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Economia

Il Parlamento europeo approva il Regolamento per l’euro digitale

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ROMA (ITALPRESS) – Il Regolamento per l’euro digitale è stato oggi approvato in prima lettura dal Parlamento europeo, con 416 voti a favore su 607 votanti. La misura fa parte del cosiddetto “pacchetto moneta unica”. Si tratta di un avanzamento fondamentale per un progetto strategico per il futuro dei pagamenti nell’eurozona. Lo rende noto Bankitalia. “A questo punto si aprirà, entro il mese di luglio, la fase del Trilogo, cioè dei negoziati che coinvolgono Parlamento, Consiglio dell’Unione europea e Commissione europea, necessari per definire il testo finale del regolamento”. L’obiettivo istituzionale è quello di “completare il processo entro il 2026”. L’euro digitale sarebbe una evoluzione della moneta unica nell’era digitale. Consentirebbe ai cittadini di utilizzare, anche in formato elettronico, una forma di moneta emessa direttamente dalla banca centrale. Sarebbe un’opzione in più oltre al contante e agli strumenti di pagamento privati già esistenti. Il progetto “punta a preservare la disponibilità della moneta pubblica, rafforzando l’autonomia e la capacità innovativa dell’Europa nel settore dei pagamenti”.

Parallelamente al confronto tra le istituzioni europee, l’Eurosistema procede con il lavoro di progettazione e sperimentazione. In questo contesto, “la Banca d’Italia è impegnata, insieme alla BCE e alle altre banche centrali dell’area dell’euro, nelle attività di preparazione tecnica del progetto”. Nei prossimi mesi il confronto legislativo e le attività di sperimentazione “proseguiranno in parallelo, con ulteriori sviluppi attesi sia sul fronte istituzionale sia su quello tecnico”, conclude Bankitalia.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Saldi, ad agosto vendite in calo del 2,6% rispetto al 2025

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ROMA (ITALPRESS) – Dopo una partenza positiva a luglio, i saldi estivi hanno perso progressivamente slancio, chiudendo agosto con un calo medio delle vendite del 2,6% in valore rispetto allo stesso mese del 2025. È quanto emerge dal monitoraggio di Federazione Moda Italia-Confcommercio sulle imprese associate.

Il quadro resta però diversificato: il 55% delle attività ha registrato vendite stabili (37%) o in crescita (18%), mentre il 45% ha segnalato una diminuzione. A pesare, secondo Federazione Moda Italia, sono la debolezza dei consumi, l’aumento dei costi di gestione ed energia, i margini ridotti e la concorrenza, oltre al caldo eccezionale che avrebbe frenato gli acquisti. “Il problema non sono i saldi, ma la debolezza dei consumi“, sottolinea il presidente Giulio Felloni, che lancia l’allarme sul rischio di una nuova accelerazione della desertificazione commerciale. Federazione Moda Italia chiede quindi interventi a sostegno dei negozi indipendenti, tra cui voucher per gli acquisti, credito d’imposta sugli affitti, svalutazione delle rimanenze e una Giornata Nazionale della Moda Italiana.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Osservatorio Confcom sulle esperienze culturali: per gli italiani si allargano i confini, non solo arte e musei

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ROMA (ITALPRESS) – Per gli italiani la cultura non è più legata soltanto a tradizione e patrimonio, ma comprende anche natura, scienza, creatività ed enogastronomia. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, realizzato con SWG. Musei, siti storici e spettacoli teatrali restano le esperienze più associate alla cultura, ma nella percezione degli italiani entrano anche parchi naturali, conferenze scientifiche, mostre immersive, laboratori creativi ed enogastronomia. Per il 91% un’esperienza culturale deve trasmettere conoscenza e stimolare curiosità, per l’89% generare emozioni e per l’88% mettere in contatto con storia e tradizioni, oltre a divertire. Quanto all’identità culturale italiana, al primo posto c’è cucina ed enogastronomia, citata dal 65% degli intervistati. Seguono paesaggio e natura (50%), patrimonio archeologico (49%), arte e artisti (32%), moda e design (24%). Nell’immaginario degli italiani, dunque, la cultura del Paese parte dalla tavola, prima ancora che da arte e patrimonio.

“Lo sguardo degli italiani sulla cultura – dichiara Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio – si amplia e conferma la centralità del territorio, con le sue comunità, competenze e imprese. È qui che la cultura prende forma e diventa patrimonio individuale e collettivo: lo stesso riconoscimento UNESCO della cucina italiana è la prova di questa capacità di farsi esperienza. Questa evoluzione va ora tradotta in una strategia unitaria, volta a ricomporre la filiera allargata e interconnessa della cultura e a dotarla di risorse e strumenti coerenti, perché possa esprimere pienamente il proprio potenziale. Se il modo in cui i cittadini definiscono e vivono la cultura diventa più personale e legato all’identità dei luoghi, devono adeguarsi anche le politiche con cui la misuriamo, la finanziamo e la rendiamo accessibile”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

L’Opas di Poste su Tim prosegue fino al 25 settembre

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ROMA (ITALPRESS) – Il periodo di adesione all’opas di Poste su Tim sarà riaperto per cinque giorni di Borsa aperta e, precisamente, per le sedute del 21, 22, 23, 24 e 25 settembre 2026. Lo comunica Poste Italiane, aggiunegndo che per l’effetto, gli azionisti dell’emittente che non abbiano aderito all’offerta durante il periodo di adesione potranno aderire alla stessa durante la riapertura dei termini.

L’offerente corrisponderà a ciascun azionista TIM che abbia aderito all’offerta durante la riapertura dei termini il medesimo corrispettivo unitario incrementato alla data di pagamento della riapertura dei termini e, quindi, il 2 ottobre. Sulla base dei risultati provvisori comunicati dagli intermediari incaricati del coordinamento della raccolta delle adesioni, alla data odierna, risultano portate in adesione all’offerta 993.608.722 azioni TIM, pari a circa il 46,523% del capitale sociale dell’emittente e al 58,230% delle azioni oggetto dell’offerta.

L’offerente non ha acquistato azioni TIM al di fuori dell’offerta nel periodo intercorrente tra la data del documento di offerta e la data odierna. Tenuto conto delle 993.608.722 azioni TIM portate in adesione all’offerta durante il periodo di adesione secondo i risultati provvisori sopra indicati (pari a circa il 46,523% del capitale sociale di TIM) e delle 429.363.990 azioni TIM già detenute dall’offerente (pari a circa il 20,104% del capitale sociale di TIM) e costituenti la partecipazione Poste, ove i risultati provvisori dell’pfferta venissero confermati, l’offerente verrà a detenere complessivamente 1.422.972.712 azioni TIM, pari a circa il 66,627% del capitale sociale di TIM.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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