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Cronaca

L’ULTIMO SALUTO A MASSIMO BOFFELLI, VOGHERA UNITA AL RITO IN CHIESA A POMBIO

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Tanta gente stamane, presso la chiesa di Pombio a Voghera, si è stretta attorno a Gianfranco Boffelli e alla famiglia per l’ultimo saluto al figlio Massimo, scomparso improvvisamente l’altro giorno in seguito ad un aneurisma che l’ha colpito improvvisamente. Massimo Boffelli aveva 57 anni ed era molto apprezzato anche tra i giovani, per il suo ruolo di operatore scolastico in un istituto cittadino. Don Cristiano Orezzi, che ha celebrato il rito funebre con Don Stefano Ferrari (parroco di Rivanazzano Terme, Godiasco e Salice Terme) nel Vangelo di Luca, ha sottolineato il passo della risurrezione del figlio della vedova di Nain, un miracolo di Gesù che ci mostra il volto misericordioso del Padre. Il Signore che ha compassione della donna, capisce il suo disagio e dona nuovamente la vita al figlio e contemporaneamente preannuncia ciò che Egli stesso realizzerà risorgendo dai morti.
Don Cristiano ha ricordato quanto Massimo fosse una persona gentile e generosa, con parole di stima verso la famiglia Boffelli, che con Chitarrorchestra (fondata e diretta dal padre e di cui faceva parte anche Massimo) ha sempre dato un importante contributo artistico e culturale alla città e non solo. Oltre all’importante ruolo di Cristina, sorella di Massimo, con il suo impegno come presidente dell’Associazione C.H.I.A.R.A. per tendere una mano alle donne vittime di violenza di genere.
Ad accompagnare il rito funebre sono stati alcuni giovani della scuola Dante con l’insegnante di musica. Presente anche una rappresentanza della banda cittadina con il maestro Franco Garbarini.
Anche il sindaco di Voghera Paola Garlaschelli ha voluto, sulle pagine social, portare il cordoglio della città e dell’Amministrazione Comunale al papà Gianfranco, alla mamma Anna e alla sorella Cristina. Tutti noi del team di Agenzia Creativamente Editore ci uniamo al dolore della famiglia Boffelli.

Photo Credits: Luisa Dosseni Spalla

Cronaca

Elezioni Ungheria, vince Magyar “Orban si è congratulato per la nostra vittoria”

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ROMA (ITALPRESS) – Con lo spoglio delle elezioni politiche ungheresi al 45,7%, il partito Tisza di Pèter Magyar avrebbe la maggioranza dei due terzi al parlamento di Budapest che gli consentirebbe di apportare modifiche alla costituzione. A Tisza andrebbero 135 seggi, mentre il partito Fidesz del premier uscente Viktor Orban si fermerebbe a 57. All’estrema destra di Mi Hazànk andrebbero 7 seggi. “Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, mi ha telefonato per congratularsi per la nostra vittoria alle elezioni”, scrive su X Magyar.
Alle 19 di oggi si sono chiusi i seggi. Alla consultazione è stata registrata un’affluenza vicina ai livelli record: alle 18.30 aveva votato il 77,8% degli aventi diritto.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Omicidio nel Varesotto, un uomo di 30 anni ucciso per un debito di poche centinaia di euro

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OLONA (VARESE) (ITALPRESS)- Un uomo di 30 anni è stato ucciso nella notte a Induno Olona, nel Varesotto, al termine di una violenta rissa scoppiata in strada tra due nuclei familiari. Il giovane è stato colpito al fianco con un’arma bianca durante lo scontro ed è deceduto a causa delle ferite riportate.

Al termine di serrati accertamenti investigativi, i Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Varese hanno sottoposto a fermo un 50enne, ritenuto responsabile di aver inferto il colpo mortale. L’uomo, che ha riportato a sua volta una ferita da taglio, è stato fermato nella tarda serata dopo la ricostruzione dell’accaduto.

Secondo quanto emerso dalle indagini, all’origine della rissa vi sarebbe una questione economica legata a un debito di poche centinaia di euro, che nei giorni precedenti aveva già provocato tensioni e discussioni tra le persone coinvolte.

L’incontro tra i familiari, avvenuto in via Porro, sarebbe degenerato rapidamente in uno scontro fisico con esito mortale. Nel corso del sopralluogo i militari hanno rinvenuto e sequestrato due coltelli, una mazza ferrata e altri oggetti atti a offendere, alcuni dei quali con tracce ematiche.

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Tutti i soggetti identificati sono stati denunciati in stato di libertà, a vario titolo, per rissa e porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere.

-Foto di repertorio IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Voce Pavese – Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità

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Oggi parliamo di innovazione o meglio di come spesso la raccontiamo, perché tra eventi, passerelle e storytelling il rischio è sempre lo stesso: fare tanto rumore e lasciare poco. Prendiamo la Pavia Innovation Week, una settimana di incontri, ospiti, talk e nomi importanti, una manifestazione che sulla carta prometteva molto: contaminazione, visione e futuro. Ma la domanda resta una, semplice e inevitabile: cosa resta davvero al territorio? La sensazione, osservando il programma e gli appuntamenti svolti, è quella di un evento da “tutto e niente”. “Tutto” perché dentro c’è stato di tutto: tecnologia, cultura, impresa, università, startup, comunicazione. “Niente” perché è mancato un filo rosso chiaro, una direzione precisa, una ricaduta concreta. È il classico rischio del calderone: mettere insieme tanti contenuti senza costruire un’identità, senza scegliere davvero cosa si vuole essere. Perché l’innovazione non è una parola da usare nei titoli ma un processo che richiede selezione, visione e anche la capacità di dire “no”: non si può parlare di tutto nello stesso modo nello stesso spazio aspettandosi che il risultato sia incisivo. Poi c’è il tema del glamour: ospiti nazionali, nomi forti, visibilità mediatica, tutto utile e legittimo ma attenzione, perché il rischio è che un evento diventi una vetrina più che un motore, un racconto più che una trasformazione. E allora la domanda vera diventa un’altra: quale eredità lascia la Pavia Innovation Week, un progetto concreto, una rete stabile tra imprese, un’opportunità reale per i giovani, un investimento che resta oppure contenuti che si esauriscono nel tempo di un post? Non è una critica sterile ma una riflessione necessaria, perché eventi così hanno un potenziale enorme ma devono scegliere, essere contenitori o strumenti, perché innovazione non è riempire un programma ma lasciare un segno e oggi più che mai i territori hanno bisogno di segni concreti, non solo di riflettori.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

Iscrivetevi al canale La Voce Pavese su Telegram (https://t.me/vocepavese) e riceverete gratis il commento del giorno sul vostro smartphone ogni giorno.

L’articolo La Voce Pavese – Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità proviene da Pavia Uno TV.

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