Cronaca
Salute delle persone rifugiate, celebrati a Roma i vent’anni del Centro SaMiFo
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3 ore fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuto oggi, presso le Corsie Sistine di Borgo Santo Spirito 2, l’evento “Pratiche, saperi e politiche per la tutela della salute delle persone rifugiate”, organizzato in occasione del ventennale del Centro SaMiFo – Salute Migranti Forzati, diretto da Giancarlo Santone.
La giornata, articolata in tavole rotonde e momenti di testimonianza, è stata un’occasione per mettere in dialogo pratiche e politiche, valorizzando il lavoro costruito in questi anni e rafforzando reti e collaborazioni. La mattinata – introdotta dal giornalista e conduttore televisivo, Riccardo Iacona – si è aperta con la proiezione del video emozionale “20 anni di storia”, che ha evidenziato tutte le importanti attività svolte dal Centro SaMiFo dalla sua nascita ad oggi, e dalla toccante testimonianza della suora congolese, Pierrette. “Quando entrai per la prima volta nell’ambulatorio SaMiFo di Via Luzzatti pensavo a morire tutti i giorni. Mi hanno fatto capire che potevo affidarmi e fidarmi di loro, mi hanno protetta e curata. Giorno dopo giorno hanno abbattuto il muro di paura e di dolore che mi sovrastava, quel mondo che mi aveva cancellata come persona. Il Samifo è diventata la mia vera casa, mi ha permesso di pensare di avere ancora una vita, la mia vita”.
L’evento ha poi visto gli interventi di Elisa Gullino, Direttore Distretto 1 ASL Roma 1, di Padre Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli, e di Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale. “SaMiFo – sostiene l’assessora Funari – rappresenta un’esperienza virtuosa nei servizi di integrazione socio sanitaria, ma anche una ‘visionè della città che vogliamo costruire insieme per la sua storia di impegno nell’accoglienza, nella cura e nell’ascolto dei nuovi cittadini. Vent’anni di attività rappresentano un traguardo importante e la testimonianza della qualità del lavoro svolto. Roma Capitale rinnova il suo impegno a fianco di SaMiFo, un presidio straordinario da valorizzare e sostenere ogni giorno”.
“Il Centro SaMiFo – ha dichiarato Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale della ASL Roma 1 – rappresenta un’eccellenza non solo per la ASL Roma 1, ma per l’intero sistema sanitario nazionale, incarnando perfettamente il concetto di sanità di prossimità e di accoglienza. In questi vent’anni, questa struttura è stata capace di trasformare la complessità dei flussi migratori in un modello di cura integrato, dove la competenza clinica si sposa con la profonda umanità e il rispetto dei diritti fondamentali. Celebrare questo anniversario significa per noi ribadire l’impegno costante nel garantire l’equità nell’accesso alle cure: dare una risposta corale, insieme con gli altri soggetti presenti qui oggi e che colgo l’occasione di ringraziare, per innovare i percorsi sociosanitari e costruire una forte rete territoriale solidale”.
Successivamente, il Direttore del Centro SaMiFo – Salute Migranti Forzati, Giancarlo Santone, ha ripercorso con grande emozione i vent’anni del Centro SaMiFo, a cui ha dedicato anche una monografia. “I vent’anni del SaMiFo sono un traguardo incredibile, nessuno ci avrebbe scommesso ma oggi siamo diventati un punto di riferimenti per l’accoglienza, la cura e l’inclusione sociosanitaria dei migranti. Non lo dico io ma le tante analisi e approfondimenti scritti su di noi, come l’articolo del The Guardian di un anno fa che ci definì come “un centro unico in Europa e forse nel mondo”. Questo è merito delle tante iniziative messe un atto, che oltre all’assistenza socio-sanitaria si sono incentrate sulla formazione, l’advocacy e la prevenzione, finanche le reti e i gruppi di lavoro che abbiamo contribuito a far nascere su diversi temi come tortura, mutilazioni genitali e tanto altro. Se dovessi scattare una fotografia di questi vent’anni di lavoro riassunti nel libro? Dovrei fare un film (sorride ndr), ma sicuramente la mediazione linguistico culturale, la multidisciplinarietà dei nostri interventi, la professionalità messa in campo dagli operatori e la capacità di muoverci fra rigorosità scientifica e umanità sono gli aspetti che ci lasciano più soddisfatti”.
Il filo comune del lavoro del SaMiFo è stato il territorio, vero cuore pulsante delle iniziative del Centro: “Abbiamo capito sin dagli inizi che se volevamo incidere nella struttura sociale dovevamo programmare interventi sul territorio e di prossimità, sia medica che sociale. Oltre alle strutture di accoglienza, siamo in giro per i territori, nelle strade, con il progetto della ASL in Camper, con cui agganciamo le persone, le orientiamo e le accogliamo presso i servizi sanitari del territorio. Non ci accontentiamo e ci spingeremo sempre più nel profondo del tessuto sociale, ma oggi possiamo riguardare a questi vent’anni con orgoglio”.
All’evento erano presenti, tra gli altri, Raffaele Bucciardini, Direttore Centro Nazionale per la Salute Globale Ministero della Salute; Emanuele Caredda, Dipartimento della prevenzione, Ricerca e Emergenze Sanitarie INMP; Maria Giuseppina Lecce, Direzione UOC integrazione sociosanitaria per l’equità nella salute Regione Emilia Romagna; Rosa Costantino, Coordinatrice per la salute dei migranti; Mariella De Santis, Direzione Centrale Politiche Migratorie – Autorità FAMI – Ministero dell’Interno; Camilla Orlandi, Responsabile Dipartimento Politiche per l’integrazione e l’accoglienza gestione immigrazione ANCI; Chiara Pelaia, Community-based Protection Associate UNHCR; Roberto Petrillo, Senior policy and advocacy expert UNICEF ECARO; Giustino Trincia, Direttore Caritas Diocesana di Roma; Papia Aktar, Portavoce Gris Lazio; Elisabetta Melandri, Presidente CIES e Roberta Rughetti, Direttrice Generale Amref Health Africa in Italy, che ha sottolineato ‘Vent’anni di Centro SaMiFo non sono soltanto un anniversario – sono la prova vivente che un’altra sanità è possibile. Una sanità che sceglie di guardare le persone, non le categorie. Che riconosce la complessità dei percorsi di vita senza ridurli a una diagnosi o a una pratica burocratica. Quello che lega il Samifo ad Amref – organizzazione sanitaria africana, nata in Africa nel 1957, guidata dall’Africa – è una storia di collaborazione e fiducia, che affonda le radici nel tempo, dal protocollo del 2016. Da quel momento abbiamo iniziato a collaborare sulla salute materna, sulla salute mentale e sulle disuguaglianze in salute. Ma è con il lavoro per la prevenzione e il contrasto delle mutilazioni genitali femminili, che ha visto anche la firma del Protocollo d’Intesa che ha dato vita alla Rete Romana MGF, che il nostro rapporto è diventato più ‘maturò e ambizioso. Tra le ambizioni ricordo quella di porre fine alle mutilazioni genitali femminili. Stiamo camminando insieme in questo percorso di cambiamentò.
Nel corso dell’evento, il confronto tra i diversi attori coinvolti ha permesso di valorizzare le buone pratiche sviluppate in questi vent’anni di attività e di rafforzare le reti di collaborazione, nella consapevolezza che la salute delle persone migranti richiede approcci integrati e risposte condivise. L’iniziativa ha rappresentato, dunque, un’importante occasione per mettere in dialogo pratiche e politiche, condividere saperi e guardare alle sfide future, a partire dall’esperienza concreta maturata dal SaMiFo.
A completare il programma anche due iniziative speciali: la sfilata con abiti ricamati, accessori e gioielli sostenibili realizzati da rifugiate e rifugiati nell’ambito delle attività laboratoriali del progetto europeo LG NET3, che ha concluso il percorso formativo dedicato ai migranti per trasmettere loro competenza nel campo dell’alta sartoria, del design e della creazione di abiti su misura, e il concerto che chiuderà l’iniziativa della CIP Orkestra, ensemble musicale nato a Roma all’interno del centro sociale CIP Alessandrino e diretto dal maestro Antonio Pappadà, noto nell’ambito della musica popolare mediterranea a Roma.
Diversi gli stand presenti in sala, presso quello della ASL Roma 1, è stato possibile, tra l’altro, sperimentare una simulazione immersiva di una prima visita psichiatrica/psicologica con una vittima di tortura, utilizzando la realtà aumentata e il metaverso.
– foto ufficio stampa ASL Roma 1 –
(ITALPRESS).
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Cronaca
La Voce Pavese – Paura a Vigevano, spara ai vicini e si barrica con un fucile, fermato dopo l’irruzione della polizia
Pubblicato
52 secondi fa-
21 Aprile 2026di
Redazione
Paura nel primo pomeriggio di ieri in via Gravellona a Vigevano, dove un uomo di 50 anni ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco all’interno di un’abitazione, ferendo il proprietario di casa, 75 anni, e la sua badante di 63. Entrambi sono stati soccorsi e non risultano in pericolo di vita.
Dopo gli spari, l’uomo si è barricato nel cortile dell’abitazione impugnando un fucile a canne mozze carico. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri, con la strada chiusa per consentire le operazioni di sicurezza. In un primo momento si è tentata la via del dialogo con l’intervento di un negoziatore, ma senza esito.
La situazione si è sbloccata poco prima delle 20.30, quando è stato deciso l’intervento delle Unità operative di primo intervento della Polizia di Stato. Gli agenti hanno fatto irruzione utilizzando una granata stordente e poi il taser, riuscendo a neutralizzare e bloccare l’uomo, che avrebbe manifestato intenti suicidi.
Si tratta di un muratore di origine albanese, già arrestato nel giugno 2024 per un precedente tentato omicidio ai danni dello stesso vicino di casa. Ora si trova in Commissariato a Vigevano, mentre proseguono gli accertamenti degli investigatori per chiarire con precisione la dinamica e il movente dell’accaduto.
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Cronaca
MedOr e Luiss incontrano il presidente Ruto, Kenya strategico per il futuro
Pubblicato
31 minuti fa-
21 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Un Paese di oltre 55 milioni di abitanti con un Pil in crescita e uno dei mercati africani più interessanti per l’Italia. E’ il Kenya, che in questi giorni ha visto i suoi massimi esponenti istituzionali, William Samoei Ruto, presidente della Repubblica del Kenya, e il Primo Ministro e ministro degli Affari Esteri e della Diaspora, Musalia Mudavadi, in visita a Roma. Una due giorni iniziata con l’incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; con la premier, Giorgia Meloni; un Business Forum e proseguita oggi nell’incontro “Kenya: un grande Paese che guarda al futuro”, organizzato dalla MedOr Italian Foundation e dalla Luiss. “Il Kenya è una nazione dinamica e lungimirante ed è al centro della trasformazione dell’Africa, ha una posizione strategica come crocevia delle rotte internazionali, con oltre 55 milioni di abitanti, prevalentemente giovani e istruiti, sta tracciando un percorso verso il futuro ancorato alla resilienza e alle riforme – ha detto il presidente Ruto nel corso dell’incontro -. Abbiamo trasformato il Kenya nella sesta economia dell’Africa, abbiamo ripristinato la fiducia degli investitori, abbiamo fatto passi significativi verso la copertura sanitaria universale, il Kenya è una democrazia. Eppure la nostra più grande forza risiede nelle persone, ovunque sorge una opportunità i kenioti si levano per coglierla”.
“Stiamo attraversando un periodo in cui molte delle certezze dell’ordine globale che abbiamo avuto per decenni stanno vacillando, il conflitto è tornato al centro degli affari internazionali, dall’Ucraina al Medio Oriente, le rotte commerciali hanno assunto un rinnovato significato strategico, la sicurezza non è più limitata ai confini territoriali ma si estende al cyberspazio così come alla sicurezza energetica. Le pressioni climatiche non sono più delle proiezioni – ha aggiunto Ruto – ma una realtà per milioni di persone nel mondo. In un mondo così instabile ci dobbiamo chiedere cosa definisce uno Stato capace? Credo ci si debba basare su reattività, collaborazione, innovazione, resilienza e ambizione. Senza lavoro e opportunità avremo rischi di instabilità, l’industrializzazione rimane il percorso migliore per creare una economia resiliente e, se agiremo correttamente, i giovani africani non saranno un peso per il sistema ma uno dei più grandi motori di crescita e innovazione”. “Entro il 2050 – ha spiegato – una persona su quattro vivrà in Africa, questa è una realtà per la crescita economica e la domanda non è solo se l’Africa plasmerà il futuro, ma se lo costruiremo insieme”.
Il presidente della Fondazione MedOr, Marco Minniti, ha ricordato come la visita in Italia sia stata “un grande successo” per le relazioni dei nostri Paesi e si è confermata una “solida amicizia. In questo momento Dio solo da quanto c’è bisogno di alleanze strategiche perchè viviamo in un mondo caratterizzato da una radicale incertezza che deriva dal fatto che il vecchio ordine mondiale è finito per sempre. Abbiamo la guerra in Ucraina, in Medio Oriente, in Iran e, se vogliamo costruire un percorso di pace stabile e duratura che rappresenta una grande sfida per l’umanità, dobbiamo pensare che questo progetto si poggi sull’obiettivo di costruire un nuovo ordine mondiale. La visita di Ruto – ha evidenziato Minniti – coincide con quella in Africa del Santo Padre che ha portato due parole: pace e dignità. Il viaggio del Santo Padre ci dice che, se vogliamo costruire un nuovo ordine mondiale, dobbiamo sapere che senza il sud del mondo non è possibile farlo e l’Africa e il Kenya sono un riferimento importante altissimo. Il Piano Mattei, progetto innovativo e senza precedenti, sta ottenendo grandi risultati che vogliamo implementare. Sogno che il Piano Mattei diventi il Piano dell’intera Europa perchè è tutta Europa che deve guardate all’Africa. L’Africa mette a disposizione le materie prime e l’Ue le tecnologie e le risorse per lo sviluppo, ciò può consentire l’inizio di un nuovo ordine mondiale”.
Infine, Minniti ha sottolineato come, a suo dire, l’immigrazione “non è una emergenza, le migrazioni sono un dato strutturale del pianeta, le abbiamo avute in passato, le abbiamo oggi e le avremo in futuro; quello che possiamo fare è governare i flussi migratori creando canali legali. Inoltre, la gioventù africana sta collaborando sempre di più all’idea che deve formarsi, in Kenya le nuove generazioni sono molto formate, tra le più formate dell’intero sud del mondo. Questa è la partita che dobbiamo giocarci. Inoltre, abbiamo bisogno di sviluppare una visione più complessiva degli equilibri del pianeta, in Africa ci sono tensioni e possono formarsi delle destabilizzazioni, è interesse di tutti evitare che l’Africa possa essere destabilizzata, dobbiamo comprendere che in una fase della storia del mondo dove sembra dominare l’incertezza, abbiamo di fronte la collocazione strategica di ogni singolo Paese. Italia e Kenya sono due paesi gemelli perchè l’Italia è punto di congiunzione tra Occidente e sud e il Kenya è cruciale per gli equilibri dell’Africa. Questo è la garanzia del nostro presente e del nostro futuro”.
Secondo Gaetano Quagliariello, Dean Luiss School of Government, siamo in “una fase di profonda ridefinizione nei rapporti tra Italia e Africa. La sua presenza è la testimonianza di un cambio di paradigma dove l’Africa non è più il continente del futuro ma è protagonista del presente e il Kenya è uno dei motori più dinamici. Il 10 dicembre abbiamo sottoscritto presso Confindustria un protocollo d’intesa per la cabina di regia per la formazione nel Piano Mattei – ha aggiunto -. Questo organismo non è solo un tavolo di consultazione ma una struttura strategica volta a coordinare le attività di formazione per far sì che la formazione professionale diventi un pilastro per autonomia e sviluppo. Il Kenya si conferma un nostro partner e negli anni la Luiss ha avuto il privilegio di formare molti studenti kenioti, questa solida base di alunni non è solo un vanto accademico ma anche una prospettiva concreta per il futuro; è attraverso loro che le eccellenze incontrano le sfide dei mercati emergenti. Per noi la formazione è l’infrastruttura più preziosa che si possa costruire, senza una classe dirigente formata non può esserci una economia solida”.
– foto xb1/Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
A EuroCucina Beko punta su AI, design e sostenibilità
Pubblicato
31 minuti fa-
21 Aprile 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Dalla refrigerazione basata sull’intelligenza artificiale alla conservazione intelligente degli alimenti, fino all’integrazione degli elettrodomestici da incasso. Queste alcune delle proposte presentate da Beko a EuroCucina 2026, incentrate su tecnologia, design e sostenibilità.
L’azienda struttura la sua presenza attraverso quattro marchi principali – Whirlpool, Beko, Hotpoint Ariston e Bauknecht – che condividono una base industriale comune ma si differenziano per posizionamento e offerta. Sono presenti soluzioni legate alla refrigerazione, alla conservazione degli alimenti e agli elettrodomestici da incasso, con un focus sull’integrazione nell’ambiente domestico e sulla semplificazione dell’uso quotidiano.
Per Akin Garzanli, Chief Executive Officer di Beko Europe “la cucina è il cuore della casa, ma anche una delle leve più incisive per guidare il cambiamento. Integrando innovazione, efficienza e durabilità, possiamo trasformare uno spazio quotidiano in un motore di impatto reale: riducendo consumi di energia e acqua, ottimizzando i costi domestici e contribuendo in modo concreto agli obiettivi climatici. A EuroCucina 2026 dimostriamo che il futuro di questo ambiente domestico nasce dall’incontro tra innovazione, design consapevole e cultura. L’incasso rappresenta il contesto in cui questa visione prende concretamente forma e qui abbiamo le nostre ambizioni strategiche più rilevanti, in Europa e a livello globale.”
Tra i sistemi presentati figura HomeWhiz, piattaforma digitale che consente la gestione connessa degli elettrodomestici e il monitoraggio dei consumi domestici, con dati relativi all’utilizzo delle risorse su base giornaliera e periodica.
Per quanto riguarda Whirlpool, l’offerta include elettrodomestici da incasso progettati per integrarsi nell’architettura della cucina. Tra i prodotti esposti, un forno con cavità da 73 litri dotato di tecnologia per la cottura simultanea di più pietanze e un sistema di refrigerazione che utilizza algoritmi per adattare le condizioni interne alle abitudini d’uso.
Beko presenta soluzioni orientate al monitoraggio dei consumi energetici e idrici, tra cui una lavastoviglie da incasso con sistemi per la gestione dell’acqua e dell’energia durante i cicli di lavaggio.
Hotpoint Ariston presenta elettrodomestici progettati per la conservazione degli alimenti e la cottura, con tecnologie che regolano luce, umidità e modalità di preparazione dei cibi. Sono inoltre presenti funzionalità di assistenza connessa per il monitoraggio dello stato degli apparecchi e il supporto tecnico.
Il padiglione espositivo, progettato da MCA – Mario Cucinella Architects, è organizzato come uno spazio continuo che collega le diverse aree dedicate ai marchi. Al suo interno è presente anche un’area dimostrativa dedicata alle tecnologie di cottura, con attività che illustrano il funzionamento dei prodotti.
Durante la manifestazione si è svolto anche un incontro dedicato al ruolo della cucina dal punto di vista culturale, sociale e ambientale; al talk sono intervenuti: Akin Garzanli, CEO di Beko Europe, Massimo Bottura, chef e fondatore di Food for Soul e Mario Cucinella, architetto autore del padiglione Beko.
-news in collaborazione con Beko –
-foto ufficio stampa Beko –
(ITALPRESS).


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