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Economia

Santanchè “Il Festival di Sanremo genera 200 milioni di impatto economico”

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ROMA (ITALPRESS) – Le stime per la 76ª edizione del Festival di Sanremo prevedono che il valore economico complessivo generato sul territorio supererà la soglia dei 200 milioni di euro, segnando un incremento del 9,2% rispetto ai 184 milioni registrati nel 2025.

La crescita è trainata da una spesa diretta di 44 milioni di euro, di cui 25 milioni destinati alla filiera turistica e 19 milioni ad attività locali e personale organizzativo. L’andamento positivo degli indicatori delinea una crescita strutturale della manifestazione, che si riflette in un aumento significativo della domanda turistica.

Per l’evento sono infatti attesi 7.250 arrivi, con un incremento del 7,3% rispetto alla stagione precedente, mentre i pernottamenti saliranno a quasi 40 mila presenze con un aumento del 14,3%. Parallelamente, la permanenza media dei visitatori si allungherà dai 5,1 giorni dell’edizione passata ai 5,5 giorni previsti. Oltre all’indotto economico immediato, la manifestazione canora genera un valore straordinario in termini di eredità del marchio.

La componente più rilevante dell’impatto complessivo è infatti rappresentata dai 150 milioni di euro derivanti dalla forza comunicativa dell’evento: nello specifico, oltre 101 milioni sono generati dalla copertura mediatica mondiale e circa 48 milioni dalla valorizzazione del brand territoriale, ovvero il prestigio che la città e le sue imprese acquisiscono grazie all’esposizione internazionale.

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I dati positivi previsti per il Festival di Sanremo confermano che i grandi eventi sono il motore più potente per generare ricchezza e crescita strutturale nei nostri territori. Ma la vera forza della manifestazione risiede nella sua eredità: il fatto che la voce più rilevante dell’impatto complessivo sia costituita dai 150 milioni di valore generati dalla copertura mediatica e dalla valorizzazione del brand conferma come il Festival sia una vetrina costante che promuove l’Italia nel mondo ben oltre la durata dell’evento. La cultura musicale della kermesse è uno strumento altamente efficace di promozione internazionale, capace di proiettare nel mondo le nostre eccellenze e l’unicità dei nostri territori”. Così il Ministro del Turismo, Daniela Santanchè, nel commentare il report sull’impatto economico e turistico del Festival di Sanremo, elaborato dall’ufficio Statistica del Ministero sulla base dei dati Alloggiati Web del Viminale, JFC e Lybratech.

L’analisi della domanda per l’edizione del 2026 delinea un profilo del visitatore molto nitido, con il Festival scelto in prevalenza dalle coppie che rappresentano il 58% del totale, seguite da viaggiatori singoli e nuclei familiari che si attestano entrambi al 19%. Si tratta di un pubblico consapevole che pianifica il viaggio con un anticipo medio di 56 giorni. Sotto il profilo della ricettività, quasi due terzi dei visitatori confermano la preferenza per gli hotel.

L’effetto positivo coinvolge attivamente anche i centri vicini come Diano Marina, San Bartolomeo al Mare e Imperia, che registrano un incremento della domanda grazie alla loro prossimità con la sede storica dell’evento. Sul fronte dei pernottamenti, quasi due terzi dei visitatori confermano la preferenza per gli hotel. La vitalità dell’evento si estende anche sui centri vicini come Diano Marina, San Bartolomeo al Mare e Imperia, che registrano un incremento della domanda grazie alla loro prossimità con la sede storica della kermesse.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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Ex Ilva, Urso “Lavoriamo a piano per Taranto, a settembre tavolo a Chigi”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Non possiamo fare altro che prenderne atto, adeguando le procedure della gara internazionale in atto e lavorando da subito, come indicato dal presidente del Consiglio, a un piano straordinario per Taranto. In settembre si riunirà il Tavolo di Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Mantovano”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a IlSussidiario nell’ambito del Meeting di Rimini. “I commissari hanno doverosamente fatto tutti gli atti necessari per salvaguardare il patrimonio aziendale, compreso il ricorso in Cassazione, ma nel contempo devono adempiere al decreto della Corte d’Appello, che impone la chiusura dell’area a caldo entro fine ottobre, con un impatto immediato sull’azienda e sull’indotto – spiega -. Per questo, in molti l’hanno definita una bomba sociale e produttiva”.
Per le imprese, inoltre, “si sta valutando di estendere anche al resto del Centro-Nord le modalità di accelerazione autorizzatoria oggi previste nella Zes unica, perchè è una delle principali richieste delle imprese per realizzare gli investimenti in tempi congrui e certi. Non sarà possibile, invece, estendere indistintamente gli stessi livelli di incentivazione previsti per le aree più svantaggiate, proprio al fine di ridurre il divario interno. Non lo consentono le regole europee sugli aiuti di Stato”, precisa.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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