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Cronaca

A Padova la “Cucina Mobile”, 100 pasti a settimana per i senza dimora

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PADOVA (ITALPRESS) – La solidarietà non si ferma, anzi raddoppia: dopo Bari, oggi a Padova è stata inaugurata una nuova “Cucina Mobile” realizzata da Fondazione Progetto Arca grazie al supporto di JTI Italia: un food truck completamente attrezzato che percorrerà le strade cittadine distribuendo ogni settimana oltre 100 pasti completi, cucinati e sani ai senza dimora della città.
Taglio del nastro in piazzale della Stazione assieme al presidente di Progetto Arca Onlus Alberto Sinigallia, al vicesindaco Andrea Micalizzi, all’assessora alle Politiche sociali Margherita Colonnello, alla presidente dell’associazione Noi sulla Strada Francesca Simonini, al presidente della cooperativa sociale Cosep Salvatore Russotto e a Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs & Communications Director di JTI Italia.
Nato dall’esperienza maturata sul campo dagli operatori e volontari di Fondazione Progetto Arca durante i periodi di lockdown imposti dalla pandemia, che hanno visto una chiusura forzata delle mense e di altri servizi a supporto delle persone senza dimora, il servizio di “Cucina Mobile” percorrerà le strade cittadine offrendo supporto a chi ne ha più bisogno. Un’iniziativa importante per la collettività che, in vista del periodo invernale, verrà ulteriormente potenziata per raggiungere anche le strutture d’accoglienza aperte con il “Piano Freddo” e garantire una copertura quanto più possibile capillare soprattutto per coloro i quali non ricorrono ad altri servizi di mensa sul territorio e, spesso, si trovano nelle aree più distanti dal centro.
“Era il mese di marzo di due anni fa quando abbiamo cominciato a incontrare in strada persone sole che non mangiavano da giorni: da lì è nata l’esigenza di migliorare il nostro servizio quotidiano per essere davvero vicini a chi è più fragile. Così abbiamo ‘messo le ruote alla cucinà e oggi la Cucina mobile, partita da Milano solo qualche sera a settimana, ha riscontrato grande successo e moltiplicato il numero di pasti distribuiti e il numero di città raggiunte – ha commentato Alberto Sinigallia, presidente di Progetto Arca – Grazie a tutti i volontari per il loro prezioso lavoro e grazie a JTI Italia, da anni al nostro fianco nel sostegno a chi vive in fragilità, che ha permesso l’acquisto del nuovo food truck di Padova e l’approvvigionamento continuo del cibo da cucinare e dispensare per tutti i prossimi mesi”.
“Un’iniziativa che porta il Comune di Padova ad essere sempre più vicino alle persone, nel solco di un impegno e una sfida che nei prossimi mesi, complice la situazione attuale, sarà sempre più intensa. – ha invece dichiarato il vicesindaco di Padova, Andrea Micalizzi – Il mio ringraziamento da parte di tutta l’Amministrazione va a chi ogni giorno è in prima linea per rispondere in maniera concreta ai bisogni di tutte le persone”. L’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Padova Margherita Colonnello ha aggiunto che “il progetto Cucina Mobile si innesta in una realtà sociale e solidale già molto attiva nel territorio padovano in tal senso rappresenta un’ulteriore occasione per creare sinergie e rispondere alle esigenze delle persone emarginate in un’ottica di collaborazione tra Comune e Terzo Settore”.
Grazie alla presenza all’interno di forni, bollitori e frigoriferi, il food truck è in grado di consegnare direttamente in strada cene complete e cucinate, con proposte diversificate per un apporto nutrizionale sano ed equilibrato in termini di quantità e qualità: monoporzioni con primo e secondo a base di carboidrati, carne e verdure, a cui si aggiunge sempre una zuppa, un tè e uno zainetto contenente una ricca colazione per la mattina successiva. Ma il vero “cuore pulsante” del food truck sono le persone, le decine di volontari che quotidianamente si mettono a servizio della comunità, entrando in contatto direttamente con chi si trova in difficoltà.
Questo servizio, infatti, non offre solo un “pasto caldo”, ma garantisce anche la possibilità di monitorare i casi di maggiore fragilità per cercare una via d’uscita: per alcuni un pasto caldo può rappresentare il primo passo per avviare un dialogo utile a instaurare una relazione di fiducia, per orientarsi verso i servizi assistenziali sul territorio ed un percorso di accoglienza e reinserimento sociale.
A Padova, il servizio a bordo della Cucina Mobile è svolto in collaborazione con l’Amministrazione comunale, la cooperativa sociale Cosep e l’associazione di volontariato Noi sulla Strada.
“Il progetto della Cucina mobile rappresenta un’importante opportunità per l’associazione Noi sulla Strada – ha commentato Francesca Simonini, presidente dell’associazione – che permetterà non solo di garantire un pasto caldo alle persone che vivono in strada e spesso non raggiunte da nessun tipo di servizio, ma anche di rafforzare la rete di relazioni con le persone senza dimora, creando maggiori opportunità di aggancio e di condivisione sul territorio”.
Il Food Truck è stato realizzato grazie al supporto di JTI Italia, da oltre 10 anni impegnata insieme a Fondazione Progetto Arca in numerosi progetti a sostegno delle persone in difficoltà su tutto il territorio italiano.
“Per noi di JTI Italia, garantire un aiuto concreto alle persone in difficoltà rappresenta un pilastro fondamentale – ha dichiarato Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs & Communications Director di JTI Italia -. Siamo consapevoli delle difficoltà che centinaia di persone e di famiglie affrontano ogni giorno. Sappiamo che l’emergenza alimentare è uno degli aspetti più drammaticamente attuali ed è per questo che siamo così orgogliosi di poter inaugurare insieme a Fondazione Progetto Arca, dopo quello a Bari, il servizio di cucina mobile anche a Padova. Il Food Truck è uno strumento fondamentale per offrire supporto alle persone senza dimora, raggiungendole là dove ne hanno più bisogno. Inoltre come JTI Italia siamo fieri di collaborare con Arca anche nella distribuzione di pacchi alimentari per quelle famiglie che, data anche la complessa situazione attuale, non riescono più a provvedere ad una necessità primaria come il cibo. La collaborazione fra tutti i soggetti in campo, aziende, istituzioni e associazioni del territorio, è la formula perchè queste iniziative diventino davvero un successo e un primo passo verso un futuro migliore”.

– foto ufficio stampa Progetto Arca onlus –
(ITALPRESS).

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Lombardia Live 24 Breaking News – 13/10/2026

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MILANO – In questa edizione: Cinisello Balsamo, neonato abbandonato in strada: si cerca la madre – Milano, “doppia curva”: concordato a 8 anni per l’ex capo ultrà Luca Lucci – Belgioioso, sei giovani accusati del pestaggio ripreso e diffuso sui social – Pavia, commercio e servizi guidano le assunzioni ma il saldo di giugno è negativo – Pavia, tre anni di carcere per la rapina con una sassata al volto – Milano, restano scoperte cattedre di matematica, scienze e sostegno – Ilaria Salis, annullata la condanna da 300mila euro agli ex collaboratori – Milano, l’addio a Wilma De Angelis: il ricordo e i funerali della storica cantante e conduttrice – Pronto Meteo Lombardia, mercoledì 14 ottobre stabile e soleggiato con possibili foschie画面.

CINISELLO BALSAMO, NEONATO ABBANDONATO IN STRADA: SI CERCA LA MADRE Proseguono a Cinisello Balsamo le ricerche della madre del neonato trovato nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre nella zona di via Monte Ortigara. Il bambino è ricoverato all’ospedale Niguarda, sta bene ed è considerato fuori pericolo. Secondo i primi accertamenti potrebbe essere stato partorito in casa pochi minuti prima dell’abbandono. Il neonato, nato a termine, era stato lasciato all’interno di un sacchetto con alcune coperte ed è stato trovato da una donna che passeggiava con il cane. La Polizia sta concentrando le ricerche nel quartiere e analizzando le immagini delle telecamere disponibili.

MILANO, “DOPPIA CURVA”: CONCORDATO A 8 ANNI PER L’EX CAPO ULTRÀ LUCA LUCCI Pena ridotta a 8 anni di reclusione, rispetto ai 10 del primo grado, per Luca Lucci, ex capo ultrà della Curva Sud del Milan. La decisione è arrivata dopo un concordato in appello nel filone principale dell’inchiesta “Doppia curva” sulle tifoserie milanesi. Lucci è stato assolto dall’accusa di tentato omicidio dell’ultrà Enzo Anghinelli avvenuto nel 2019, mentre nel patteggiamento complessivo sono confluite anche altre condanne definitive.

BELGIOIOSO, SEI GIOVANI ACCUSATI DEL PESTAGGIO RIPRESO E DIFFUSO SUI SOCIAL Sei ragazzi italiani tra i 16 e i 21 anni sono stati identificati dai carabinieri dopo il pestaggio di un trentatreenne avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 settembre nel centro di Belgioioso. L’aggressione, ripresa con un telefono e poi pubblicata sui social, avrebbe provocato alla vittima un occhio tumefatto e la frattura di una costola. Il video ha permesso agli investigatori di risalire ai presunti responsabili. Le accuse contestate, a vario titolo e in concorso, comprendono lesioni personali aggravate, diffamazione aggravata, trattamento illecito di dati personali, omissione di soccorso e violazioni delle norme contro il cyberbullismo.

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PAVIA, COMMERCIO E SERVIZI GUIDANO LE ASSUNZIONI MA IL SALDO DI GIUGNO È NEGATIVO Commercio e servizi restano il principale motore delle nuove assunzioni in provincia di Pavia. Secondo il report dei Centri per l’impiego, a giugno il comparto ha registrato 4.318 avviamenti, pari al 74,67 per cento del totale, seguito da industria, costruzioni e agricoltura. Le professioni più richieste sono quelle non qualificate nel commercio e nei servizi, seguite dagli addetti amministrativi e contabili e dagli operai specializzati. Il dato complessivo del mese resta però negativo: 5.783 avviamenti contro 8.969 cessazioni, per un saldo di meno 3.186 unità. Oltre la metà dei nuovi contratti è a tempo determinato.

PAVIA, TRE ANNI DI CARCERE PER LA RAPINA CON UNA SASSATA AL VOLTO Tre anni di reclusione e 15mila euro di risarcimento. È la condanna inflitta a un 21enne per la rapina ai danni di un ragazzo di 25 anni, avvenuta lo scorso febbraio nel centro di Pavia. Secondo la ricostruzione, la vittima era stata avvicinata vicino a piazza Guicciardi con una richiesta di informazioni sui locali aperti e subito dopo colpita al volto con un sampietrino. Gli aggressori gli avevano sottratto lo smartphone per poi fuggire. Un poliziotto fuori servizio aveva assistito alla scena. Le immagini delle telecamere hanno consentito di identificare il 21enne e un minorenne coinvolto nell’episodio.

MILANO, RESTANO SCOPERTE CATTEDRE DI MATEMATICA, SCIENZE E SOSTEGNO A un mese dall’inizio dell’anno scolastico restano ancora diverse cattedre scoperte a Milano, soprattutto nelle materie scientifiche e nel sostegno. Alcuni istituti cercano insegnanti di matematica, fisica, elettronica e informatica, mentre per il sostegno le graduatorie risultano già esaurite. Nella città metropolitana sono oltre 20.600 gli studenti con disabilità nelle scuole statali. Secondo dirigenti e sindacati, il problema riguarda sia il numero insufficiente di candidati specializzati sia la difficoltà di rendere competitivo l’insegnamento rispetto alle opportunità offerte dal settore privato. In molti tutti si ricorre quindi agli interpelli per trovare supplenti.

ILARIA SALIS, ANNULLATA LA CONDANNA DA 300MILA EURO AGLI EX COLLABORATORI La Corte d’Appello di Milano ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado che aveva condannato l’europarlamentare di Avs Ilaria Salis a versare oltre 300mila euro a due ex collaboratori. I giudici hanno rilevato un difetto nella costituzione del contraddittorio, legato alla mancata corretta notifica del procedimento. La causa torna quindi davanti al Tribunale per un nuovo esame. Salis ha dichiarato di essere soddisfatta della decisione e ha ribadito di non essere stata messa nelle condizioni di difendersi nel precedente giudizio.

MILANO, L’ADDIO A WILMA DE ANGELIS: IL RICORDO E I FUNERALI DELLA STORICA CANTANTE E CONDUTTRICE Milano piange la scomparsa di Wilma De Angelis, morta all’età di 96 anni nel suo amato quartiere di Porta Romana-Corvetto. Volto simbolo della musica e della tv italiana – dai successi di Sanremo come Nessuno e Patatina fino all’invenzione dei cooking show televisivi con Telemenù nel 1979 – lascia un ricordo indelebile d’affetto tra i familiari e i nipoti Tiziana e Fabio. I funerali si terranno mercoledì 14 ottobre alle ore 11 nella parrocchia di San Luigi Gonzaga a Milano, in via Don Bosco, la chiesa del suo quartiere dove era cresciuta.

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PRONTO METEO LOMBARDIA, MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE STABILE E SOLEGGIATO CON POSSIBILI FOSCHIE MATTUTINE Previsioni del tempo in Lombardia per la giornata di mercoledì 14 ottobre a cura di 3B Meteo. Mercoledì 14 ottobre tempo stabile e in prevalenza soleggiato sulla Lombardia. Secondo 3Bmeteo, l’alta pressione garantirà cieli sereni o poco nuvolosi praticamente ovunque, con qualche foschia o banco di nebbia possibile al mattino sulla Val Padana occidentale, in rapido dissolvimento. Precipitazioni assenti, venti molto deboli e temperature massime generalmente comprese tra 18 e 22 gradi; a Milano previste circa 14-21 gradi. Per tutti i dettagli aggiornati consultare 3bmeteo.com o prontometeo.it.

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Gasperini “Mourinho merita l’abbraccio dei tifosi, poi testa alla partita”

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ROMA (ITALPRESS) – “Nei confronti di Mourinho c’è stato un amore importante da parte dei tifosi e merita tutto il riconoscimento che la gente gli tributerà. Poi inizierà la partita e si lasceranno da parte i sentimenti». Lo ha detto il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, alla vigilia della sfida di Champions League contro il Real Madrid, in programma all’Olimpico. «Per noi è un buon momento, abbiamo voglia di misurarci con una delle migliori squadre d’Europa, che ha grandissimi giocatori. E’ una gara di grande prestigio che vale per la classifica», ha aggiunto l’allenatore giallorosso. Gasperini ha parlato anche delle ambizioni europee della Roma: «Fare meglio della mia Atalanta in Champions è il mio obiettivo e la mia speranza, ma in questo momento non possiamo lanciare proclami. Il nostro calcio non può permettersi di annunciare di voler vincere la Champions o le altre coppe europee. Abbiamo bisogno che ognuno faccia crescere per bene il proprio orticello. Il percorso è ancora lungo».
Sul possibile interesse per Endrick, accostato da tempo ai giallorossi, il tecnico ha glissato: «Del mercato di gennaio in questo momento non mi interessa». E, a proposito di Mourinho, ha aggiunto con ironia: «Cosa gli invidio? Tante cose, ma la più importante è la capacità di farsi comprare giocatori come Diomande a quelle cifre».
Quanto alle condizioni della squadra, Koulierakis è rientrato in gruppo, mentre per Cristante servirà ancora un pò di tempo. Per il resto, Gasperini ha spiegato che non ci sono particolari problemi fisici, ma sarà necessario valutare il recupero dopo la dispendiosa partita contro il Como.
In conferenza stampa è intervenuto anche Donyell Malen, tornato sull’espulsione rimediata proprio contro il Como: «C’è grande frustrazione per quello che è successo, ma la mia intenzione non era quella di far male. Dopo la partita mi sono scusato. Da tempo non mi capitava di essere espulso. Domani sarà una gara diversa e farò il possibile per aiutare la squadra». L’attaccante ha poi parlato di Jude Bellingham, suo ex compagno al Borussia Dortmund: «E’ un calciatore davvero speciale, con grandissima qualità. Ho un ottimo rapporto con lui e sarà bello ritrovarci».
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Unobravo e Treccani insieme per promuovere l’alfabetizzazione emotiva a scuola

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ROMA (ITALPRESS) – I recenti episodi di cronaca che hanno visto protagonisti studenti e giovani hanno riaperto il dibattito su come la scuola possa aiutare i ragazzi a riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni, a partire dalla rabbia. Della rabbia a scuola si parla quasi sempre come di un comportamento da sanzionare. Quasi mai come di un’emozione da imparare a riconoscere e gestire. Un vuoto che molti adulti dicono di aver vissuto in prima persona: secondo il MINDex 2026 – il Barometro del Benessere Mentale degli Italiani – realizzato da Unobravo con Ipsos Doxa, quasi 6 italiani su 10 dichiarano di non essersi sentiti supportati dalla scuola nello sviluppo dell’intelligenza emotiva e la metà 51% ammette di non avere gli strumenti per gestire le proprie emozioni. Imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni è una competenza che accompagna per tutta la vita: aiuta a crescere adulti più consapevoli e può contribuire a prevenire fenomeni come il bullismo, la violenza di genere, le discriminazioni e il mobbing.
Per rispondere a questa emergenza con proposte e strumenti concreti, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati Unobravo, servizio di psicologia che offre percorsi di sostegno psicologico online e in presenza, ed Edulia dal Sapere Treccani, società del gruppo Treccani dedicata all’educazione e all’innovazione, hanno presentato “Sento dunque sono – Emozioni e identità a scuola”, un percorso formativo innovativo rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia, pensato per promuovere l’alfabetizzazione emotiva nei contesti scolastici.
La conferenza stampa è stata promossa dall’onorevole Elena Bonetti e ha visto la partecipazione di Medici Senza Frontiere, con cui Unobravo collabora a ottobre sostenendo la sua campagna sulla salute mentale ‘Anche questa è curà.
I primi a chiederlo sono i ragazzi: dal Report 2025 dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo sul Disagio Giovanile emerge infatti che oltre il 72% degli studenti ritiene utili le iniziative di sensibilizzazione a scuola, chiedendo a gran voce più momenti di confronto guidato e l’accesso a sportelli di ascolto psicologico.
Il progetto – che ha visto la partecipazione attiva del team clinico di Unobravo nell’elaborazione dei materiali propedeutici all’iniziativa – adotta un formato coordinato che coinvolge l’intera comunità scolastica attraverso 6 appuntamenti: 3 webinar per i docenti per accedere a strumenti pensati per sostenere la consapevolezza emotiva in classe, e 3 eventi che vedranno studenti partecipare sia in presenza (presso la Sala Igea di Treccani a Roma) sia collegati in diretta streaming dalle aule di tutta Italia. Sul palco i volti del web più noti ai ragazzi dialogheranno con i professionisti della salute mentale di Unobravo, con cui i contenuti di ogni incontro sono stati elaborati per garantire il necessario rigore clinico. Interverrà anche Medici Senza Frontiere, con cui Unobravo collabora, che condividerà la propria mission con gli studenti attraverso la testimonianza di un operatore umanitario.
Il primo incontro, che vedrà sul palco i Papà per Scelta insieme a un terapeuta di Unobravo, cercherà di fornire agli studenti gli strumenti per riconoscere le proprie fragilità e costruire la propria identità, soprattutto in un’epoca in cui tecnologia, social e AI giocano un ruolo importante, tanto che 1 under30 su 2 ritiene che i social possano effettivamente educare alle emozioni*, considerandoli strumenti in grado di promuovere empatia e consapevolezza.
Si passerà poi all’incontro dedicato a quella che è l’emozione tra le più complesse da gestire ed esprimere per circa il 30% dei giovani GenZ, la rabbia: non un ‘comportamento da punire o correggerè, ma un segnale emotivo profondo da imparare a decodificare e canalizzare in modo costruttivo, di cui i ragazzi potranno discutere grazie alla testimonianza di Giulia Lamarca, sempre affiancata da un terapeuta di Unobravo.
Il ciclo di incontri si chiuderà con l’ansia, tema che sarà affrontato a partire dall’esperienza di Maurizio Merluzzo e con il contributo di un terapeuta di Unobravo: da quella sociale a quella da performance, è tra le emozioni che entrano sempre più a far parte della vita dei giovani; i dati dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo evidenziano proprio come il 24% degli studenti guardi alla propria vita con incertezza o sofferenza, percependo il futuro proprio con ansia o paura (circa il 22%).
A questi appuntamenti si aggiunge una piattaforma digitale dedicata alle scuole: uno spazio vivo di raccolta e condivisione di materiali utili, sviluppati con il team clinico di Unobravo. Questa ospiterà videopillole di esperti e terapeuti sui temi trattati, esercitazioni da portare in classe e ulteriori materiali di approfondimento; per tutti, invece, è disponibile “Emozionario – Il non dizionario delle emozioni” il dizionario ‘al contrariò realizzato da Unobravo in cui il testo non parte dalla definizione accademica di un’emozione, ma dalle frasi oggi di uso comune per esplorare le possibili sfumature.
“La salute mentale non comincia nel momento in cui una persona entra in terapia. Si costruisce molto prima, anche attraverso le parole che impariamo a usare per raccontare ciò che sentiamo, gli strumenti che abbiamo per comprenderlo e la possibilità di chiedere aiuto senza vergogna. Per questo la scuola ha un ruolo straordinario: è il luogo che raggiunge tutti i ragazzi e li accompagna proprio negli anni in cui si costruiscono identità, relazioni e modi di stare nel mondo. La scuola non può e non deve trasformarsi in un luogo di terapia, ma può fare qualcosa di altrettanto importante: dare ai ragazzi un linguaggio per riconoscere ciò che provano, adulti preparati con cui confrontarsi e spazi in cui sentirsi ascoltati. Con Unobravo abbiamo scelto di investire in questo progetto perchè sono gli stessi studenti a chiederlo. Ma sappiamo anche che un progetto, per quanto ampio e strutturato, non può colmare da solo un vuoto che riguarda l’intero Paese – dichiara Danila De Stefano, CEO e Founder di Unobravo -. Quel vuoto non nasce con questa generazione e non è una responsabilità di chi ogni giorno fa scuola. Quasi 6 italiani su 10 raccontano di non essersi sentiti sostenuti dalla scuola nello sviluppo dell’intelligenza emotiva e ancora oggi, per oltre l’80% degli italiani, il disagio psicologico è associato alla fragilità. E’ un problema culturale e, proprio per questo, richiede una risposta strutturale”.
“Se vogliamo davvero normalizzare la cura della salute mentale, non possiamo intervenire soltanto quando il disagio è già diventato sofferenza – aggiunge -. Dobbiamo costruire prima gli strumenti per riconoscerlo, comprenderlo e chiedere aiuto. Significa dare all’educazione emotiva uno spazio stabile nei percorsi scolastici, formare chi accompagna ogni giorno i ragazzi e rendere accessibili spazi di ascolto psicologico. Le istituzioni devono garantirne continuità e universalità; noi continueremo a mettere a disposizione competenze, dati e capacità di sperimentare nuovi modelli. Perchè l’educazione emotiva non dovrebbe essere una fortuna che dipende dalla scuola che frequenti, dal professore o professoressa che incontri, ma una parte essenziale dell’educazione che ogni ragazzo riceve”.
“La scuola è il luogo in cui si forma la nostra coscienza e in cui impariamo, giorno dopo giorno, a diventare individui. Oggi, però, molte delle sfide che studentesse e studenti si trovano ad affrontare hanno a che fare con la sfera emotiva e relazionale: dalla rabbia all’ansia, fino alla ricerca della propria identità. In questo percorso, le parole hanno un ruolo fondamentale: trovare le parole per raccontare ciò che sentiamo significa prima di tutto imparare a riconoscerlo, comprenderlo e condividerlo con gli altri – afferma Morris Barattini, Amministratore Delegato di Edulia dal Sapere Treccani -. Per questo, con “Sento dunque Sono” vogliamo offrire a docenti e studenti un linguaggio condiviso per dare un nome alle emozioni, esprimere ciò che si prova e aprire uno spazio di ascolto e incontro. Lo facciamo attraverso l’approccio che da sempre contraddistingue l’offerta educativa di Edulia: affiancare alla didattica tradizionale nuovi strumenti e modalità di formazione, che possano stimolare il confronto, il dialogo e la capacità di trovare le parole per raccontarsi. In questo percorso abbiamo individuato in Unobravo il partner ideale per realizzare il progetto: la sua expertise nel campo della salute mentale e il suo ruolo di riferimento in questo settore ci permettono di integrare la nostra vocazione educativa con competenze specifiche nell’ambito del supporto psicologico e dell’educazione emotiva, con l’obiettivo di offrire a scuole, docenti e studenti strumenti sempre più solidi e qualificati”.”L’esperienza di Medici Senza Frontiere nell’assistenza a persone che hanno vissuto eventi traumatici evidenzia come la salute mentale sia influenzata non solo dall’accesso a cure specialistiche, ma anche dalla qualità delle relazioni e degli ambienti in cui queste crescono e vivono – sottolinea Flavia Calò, Psicologa e Psicoterapeuta di Medici Senza Frontiere -. La scuola rappresenta uno dei contesti più importanti per promuovere il benessere psicologico. Investire nell’educazione emotiva significa fornire a bambini e bambine, ragazzi e ragazze, gli strumenti necessari per sviluppare consapevolezza di sè, relazioni positive e capacità di affrontare le sfide della vita”.

– foto ufficio stampa Unobravo –
(ITALPRESS).

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