Politica
Caso Minetti, il Quirinale prende atto delle conclusioni della Procura: “Nessuna inconsueta segretezza”
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “L’Autorità Giudiziaria competente – la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano – ha condotto gli accertamenti, richiesti dalla Presidenza della Repubblica e sollecitati dal Ministero della Giustizia, sulla asserita infondatezza delle condizioni che hanno portato alla concessione della grazia alla signora Minetti. La Procura Generale, su presunti fatti raffigurati in notizie di stampa, ha disposto accurate verifiche in ogni direzione necessaria, per il tramite degli organismi di polizia italiani e dell’Interpol, giungendo alla conclusione che essi non corrispondono al vero. Il Presidente della Repubblica, che aveva chiesto pubblicamente al Ministero della Giustizia – che ringrazia per avervi sollecitamente provveduto – di far disporre nuovi accertamenti, ha preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano, in base alle quali non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella Magistratura”. È quanto si legge in una nota del Quirinale, che “ricorda – per corretta e autentica informazione – che, da oltre undici anni, quando una domanda di grazia è accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia, senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia”.
“Per opportuna informazione”, il Colle aggiunge che, “per il decreto di grazia in questione, il Quirinale non si è discostato dai comportamenti abituali, senza alcuna inconsueta segretezza: nella maggior parte dei casi di concessione di grazia non viene emesso comunicato da parte del Quirinale, in ragione della presenza di dati sensibili – malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati – che vanno doverosamente tenuti al riparo da forme di divulgazione”. Inoltre “per offrire un preciso elemento di valutazione, nel mandato presidenziale in corso da oltre quattro anni sono state concesse 42 grazie: per 12 di esse vi è stato un comunicato che le ha rese note, mentre non vi è stato comunicato per 30 casi perché questi coinvolgevano dati sensibili”. La Presidenza della Repubblica “osserva il rispetto del divieto della loro diffusione”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Politica
Via libera definitivo del Senato al consenso informato in ambito scolastico, è legge. Valditara “Tuteliamo i bambini”
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1 ora fa-
4 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Con 78 voti favorevoli e 38 contrari, l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sul consenso in ambito scolastico. Il provvedimento, già stato approvato dalla Camera, è legge.
“Con l’approvazione definitiva di oggi al Senato della legge sul Consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni. In questo applichiamo la Costituzione che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli. Ovviamente pretendiamo che certe teorie siano spiegate da medici, psicologi, professionisti seri”. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “Approfitto anche per chiarire alcuni aspetti che sono stati strumentalizzati. Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia”, prosegue Valditara.
“Non è vero che non si farà l’educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori”, spiega. “Con questa legge proteggiamo la crescita dei più giovani e favoriamo una loro maturazione equilibrata. Ringrazio la maggioranza parlamentare per il grande lavoro fatto a sostegno di una riforma storica”-
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(ITALPRESS).
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L’Italia riceve la nona e penultima rata del Pnrr pari a 12,8 miliardi, Meloni: “Andiamo avanti così”
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3 ore fa-
4 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Ieri l’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea il pagamento della nona e penultima rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro, a seguito della valutazione positiva del 29 aprile scorso connessa al conseguimento dei 50 obiettivi collegati, suddivisi in 34 target e 16 milestone, comprendenti riforme e investimenti strategici per continuare a sostenere la crescita economica e sociale della Nazione. Lo rende noto Palazzo Chigi.
“Il pagamento della penultima rata del PNRR, che porta a 166 miliardi di euro l’ammontare delle risorse ricevute dall’Italia, certifica il conseguimento del 100×100 degli obiettivi programmati nei tempi stabiliti, ossia 416 milestone e target che corrispondono a oltre l’85% della dotazione economica complessiva del Piano italiano e a circa tre quarti degli obiettivi previsti fino alla decima e ultima rata. Come ha giustamente evidenziato, in occasione del recente evento sull’attuazione del PNRR, il Vice DG ECFIN della Commissione europea, Declan Costello, che colgo l’occasione per ringraziare unitamente al DG Céline Gauer per il sempre costruttivo rapporto di collaborazione istituzionale, l’Italia è oggi la Nazione con il miglior tasso di attuazione PNRR d’Europa, fino a diventare un modello virtuoso per gli altri Stati membri superando ogni aspettativa iniziale”, ha detto il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti.
Tra le diverse riforme inserite nella nona rata, l’attuazione del programma GOL e la fondamentale adozione del rapporto finale del Piano di audit, strumento strategico per consolidare e migliorare gli eccellenti risultati raggiunti nella riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni che oggi liquidano i fornitori con tempi medi inferiori a 30 giorni.
Alle riforme si aggiungono numerosi investimenti tra i quali: l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base e l’estensione dei servizi di telemedicina a 300.000 persone, nonché l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie. Inoltre, tra gli investimenti di particolare rilievo si segnalano la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 reti, il rinnovo della flotta del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco con 3.800 nuovi veicoli, l’attuazione del programma GOL con 3 milioni di beneficiari raggiunti, 600.000 formati e il rafforzamento di 326 Centri per l’impiego, il supporto educativo a 44.000 minori nel Mezzogiorno, la digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari, la formazione in competenze digitali di 8.300 volontari tramite le organizzazioni accreditate al Servizio Civile Universale e di 650.000 dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, il riconoscimento del credito di imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività a favore di 4.000 imprese turistiche e la riqualificazione di 100 parchi e giardini storici.
A questi si aggiungono obiettivi intermedi concernenti alcuni investimenti strategici previsti dall’ultima revisione del Piano, tra i quali gli accordi attuativi per la tempestiva attivazione del Fondo Nazionale di Connettività, del Fondo Rotativo Contratti di Filiera, del Fondo destinato agli alloggi per studenti universitari e per la Facility Parco Agri-Solare. Attualmente il Governo Meloni, unitamente a tutti gli Enti e alle Istituzioni preposte, sta lavorando alacremente per il conseguimento degli ultimi obiettivi previsti dal PNRR, connessi alla richiesta di pagamento della decima e ultima rata, oltre che per la gestione efficace della complessa fase di rendicontazione conclusiva del Piano.
MELONI “ANDIAMO AVANTI COSI’”
“L’Italia ha incassato la nona e penultima rata del PNRR: 12,8 miliardi di euro. Un altro risultato concreto che conferma una verità semplice: sull’attuazione del Piano l’Italia è oggi davanti a tutti in Europa. Andiamo avanti così, trasformando risorse in obiettivi raggiunti e risultati concreti per cittadini, imprese e territori”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Politica
Stragi di mafia del 1993, archiviate le accuse nei confronti di Dell’Utri e Berlusconi
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3 ore fa-
4 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Gip del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha archiviato le accuse nei confronti di Marcello dell’Utri, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. Si tratta della sesta archiviazione, dopo trent’anni di indagini.
LE REAZIONI
“Ci sono voluti trent’anni e sei archiviazioni per accertare e confermare la totale estraneità di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri alle stragi di mafia del ’93 a Firenze. Altro che mandanti occulti. Di inquietante e occulto c’è solo l’azione di quella parte di magistratura che ha usato false accuse, che già si smentivano da sole, come una clava politica cercando di riscrivere la storia della nostra democrazia”. Lo dichiara in una nota Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia. “È indegna di questo Paese la lentezza con cui si è arrivati a questa conclusione, e disgustoso l’accanimento con il quale si è cercato di neutralizzare politicamente il fondatore di Forza Italia e il suo partito. Finalmente giustizia è fatta, ma è incredibile che una decisione presa il 15 gennaio diventi pubblica soltanto adesso. Tutto questo dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia fondamentale la nostra battaglia per una giustizia giusta ed efficiente per tutti i cittadini”.
“L’archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri in relazione alle stragi del 1993, per la mancanza di elementi concreti sui presunti contatti o rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi, chiude una delle pagine giudiziarie più vergognose della nostra Repubblica. Ci sono voluti trent’anni per arrivare a una verità che oggi risulta assodata, dopo anni di sospetti, insinuazioni e fango indegnamente gettato contro un leader come Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri”. Così in una nota Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia. “Una vicenda che ha avuto un costo enorme per le persone coinvolte, sul piano umano, politico e reputazionale. Ma non solo, perché enormi sono stati anche i costi sostenuti dalle casse dello Stato, che chiederemo vengano resi noti, per indagini infondate fin dall’inizio”, conclude.
“È la sesta volta che l’assurda inchiesta di Firenze finisce nel nulla. È la sesta volta che viene archiviata, come sempre su richiesta stessa dei Pubblici ministeri. È un risultato che non stupisce, visto che parliamo di un teorema giudiziario e mediatico costruito non con il cemento delle prove, ma con il fango del pregiudizio ideologico. Stupisce, invece – e molto – che il decreto di archiviazione del Tribunale di Firenze risalga a gennaio e che se ne sappia qualcosa soltanto oggi. Viene da chiedersi: se l’esito fosse stato opposto, per leggerlo sui giornali ci sarebbero voluti cinque mesi o sarebbero bastate cinque ore, se non cinque minuti?”. Così Marina Berlusconi, commentando l’archiviazione dell’inchiesta sulle stragi di mafia del 1993. “Resta il fatto che tutto questo accanirsi su una tesi insensata – e cioè che le stragi mafiose del 1993-94 avrebbero avvantaggiato la nascente Forza Italia – ha alimentato trent’anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Ma alla fine ha prodotto soltanto una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali”, prosegue. “La verità storica è totalmente diversa: mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia. Sono stati i governi Berlusconi a rendere stabile il carcere duro per i boss mafiosi, a introdurre il primo Codice antimafia e a istituire l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali”.
“Questi sono i fatti, tanto concreti quanto inconfutabili. Tutto il resto è una vergognosa e illogica mistificazione che, oltre ad aver rappresentato un gravissimo spreco di tempo e risorse per il nostro Paese, ha avvelenato la vita di uno dei suoi protagonisti. Ora che mio padre non c’è più, chi potrà mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? E qualcuno risponderà mai del falso spacciato per vero? La mia speranza, oggi, è che sia davvero l’ultima volta che mi trovo costretta a sollevare pubblicamente queste domande. Di certo, dentro di me, non smetterò mai di pormele. Perché il tempo passa, ma la cicatrice dell’ingiustizia resta per sempre”, continua Marina Berlusconi. “L’incredibile storia dell’inchiesta di Firenze, comunque, mostra una volta di più in quali condizioni si trovi la giustizia italiana, e conferma anche che la sconfitta del referendum di marzo è stata un’immensa occasione perduta per il nostro Paese. Da cittadina che ha visto da vicino fin troppi disastri giudiziari, vorrei che la politica non accantonasse il tema: i nodi da sciogliere sono tanti, a partire dall’assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati. Quella della giustizia resta un’emergenza. La bandiera del garantismo non può e non deve essere ammainata”, conclude.
“Ancora una volta farneticanti accuse nei confronti di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell’Utri in materia di stragi e contatti con la mafia vengono archiviate. Questa volta si tratta dell’inchiesta di Firenze, protrattasi oltre ogni ragionevole limite. Un’inchiesta fondata sul nulla che però ha alimentato anche un filone di letteratura giudiziaria. L’attuale procuratore di Prato, Tescaroli, è stato protagonista di questa inchiesta a Firenze. Più volte abbiamo contestato queste condotte e polemizzato con la forza dei fatti contro questa infondata costruzione mediatico-propagandistica. Che è servita ad alimentare una lettura della storia italiana indirizzata non verso la verità, ma verso tesi di comodo. Facciamo bene quindi in Commissione Antimafia, ad andare avanti per ricercare l’autentica verità sulle stragi mafiose”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia. “L’inchiesta mafia-appalti, l’isolamento che Borsellino viveva all’interno della Procura di Palermo, le ingiuste archiviazioni di inchieste da parte di quella Procura, lo stesso atteggiamento di diffidenza nei confronti di Falcone, che preferì spostarsi a Roma senza mai abbandonare la lotta alla criminalità organizzata”.
“Dobbiamo rivisitare quella storia d’Italia e lo possiamo fare, ancora di più, oggi che letture infondate e false vengono ancora una volta archiviate. Ma chi pagherà per questi errori? Chi pagherà per questo racconto distorto della storia italiana? Quanto sono costate in termini economici e morali queste inchieste? È quello che sosterremo con forza nelle prossime settimane in Commissione antimafia. Dove, del resto, dalla Procura di Caltanissetta sono già arrivati molti elementi di chiarezza e di verità”, conclude Gasparri.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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