Economia
Conad, nel 2025 cresce il fatturato (3,83%). Lusetti “La crescita è basata sulla coesione del sistema”
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2 ore fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Conad ha presentato i risultati del 2025 e le proprie direttrici di sviluppo ai rappresentanti del mondo bancario e finanziario. Il 2025 ha confermato la solidità del modello Conad. Con un fatturato di 21,721 miliardi (+3,83%), una quota di mercato del 14,86% e un patrimonio netto consolidato, Cooperative e Consorzio, di 3,97 miliardi, il sistema Conad ha chiuso l’anno crescendo più del mercato in uno scenario macroeconomico caratterizzato da consumi prudenti e margini sotto pressione.
“Essere la prima insegna della grande distribuzione italiana è un privilegio che comporta una responsabilità: meritare ogni giorno la fiducia di chi ci sceglie”, ha dichiarato Mauro Lusetti, presidente di Conad. “Il 2025 è stato un anno in cui questa responsabilità si è fatta sentire con intensità, in un contesto macroeconomico instabile e con consumi più prudenti. Abbiamo comunque scelto di continuare a investire nell’ammodernamento della rete, nella digitalizzazione, nella sostenibilità e nel brand, nella convinzione che la leadership si costruisca proprio nei momenti più difficili”.
“La forza di Conad è la forza del suo sistema. È questa coesione il vero motore della nostra capacità di crescere in modo sostenibile e la base su cui costruiremo la crescita dei prossimi anni”, ha aggiunto. “Nel 2025 abbiamo dimostrato che crescere in un contesto complesso è possibile, a condizione di avere le idee chiare su dove investire insieme al coraggio di farlo con continuità”, ha affermato Francesco Avanzini, direttore generale di Conad.
“In un mercato a basso tasso di crescita e con un panorama sociodemografico in continua contrazione, Conad è l’insegna italiana con le maggiori opportunità di sviluppo. Continuiamo a rafforzare la quota di mercato nei canali ‘core’ dei supermercati e degli iper, nel frattempo vogliamo sviluppare la specializzazione della rete, l’efficientamento della supply chain e la crescita dell’ecosistema digitale HeyConad. Le sfide che abbiamo davanti richiedono massa critica, investimenti continui e competenze in evoluzione. Siamo determinati ad affrontarle anticipando il cambiamento, perché sappiamo che in un mercato che non aspetta, la vera solidità si misura nella velocità con cui si è pronti a innovare”, ha aggiunto.
Per Matteo Capelli, direttore Amministrazione, Finanza, Controllo e Sistemi Informativi di Conad, “il piano triennale di investimenti da 2,3 miliardi, presentato oggi, conferma la volontà del sistema Conad di competere con maggiore efficacia in un mercato sempre più complesso e in continua evoluzione. Gli investimenti saranno destinati a rafforzare l’efficienza logistica e l’innovazione, sviluppando l’ecosistema digitale. Ma anche ad ampliare la rete di vendita e la ristrutturazione della stessa, puntando su una crescita orientata al valore”.
La rete di vendita Conad conta oltre 3.700 punti vendita compresi i concept store, distribuiti in 20 regioni, 107 province e 1.578 comuni. La prossima sfida si aprirà nel comparto del benessere, con l’apertura dei primi negozi “Benessity”, dedicati al mondo della salute e dell’alimentazione equilibrata.
-Foto ufficio stampa Conad-
(ITALPRESS).
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Economia
IA, Panetta “La trasformazione richiederà alle imprese investimenti ingenti”
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6 ore fa-
2 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva lontana. È già entrata nei processi produttivi, nei servizi, nella ricerca, nella vita quotidiana. E avanza a una velocità che impone a imprese, istituzioni e sistema finanziario di agire con altrettanta rapidità”. Così il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, alla Conferenza organizzata dalla Banca d’Italia e dalla Banca europea per gli investimenti su “La finanza per l’innovazione e l’intelligenza artificiale come leve per lo sviluppo”. Per Panetta “è necessario agire con decisione affinché il progresso tecnologico si traduca in progresso umano”, sottolinea. “Questa trasformazione richiederà alle imprese investimenti ingenti, diversi per natura da quelli tradizionali. Molti saranno immateriali: ricerca, software, dati, competenze, organizzazione. Sono investimenti difficili da valutare dall’esterno, spesso rischiosi, con ritorni incerti e lontani nel tempo. Qui entra in gioco il sistema finanziario. Perché senza una finanza adeguata, l’innovazione resta un’idea; con finanza paziente, capitale di rischio e mercati più profondi, può diventare crescita, occupazione, competitività”, ricorda Panetta.
“L’Italia e l’Europa non partono da zero. Hanno risparmio, ricerca, imprese, competenze. Ma troppo spesso queste risorse non si combinano nella scala necessaria per sostenere i progetti più ambiziosi. Dobbiamo rafforzare la capacità di mobilitare capitali verso le imprese che innovano, crescono e trasformano la ricerca in applicazioni concrete”, aggiunge Panetta. “È questa la sfida che discuteremo oggi: fare in modo che l’intelligenza artificiale non resti confinata alla frontiera tecnologica, ma diventi una leva diffusa di sviluppo; e costruire le condizioni finanziarie perché questa trasformazione possa avvenire in Italia e in Europa”, conclude.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Nel primo trimestre i prezzi alla produzione dei servizi aumentano dell’1,2% su base annua, i dati Istat
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10 ore fa-
2 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel primo trimestre, secondo i dati Istat, i prezzi alla produzione dei servizi sul mercato business (BtoB) aumentano dell’1,2% su base congiunturale e del 2,7% su base tendenziale (era +1,9% nel quarto trimestre 2025). La crescita congiunturale, pari a quella registrata il trimestre precedente, è estesa con diversa intensità a quasi tutte le attività economiche. Risulta più marcata per i prezzi dei servizi di trasporto e magazzinaggio (+2,7%) – con aumenti in tutti i singoli settori, i più ampi per il trasporto aereo di merci (+4,9%) e il trasporto marittimo (+3,9%) – che tornano a crescere su base annua (+2,2%, da -0,8% nel quarto trimestre 2025). I prezzi dei servizi di informazione e comunicazione aumentano dello 0,4% in termini congiunturali e mostrano una crescita tendenziale in accelerazione (+2,2%, da +1,6% del quarto trimestre 2025).
I prezzi dei servizi delle attività professionali, scientifiche e tecniche aumentano dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, sintesi di incrementi diffusi, il più ampio per le altre attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,8%). Su base annua, i prezzi del comparto registrano una crescita in moderata attenuazione (+2,8%, da +3,1% nel quarto trimestre 2025). I prezzi dei servizi di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese registrano un aumento congiunturale dello 0,2%, cui contribuiscono tutti i singoli comparti, a esclusione di noleggio di autoveicoli (-2,2%) e attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese (-0,7%); la loro crescita su base annua, in lieve rallentamento, resta sostenuta (+3,7%, da +3,9% nel trimestre precedente). Per il mercato totale, business e consumer (BtoAll), nel primo trimestre 2026 i prezzi alla produzione dei servizi aumentano dell’1,2% in termini congiunturali e del 3,0% in termini tendenziali (era +2,1% nel trimestre precedente).
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Bankitalia, nel 2025 rimaste stabili le vendite delle imprese industriali
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24 ore fa-
1 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 le vendite delle imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi privati non finanziari sono rimaste nel complesso pressoché stabili, dopo la flessione registrata nel biennio precedente. Nell’industria in senso stretto la domanda ha continuato a contrarsi, ma a un ritmo inferiore rispetto al 2024, grazie soprattutto al contributo meno negativo del comparto tessile e della metalmeccanica. Nei servizi la domanda è invece tornata a crescere, trainata dai trasporti e dai servizi professionali alle imprese e alle famiglie. Circa tre quarti delle imprese hanno chiuso l’esercizio in utile, una quota ancora elevata nel confronto storico, sebbene in lieve riduzione rispetto al biennio precedente.
Per il 2026 le imprese si attendono una sostanziale stabilità delle vendite complessive: alla debolezza della domanda interna si contrapporrebbe una moderata crescita di quella estera, nonostante il perdurare delle tensioni geopolitiche. E’ quanto emerge dall’indagine sulle imprese industriali e dei servizi sul 2025 di Banca d’Italia. Nel 2025 la produzione nel comparto delle costruzioni è aumentata del 2,8%, recuperando la flessione registrata nell’anno precedente. La dinamica positiva è stata trainata dall’edilizia pubblica, che ha continuato a espandersi a ritmi sostenuti beneficiando ancora del sostegno fornito dagli incentivi connessi con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
È proseguito invece l’andamento negativo dell’edilizia privata, sebbene in attenuazione rispetto al 2024, anno in cui si erano esauriti i benefici fiscali connessi al Superbonus. Per il 2026 le imprese prevedono un ristagno dell’attività, dovuto soprattutto alla contrazione attesa nelle opere pubbliche. Nel 2025, nonostante il quadro congiunturale ancora debole, l’occupazione è aumentata per il quinto anno consecutivo, a un ritmo analogo a quello osservato nel 2024.
Nell’industria in senso stretto e nei servizi l’ampliamento della compagine è stato pari rispettivamente allo 0,7 e all’1,5%. Anche nelle costruzioni l’occupazione ha continuato a espandersi, seppure a un ritmo lievemente più moderato rispetto alla precedente indagine. Le imprese prevedono un ulteriore incremento dell’occupazione nel 2026, in linea con quello registrato nel 2025. Nel 2025 è proseguita l’attenuazione della crescita dei prezzi di vendita praticati dalle imprese. L’incremento medio dei listini è stato pari al 2,0%, dal 2,4 del 2024. Il rallentamento è stato comune sia all’industria in senso stretto sia ai servizi e ha riguardato principalmente le imprese con meno di 50 addetti e quelle meno orientate all’esportazione. Per il 2026 le aziende prefigurano costi in aumento e un’accelerazione dei propri prezzi di vendita, con una crescita media di circa un punto percentuale più sostenuta rispetto all’anno precedente. Nel 2025 il 28% delle imprese industriali e il 23 di quelle dei servizi hanno segnalato maggiori esigenze di finanziamento.
Le quote, in lieve aumento rispetto al 2024, risultano ancora contenute nel confronto con il periodo pre-pandemico. Le condizioni di finanziamento sono rimaste in prevalenza invariate, favorite da tassi di indebitamento considerati nel complesso stabili. Nel 2025 gli investimenti sono aumentati del 4,6%, accelerando rispetto all’anno precedente. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla manifattura e dal comparto energetico, mentre nei servizi gli investimenti hanno rallentato.
Per il 2026 le imprese prefigurano una contrazione degli investimenti, particolarmente marcata nella manifattura e tra le imprese di minore dimensione. L’intelligenza artificiale continua a diffondersi tra le imprese italiane: a inizio 2026 la quota di chi la utilizza in modo estensivo, limitato o anche solo sperimentale nei propri processi aziendali è salita di 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno, al 32%. In tutti i settori il tasso di adozione cresce con la dimensione di impresa. Le funzioni aziendali in cui è maggiormente impiegata sono i rapporti commerciali con i clienti e i fornitori, seguiti dalla produzione di beni e di servizi e dalla gestione dei processi interni. L’utilizzo per ambiti più specialistici come l’innovazione e la sicurezza informatica è generalmente meno diffuso.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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