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Economia

10 anni di Comin & Partners, innovazione per la comunicazione integrata

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ROMA (ITALPRESS) – Dieci anni di sfide, creatività e crescita professionale, per affermare e sperimentare un nuovo modello di comunicazione in grado di coniugare competenze strategiche, specialistiche e innovative nella gestione della reputazione. Questo il percorso, e la mission, di Comin & Partners, la società di consulenza strategica nata nel 2014 e guidata da Gianluca Comin, Elena Di Giovanni, Gianluca Giansante, Lelio Alfonso e Federico Fabretti. Cinque soci, cinque percorsi diversi, uniti da una visione condivisa fondata su un approccio integrato, necessario per mettere le esigenze del cliente al centro dell’analisi del panorama politico, sociale ed economico.
Per festeggiare questo importante compleanno si sono ritrovati ieri sera al Palazzo delle Esposizioni in tantissimi: autorità, collaboratori di oggi e del passato, clienti e amici dei diversi mondi che quotidianamente intrecciano le proprie relazioni con quelle della società leader in questo settore cruciale della consulenza per chi opera sia nel privato sia nel pubblico. La serata è stata orchestrata dall’attore e showman televisivo Neri Marcorè, che ha presentato i diversi momenti della festa e intervistato i soci di Comin & Partners su aneddoti del passato ma anche sulle prospettive future della società.
Con un team di oltre 80 dipendenti, la cui età media è 32 anni, e un fatturato che negli ultimi cinque anni ha registrato un tasso annuo di crescita del 17,30% per attestarsi oggi a oltre 16 milioni di euro, Comin & Partners ha anticipato le esigenze di un contesto in continua evoluzione, ampliando le proprie aree di interesse e investendo sulla formazione delle nuove generazioni, come testimonia l’Academy, lanciata per formare giovani talenti. Oltre a consolidare la sua leadership in Italia, a Roma e Milano (dove è presente dal 2019), la società ha stretto alleanze con Must & Partners e No Com, aprendosi così ai mercati di Bruxelles, Parigi e Madrid e con Avventura Urbana, per i processi di gestione del consenso e i dibattiti pubblici.
I progetti ideati da Comin & Partners spaziano in diversi ambiti: da Scenario Italia, il bollettino settimanale di approfondimento su istituzioni e politica, a Comprendere, la rivista quadrimestrale coordinata dal professor Giulio Sapelli e diretta da Lelio Alfonso; dalla collaborazione con KPI6, che ha portato all’elaborazione di indagini sulla reputazione digitale dei maggiori brand del lusso e non solo, alla collaborazione con Factanza Media, tra le piattaforme online più influenti.
Ma anche il Forum in Masseria con Bruno Vespa, da quattro anni uno degli appuntamenti più attesi dai politici, dalle istituzioni e dalla stampa italiana. Senza dimenticare la sostenibilità, da sempre un pilastro del pensiero strategico di Comin & Partners, come dimostra il progetto “We belong to Sustainability”, lanciato nel luglio 2021 in collaborazione con Open Impact e Obiettivo Cinque per integrare i valori ESG all’interno dei servizi offerti alle aziende: dai bilanci di sostenibilità al percorso di accompagnamento alla certificazione di parità.
“Il nostro coraggio risiede, innanzitutto, nella capacità di adattarci alle nuove sfide, presenti e future, e di comprendere gli orizzonti di un contesto sempre più complesso e interconnesso, qual è il mondo della comunicazione e delle relazioni istituzionali, caratterizzati da nuovi strumenti digitali e dinamiche globali”, ha dichiarato Gianluca Comin, presidente di Comin & Partners, dando il benvenuto alla festa el decennale. “In questi dieci anni siamo riusciti ad anticipare le trasformazioni, mantenendo sempre al centro l’innovazione e l’eccellenza nel servire i clienti. Lo abbiamo fatto puntando su ragazze e ragazzi giovani che ogni giorno contribuiscono a plasmare, con determinazione ed entusiasmo, il futuro del nostro mestiere. La curiosità e l’attenzione verso ogni aspetto della società ci ha portati ad essere leader nella gestione del crisis management, consapevoli che da una crisi aziendale può nascere un’opportunità, come una maggiore consapevolezza della necessità di aggiornare strumenti e processi per stare al passo di un mondo che cambia”.
“Il nostro segreto è nell’essere riusciti a fare squadra con persone appassionate come noi e nell’aver sempre tenuto un atteggiamento ricettivo nei confronti delle novità anche in un settore, come quello della cultura, che aveva bisogno di un rinnovamento nella comunicazione”, ha affermato Elena Di Giovanni, vicepresidente di Comin & Partners. “Un altro elemento è stato credere nella sensibilizzazione di opinione pubblica, imprese e istituzioni sull’importanza delle pari opportunità; siamo i primi, in azienda, a garantire un equilibrio uomo-donna in tutte le nostre aree di riferimento perchè vogliamo essere un esempio non solo di fronte ai clienti, ma soprattutto dinanzi ai nostri dipendenti che rappresentano la vera chiave del nostro successo”.
“Abbiamo creduto fortemente nell’importanza dell’innovazione e delle tecnologie digitali per anticipare le dinamiche di mercato e rispondere in modo efficace alle richieste del mondo delle imprese, sviluppando modalità innovative di advocacy e coinvolgimento dell’opinione pubblica. Fra le più recenti innovazioni c’è l’investimento nell’intelligenza artificiale, uno strumento essenziale per potenziare l’attività di comunicazione e relazioni istituzionali, consentire di velocizzare i processi e focalizzare le attività dei nostri colleghi sui processi a più alto valore aggiunto”, ha commentato Gianluca Giansante.
“Nella società contemporanea, il valore della comunicazione non risiede solo nella capacità di trasmettere informazioni, ma nel modo in cui queste vengono integrate e percepite all’interno del contesto istituzionale, aziendale e sociale. Abbiamo portato a Milano e nel nord del Paese un approccio diversificato, cercando di accompagnare il grande dinamismo che accompagna lo sviluppo di queste aree senza dimenticare che solo con la trasparenza, l’autenticità e la capacità di dialogare su piattaforme diversificate si ottengono risultati positivi e si contribuisce ad una comunicazione efficace. Questi sono i valori che continueranno ad essere alla base del nostro approccio”, ha aggiunto Lelio Alfonso.
“Internet e i social media hanno radicalmente cambiato il giornalismo, eppure i media tradizionali resistono, e non solo. Continueranno a essere protagonisti della scena dell’informazione, nonostante da anni si parli di crisi irreversibile della carta stampata. Questo perchè se da un lato, grazie al web, si è assistito a una parcellizzazione dei media e ad un aumento delle fonti alle quali poter attingere, dall’altro, in un contesto così fluido e in continua evoluzione, il rischio è che si perda la qualità del prodotto, indispensabile per garantire un’informazione corretta. Sta a noi, professionisti della comunicazione, agevolare questo dialogo e garantire terzietà e indipendenza”, ha concluso Federico Fabretti.

– Foto Comin & Partners –

(ITALPRESS).

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Ex Ilva, Urso “La sentenza del tribunale di Milano cambia tutto, aspettiamo le valutazioni dei commissari” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – La sentenza di fatto riscrive le regole del gioco, siamo certamente preoccupati, i commissari stanno valutando quale impatto possa avere, sia per quanto riguarda i negoziati in corso che si stanno finalizzando, sia per quanto riguarda la continuità produttiva e quindi occupazionale” dello stabilimento di Taranto. “Questo riguarda anche la manutenzione dell’alto forno 4, che avrebbe dovuto iniziare oggi”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine di un convegno a proposito della decisione del tribunale di Milano. “Mi auguro che ci sia una valutazione positiva da parte dei commissari che la manutenzione possa avere comunque avere corso”, ha aggiunto. “Sappiamo che ieri sera si è preso atto di questo, anche nel confronto con i sindacati, in merito alla proroga dell’attuale cassa integrazione, perché tutti comprendano che la decisione del tribunale ha impatto anche sulla continuità produttiva e quindi sull’occupazione che può essere garantita anche in questa fase transitoria. Di questo riferirò in Parlamento, in un’audizione già programmata e ai sindacati a palazzo Chigi. La sentenza del tribunale cambia tutto, sto aspettando le valutazioni dei commissari”, ha concluso Urso.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Mps approva il Piano Industriale 2026-2030, dall’integrazione con Mediobanca nasce il terzo player sul mercato italiano

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SIENA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato il nuovo Piano Industriale 2026-2030. Il progetto sancisce la nascita del terzo player nel mercato bancario italiano, con una base di oltre 7 milioni di clienti, attraverso la fusione per incorporazione di Mediobanca in BMPS. L’operazione, che ha ricevuto un’adesione dell’86,3% all’offerta pubblica di acquisto e scambio, punta a preservare i brand iconici di entrambi gli istituti realizzando sinergie a regime per 700 milioni di euro.

Sotto il profilo finanziario, il Gruppo punta a obiettivi di eccellenza: un margine di intermediazione in crescita fino a 9,5 miliardi di euro nel 2030 e un utile netto adjusted di 3,7 miliardi di euro alla fine dell’arco di piano. Particolarmente significativa la politica di remunerazione per i soci, con un payout del 100% che si tradurrà in circa 16 miliardi di euro di dividendi complessivi tra il 2026 e il 2030. La solidità patrimoniale sarà garantita da un CET1 ratio stabile intorno al 16%, con un buffer di capitale di circa 3 miliardi destinato a flessibilità strategica. L’innovazione tecnologica sarà un pilastro centrale, con investimenti IT per oltre 1 miliardo di euro finalizzati allo sviluppo di una piattaforma digitale potenziata dall’intelligenza artificiale. Il piano prevede che l’AI generi impatti rilevanti sull’efficienza, con un risparmio di tempo stimato del 20% nei processi di credito e controllo. La struttura organizzativa sarà articolata in cinque divisioni di business: Retail & Commercial Banking, Consumer Finance (attraverso il centro di eccellenza Compass), Asset Gathering & Wealth Management, Private Banking e Corporate & Investment Banking.

CONCAMBIO PER LA FUSIONE CON MEDIOBANCA CONCLUSO ENTRO IL 10 MARZO

Banca Monte dei Paschi di Siena, nel contesto dei lavori del Consiglio di Amministrazione di oggi riunitosi, informa che stanno proseguendo, con il supporto dei propri advisor, le attività istruttorie e di analisi in vista della definizione del progetto di fusione con Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. e del relativo concambio. Il Consiglio di Amministrazione e il Comitato per le parti correlate proseguiranno le rispettive attività istruttorie che si prevede possano concludersi il giorno 10 marzo 2026. Il processo continuerà ad essere condotto nel rispetto dell’applicazione dei presidi richiesti dalla disciplina per le operazioni con parti correlate.

LOVAGLIO “STIAMO COSTRUENDO GRUPPO SOLIDO, CAPACE DI GENERARE UNA CRESCITA”

“Il nuovo Piano Industriale rappresenta la naturale evoluzione del percorso di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni. Abbiamo disegnato una struttura di Gruppo chiara ed efficace, in grado di valorizzare pienamente le piattaforme di Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca per migliorare l’esperienza dei clienti su tutti i canali. Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti”. Lo ha detto Luigi Lovaglio, Amministratore Delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena. “Insieme, Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca rafforzano l’eccellenza della tradizione bancaria italiana, combinando la solida rete commerciale di Mps con la cultura di advisory altamente riconosciuta di Mediobanca, il cui brand e le cui competenze vengono preservati come pilastro fondamentale del nostro Gruppo. Con chiarezza strategica, disciplina nell’esecuzione e una solida posizione patrimoniale, siamo pronti per una nuova fase di creazione di valore, facendo leva su radici profonde e guardando a nuove ambiziose frontiere”.

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Istat, a dicembre in crescita il fatturato dell’industria

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ROMA (ITALPRESS) – A dicembre l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti in termini congiunturali dello 0,5% in valore e dell’1,7% in volume. Sul mercato interno si rileva una variazione nulla in valore ed un incremento del 2,3% in volume, mentre su quello estero si registrano aumenti dell’1,3% in valore e dello 0,7% in volume. Per il settore dei servizi si stima una crescita congiunturale dell’1,0% in valore e dello 0,8% in volume, con aumenti sia nel commercio all’ingrosso (+0,8% in valore e +1,3% in volume) sia negli altri servizi (+1,1% in valore e +0,8% in volume). Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano a dicembre un aumento congiunturale per i beni di consumo (+1,4%) e per i beni intermedi (+0,7%), mentre si rilevano diminuzioni per i beni strumentali (-0,2%) e per l’energia (-1,6%). Nel quarto trimestre del 2025 il fatturato dell’industria, in termini congiunturali e al netto dei fattori stagionali, è in crescita (+0,4% in valore e +1,1% in volume).

Nello stesso arco temporale, per i servizi, si registra un aumento dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume. A dicembre, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, registra un aumento tendenziale in valore (+3,6%) e in volume (+4,8%). L’Istat stima una crescita sia sul mercato interno (+3,0% in valore e +5,0% in volume) sia su quello estero (+4,9% in valore e +4,2% in volume). Per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, si rileva un aumento tendenziale del 2,9% in valore e del 2,7% in volume, con una crescita sia nel commercio all’ingrosso (+1,1% in valore e +0,9% in volume) sia negli altri servizi (+4,7% in valore e +3,2% in volume). Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, una diminuzione per la sola energia (-15,6%), mentre si osserva un aumento per i beni intermedi (+2,3%), per quelli di consumo (+2,7%) e per i beni strumentali (+9,6%).

– Foto IPA Agency –

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