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Economia

Unicredit, accordo con MADE per la trasformazione digitale delle PMI

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MILANO (ITALPRESS) – UniCredit e MADE Competence Center hanno siglato un accordo di collaborazione della durata di due anni con l’obiettivo di supportare la trasformazione digitale e sostenibile delle PMI italiane, creando un ecosistema di competenze e strumenti per accelerare l’innovazione. L’accordo si propone di orientare e formare le imprese sui temi dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione, favorendo la realizzazione di progetti di trasferimento tecnologico in collaborazione con MADE. Si pone inoltre l’obiettivo di sensibilizzare gli stakeholder sulla rilevanza strategica della digitalizzazione e della sostenibilità, promuovendo iniziative e azioni coordinate, e mira a creare sinergie con il Digital Innovation Hub (DIH), offrendo un ecosistema integrato di competenze tecnologiche, consulenza e supporto finanziario.

UniCredit contribuirà con competenze, advisory e sostegno finanziario mediante strumenti finanziari dedicati, inclusa la finanza agevolata e soluzioni innovative per sostenere gli investimenti in tecnologia, mentre MADE metterà a disposizione il proprio know-how e le infrastrutture per l’innovazione. In un contesto economico in continua evoluzione, favorire la trasformazione digitale e tecnologica delle aziende significa rafforzare la loro capacità di affrontare le sfide del mercato globale.

UniCredit, attraverso il proprio impegno sul territorio, vuole essere al fianco delle imprese che investono in innovazione, contribuendo a creare un ecosistema che favorisca la collaborazione tra aziende, centri di ricerca e partner industriali, e che acceleri l’adozione di soluzioni avanzate.

Marco Bortoletti, Regional Manager Lombardia di UniCredit, dichiara: “Con questa partnership rafforziamo il nostro impegno verso le PMI, promuovendo l’adozione di tecnologie innovative e sostenibili e accelerando la trasformazione digitale delle imprese. Il nostro obiettivo è offrire alle comunità le leve per progredire, generando valore per tutti gli stakeholder e liberando il potenziale dei nostri clienti. Un sentito ringraziamento a MADE e al suo Presidente, Prof. Marco Taisch, per la collaborazione e la condivisione di competenze che rendono possibile questo percorso”.

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Per la prima volta un istituto finanziario entra a far parte del partenariato del Competence Center di Milano, rafforzando gli strumenti a disposizione di MADE per supportare le aziende nel percorso di transizione digitale. Questo contributo amplia la capacità di accompagnare le imprese lungo l’intero processo, includendo anche la dimensione finanziaria, oggi decisiva per scalare i progetti. UniCredit entra in un ecosistema tecnologico qualificato, intercettando imprese con progetti di innovazione strutturati, credibili e orientati a una visione industriale di medio-lungo periodo.

Marco Taisch, Presidente di MADE, afferma: “La trasformazione digitale è un percorso continuo che deve essere parte integrante della strategia industriale delle imprese. MADE supporta le aziende nella definizione della roadmap digitale e nella realizzazione di progetti di innovazione tecnologica ad alto impatto. L’accordo con UniCredit rafforza questo approccio, affiancando alle competenze tecnologiche un supporto finanziario strutturato, indispensabile per rendere gli investimenti in innovazione concreti e sostenibili”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Economia

Attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, Giorgetti alla Camera: “All’Ue chiederemo lo 0,6% per l’energia e lo 0,9% per la difesa”

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ROMA (ITALPRESS) – “La comunicazione della Commissione Europea del 19 marzo 2025 ha stabilito che l’aggressione all’Ucraina e la minaccia alla sicurezza europea costituiscono eccezionali circostanze per attivare la clausola nazionale, invitando tutti gli stati membri a utilizzare questi margini di flessibilità in maniera coordinata, nell’ottica di produrre il massimo impatto in termini di adeguamento delle dotazioni di difesa dell’Unione Europea e di sinergie delle filiere produttive del settore, tali spazi di bilancio vengono quindi concessi per gli anni 2025 fino al 2028 a fronte di incrementi effettivi della spesa per difesa in rapporto al Pil“. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso delle comunicazioni alla Camera sulla procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale.

La comunicazione dell’Ue “in merito al ricorso agli spazi di flessibilità per difesa ed energia prevede un limite complessivo dell’1,5% del Pil, per ciascuno degli anni dal 2025 al 2028″.Dalle informazioni allo stato disponibili, non sembrerebbero ammissibili, differentemente alla clausola di difesa, spese registrate negli anni successivi del 2028 – ha aggiunto Giorgetti –. Inoltre sono ammesse, esclusivamente, misure addizionali decise a partire dal 28 febbraio 2026 e mirate a migliorare strutturalmente la sicurezza del sistema energetico degli stati membri, favorendo la transizione, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e quindi dagli approvvigionamenti esteri. Sono escluse misure che mirino ad attenuare, solo provvisoriamente, gli effetti della crisi in atto, quali ad esempio la riduzione delle accise o altre forme di sussidio diretto e indiretto e prodotti energetici di origine fossile”.

“Il governo, sulla base delle informazioni al momento disponibili, intende, con il coinvolgimento preventivo del Parlamento, avviare le interlocuzioni con la Commissione Europea per la presentazione di un piano che preveda, nel triennio coperto dalla Nec, un incremento complessivo della spesa per gli interventi connessi alla sicurezza energetica di circa lo 0,6 % del Pil e per la sicurezza e difesa di circa lo 0,9% del Pil”ha dichiarato il ministro.

“La Commissione Europea ha invitato gli stati membri che intendano beneficiare degli spazi di flessibilità, già in fase di valutazione del documento di finanza pubblica del 2027, a presentare la richiesta di attivazione o di estensione della Nec, National Escape Clause, entro la metà di agosto del 2026. La richiesta dovrà fornire un elenco di massima delle misure che lo stato membro intende finanziare e una stima preliminare dei costi attesi”, ha spiegato.

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Giorgetti ha poi aggiunto: La richiesta di attivazione della clausola potrà essere oggetto di aggiornamenti e integrazioni e lo stato membro si impegnerà all’atto della richiesta a fornire, due volte l’anno, cioè entro il 15 aprile ed entro il 15 ottobre, ossia in corrispondenza, rispettivamente, degli strumenti di aggiornamento dei documenti di bilancio, informazioni utili al monitoraggio dell’attuazione degli interventi, affinché la Commissione Europea possa tenerne conto nelle proprie previsioni e nelle valutazioni di sorveglianza”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Terna, Monti “Una rete più moderna e resiliente per ridurre il costo delle bollette”

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ROMA (LA4NEWS/ITALPRESS) – “Stiamo costruendo una rete più moderna, resiliente e digitale, capace di integrare quote crescenti di rinnovabili, così possiamo contribuire a ridurre il costo delle bollette per famiglie e imprese e aumentare sicurezza e autonomia energetica”: lo ha detto in un’intervista al Sole 24 Ore Pasqualino Monti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. “La crisi del 2022 ha fatto triplicare la spesa energetica in Italia. In pochi mesi il Paese ha dovuto sostenere costi straordinari che hanno inciso direttamente sulla competitività del sistema. È stato il momento in cui abbiamo capito che l’energia non è soltanto una commodity ma una componente essenziale della sicurezza economica nazionale”, ha continuato Monti.

Sul ruolo del gas nel percorso di transizione energetica, Monti ha sottolineato che “il gas oggi è importante ma non può essere il futuro. Il tema non è rinnovabili contro gas, ma rinnovabili nonostante una rete pensata per il gas. Senza dorsali di trasmissione adeguate, ogni GW di rinnovabile in più al Sud rischia di restare energia intrappolata”. In chiusura, Monti ha sottolineato la rilevanza della supply chain nella filiera nazionale, la cui gestione “non rappresenta più solamente una funzione di supporto agli investimenti, ma una leva per garantire la sicurezza energetica del Paese, il rispetto degli obiettivi industriali e dei tempi per l’esecuzione delle opere”.

– foto di repertorio IPA Agency –

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Economia

Electrolux, Urso “Il costo dell’energia non è la causa della crisi, avviato un confronto”

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ROMA (ITALPRESS) – “Nel tavolo convocato il 15 giugno, con le esplicita richiesta di formulare una nuova proposta di riorganizzazione idonea ad assicurare la tutela di tutti gli stabilimenti e dei relativi livelli occupazionali, Electrolux ha accolto positivamente la richiesta del governo di non dare seguito alle azioni unilaterali annunciate e ha accettato di dar seguito al confronto tecnico con i sindacati per discutere nuove soluzioni, volte a migliorare l’efficienza e la produttività, salvaguardando l’occupazione”. Lo ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, nel corso dell’audizione nelle commissioni riunite Attività produttive e Lavoro della Camera. “Abbiamo ribadito che, in presenza di soluzioni produttive e occupazionali alternative al piano originario, sostenibili sul piano produttivo e occupazionale, il governo darà la propria, piena disponibilità ad esaminare il ricorso a strumenti ordinari, ove necessario, anche straordinari”, ha aggiunto.

Urso ha ricordato che “nel corso dei successivi incontri tecnici, dedicati all’analisi dettagliata della situazione di mercato, dal lato dell’offerta, e al confronto con i prodotti della concorrenza, è emerso che il costo dell’energia presenta un’incidenza limitata e non rappresenta la causa determinante della crisi. Nell’incontro del 21 luglio è stata ribadita la necessità che l’azienda presenti una nuova proposta, nonché tempi certi per la transizione”. Il ministro ha poi aggiunto che “allo stato attuale, non risulta avviata alcuna procedura di chiusura allo stabilimento di Cerreto d’Esi, lo stabilimento lavora a tempo pieno, e l’azienda ha manifestato la volontà a ricercare una soluzione industriale alternativa. Il risultato conseguito, fino a questo momento, è stato quello di sospendere qualsiasi iniziativa unilaterale, e di avviare un confronto finalizzato alla presentazione di una nuova proposta che dovrà assicurare una prospettiva industriale e occupazionale ben diversa da quella contenuta nel piano originario”.

Intendiamo vigilare con attenzione sull’elaborazione del nuovo piano industriale, abbiamo subito attivato gli strumenti a nostra disposizione sul piano nazionale, il piano dovrà essere concreto e verificabile tanto più qualora collegato a contributi pubblici”, ha assicurato il ministro. “Ci siamo posti il problema di come riuscire a realizzare un quadro regolatorio europeo che possa rendere sostenibile il settore dell’elettrodomestico nel medio-lungo periodo. La crisi” della produzione degli elettrodomestici “è una crisi europea e l’epicentro sta a Bruxelles. Il settore degli elettrodomestici è un settore importante della manifattura europea, ma attraversa una crisi significativa di cui dobbiamo tenere conto“, ha concluso.

– foto IPA Agency –

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