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Cronaca

Nuova mostra al Museo del Genio a Roma: le fotografie di Robert Doisneau

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ROMA (ITALPRESS) – Dal 5 marzo al 19 luglio il Museo del Genio di Roma ospita la grande mostra “Robert Doisneau”, dedicata a uno dei fotografi più amati del Novecento. Un viaggio emozionante attraverso immagini che hanno saputo raccontare la vita con ironia, tenerezza e profonda umanità.
La mostra, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma, è curata dall’Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero, ed è prodotta e organizzata da Arthemisia. Main partner è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale con Poema.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Arthemisia e Ministero della Difesa, Esercito Italiano e Difesa Servizi, società in house del Ministero della Difesa che ha avviato un importante percorso di valorizzazione dei Musei Militari aprendoli al grande pubblico attraverso iniziative culturali, per promuovere e rendere accessibile a tutti l’immenso patrimonio storico – artistico della Difesa.
Il progetto, in collaborazione con Bridgeconsultingpro, vede come sponsor Generali Italia con il programma Generali Valore Cultura.
Nato a Gentilly nel 1912, Robert Doisneau è stato uno dei principali esponenti della cosiddetta fotografia umanista francese. Con il suo inconfondibile bianco e nero ha immortalato scene quotidiane, gesti spontanei e momenti fugaci, trasformandoli in immagini senza tempo.
Protagonista della mostra è la celebre foto “Le baiser de l’Hòtel de Ville” (1950), divenuta simbolo universale di amore e libertà, ma anche scatti iconici come “Un chien à roulettes” (1977), “La concierge aux lunettes” (1945) e “L’information scolaire” (1956) concorrono a raccontare la storia di un fotografo straordinario, amatissimo dal pubblico per la sua capacità di rendere eterni i piccoli momenti della vita quotidiana.
La mostra, con oltre 140 scatti, ripercorre l’intera carriera di Doisneau, dagli esordi degli anni Trenta fino alle opere più mature. Fotografie di strada, ritratti, giochi di bambini, piccoli istanti della vita di tutti i giorni e straordinari scorci parigini compongono un racconto visivo meraviglioso e coinvolgente.
Attraverso immagini poetiche e spesso ironiche, Doisneau ci invita a osservare il mondo con occhi curiosi e sensibili, trovando bellezza anche nei gesti più semplici. La mostra al Museo del Genio è un’occasione per riscoprire un maestro della fotografia: con il suo sguardo “laterale”, mai invadente, osserva Parigi e i suoi abitanti con discrezione, cogliendo attimi quotidiani senza forzarli. Non cerca l’effetto, ma la verità di un momento. Nelle sue immagini prende forma il mondo come avrebbe voluto che fosse: più umano, più gentile, più attento agli altri.
Dietro questa apparente leggerezza si cela una tensione più profonda. Doisneau raccontava di fotografare come in una “battaglia contro l’idea che siamo destinati a scomparire”.
Ogni scatto diventa così un modo per fermare il tempo, per custodire ciò che è fragile e passa in fretta. La fotografia, per lui, è un gesto semplice ma potente: trattenere la vita, anche solo per un istante. Accanto alla vita quotidiana e agli sconosciuti protagonisti della strada, Doisneau ha saputo ritrarre anche alcuni grandi nomi del Novecento, restituendoli con lo stesso sguardo partecipe e umano.
Davanti al suo obiettivo sono passati artisti, intellettuali e icone: da Pablo Picasso ad Alberto Giacometti, da Jean Cocteau a Fernand Lèger e Georges Braque, fino a figure del cinema e della moda come Brigitte Bardot, Elsa Schiaparelli e Juliette Binoche. Anche nei confronti di personalità così celebri, Doisneau non cerca mai la celebrazione retorica: li ritrae nel gesto quotidiano, cogliendone la dimensione più autentica. Ed è proprio questa capacità di trovare verità e poesia nei gesti più semplici che trova la sua espressione più alta nell’immagine destinata a diventare il simbolo stesso di Parigi.
Due parole sul bacio diventato leggenda. Il 9 marzo 1950, durante un reportage commissionato dalla rivista americana Life sugli innamorati parigini, Robert Doisneau si trovava nei pressi dell’Hòtel de Ville. L’obiettivo era raccontare l’amore nella Parigi del dopoguerra: una città che tornava a vivere, a sorridere, a respirare leggerezza.
Tra il via vai dei passanti e i tavolini dei caffè, Doisneau mise in scena un gesto semplice e universale: il bacio di due giovani innamorati: due studenti di teatro, Françoise Bornet e Jacques Carteaud. Non si trattò di uno scatto rubato, ma di una scena ricreata con naturalezza per restituire l’essenza di un momento autentico. La composizione è ordinata e armoniosa: i due protagonisti emergono in primo piano mentre la città, leggermente sfocata, continua a scorrere attorno a loro. Intimità e spazio pubblico si fondono in un equilibrio perfetto.
Pubblicata nel 1950 in piccolo formato all’interno del servizio di Life, la fotografia non divenne immediatamente un’icona. La sua consacrazione arrivò soprattutto dagli anni Settanta, quando la demolizione delle Halles segnò simbolicamente la fine di un’epoca e le immagini della Parigi del dopoguerra acquistarono un valore nuovo, quasi nostalgico. Le Baiser de l’Hòtel de Ville iniziò allora a essere riprodotto in poster, cartoline e libri, trasformandosi in una delle fotografie più riconoscibili del Novecento e nel simbolo stesso della “Parigi dell’amore”.
Negli anni Novanta l’immagine fu al centro di una complessa vicenda giudiziaria legata ai diritti dei soggetti ritratti, un caso che contribuì a definire in modo più chiaro il rapporto tra fotografia, notorietà pubblica e diritto all’immagine. Anche questa pagina della sua storia ha finito per rafforzarne il mito, consolidando definitivamente il Bacio come icona globale della fotografia.
Arthemisia propone questo affascinante viaggio tra gli scatti di Robert Doisneau in un anno speciale per la storia della fotografia: era infatti il 1826 quando Joseph Nicèphore Nièpce realizza la prima fotografia della storia, nota come ‘Vista dalla finestra a Le Gras’. Oggi si ricordano quindi i 200 anni dalla nascita della fotografia come mezzo espressivo e documentario. In questo contesto, l’esposizione offre l’opportunità di riscoprire la visione di un maestro che ha saputo trasformare il quotidiano in poesia visiva, dimostrando quanto la fotografia possa catturare emozioni universali e raccontare storie senza tempo. Attraverso i suoi scatti, il pubblico potrà apprezzare il ruolo centrale della fotografia nel raccontare la società e nello stimolare curiosità e riflessione artistica.
La mostra si inserisce inoltre nelle celebrazioni del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, sancito il 30 gennaio 1956 come simbolo di amicizia, cooperazione e valori comuni all’interno del contesto europeo. Un legame che, rinnovato e consolidato nel tempo, testimonia come le due città abbiano condiviso progetti culturali, scambi artistici e iniziative pubbliche, promuovendo il dialogo e la collaborazione tra le comunità. In questo scenario, l’esposizione di Doisneau diventa un’occasione privilegiata per rafforzare ancora una volta la connessione culturale tra le due capitali.
“Dopo il successo ottenuto dalla mostra di Vivian Maier, con la quale con Arthemisia abbiamo riaperto al pubblico il Museo del Genio, la scelta di dedicare una monografica al fotografo francese Robert Doisneau risponde a una precisa volontà progettuale: desideriamo, infatti, da un lato onorare il bicentenario della nascita della fotografia, dall’altro celebrare il 70esimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi – afferma Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, main partner del progetto -. L’opera di Doisneau testimonia perfettamente come oggi la fotografia non sia più una forma espressiva subordinata alla pittura, ma sia diventata un linguaggio artistico a pieno titolo, che interroga il reale, il dolore e la bellezza con assoluta dignità e autorevolezza. Utilizzando un approccio mai invasivo e spesso venato di sottile ironia, Doisneau ci sprona a cercare l’armonia nella vita quotidiana di Parigi, attraverso uno sguardo “laterale”, discreto, che non forza mai la realtà ma ne attende la verità spontanea. Nelle sue foto emerge un mondo ideale: più benevolo, più empatico, profondamente umano”.
Le fa eco il Professor Emmanuele F. M. Emanuele, mecenate e filantropo: “Robert Doisneau è considerato uno dei padri fondatori del fotogiornalismo di strada o Street Photography, che annovera personaggi di fama mondiale quali Henri Cartier-Bresson, ma anche talentuosi esponenti come, ad esempio, Curtis Bill Pepper e suo figlio John R. Pepper, ai quali ho dedicato in passato più di una mostra antologica di successo. Tornando a Doisneau, egli incarna l’evoluzione della “fotografia umanista” in arte autonoma, nobilitando la quotidianità attraverso un linguaggio visivo poetico ed emotivo. Si tratta di altro rispetto alla mera cronaca: è una narrazione d’autore che predilige l’ironia e la tenerezza, catturando quell’infinitamente piccolo che definisce l’esperienza umana. Attraverso il suo linguaggio autorevole, Doisneau trasforma la quotidianità urbana in un racconto senza tempo, confermandosi un pilastro imprescindibile di quel percorso che ha nobilitato l’immagine fotografica durante il Novecento”.
L’esposizione vede come mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale e Atac e radio partner Dimensione Suono Soft.

– foto fornita da ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, crediti: Marco Nardo –
(ITALPRESS).

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La Voce Pavese – Vent’anni di Kore, cresce l’impegno contro la violenza di genere

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La cooperativa Kore di Vigevano celebra vent’anni di attività nella lotta contro la violenza di genere con una serie di iniziative dedicate alle famiglie e alla comunità. L’associazione benemerita, che da due decenni sostiene e accompagna le donne vittime di violenza, ha annunciato nuovi progetti formativi e uno spettacolo solidale alla Cavallerizza, realizzati con il supporto del Comune di Vigevano, del Rotary Club Vigevano Castello, di Astrolabio e di Spazio Danza.

A tracciare il bilancio di questi anni è stata la presidente della cooperativa, Nicla Spezzati, che ha ricordato come dal 2006 a oggi Kore abbia incontrato quasi 1.800 donne, di cui circa 300 soltanto nell’ultimo anno. Un dato che evidenzia la crescita del fenomeno: nel 2025 gli interventi sono aumentati del 50 per cento rispetto ai 200 registrati nel 2024.

Secondo Spezzati, negli ultimi tempi si registra anche un incremento delle richieste di aiuto da parte delle ragazze tra i 14 e i 18 anni. Proprio per questo l’associazione ha deciso di rafforzare il lavoro con le famiglie, convinta che la prevenzione passi anche da un dialogo più consapevole tra genitori e figli. Tra i temi affrontati anche quello della violenza sulle donne con disabilità, una realtà ancora poco raccontata ma che richiede attenzione e strumenti adeguati.

Per questo dal 14 marzo prenderà il via una “scuola per genitori”, con incontri dedicati alle famiglie di bambini da zero a dieci anni, il lunedì dalle 18 alle 19.30, e ai genitori di adolescenti il sabato dalle 10.30 alle 12. I corsi sono gratuiti ma richiedono l’iscrizione via mail alla cooperativa. Agli incontri parteciperanno la stessa Nicla Spezzati insieme alla psicologa Federica Pusineri, all’educatrice Manuela Chiesa e all’assistente sociale Alessandra Bontempelli, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per comprendere meglio i figli e prevenire situazioni di disagio.

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Le celebrazioni per il ventennale culmineranno sabato 11 aprile alle 21 alla Cavallerizza con lo spettacolo “Ragazze”, un evento tra musica, parole e danza dedicato alle donne di ogni epoca e provenienza. Il biglietto costerà 10 euro e l’intero ricavato sarà devoluto alle attività della cooperativa.

La serata sarà presentata dalla conduttrice radiofonica Barbara Sala. Le coreografie saranno curate da Spazio Danza con la direzione artistica di Vanessa Righini e Roberta Canazza, mentre Astrolabio proporrà le letture introdotte da Maria Teresa Bocca e Francesca Rifici.

Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa e l’assessora Nunziata Alessandrino per il Comune, Nicla Spezzati e Manuela Chiesa per la cooperativa Kore, il vicepresidente del Rotary Vigevano Castello Luigi Ottobrini, Paola Zatti per Spazio Danza e Salvatore Poleo per Astrolabio. Un appuntamento che ha ribadito il valore di una rete di istituzioni e associazioni unite per contrastare la violenza di genere e promuovere una cultura del rispetto.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

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Intesa Sanpaolo partecipa al viaggio della Fiamma Paralimpica

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VENEZIA (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo, Banking Premium Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, partecipa anche al viaggio della Fiamma Paralimpica attraverso il coinvolgimento come Tedofori di una ragazza e un ragazzo assistiti da due enti del terzo settore con cui collabora a progetti di inclusione sociale: durante il percorso a Venezia si alterneranno nel portare la Fiamma il Chief Social Impact Officer della Banca Paolo Bonassi, per la Fondazione Dynamo Camp, Sofia Brunati, atleta paralimpica di scherma e volontaria con Vito Nigro, Direttore Attività e Programmi e per la Fondazione TOG, Tommaso con la Segretaria Generale Antonia Madella Noja
La Fiamma Paralimpica è stata accesa il 24 febbraio a Stoke Mandeville (Regno Unito), e dopo essere arrivata a Torino è partita per un viaggio di undici giorni attraverso l’Italia verso i Giochi Paralimpici Invernali che si svolgeranno dal 6 al 15 marzo 2026. Sono circa 250 le persone del Gruppo, tra cui membri del top management, che hanno preso parte anche al percorso della Fiamma Olimpica iniziato a Roma lo scorso 6 dicembre.
Il sostegno e tutte le iniziative di Intesa Sanpaolo messe in campo per Milano Cortina 2026 riflettono i valori che guidano quotidianamente il Gruppo: inclusione, sostenibilità, solidarietà e rispetto delle diversità. L’attenzione alle persone, al loro benessere e alle singole specificità, rappresenta un pilastro identitario dell’azienda, che si concretizza in pratiche quotidiane, cultura condivisa e azioni tangibili. Oltre alla visibilità dell’evento, l’impegno rafforza il legame con il territorio e promuove l’identità e l’eccellenza italiana nel mondo.
Il Gruppo guidato da Carlo Messina collabora da tempo tramite Intesa Sanpaolo per il Sociale con Fondazione TOG nell’area progettuale TOG Lavoro, che accompagna i ragazzi con disabilità neurologica complessa nella transizione verso la vita adulta: attraverso workshop, tirocini formativi e attività pratiche, il progetto favorisce lo sviluppo di competenze professionali e l’autonomia, promuovendo inclusione sociale e partecipazione attiva; con Fondazione Dynamo Camp, il Gruppo sostiene il primo Camp di Terapia Ricreativa in Italia, che offre gratuitamente periodi di vacanza e svago a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità, garantendo percorsi di terapia ricreativa con staff formato e assistenza medica qualificata, contribuendo al diritto alla felicità di bambini e famiglie.
Il Gruppo è impegnato a garantire un ambiente di lavoro inclusivo, con oltre 70 Disability Manager distribuiti su tutto il territorio, formati in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che promuovono accomodamenti ragionevoli e valorizzano le competenze di tutti.
L’impegno si estende attraverso programmi aziendali strutturati di Diversity, Equity & Inclusion e con la diffusione di un linguaggio inclusivo grazie al documento “Parole di Tutto Rispetto”. L’attenzione della Banca è rivolta anche esternamente con progetti sull’accessibilità fisica e digitale di filiali, sportelli bancomat e sito web, oltre alla diffusione di una cultura del linguaggio inclusivo grazie al glossario “Le Parole Giuste – Media e persone con disabilità” disponibile sul sito del Gruppo. Inoltre, in occasione dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Intesa Sanpaolo ha realizzato un video, pubblicato sul sito internet di Gruppo, che vuole sensibilizzare sull’importanza del linguaggio quando si parla di sport e diversità attraverso esempi. Il video è realizzato sulla base delle linee guida sviluppate internamente negli anni.
Intesa Sanpaolo considera lo sport uno strumento fondamentale di crescita, educazione e coesione sociale. Valorizzare il talento e il potenziale di ogni persona significa contribuire alla costruzione di una società più inclusiva. Per questo la Banca sostiene progetti che promuovono l’accesso allo sport e ne rafforzano la dimensione sociale, con particolare attenzione alle persone con disabilità.
Tra le iniziative principali.
Trofeo della Mole 2.0: storico torneo di tennis in carrozzina ed evento internazionale di eccellenza; Special Olympics World Winter Games Turin 2025: nel 2025 Intesa Sanpaolo è stata Presenting Partner; Insuperabili Women e Scuole Calcio Insuperabili: dedicate a giovani atleti con disabilità; Campioni di Vita: percorso itinerante con incontri tra giovani e campioni paralimpici; Wheelchair Tennis: esibizione e prova di tennis in carrozzina alla Inalpi Arena durante le Nitto ATP Finals, in collaborazione con la Federazione Italiana Tennis e Padel;
Calcio Champagne: progetto di Olmoponte Santa Firmina per ragazzi con disabilità cognitive.
Le attività culturali del Gruppo, tramite Le Gallerie d’Italia e il Museo del Risparmio, sono progettate per essere accessibili e realizzate in collaborazione con realtà come Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e Ente Nazionale Sordi.
Attraverso Intesa Sanpaolo per il Sociale, il Fondo di Beneficenza, la Fondazione Intesa Sanpaolo Ente Filantropico e partnership con enti del Terzo Settore – tra cui Fondazione TOG, Dynamo Camp, Cometa e Centro HPL – il Gruppo sostiene progetti educativi, di inclusione sociale e occupazionale.
Anche l’Intesa Sanpaolo Innovation Center promuove un approccio di “inclusive innovation”, coinvolgendo persone con disabilità nei propri laboratori per sviluppare soluzioni accessibili “by design” in neuroscienze, intelligenza artificiale e robotica.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).

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Tg News 4/3/2026

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ROMA (ITALPRESS) – Israele lancia la decima ondata di attacchi su Teheran – 007 italiani: cresce rischio terrorismo con escalation in Iran – L’ultimo saluto a Domenico, a Nola anche la premier Meloni – Tram deragliato a Milano, la pista dell’errore umano – Scossa di terremoto avvertita a Catania, Messina, Siracusa – Sì del Senato al ddl antisemitismo – Gli italiani spendono più di 5 miliardi per le cure fuori regione – Anas premiata a Sanremo per lo sviluppo della mobilità e la sicurezza stradale – Previsioni 3B Meteo 5 Marzo.

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