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Iran, informativa urgente di Tajani e Crosetto “Sicurezza dei connazionali la nostra priorità. La linea politica italiana è quella dell’Ue” / Video

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ROMA (ITALPRESS) –“L’obiettivo dell’azione in corso è l’eliminazione del rischio nucleare e missilistico rappresentato dal regime di Teheran. Una minaccia esistenziale, come hanno dimostrato anche i fatti di questi giorni, per la sicurezza non solo di tutta la regione ma anche dell’Europa, come sottolineato dalla dichiarazione europea di ieri sera”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante l’informativa urgente sulla situazione in Iran e Golfo Persico, davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera. “Questa notte un drone iraniano ha colpito una base inglese in Iran, sono stati abbattuti due droni che invece puntavano a colpire una base cipriota. I danni alla base britannica sono lievi, ma il messaggio è inequivocabile: nessuno sarebbe al riparo da un Iran dotato di missili, oltre che dell’arma atomica”, ha aggiunto.

“Le sconsiderate operazioni militari condotte da Teheran contro i paesi del Golfo, hanno come unico risultato quello di isolare ulteriormente l’Iran e rischiano di provocare un allargamento del conflitto e questo è uno scenario che dobbiamo assolutamente scongiurare”, ha detto. “L’unità del G7 è un elemento decisivo: con il segretario di stato Rubio e con gli altri colleghi – ha aggiunto – abbiamo condiviso la valutazione della minaccia rappresentata dal programma nucleare e missilistico iraniano, ma abbiamo anche ribadito la necessità di contenere la crisi. Anche con i ministri degli Esteri dell’Unione Europea ci siamo riuniti ieri pomeriggio, abbiamo concordato di lavorare in modo coordinato per evitare un’estensione del conflitto e per sostenere ogni iniziativa utile alla stabilità regionale”.

“Sono ore difficili cariche di tensioni per il Medio Oriente e per l’intera comunità internazionale. Nelle prime ore di sabato Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco combinato nei confronti dell’Iran che prosegue anche in questi momenti”. Così il vicepremier durante l’informativa urgente sulla situazione in Iran e Golfo Persico, davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera. “Insieme al ministro Crosetto, abbiamo ritenuto importante venire immediatamente in Parlamento a riferire sui primi sviluppi della crisi, sulle iniziative che il Governo italiano sta attuando per favorire l’allentamento della tensione e per assistere i nostri connazionali nella regione, che sono la nostra priorità assoluta”, ha aggiunto.

“Voglio dirlo con chiarezza: Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire. Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati ad operazione iniziata”, ha aggiunto. “Io, come ho subito riferito al Presidente del Consiglio, sono stato contattato dal ministro degli Esteri israeliano Saar che mi ha informato di quanto stava accadendo”, ha spiegato.

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“Nelle operazioni militari che mirano a cancellare la minaccia nucleare e balistica iraniana, risultano essere deceduti la guida suprema Khamenei e numerosi esponenti dei vertici militari e civili del regime degli ayatollah, che ha immediatamente intrapreso una serie di ingiustificate e inaccettabili rappresaglie nei confronti di tutti i Paesi del Golfo e ieri perfino contro una base britannica a Cipro. Sono stati colpiti indiscriminatamente infrastrutture civili, come aeroporti, alberghi, luoghi di ritrovo e snodi turistici. Gli attacchi iraniani stanno provocando la paralisi del traffico aereo in tutta la regione. Il regime ha anche annunciato di aver chiuso lo stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali”, ha sottolineato.

“La crisi dunque rischia di allargarsi a tutta la regione attraverso l’azione di gruppi che rispondono direttamente a Teheran, in Iraq, in Yemen, in Libano, da dove Hezbollah ha lanciato questa notte numerosi missili verso il territorio israeliano incontrando la risposta di Tel Aviv”, ha spiegato Tajani.

“L’operazione condotta da Stati Uniti e Israele potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e speriamo aprire la strada ad un nuovo Medio Oriente di pace, sviluppo e crescita. Uno scenario in cui molti conflitti che affliggono la regione, fra cui quello israelo-palestinese, possono trovare una soluzione equilibrata e pacifica”, ha detto.

“In un frangente così complesso voglio ribadire ancora una volta il mio appello all’unità: al di là delle legittime differenze, ciò che deve prevalere è l’interesse dell’Italia, la sicurezza dei nostri cittadini, la difesa della nostra economia. In queste ore difficili servono unità, responsabilità ed equilibrio. È questo che ci chiedono i nostri concittadini che guardano con attenzione a quanto sta accadendo”, ha ribadito.

“Il Governo italiano è al fianco dei giovani iraniani, al fianco di chi chiede democrazia, libertà, futuro. Il popolo iraniano merita di vedere riconosciuti i propri diritti civili e politici, senza violenza o intimidazioni. La brutale repressione delle manifestazioni dello scorso dicembre, con migliaia di vittime, aveva già portato l’Unione Europea a imporre nuove sanzioni e all’inserimento dei pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche”, le sue parole. “Una volta conclusa la fase più complessa, occorrerà lavorare con determinazione per favorire una transizione in Iran che sia pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano. In questo quadro, l’Europa ha un’importante ruolo da giocare. È chiamata a essere voce di equilibrio e a favorire quel dialogo ragionevole, autentico e responsabile richiamato ieri da Papa Leone XIV”, ha aggiunto.

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“Vorrei richiamare la situazione di circa 200 giovani studenti italiani che si trovano a Dubai: sono ospitati in condizioni di sicurezza in albergo e stanno bene. Il nostro console generale a Dubai è in costante contatto con loro ed è stato a trovarli ieri pomeriggio. Su nostra richiesta, domani le autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel paese”.

“La stabilità di tutto il Medio Oriente allargato è un presupposto fondamentale per la sicurezza internazionale e la crescita globale è un obiettivo prioritario dell’azione di politica estera del governo. I fatti di questi giorni suscitano in tutti noi profonda preoccupazione. Lavoriamo con pazienza, determinazione e con senso di responsabilità”, ha detto. “Questa crisi potrebbe non trovare però una soluzione rapida, potrebbe durare giorni, forse settimane. Molto ovviamente dipenderà dalle decisioni che verranno prese a Teheran e dalle dinamiche interne al regime. Il Governo italiano – ha aggiunto – continuerà a fare la sua parte: crediamo nella diplomazia anche quando sembra difficile, anche quando sembra lontana. Ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato. Continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile”.

“Per quanto riguarda i nostri militari, oltre 300 dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait, colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nel bunker e sono tutti incolumi. Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani ed americani: non vi è stata alcuna conseguenza. I nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento”, ha precisato.

“La linea politica” dell’Italia “è quella dell’Unione Europea. Abbiamo partecipato a una riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea, è stato approvato un documento e quella è la linea che segue l’Unione Europea su questa vicenda. Non siamo affatto isolati, partecipiamo al G7”, in cui “ci sono gli Stati Uniti, la più grande democrazia occidentale”, ha concluso.

CROSETTO “NESSUN PAESE EUROPEO INFORMATO DAGLI USA”

“Dopo il caso della Skylight, ulteriori petroliere, la Hercules Star e la MKD, sono state colpite. Il traffico commerciale risulta con numerose unità che hanno invertito la rotta o sospeso la navigazione. Le principali compagnie armatoriali hanno congelato temporaneamente le operazioni nella regione mediorientale”. Ha iniziato invece così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante la sua audizione per l’informativa urgente. “Quella della cosiddetta ‘guerra commerciale’ è quindi uno dei temi che dobbiamo porci: dove non arrivano i missili, arrivano certamente gli effetti economici, sia diretti che indiretti, della guerra”, ha aggiunto.

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“La questione dell’approvvigionamento energetico rappresenta un ulteriore rilevante elemento di criticità, considerato che la regione del Golfo costituisce uno snodo essenziale per il transito di una quota significativa dell’energia globale”, ha detto. “Gli effetti della crisi sono già evidenti oggi: il prezzo del greggio ha registrato un incremento sostanziale, analogo a dinamiche si osservano sul gas naturale liquefatto, riflettendo il rischio percepito di interruzione delle forniture”.

“Dallo stretto di Hormuz transita circa il 20% del petrolio mondiale, pari a circa 17-20 milioni di barili al giorno, e oltre il 30% del commercio globale di gas liquefatto: si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale, e anche una riduzione parziale o un aumento del rischio percepito è sufficiente a produrre effetti immediati su prezzi, premi assicurativi, disponibilità delle forniture”, aggiunge il ministro.

“Di particolare rilievo è la dimensione cyber del conflitto: è stata registrata la totale chiusura delle infrastrutture di telecomunicazione iraniane, in stretta concomitanza con le operazioni militari convenzionali. La connettività nazionale precipitata al 4% dei livelli ordinari, dopo la prima contrazione al 54% nelle fasi di attacco sotterraneo. Anche le reti di telefonia mobile iraniane risultano compromesse su scala nazionale”, ha spiegato. “La National Information Network, ossatura della rete domestica iraniana, è stata oggetto di una campagna cyber coordinata che ha reso inaccessibili i domini delle principali agenzie stampa governative e semiufficiali”, ha aggiunto.

“L’offensiva israelo-statunitense in Iran e la risposta di Teheran aprono scenari finora mai considerati, con attacchi diretti contro assetti occidentali nel Golfo e un rischio di escalation controllata, ma estensiva. Si prospettano scenari finora mai considerati e minacciano sia Israele sia tutti gli assetti occidentali nella regione”, ha detto Crosetto. “Il nostro scrupolo va verso tutto il personale militare, ma verso i nostri connazionali civili presenti nell’area, come dimostra anche il lavoro che contestualmente stiamo facendo con la Farnesina e che faremo anche nei prossimi giorni”, ha spiegato.

“L’esperienza di queste ore conferma la necessità di avere una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano la partecipazione italiana alle missioni internazionali, l’attuale quadro legislativo definisce e autorizza le missioni sulla base di scenari internazionali che possono mutare, come vediamo rapidamente, e in preventivamente. Tuttavia, le crisi contemporanee evolvono con una velocità tale da richiedere in alcuni casi la possibilità di adeguare tempestivamente la presenza militare, dislocando forze e assetti in funzione delle esigenze operative e della sicurezza del personale. Quindi è opportuno valutare strumenti che consentano ancora maggiore flessibilità operativa, nel pieno rispetto del Parlamento, per garantire che lo strumento possa rispondere con prontezza a qualunque tipo di evoluzione di crisi possiamo trovarci davanti”, ha aggiunto.

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“Non si è trattato di uno scoop giornalistico, ma il fatto che lo abbia detto io di essere bloccato a Dubai è diventata una notizia, tra l’altro il fatto che fossi rimasto bloccato è stata una mia scelta. Potevo tornare subito, sono rimasto con i miei figli, ero a Dubai perchè avevo deciso di concedermi un periodo di ferie, e avevo messo anche degli incontri istituzionali. Prima di partire avevo fatto la valutazione e non da solo. Noi come Italia non è che non eravamo stati informati ma nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione, gli americani non hanno comunicato a nessuno perchè sono partiti quando hanno avuto la certezza che potevano colpire l’obiettivo, quindi non lo hanno comunicato a nessuno”, ha voluto precisare. “Per questo nessuno, in Occidente, in Oriente, nei Paesi arabi era stato minimamente informato”, ha aggiunto.

“L’idea di quanto fosse lontana questa guerra, lo dimostra il fatto che lunedì era programmato il viaggio di Rubio in Israele. E’ la dimostrazione lampante di quanto questa guerra non fosse considerata a breve termine”. “Per quanto riguarda l’estensione, come il toccare Dubai, era una cosa che non era preventivata da nessuno. In questa situazione il ministro degli Esteri e il governo italiano si sono mossi in maniera impeccabile, il ministro Tajani è uno dei pochi che parla con tutti gli altri ministri, compresi quelli iraniani, cinesi. Non sono preoccupato del ruolo dell’Italia ma da quello che succede fuori dall’Italia, in un manicomio essere una persona razionale è molto difficile“, ha specificato Crosetto.

“Il numero e la tipologia di obiettivi colpiti induce a ritenere che l’operazione congiunta Stati Uniti-Israele siano articolati in più fasi, che potrebbero durare giorni, al fine di degradare le capacità critiche e ridurre la libertà di azione di Teheran nel medio periodo, azzerandone totalmente la capacità nucleare e balistica”, ha concluso il ministro.

SCONTRO TRA TAJANI E CONTE DURANTE L’AUDIZIONE

“Onorevole Conte, Trump non mi ha mai chiamato Tony o Anthony, a lei la chiamava Giuseppi, quindi il rapporto di particolare amicizia ce l’aveva lei”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante l’informativa urgente sulla situazione in Iran e Golfo Persico, davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera, dove è scoppiata la bagarre con il presidente del M5S Giusepe Conte. “Io non mi vergogno di niente. Di cosa mi dovrei vergognare? Me lo venga a dire: io non sono stato in ginocchio né dalla Merkel né da Trump, come ha fatto lei”, che “è andato in ginocchio, sotto banco, a dire alla signora Merkel ‘Ci penso io ad accontentare tutti’”, ha aggiunto il ministro Tajani sempre rivolgendosi al leader M5S.

VOLO CHARTER DALL’OMAN CON 127 ITALIANI

É partito da Mascate un primo volo charter con 127 cittadini italiani bloccati in Oman oppure trasferiti da Dubai in Oman con assistenza della Farnesina. Ad Abu Dhabi, Dubai e in Oman ambasciate e consolati stanno lavorando per favorire il trasferimento di cittadini italiani verso aeroporti operativi della regione. La compagnia aerea Etihad sta organizzando brevi aperture anche dell’aeroporto di Abu Dhabi. Lo rende noto la Farnesina.

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– Foto IPA Agency –

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Meloni e Mattarella incontrano Zelensky: “Sempre al fianco dell’Ucraina, in gioco c’è anche la sicurezza dell’Europa” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – “In questi quattro anni la posizione dell’Europa e dell’Italia è rimasta sempre la stessa, a fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle dichiarazioni congiunte al termine del bilaterale a Palazzo Chigi con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Sostenere l’Ucraina non è solamente un dovere morale ma anche una necessità strategica perché in gioco non sono solamente la dignità, la libertà e l’indipendenza di Kiev ma anche la sicurezza dell’Europa nel senso chiaramente più ampio del termine”, ha aggiunto.

“Dobbiamo sempre ricordare che se oggi esistono le condizioni per lavorare ad una pace giusta e duratura in Ucraina lo dobbiamo soprattutto alla tenace resistenza del popolo ucraino e anche al convinto sostegno che l’Occidente ha assicurato in questi anni, due fattori che hanno impedito alla Russia di realizzare il disegno che si era prefissata e cioè quello di invadere l’intera nazione, farla capitolare in pochi giorni, installare un governo fantoccio al posto di quello democraticamente eletto dagli ucraini”, ha detto la premier.

“Gli sforzi diplomatici per arrivare a una pace giusta e duratura chiamano direttamente in causa l’Europa e l’Italia intende continuare a fare la sua parte per arrivare a soluzioni condivise che tutelino la sovranità di Kiev, che assicurino la solidità dell’alleanza euroatlantica perché un Occidente diviso e un’Europa spaccata sarebbero l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca”, ha proseguito Meloni.

“Col presidente Zelensky ci siamo anche confrontati sul processo di adesione l’Ucraina all’Unione europea, che l’Italia auspica al pari delle altre nazioni europee che hanno da tempo avviato questo cammino”, ha continuato Meloni.

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“L’Italia continuerà a promuovere in sede G7 e in sede di Unione Europea la pressione economica sulla Federazione Russa che continua a non mostrare segnali concreti nel percorso negoziale, insiste negli attacchi contro i civili, persevera nel colpire le infrastrutture indispensabili per la popolazione. Il ventesimo pacchetto di sanzioni che l’Europa si appresta ad adottare rappresenta un passaggio importante per ridurre ancora le entrate che alimentano la macchina bellica russa. Allo stesso modo – ha aggiunto – continueremo a lavorare anche per garantire l’erogazione del sostegno finanziario che è stato deciso dal Consiglio europeo, uno strumento fondamentale per garantire la sopravvivenza dell’Ucraina perché un eventuale crisi finanziaria produrrebbe danni incalcolabili anche per l’intera stabilità europea”.

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MATTARELLA “L’ITALIA SARA’ SEMPRE AL FIANCO DI KIEV”

 “E’ un vero piacere accoglierla al Quirinale insieme alla delegazione che l’accompagna e rinnovare non soltanto il sentimento di amicizia profonda che lega Ucraina e Italia, ma anche il grande sostegno, la vicinanza piena dell’Italia al suo Paese, a quanto sta facendo con grande resistenza e grande eroismo”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “So che ha visto la presidente del Consiglio che le ha certamente confermato il sostegno pieno dell’Italia, la fermezza di questa posizione che io condivido pienamente e le ribadisco che l’Italia sarà sempre a fianco all’Ucraina. Benvenuto presidente”, ha concluso Mattarella.

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ZELENSKY “GRAZIE ALL’ITALIA PER IL SUO AIUTO E A MELONI PER LA SUA LEADERSHIP”

 “L’Italia, sin dai primi giorni dell’invasione russa dell’Ucraina, ha compiuto una scelta netta a favore della nostra protezione. Sono grato per tutto l’aiuto dell’Italia agli ucraini politiche in materia di sicurezza economica e umanitaria”. Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel corso delle dichiarazioni congiunte al termine del bilaterale a Palazzo Chigi, rivolgendo un ringraziamento alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.Ti ringrazio personalmente per la tua leadership che ci aiuta ad attraversare questo momento di crisi e per i tuoi sforzi personali per proteggere l’Europa e gli interessi europei”, ha aggiunto.

“Abbiamo parlato anche della necessità di sbloccare il pacchetto europeo di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro: questa decisione è necessaria. Grazie anche all’Italia per il supporto”, ha aggiunto.

“La guerra è cambiata e ora, senza una difesa veramente solida e sicura da tutti i tipi di droni, nessuno può sentirsi al sicuro. L’Ucraina ha sviluppato un formato speciale di accordo sulla sicurezza, lo chiamiamo ‘Drone deal’: è importante che ci sia interesse da parte dell’Italia per questo formato di cooperazione”. Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel corso delle dichiarazioni congiunte al termine del bilaterale a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sottolineando poi che “abbiamo concordato che i nostri team lavoreranno sui dettagli del programma ‘Drone deal’ tra l’Italia e l’Ucraina. Lavoriamo anche per aumentare l’interazione tra le nostre aziende del settore della difesa: questo aggiungerà certamente forza, tecnologia e posti di lavoro in entrambi i nostri Paesi”. 

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ZELENSKY A MATTARELLA “PER NOI E’ FONDAMENTALE UNA PACE GIUSTA”

Siamo davvero grati all’Italia per il vostro sostegno e anche per la sua fermezza personale, signor presidente, nel condannare l’aggressione russa, nel sostenere la nostra sovranità e, naturalmente, nel sostenere il nostro popolo e l’idea che la guerra debba concludersi con una pace giusta per noi”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, incontrando al Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Non basta che la guerra finisca. Certamente, questo è una priorità. È molto importante che la Russia risponda per tutto ciò che ha fatto contro il popolo ucraino. Per noi la questione della giustizia è una delle priorità fondamentali – ha sottolineato Zelensky rivolgendosi a Mattarella -. Siamo grati all’Italia per l’aiuto umanitario e anche per il sostegno durante questo inverno. L’inverno è stato molto duro, signor presidente. Abbiamo lottato, le persone hanno resistito, siamo andati avanti e abbiamo rafforzato la nostra nazione e il nostro Stato. Siamo grati di non essere soli su questo cammino e di sviluppare le relazioni tra i nostri Paesi. Oggi c’è stata una conversazione importante con il Primo Ministro Giorgia Meloni, che ci sostiene sempre. Parliamo della sicurezza non solo dell’Ucraina, ma anche della sicurezza dell’Italia e dell’Europa, e continueremo a sviluppare queste relazioni”. 

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Mattarella “I conflitti sconvolgono gli equilibri di pace, difendere i valori della nostra Costituzione”

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ROMA (ITALPRESS) – “Lo scenario internazionale, segnato da conflitti che feriscono Europa e Mediterraneo, vede sconvolti gli equilibri di pace e di stabilità che ritenevamo ormai consolidati fino a pochi anni addietro. Le fondamenta della convivenza pacifica, già provata da crisi numerose, in diverse aree del mondo, sono oggi scosse ulteriormente nel profondo da atti di aggressione che violano sovranità e anche le più elementari regole del diritto internazionale, a partire da quello umanitario. In questo momento così travagliato appare più che mai necessaria la difesa, con rinnovata fermezza, dei valori sanciti dalla nostra Costituzione”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro al Quirinale con il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e una rappresentanza dell’Arma Azzurra, in occasione del 103esimo anniversario di fondazione. 

-Foto ufficio stampa Quirinale-
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Salvini “Condanno attacchi di Trump a Papa e Meloni, ma rapporti con Usa saranno ancora positivi”

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MILANO (ITALPRESS) – “L’ho ribadito, attaccare il Papa non è utile, non è intelligente, non è opportuno ed è offensivo. Chi governa si occupi di governo e lasci che dello spirito, delle anime e del benessere delle persone si occupi il Santo Crede. Se uno crede o non crede. È chiaro che quando attacchi il Papa o la Meloni per me sei da condannare in un caso o nell’altro. Mi sembra chiaro ed evidente, non devo fare dieci comunicati al giorno per ripetere queste cose”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, commentando le dichiarazioni fatte ieri dal presidente Usa Donald Trump sul Papa e sulla premier Giorgia Meloni, durante una conferenza stampa sul Remigration summit nella sede milanese della Lega in via Bellerio. “E’ chiaro che ieri ho incontrato la presidente Meloni a Verona. Abbiamo parlato a Verona di tutto”, ha risposto poi a chi gli chiedeva dei mancati comunicati ufficiali da parte sua sulle dichiarazioni di Trump. “C’è totale sostegno all’attività del governo e al presidente del Consiglio da tutti i punti di vista e su tutti i fronti”. Secondo Salvini, nella presa di distanza del governo italiano dalle dichiarazioni di Trump, “non c’è niente di politico. Se Trump attacca il Papa sbaglia, se Trump attacca il governo italiano sbaglia, ma il problema non è nostro, il problema è suo”.

“La vicinanza agli Stati Uniti c’era e rimane, a prescindere dai presidenti. Siamo saldamente ancorati all’alleanza con i Paesi liberi, democratici e occidentali – ha sottolineato Salvini –. I rapporti con gli Stati Uniti e l’America sono e continueranno a essere positivi, non è qualche caduta di stile di queste ore a mettere in discussione il rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti”. Tuttavia, “spero che smettano gli attacchi al Papa e alla Meloni perché, in un momento delicato a livello internazionale, se c’è un governo attento ai buoni rapporti non solo politici ma anche economici, culturali con gli Stati Uniti è quello italiano – ha proseguito il vicepremier – . Ma quando attacchi il Santo Padre non attacchi solo l’Italia, attacchi alcuni miliardi di persone nel mondo. Il problema del mondo non è il Santo Padre ma il fanatismo islamico che c’è in Iran, c’è in Libano, c’è in alcune capitali europee”. “Quindi conto che il il presidente americano lasci stare il Santo Padre”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

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