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Economia

Generali, nel 2025 utile netto a 4,3 miliardi. Donnet “Risultati record nel primo anno del piano strategico”

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MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Generali, riunitosi sotto la presidenza di Andrea Sironi, ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio della Capogruppo relativi al 2025. I premi lordi sono in aumento a 98,1 miliardi (+3,6%), grazie allo sviluppo significativo di entrambi i segmenti, Vita e Danni. La raccolta netta Vita è in forte crescita a 13,5 miliardi, quasi interamente concentrata nelle linee puro rischio e malattia, prodotti ibridi e unit-linked, in linea con la strategia del Gruppo. Il risultato operativo raggiunge il livello record di 8.004 milioni (+9,7%), grazie al contributo positivo di tutti i segmenti di business. In particolare, il risultato operativo del segmento Vita è in crescita a 4.154 milioni (+4,3%) e il New Business Value aumenta a 3.147 milioni (+ 6,2%).

Il risultato operativo del segmento Danni è in forte aumento a 3.663 milioni (+20,0%), con il Combined Ratio in miglioramento a 92,6% (-1,4 p.p.). Il Combined Ratio non attualizzato continua il suo sviluppo molto positivo a 94,3% (-1,6 p.p.): tale andamento ha beneficiato inoltre di una minore sinistralità corrente non attualizzata e di un minor impatto dei sinistri catastrofali, in parte compensati dallo sviluppo delle generazioni precedenti. Il risultato operativo del segmento Asset & Wealth Management è pari a 1.194 milioni (+1,5%), guidato in particolare dal risultato dell’Asset Management che aumenta a 662 milioni (+7,5%). Il risultato operativo del segmento Holding e altre attività è pari a -610 milioni (-536 milioni FY2024). L’utile netto normalizzato raggiunge il record di 4.315 milioni (3.769 milioni FY2024), in crescita del 14,5% grazie all’ottima diversificazione delle fonti di utile del Gruppo. Il risultato netto cresce del 12,0% a 4.172 milioni (3.724 milioni FY2024), supportato dalla performance di business nel periodo.

Il patrimonio netto di Gruppo aumenta a 32,1 miliardi (+5,5%), per effetto del risultato del periodo e dell’emissione del prestito obbligazionario perpetuo Restricted Tier 1, classificato come strumento di capitale per 500 milioni, parzialmente compensati dalla contabilizzazione del dividendo 2025, dall’acquisto di azioni proprie riferito ai piani di incentivazione di Gruppo e dal buyback strategico per € 500 milioni. Il Contractual Service Margin (CSM) è in crescita del 10,8% a 34,6 miliardi (31,2 miliardi FY2024). Gli Asset Under Management (AUM) complessivi del Gruppo crescono significativamente a 900 miliardi (+4,3% FY2024) con gli AUM di parti terze che raggiungono il livello record di € 384 miliardi, di cui 273 miliardi sono asset gestiti dalle società di Asset Management. Il Gruppo conferma la sua posizione patrimoniale estremamente solida, con il Solvency Ratio al 219% (210% FY2024), grazie alla forte generazione normalizzata di capitale.

DONNET “RISULTATI RECORD IN PRIMO ANNO PIANO STRATEGICO”

“I risultati record raggiunti nel 2025 concludono con successo il primo anno del nostro piano strategico ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’ e confermano la continua creazione di valore per tutti i nostri stakeholder. In un contesto ancora caratterizzato da grande incertezza, abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro ruolo di autentico Partner di Vita per tutti i clienti, offrendo loro protezione, serenità e stabilità. L’attenzione all’eccellenza nelle competenze core si riflette nell’ottima performance del Danni, grazie a un’elevata redditività tecnica, e nella più alta raccolta netta Vita a livello europeo, a dimostrazione della leadership di Generali in questo segmento e dell’alta qualità della nuova produzione. Anche l’Asset & Wealth Management ha rafforzato la propria crescita, con solidi flussi netti”. Lo ha detto il Group CEO di Generali, Philippe Donnet, commentando i risultati del 2025.

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“Stiamo inoltre accelerando la trasformazione del modello operativo di Gruppo attraverso l’ampia adozione dell’AI, della digitalizzazione e dell’automazione, e siamo molto soddisfatti dell’ottimo avanzamento verso i nostri ambiziosi target di sostenibilità – ha aggiunto -. Grazie a questi eccellenti risultati e alla posizione patrimoniale estremamente solida, e in linea con il chiaro impegno a garantire ai nostri azionisti rendimenti sempre più alti, proponiamo ancora una volta un dividendo per azione in aumento e il lancio del buyback da 500 milioni di euro per il 2026. Le nostre persone restano l’elemento fondamentale dietro al successo del Gruppo, e desidero pertanto ringraziare sinceramente tutti i colleghi e gli agenti per questo straordinario avvio del piano strategico”.

– Foto xm4/Italpress –

(ITALPRESS).

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Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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Ex Ilva, Urso “Lavoriamo a piano per Taranto, a settembre tavolo a Chigi”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Non possiamo fare altro che prenderne atto, adeguando le procedure della gara internazionale in atto e lavorando da subito, come indicato dal presidente del Consiglio, a un piano straordinario per Taranto. In settembre si riunirà il Tavolo di Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Mantovano”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a IlSussidiario nell’ambito del Meeting di Rimini. “I commissari hanno doverosamente fatto tutti gli atti necessari per salvaguardare il patrimonio aziendale, compreso il ricorso in Cassazione, ma nel contempo devono adempiere al decreto della Corte d’Appello, che impone la chiusura dell’area a caldo entro fine ottobre, con un impatto immediato sull’azienda e sull’indotto – spiega -. Per questo, in molti l’hanno definita una bomba sociale e produttiva”.
Per le imprese, inoltre, “si sta valutando di estendere anche al resto del Centro-Nord le modalità di accelerazione autorizzatoria oggi previste nella Zes unica, perchè è una delle principali richieste delle imprese per realizzare gli investimenti in tempi congrui e certi. Non sarà possibile, invece, estendere indistintamente gli stessi livelli di incentivazione previsti per le aree più svantaggiate, proprio al fine di ridurre il divario interno. Non lo consentono le regole europee sugli aiuti di Stato”, precisa.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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