Cronaca
Seveso, Mattarella “Svolta per la cultura della sicurezza e della prevenzione”
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3 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Il disastro ambientale che, cinquant’anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunità di Seveso e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi, i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale. Un intero paese, un’intera zona della operosa Brianza si fermarono. L’intera Regione, l’intera Italia erano sgomente”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Seveso alla cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. “Nessuno dei testimoni diretti potrà mai dimenticare il trauma, le sofferenze, l’angoscia per la nube tossica e, poi, l’esodo che fu necessario disporre. Come nessuno potrà cancellare dalla memoria collettiva l’allarme e le paure che allora si diffusero in un’area molto vasta – ha proseguito -. Quel che accadde divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l’emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione. Quanto avvenne era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico perchè si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela delle comunità e dell’ambiente come diritto umano primario”.
“Tante volte, nelle sedi processuali e più in generale nelle pubblicazioni che hanno indagato e riflettuto sull’accaduto, sono stati ricostruiti minuziosamente i fatti. Risalta ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi”, ha sottolineato Mattarella. “L’imperdonabile ritardo delle informazioni – che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con precisione e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso causa del protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”, ha sottolineato poi il Capo di Stato.
In questa ricorrenza “il pensiero si rivolge anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti per la fuoriuscita dalla fabbrica di quella grande quantità di sostanze altamente tossiche. A chi perse la vita in seguito a malattie causate, o aggravate, dall’esposizione prolungata alla diossina. Ai loro familiari che, oltre lo choc dei primi giorni e degli abbandoni forzati delle case e della terra, convissero con i patimenti dei propri cari. Ai quasi 200 bambini di allora che vennero colpiti da una seria patologia della pelle. Alle donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazioni di chi doveva ancora affacciarsi alla vita. A quanti, a distanza di anni, si ammalarono con il comprensibile sospetto che ne fosse responsabile la contaminazione dell’aria, del cibo, della terra per effetto di quel veleno”, ha proseguito ancora. “Altri drammi personali: l’allontanamento dalla propria casa, dal terreno coltivato, la morte degli animali allevati, la rinuncia all’attività commerciale o d’impresa costruita e sviluppata con impegno e fatica. Drammi per la comunità che si interrogava sulla continuità del proprio insediamento. Accanto alle vicende più gravi e dolorose è giusto, in questo giorno, ricordare le donne e gli uomini della solidarietà, che si impegnarono ad alleviare i tanti affanni. Chi prestò subito soccorso alle popolazioni colpite, a cominciare dai Vigili del fuoco, che intervennero quando erano ancora incerte le conseguenze su loro stessi della nube tossica. Chi aiutò nell’evacuazione. Chi vi provvide nei controlli. Va rinnovato il ringraziamento e l’apprezzamento nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che, nell’emergenza, si prestarono con coraggio alla cura dei tanti che si trovavano nel bisogno e nel pericolo, o che nutrivano timore per i propri familiari. Medici e personale sanitario, ancora una volta, mostrarono in quelle circostanze incerte un impegno senza sosta ben oltre i doveri della professionalità. Va ricordata l’opera preziosa svolta dall’Ospedale di Desio”. Inoltre, ha proseguito il Capo di Stato, “pensando al senso civico e di solidarietà mostrata nell’emergenza, assume aspetto di alto valore simbolico la figura di Carlo Galante, scomparso da più di due decenni, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d’argento al valor civile. Operaio dell’Icmesa, entrò nel reparto in cui il reattore aveva innescato il violento getto di vapore letale e al cui interno una nebbia velenosa, potenzialmente mortale, avvolgeva tutto. Con una semplice maschera sul viso, Carlo Galante riuscì ad azionare la valvola del raffreddamento e quell’operazione consentì di limitare l’uscita della sostanza tossica, riducendo un danno, pur ormai gravissimo, che, senza il suo intervento, sarebbe divenuto di gran lunga più devastante. Fu un’azione, la sua, di vero eroismo, che merita perenne riconoscenza”, ha concluso Mattarella.
(ITALPRESS).
– foto: Ufficio stampa Quirinale –
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Cronaca
Omc Med Energy 2027, Ravenna al centro della sfida energetica del Mediterraneo
Pubblicato
26 minuti fa-
12 Ottobre 2026di
Redazione
RAVENNA (ITALPRESS) – Il Mediterraneo come piattaforma strategica per l’energia e i porti come hub sempre più centrali per sicurezza degli approvvigionamenti, industria e transizione energetica. Sono questi due dei principali temi attorno ai quali si svilupperà OMC Med Energy 2027, in programma al Pala De Andrè di Ravenna dal 13 al 15 aprile. A sei mesi dall’apertura sono già confermati quasi 6.000 mq di spazi espositivi, oltre 300 aziende e 40 nuovi espositori che hanno scelto OMC Med Energy per la prima volta. A questo si affianca la presenza dei Ministri dell’Energia dell’Italia e del Nord Africa.
La nuova edizione è stata presentata oggi nel corso della conferenza stampa “Da Ravenna al Mediterraneo. Una storia costruita insieme”, parte della roadmap verso l’appuntamento di aprile. All’incontro, moderato da Edoardo Dellarole, presidente del Comitato Scientifico di OMC Med Energy 2027, sono intervenuti il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, Irene Priolo, assessora regionale all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Grammenos Mastrojeni, Negoziatore ambientale, docente e scrittore, già Segretario Generale Aggiunto dell’Unione per il Mediterraneo, e Francesca Zarri, presidente di OMC Med Energy 2027.
“Connecting the Med: Solutions to Navigate the Energy Complexity” è il titolo dell’edizione 2027, dedicata a un Mediterraneo sempre più interconnesso tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. In questo scenario, i porti diventano hub energetici e industriali, integrando GNL, biocarburanti, elettrificazione, idrogeno, rinnovabili offshore e cattura e stoccaggio della CO2.
«La complessità non è più un elemento temporaneo dello scenario energetico, ma la condizione nella quale dobbiamo imparare a operare – sottolinea Francesca Zarri -. Dobbiamo garantire sicurezza degli approvvigionamenti e accelerare la decarbonizzazione, rendere sostenibile il sistema energetico mantenendo competitiva l’industria europea e investire nelle tecnologie di domani continuando a garantire l’energia necessaria oggi. Non esiste una soluzione unica: servono tecnologie diverse, infrastrutture, investimenti, capacità industriale e soprattutto collaborazione».
Ravenna è già al centro di questa trasformazione, grazie a una consolidata filiera industriale legata all’offshore e alle nuove tecnologie energetiche. A questo patrimonio si affiancano il terminale di rigassificazione, Ravenna CCS, le rinnovabili offshore e gli investimenti del porto nelle infrastrutture e nelle nuove filiere energetiche.
«Ravenna non esporta soltanto prodotti e servizi. Esporta competenze – prosegue Zarri -. Qui mare, energia e industria convivono da decenni. E’ questa anche la funzione che vogliamo dare a OMC Med Energy: non soltanto raccontare la transizione, ma mettere insieme le persone che devono realizzarla».
Il programma della Conference unirà confronto strategico internazionale, approfondimento tecnico-scientifico ed Exhibition, con focus su sicurezza energetica, Mediterraneo, porti e logistica, competitività industriale, investimenti e finanza, decarbonizzazione e data center. Il programma tecnico-scientifico si svilupperà nelle tre aree Technologies and Applications, Carbon Neutrality e Operational Excellence, dalle nuove tecnologie e digitalizzazione a LNG, CCUS, idrogeno, rinnovabili, efficienza energetica, offshore e logistica. Spazio anche ai giovani, attraverso l’Innovation Room e il coinvolgimento di studenti, università e ricercatori.
«Connettere le due sponde del Mediterraneo, porti e sistemi energetici, industria e ricerca, esperienza e nuove generazioni: è questa la direzione nella quale vogliamo andare – conclude Zarri -. OMC Med Energy è nata a Ravenna dall’esperienza di un territorio e delle sue imprese. Oggi possiamo mettere quell’esperienza in relazione con il Mediterraneo e con il mondo».
-foto ufficio stampa OMC Med Energy-
(ITALPRESS).
Cronaca
DOP e IGP, da Mantova il nuovo manifesto europeo per la tutela dei prodotti
Pubblicato
1 ora fa-
12 Ottobre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Valorizzare e proteggere DOP e IGP. E trasformarle sempre di più in strumenti di crescita economica, occupazione, competitività, turismo e sviluppo delle aree rurali. Parte da Mantova la proposta delle Regioni europee per mettere la qualità certificata al centro delle politiche dell’Unione Europea. Il 15 ottobre, in occasione dell’Assemblea generale diAREPO – Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine, ospitata a Mantova da Regione Lombardia, sarà presentata e sottoscritta la Dichiarazione di Mantova, il documento con cui le Regioni indicano alla Commissione europea le priorità da inserire nel Piano d’Azione sulle Indicazioni Geografiche previsto per il 2027. L’obiettivo è compiere un salto di qualità: fare di DOP e IGP i protagonisti di una vera politica economica e territoriale europea, capace di rafforzare la posizione dei produttori nelle filiere, sostenere l’export, contrastare frodi e imitazioni, favorire innovazione e ricambio generazionale e moltiplicare il valore generato sui territori. “Le Indicazioni Geografiche rappresentano un patrimonio economico prima ancora che produttivo: generano valore che resta legato ai territori, sostengono migliaia di imprese e contribuiscono a mantenere vive intere comunità rurali”, sottolinea Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia e presidente di AREPO.
“Con la Dichiarazione di Mantova vogliamo portare in Europa una proposta concreta: proteggere le nostre eccellenze, ma soprattutto creare le condizioni perché possano crescere, competere e produrre sempre più valore per chi le realizza e per i territori nei quali nascono”. La prima indicazione è netta: ottenere una DOP o una IGP non deve essere il punto di arrivo, ma l’inizio di una strategia di sviluppo. Su questa impostazione si articolano le sei priorità: sostenere le IndicazioniGeografiche durante tutto il loro ciclo di vita; trasformare la protezione giuridica in valore economico per i produttori; aumentare la presenza di DOP e IGP nella vita quotidiana; preparare le filiere alle sfide dell’innovazione, delle competenze, del ricambio generazionale e del cambiamento climatico; riconoscere alle Regioni un ruolo diretto nella governance; costruire politiche fondate su dati e obiettivi misurabili. Centrale è il legame con il territorio. Un’Indicazione Geografica tiene insieme imprese, lavoro, paesaggio, conoscenze, cultura e identità locale, generando un valore che, proprio perché legato all’origine, non può essere delocalizzato. Da qui anche l’attenzione al rapporto con turismo e cultura. La Dichiarazione propone di collegare maggiormente DOP e IGP agli itinerari enogastronomici, ai siti UNESCO e al patrimonio culturale, prevedendo anche una Giornata europea delle Indicazioni Geografiche e un Expo itinerante delle Indicazioni Geografiche.
Un indirizzo che intercetta la crescita del Turismo DOP: nel 2025 in Italia sono state censite 667 attività e 292 eventi, questi ultimi cresciuti del 26% in un anno. La Lombardia conta 61 attività, otto in più rispetto al 2024, collegate a 62 prodotti DOP e IGP e promosse attraverso 32 Consorzi di tutela riconosciuti. La Dichiarazione sarà al centro della sessione sul futuro delle Indicazioni Geografiche nell’Unione europea, il 15 ottobre nella Sala degli Arcieri di Palazzo Ducale, nell’ambito della seconda Assemblea generale annuale di AREPO. Al confronto parteciperanno Alessandro Beduschi, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Diego Canga Fano, direttore generale aggiunto della DG AGRI della Commissione europea,Paolo De Castro, presidente di Nomisma, Riccardo Deserti, presidente di oriGIn e direttore del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, e Carlo Fidanza, membro del Parlamento europeo. A condurre la sessione sarà Laurent Gomez, segretario generale di AREPO. La sessione si concluderà con la firma della Dichiarazione di Mantova da parte dell’assessore Beduschi e la consegna ufficiale del Manifesto ai rappresentanti istituzionali presenti. L’Assemblea di AREPO sarà il momento centrale di due giornate che faranno di Mantova la capitale europea delle DOP e IGP, con un calendario di appuntamenti dedicati al futuro delle produzioni certificate, alla competitività delle filiere e al rapporto tra qualità alimentare e salute.
Il 15 ottobre, alle ore 15, il Teatro Bibiena ospiterà il convegno Quale futuro per la cooperazione lattiero-casearia lombarda?, con la partecipazione, tra gli altri, di Alessandro Beduschi e del ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida. Il giorno successivo, 16 ottobre alle ore 14, alla Casa del Mantegna, il convegno Formaggi DOP e salute: un dibattito scientifico, promosso da ARAL (Associazione Regionale Allevatori della Lombardia) e AREPO, approfondirà con ricercatori ed esperti il rapporto tra sicurezza alimentare, qualità delle produzioni casearie certificate, proprietà nutrizionali e salute dei consumatori. Due appuntamenti che ampliano il confronto europeo sul valore delle Indicazioni Geografiche, mettendo in relazione politiche agricole, imprese, ricerca scientifica e benessere dei consumatori. I numeri danno la misura della posta in gioco. In Lombardia la DOP economy ha raggiunto 2,9 miliardi di euro nel 2024, +13,1% in un anno, rappresentando circa il 16% del sistema agroalimentare regionale e il 14% del valore nazionale delle Indicazioni Geografiche. La regione conta 8.188 operatori e 75 prodotti DOP, IGP e STG. Mantova è uno dei simboli di questa crescita: 700 milioni di euro, +20,9% e 121 milioni di valore aggiuntivo in un anno, il maggiore incremento assoluto tra le province italiane ai vertici della graduatoria. Insieme a Brescia, che supera il miliardo, concentra circa il 59% del valore DOP e IGP lombardo.
A livello nazionale la DOP economy ha raggiunto 20,7 miliardi di euro, +3,5%, (anno 2024, Fonte: Rapporto Ismea-Qualivita) mentre l’export ha superato per la prima volta 12,3 miliardi, +8,2%. Un sistema che conta328 Consorzi di tutela, 184 mila operatori e oltre 864 mila occupati nei comparti cibo, vino e bevande alcoliche.
– foto xm4/Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Premio Nobel per l’economia assegnato agli americani Hall e Woodford
Pubblicato
2 ore fa-
12 Ottobre 2026di
Redazione
STOCCOLMA (SVEZIA) (ITALPRESS) – Il premio Nobel per l’economia
2026 è stato assegnato a Robert E. Hall e Michael Woodford,
economisti entrambi statunitensi, per i loro studi sulle
fondamenta della stabilizzazione macroeconomica. Lo rende noto la
Reale Accademia Svedese delle Scienze. I due economisti insegnano
rispettivamente alla Stanford University (Hall) e alla Columbia
University (Woodford). “I vincitori del premio Nobel ci hanno
aiutato ad attenuare gli alti e bassi dell’economia”, spiega
l’Accademia svedese in una nota. “Hanno sviluppato nuovi modelli
macroeconomici che hanno migliorato significativamente la nostra
capacità di attuare politiche di stabilizzazione efficaci. Sulla
base di questi modelli, misure di politica fiscale e monetaria
tempestive possono ridurre i picchi e le flessioni dell’economia”,
si legge ancora.
(ITALPRESS).
-Foto Ipa Agency-


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