari ridotti e attesi in ulteriore contrazione, non hanno smesso di avere oggetti (o esperienze) del desiderio ma hanno modificato i meccanismi con cui definiscono ciò che è considerato “desiderabile”, afferma Valentina Quaglietti, Consulente Food&Retail di TEHA Group.

In questo scenario, il franchising si conferma un modello imprenditoriale capace di crescere anche nelle fasi più complesse del ciclo economico, grazie alla forza dei brand, alla capacità di innovazione e a una proposta che risponde alle nuove esigenze dei consumatori.

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“Il franchising italiano ha confermato la propria capacità di crescere anche in un contesto economico complesso, entrando oggi in una fase di maturità e consolidamento pur con un potenziale di sviluppo ancora molto ampio e raggiungibile a condizione di rafforzare il lavoro di sistema e la diffusione della conoscenza di questo modello come leva di crescita, occupazione e imprenditorialità – afferma Massimiliano Maffioli, Presidente di Assofranchising –. Naturalmente il franchising non è isolato dal contesto economico generale. Le famiglie continuano a fare i conti con l’aumento delle spese obbligate, che assorbono una quota crescente del reddito disponibile e riducono la loro capacità di spesa. Tuttavia, proprio in questa fase emerge il valore delle reti in franchising, capaci di offrire ai consumatori affidabilità, qualità e convenienza e agli imprenditori un percorso strutturato di crescita. Se il Paese riuscirà a ritrovare un ritmo di sviluppo più vicino a quello delle economie europee più dinamiche, il franchising potrà rappresentare uno dei principali motori della crescita economica e occupazionale dei prossimi anni”.

Nel corso dell’evento è stato siglato un accordo tra Assofranchising e Banco BPM con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito per i franchisee. Grazie a questa collaborazione, Banco BPM metterà a disposizione degli associati di Assofranchising un servizio dedicato attraverso il proprio dipartimento specializzato nel franchising, che valuterà la solidità e la sostenibilità del modello di business dei marchi affiliati, favorendo così l’accesso ai finanziamenti necessari per l’avvio e lo sviluppo delle nuove attività in franchising.

I principali indicatori confermano l’ottimo stato di salute del franchising italiano, che entra in una fase di consolidamento e maturità contribuendo per l’1,7% al PIL nazionale. Nel 2025 il numero dei punti vendita si mantiene sostanzialmente stabile (-1%, da 62.902 a 62.449), mentre cresce in modo significativo l’occupazione, con oltre 327.200 addetti (+12%) e una media superiore a 5 occupati per punto vendita. Il giro d’affari del comparto raggiunge i 39 miliardi di euro, trainato soprattutto da GDO, abbigliamento e ristorazione, che insieme generano il 75% del fatturato complessivo.La struttura del mercato evidenzia un tessuto imprenditoriale articolato e dinamico, con il 64% delle reti che conta meno di 50 punti vendita, accanto a un nucleo di catene medio-grandi (7%) che guidano la crescita del settore e che contano tra i 200 e i 500 punti vendita. Tra i comparti più dinamici emergono GDO, cura della persona, salute, pet care e auto e riparazioni, sostenuti dall’evoluzione dei consumi e dalla crescente attenzione degli italiani al benessere. Parallelamente cresce la vocazione internazionale delle reti: il 41% dei brand italiani è già presente all’estero e un ulteriore 20% prevede di avviare un percorso di espansione internazionale nei prossimi tre anni.

– Foto ufficio stampa Assofranchising –
(ITALPRESS).

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