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LA VOCE PAVESE – IL DEBUTTO DEL COMITATO DEL NORD DI BOSSI E CIOCCA

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LA VOCE PAVESE – IL DEBUTTO DEL COMITATO DEL NORD DI BOSSI E CIOCCA
"Abbiamo dato vita al Comitato del Nord perchè è arrivato il momento di alzarsi in piedi… Avete sofferto quando avete visto cancellare lidentità della Lega…". Queste le parole di Umberto Bossi. 81 anni, ieri al Castello di Giovenzano al debutto con il primo evento pubblico nazionale del suo "Comitato del Nord". Al fianco di Bossi l’europarlamentare leghista Angelo Ciocca e l’ex ministro Roberto Castelli. Bossi è arrivato sulle note di "Va pensiero". L’auspicio è che rinasca una Lega "sindacato del Nord", una formula già utilizzata dall’ex assessore regionale leghista e già parlamentare della Lega, Gianni Fava, nei mesi scorsi, quando aveva richiamato anche lui il popolo degli scontenti del partito oggi di Matteo Salvini per una mozione esterna al partito. Il "Comitato del Nord" vuole invece agire dall’interno. Paolo Grimoldi e l’eurodeputato Ciocca, i due coordinatori del Comitato scelti da Bossi, hanno sottolineato in apertura le ragioni di questa scelta. "La Lega è sempre stata il partito del Nord – ha detto Ciocca – e deve tornare ad occuparsi dei problemi veri di questa terra. Il Comitato è il Voltaren della Lega. Non possiamo accettare che oggi al Nord ci siano problemi irrisolti che riguardano ospedali, scuole, strade. Gli interessi del Nord devono essere difesi. Siamo partiti un mese e mezzo fa e siamo già a 1.200 adesioni. Facciamo un passo alla volta". Gli organizzatori hanno spiegato di aver già coinvolto il 60% delle province della Lombardia e che sono giunte richieste di adesione dal resto della regione, come da Veneto, Piemonte, Marche e anche da altre zone. L’intenzione è quello di cambiare la Lega di Salvini "per restituirla al suo ruolo andando oltre le polemiche e le diffide". Presenti, tra il pubblico, diversi amministratori leghisti, tra cui Mario Fabrizio Fracassi, sindaco di Pavia, consiglieri regionali e comunali giunti da diverse zone della Lombardia.

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 13 aprile 2026

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Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 13 aprile 2026
Il servizio di meteorologia di Pavia Uno Tv su scala regionale e nazionale è curato dallo staff di 3B Meteo. Ogni giorno due bollettini, al mattino e al pomeriggio, vi forniscono un quadro preciso dell’evoluzione meteo in Lombardia e in Italia per tenervi sempre aggiornati con un gruppo di esperti previsori su Pavia Uno Tv.

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S. MESSA DI DOMENICA 12 APRILE 2026 – II DI PASQUA (o della Divina Misericordia) / A

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Dalla chiesa di Porana di Pizzale (PV) la Santa Messa di Domenica 12 Aprile 2026, II di Pasqua (o della Divina Misericordia) / A. Celebra Don Marko Osuru Alisentus.

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Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità

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La Voce Pavese – Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità

Oggi parliamo di innovazione o meglio di come spesso la raccontiamo, perché tra eventi, passerelle e storytelling il rischio è sempre lo stesso: fare tanto rumore e lasciare poco. Prendiamo la Pavia Innovation Week, una settimana di incontri, ospiti, talk e nomi importanti, una manifestazione che sulla carta prometteva molto: contaminazione, visione e futuro. Ma la domanda resta una, semplice e inevitabile: cosa resta davvero al territorio? La sensazione, osservando il programma e gli appuntamenti svolti, è quella di un evento da "tutto e niente". "Tutto" perché dentro c’è stato di tutto: tecnologia, cultura, impresa, università, startup, comunicazione. "Niente" perché è mancato un filo rosso chiaro, una direzione precisa, una ricaduta concreta. È il classico rischio del calderone: mettere insieme tanti contenuti senza costruire un’identità, senza scegliere davvero cosa si vuole essere. Perché l’innovazione non è una parola da usare nei titoli ma un processo che richiede selezione, visione e anche la capacità di dire "no": non si può parlare di tutto nello stesso modo nello stesso spazio aspettandosi che il risultato sia incisivo. Poi c’è il tema del glamour: ospiti nazionali, nomi forti, visibilità mediatica, tutto utile e legittimo ma attenzione, perché il rischio è che un evento diventi una vetrina più che un motore, un racconto più che una trasformazione. E allora la domanda vera diventa un’altra: quale eredità lascia la Pavia Innovation Week, un progetto concreto, una rete stabile tra imprese, un’opportunità reale per i giovani, un investimento che resta oppure contenuti che si esauriscono nel tempo di un post? Non è una critica sterile ma una riflessione necessaria, perché eventi così hanno un potenziale enorme ma devono scegliere, essere contenitori o strumenti, perché innovazione non è riempire un programma ma lasciare un segno e oggi più che mai i territori hanno bisogno di segni concreti, non solo di riflettori.

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