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Pogacar è inarrestabile, vince anche la sesta tappa e mette le mani sulla Vuelta

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ROMA (ITALPRESS) – Tadej Pogacar vince anche la sesta tappa della Vuelta a Espana 2026, la Alcossebre-Castellò, di 177.5 chilometri. Secondo Enric Mas, battuto nello sprint finale a due; terzo Ramses Debruyne (Alpecin – Premier Tech). Per il campione sloveno (UAE Emirates XRG) è la terza vittoria in queste prime sei frazioni di questa edizione della corsa roja.

Ad animare la tappa odierna è una fuga di 16 uomini, composta da George Bennett (NSN), Andreas Kron (Uno X), Gijs Leemreize (Picnic PostNL), Wout Van Aert (Visma Lease a Bike), Thomas Gloag (Pinarello Q36.5), Patrick Konrad (Lidl Trek), Ramses Debruyne (Alpecin Premier Tech), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Hannes Wilksch (Tudor), Lars Craps (Lotto Intermarchè), Vincenzo Albanese (Education First), Jose Manuel Diaz (Burgos Burpellet), Urko Berrade (Kern Pharma), Carlos Canal (Movistar), Santiago Buitrago e Pello Bilbao (Bahrain Victorious).

Col passare dei chilometri lo svantaggio di circa 2’30” si è ridotto: poco prima dell’imbocco del Puerto El Bartolo, la Uae ha cambiato il ritmo cercando di recuperare sul gruppo di testa, che nel frattempo ha perso alcuni elementi. Ai -26 km sono rimasti in 10 in testa alla corsa, tra cui Vincenzo Albanese e Gianmarco Garofoli, con il gruppo maglia rossa a 1’17”.

A 24 km dall’arrivo è iniziato il forcing di Pogacar, seguito da Enric Mas e Primoz Roglic: sul tratto sterrato lo sloveno ha fatto il vuoto, poi lo stesso Mas è riuscito a recuperare sulla maglia rossa. La coppia di testa è stata rallentata da Pogacar, che in una curva in discesa, è uscito fuori strada senza però nessuna conseguenza. Lo spagnolo ha provato ad anticipare i tempi, ma lo sloveno ha conquistato senza problemi la sua terza vittoria nella corsa roja 2026.

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L’ORDINE DI ARRIVO

1. Tadej Pogacar SVN (UAE Emirates XRG) in 04h12’40”
2. Enric Mas ESP (Movistar Team) s.t.
3. Ramses Debruyne BEL (Alpecin – Premier Tech) a 46″
4. Richard Carapaz ECU s.t.
5. Harold Tejada COL s.t.
6. Felix Gall AUT s.t.
7. Primoz Roglic SVN s.t.
8. Cristian Rodriguez SPA a 1’38”
9. Clement Berthet FRA s.t.
10. Mattias Skjelmose DNK s.t.

LE CLASSIFICHE GENERALI

CLASSIFICA GENERALE (MAGLIA ROSSA)
1. Tadej Pogacar SVN (UAE Emirates XRG) in 15h38’27”
2. Enric Mas ESP (Movistar Team) a 3’34”
3. Primoz Roglic SVN (Red Bull – BORA – Hansgrohe) a 4’21”
4. Richard Carapaz ECU a 4’50”
5. Felix Gall AUT a 4’55”
6. Sepp Kuss USA a 5’36”
7. Oscar Onley GBR a 5’37”
8. Ramses Debruyne BEL a 5’40”
9. Mattias Skjelmose DNK a 5’58”
10. Harold Tejada COL a 6’30”

CLASSIFICA A PUNTI (MAGLIA VERDE)
1. Tadej Pogacar SVN (UAE Emirates XRG) 102 punti
2. Wout Van Aert BEL (Visma-Lease a Bike 69
3. Matthew Brennan GBR (Visma-Lease a Bike) 60

MIGLIOR SCALATORE (MAGLIA A POIS)
1. Tadej Pogacar SVN (UAE Emirates XRG) 29 punti
2. Enric Mas ESP (Movistar Team) 14
3. Lorenzo Fortunato ITA (XDS Astana Team) 13

MIGLIOR GIOVANE (MAGLIA BIANCA)
1. Oscar Onley GBR (Netcompany Ineos) 15h44’04”
2. Rasmus Debruyne BEL (Alpecin – Premier Tech) a 3″
3. Jarno Widar BEL (Lotto Intermarché) a 2’31”

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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La Uefa chiede i documenti Fifa alla Corte Usa, possibile azione legale contro Infantino

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ROMA (ITALPRESS) – La Uefa ha chiesto alla Corte per il Distretto meridionale della Florida di emettere un’ordinanza per l’accesso a documenti Fifa, nell’ambito della preparazione di una possibile azione legale in Svizzera contro Gianni Infantino, attuale presidente Fifa. Lo apprende l’Italpress. La vicenda riguarda il progetto Fifa Forward Enterprise, annunciato da Infantino a fine luglio e ritirato a seguito di un’ondata di polemiche.

Il piano prevedeva la creazione di una società aperta ad investitori privati per la gestione dei diritti commerciali delle competizioni, Mondiali inclusi. La Uefa starebbe valutando una denuncia per il reato di amministrazione infedele ai sensi dell’articolo 158 del Codice penale svizzero.

Nel dettaglio l’organismo guidato da Ceferin richiede documenti e comunicazioni riguardanti l’ideazione, lo sviluppo, la discussione interna e l’annuncio pubblico della proposta Ffe, incluse le comunicazioni e le discussioni interne alla Fifa, nonché le comunicazioni con investitori e consulenti.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Giochi del Mediterraneo, Irma Testa medaglia d’oro nella categoria 57kg di boxe

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SAN GIORGIO IONICO (ITALPRESS) – Irma Testa ha vinto la medaglia d’oro nella categoria 57kg di boxe ai Giochi del Mediterraneo. Una finale combattutissima, quella disputata al Palazzetto dello Sport di San Giorgio Ionico contro la francese Amina Zidani, in cui Testa, bronzo olimpico a Tokyo 2020 e oro mondiale a Nuova Delhi 2023, si è imposta per due riprese a una. Con questa medaglia, l’Italia sale a 33 ori nella manifestazione.

Arriva un altro oro dalla boxe per l’Italia ai Giochi del Mediterraneo. Dopo quello di Irma Testa nei 57kg, infatti, arriva anche il trionfo di Melissa Gemini nella categoria 75kg. L’azzurra ha battuto in rimonta al terzo round l’egiziana Nabila Alaaeldin Hassan Mahmoud Abo grazie a un doppio 4-1 nella seconda e terza ripresa dopo il 3-2 a favore dell’avversaria nella prima.

LA NAZIONALE MASCHILE DI CALCIO IN SEMIFINALE

 Il torneo maschile di calcio è arrivato alle semifinali. Domani lo stadio Iacovone di Taranto ospita le due partite che consegneranno l’accesso alla finale per l’oro alle squadre vincitrici. L’Italia, che ha superato il girone nell’ultima giornata grazie alla miglior differenza reti rispetto all’Albania, affronta la Tunisia, che finora ha pareggiato solo con la Macedonia del Nord. L’imbattuta Algeria, vincitrice del gruppo B, sfida il Marocco, secondo per miglior differenza reti rispetto alla Turchia nel girone A.

 “Voglio innanzitutto ringraziare il pubblico di Taranto per aver sostenuto la squadra. Per noi è motivo di grande orgoglio e credo che i ragazzi abbiano ripagato questo affetto con una bella prestazione e una vittoria importante”. Così il commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio, Daniele Franceschini, dopo il successo per 3-0 sul Kosovo ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. “Abbiamo una squadra con carattere, grande mentalità e valori importanti. Dopo la vittoria dell’Europeo di categoria, i ragazzi sanno cosa devono fare in campo. Non abbiamo perso il nostro equilibrio e abbiamo giocato con buone trame, cercando sempre di esprimere il nostro calcio”, ha aggiunto il tecnico azzurro. “Abbiamo pensato soprattutto alla prestazione, senza fare calcoli. Questa deve essere la nostra mentalità: affrontare ogni partita con determinazione, equilibrio e la voglia di migliorare”, ha concluso Franceschini

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(ITALPRESS).

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I 60 anni di Michele Padovano: “Il giorno dell’assoluzione il più bello della mia vita”

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ROMA (ITALPRESS) – Due telefonate, a quasi trent’anni di distanza, raccontano alcuni dei passaggi più significativi della vita di Michele Padovano. La prima arriva nel 1995: “Pronto, sono Luciano Moggi”. Convinto di avere a che fare con un imitatore, l’attaccante riattacca. Il telefono squilla di nuovo: “Guarda che non richiamo una terza volta. Vieni in sede, ti piacerebbe giocare per la Juventus?”. Il 31 gennaio 2023, dall’altra parte della cornetta, c’è invece il suo avvocato: “Michele, sei stato assolto”. È la fine di un incubo durato diciassette anni, iniziato con un’inchiesta su un traffico di hashish e con l’accusa di avervi avuto un ruolo a causa di una somma di denaro prestata a un amico. Una vicenda giudiziaria chiusa definitivamente dall’assoluzione nel processo d’appello bis, che ha riconosciuto la sua estraneità ai fatti: “Quello è stato il giorno più bello della mia vita. Aspettavo quella chiamata dalle 9 di mattina ed è arrivata alle 18. Ho pianto di gioia insieme alla mia famiglia”, ha raccontato Padovano, oggi opinionista di Sky Sport, in un’intervista all’Italpress a un giorno dal suo 60esimo compleanno. Campione d’Italia (1996-97) e d’Europa (1995-96) con la Juventus. In bianconero ha vinto anche una Coppa Intercontinentale (1996) e una Supercoppa Europea (1996), oltre a due Supercoppe Italiane (1995, 1997).

Nel 2006, poche settimane prima del trionfo azzurro ai Mondiali, Padovano viene arrestato. Da allora comincia una lunga battaglia per dimostrare la propria innocenza, accompagnata dall’isolamento dalla gran parte del mondo del calcio: “Mi sarei aspettato un gesto di solidarietà da parte di qualcuno, che però non è arrivato. Ne ho preso atto e sono andato avanti per la mia strada tranquillamente, perché dovevo cercare di risolvere un problema grande come una casa. Ci sono voluti 17 anni, quando sarebbero bastati 17 minuti di buon senso per ascoltare quello che ho sempre detto, e cioè che io in quella vicenda non c’entravo nulla”. Nel mondo del calcio, però, una presenza non è mai mancata: quella di Gianluca Vialli: “Telefonava alla mia famiglia quando ero in isolamento in carcere. Mi manca moltissimo. Per me è stato un amico, basti pensare che decisi di trasferirmi al Crystal Palace perché a Londra avrei trovato lui. Anche nella malattia si è dimostrato una persona altruista, vogliosa di aiutare il prossimo. Ha lasciato un segno indelebile”.

La consapevolezza della propria innocenza lo ha aiutato a resistere, ma Padovano non nasconde i periodi più difficili: “Ci sono stati dei momenti in cui ho vacillato. E se non fosse stato per la mia famiglia, mia moglie, mio figlio, mia mamma, mio papà che purtroppo è morto per il dispiacere, non ce l’avrei fatta. È un incubo che non posso descrivere a parole. Ma oggi ho grande fiducia nella giustizia, non dimentico che per otto giudici che mi hanno condannato, ce ne sono stati dieci che mi hanno assolto. Quindi, anche se lentamente, alla fine la giustizia ha funzionato”. Accanto alla famiglia, anche l’affetto dei tifosi bianconeri è rimasto una costante. “Gli juventini non mi hanno mai negato una pacca sulla spalla. Questo non l’ho mai dimenticato, per me ha più valore di tantissime altre cose, quindi oggi io mi definisco un tifoso juventino”. La Champions League vinta con i bianconeri è stata “il coronamento di un sogno, ringrazierò sempre la proprietà che mi ha dato l’opportunità di far parte di un gruppo straordinario e di una squadra veramente molto forte. Quella rosa era formata da un gruppo straordinario. C’era un’italianità che secondo me ha fatto la differenza. Spero che magari gli addetti ai lavori tornino a capirlo, perché gli italiani sono sempre stati determinanti nel mondo del calcio. Quindi essere fuori per tre volte dai Mondiali e non riuscire più a sviluppare giocatori di un certo tipo mi fa veramente male. Bisogna ripartire dai settori giovanili, evitando di ingabbiare il talento. Se c’è un ragazzo che porta palla a 10 anni, bisogna lasciarlo libero di esprimersi. Invece gli istruttori in questo momento insegnano a giocare a uno-due tocchi”.

Oggi il calcio continua a essere parte della sua vita, ma da un’altra prospettiva: quella di opinionista a Sky Sport. “È bellissimo raccontare il calcio con dei professionisti del settore. Lo facciamo in maniera molto professionale, a volte anche ironica, che non guasta”. E per i 60 anni, il regalo più importante Padovano dice di averlo già ricevuto: “Mi godo il presente. Sono felice, perché ho una famiglia unita. Abbiamo condiviso alti e bassi, paradiso e inferno. Oggi mi sento una persona migliore, la condivisione dell’amore con la mia famiglia è il regalo più bello”.

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– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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