La Voce Pavese di Emanuele Bottiroli: il commento in diretta alle ore 20 al fatto del giorno in provincia di Pavia.
Il Consiglio Europeo della Ricerca ha reso noti i finanziamenti per i giovani ricercatori europei (starting grants) nell’ambito del nuovo programma quadro Horizon Europe. E’ un programma riservato a progetti innovativi, trasversali e di frontiera, grazie al quale il Consiglio europeo finanzia, con 619 milioni di euro, 397 giovani ricercatori europei. Tra i vincitori del bando 58 sono italiani e 2 sono ricercatrici dell’Università di Pavia: Ioana Alina Cristea del Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento e Giulia Scalet del Dipartimento di Ingegneria Civile ed Architettura. Le loro proposte sono risultate “pionieristiche”, in grado di aprire nuove frontiere nell’ambito di applicazioni e ambiti emergenti. Le due giovani propongono approcci non convenzionali e innovativi nell’ambito della salute e in particolare della medicina personalizzata. Il progetto di Ioana Alina Cristea riguarda lo sviluppo di un sistema di supporto clinico in psicoterapia per disturbi severi, dai disturbi bipolari alla dipendenza da sostanze; Giulia Scalet si dedicherà invece allo sviluppo di una piattaforma informatica che, insieme a nuovi materiali, permetterà di valutare l’efficacia dei farmaci anticancro utilizzati per il trattamento di tumori solidi e delle leucemie. Entrambi i progetti, nonostante le diversità di ambiti applicativi e metodologie pongono al centro la necessità di cure sempre più personalizzate ed efficaci.
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Lombardia Live 24 Breaking News – 12/1/2026
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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 12 gennaio 2026
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La Voce Pavese – Certificati di residenza falsi, inchiesta a Pavia
Sarebbero alcune centinaia i certificati di residenza rilasciati in modo irregolare da un dipendente comunale, formalmente emessi ma privi della documentazione prevista dalla legge. Molte di queste residenze risulterebbero riferite allo stesso numero civico, dove ha sede una pizzeria. Sulla vicenda sono in corso due accertamenti paralleli: uno della Procura e uno dell’ufficio procedimenti disciplinari del Comune, a Pavia, negli uffici di Palazzo Mezzabarba.
L’istruttoria è ancora nella fase iniziale, ma se le contestazioni dovessero trovare conferma il dipendente rischierebbe il provvedimento più grave: il licenziamento. Secondo quanto emerso, i certificati sarebbero stati concessi soprattutto a cittadini stranieri, in larga parte di origine egiziana. Non è chiaro come l’anomalia sia stata scoperta, ma l’ipotesi più accreditata è che un controllo su uno dei presunti residenti abbia fatto emergere la coincidenza dell’indirizzo con quello di un esercizio commerciale. Quando i nominativi collegati allo stesso civico sono diventati decine è scattato l’approfondimento.
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Gli investigatori sarebbero così risaliti al dipendente comunale, già ascoltato in questura. Accertamenti sono in corso anche sui gestori della pizzeria, per verificare se fossero a conoscenza dell’utilizzo dell’indirizzo o se vi fosse un eventuale accordo. Vale, come sempre, la presunzione di non colpevolezza. Sul piano penale, qualora i fatti fossero confermati, le ipotesi di reato potrebbero essere il falso in atto pubblico, se le residenze fossero state concesse come favore, oppure la corruzione, nel caso di compensi o utilità in cambio. Sul fronte disciplinare, invece, non sarebbe necessario attendere una sentenza definitiva: basterebbe la rottura del rapporto di fiducia con l’amministrazione.
La vicenda riaccende l’attenzione sulle procedure per il rilascio della residenza, che prevedono passaggi rigorosi. Per i cittadini stranieri sono richiesti documento di identità valido, codice fiscale, titolo di disponibilità dell’alloggio o dichiarazione di ospitalità, oltre al permesso di soggiorno o alla ricevuta della richiesta. Dopo la domanda allo sportello Anagrafe, la polizia locale effettua un sopralluogo per verificare la reale dimora, di norma entro 45 giorni. Solo dopo esito positivo viene rilasciato il certificato. Proprio questi passaggi, secondo gli inquirenti, nel caso sotto esame non sarebbero stati rispettati o non risulterebbero adeguatamente documentati agli atti.
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