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Cronaca

Al Senato un disegno di legge per tutelare i ciclisti

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ROMA (ITALPRESS) – Modificare il codice della strada individuando “opportuni accorgimenti per arrivare in futuro a una più compiuta soluzione del problema dell’alta incidentalità” tra i ciclisti e tutelarne, dunque, la sicurezza. E’ quanto prevede il disegno di legge “Disposizioni in materia di tutela della sicurezza dei ciclisti”, firmato dal senatore di Forza Italia, Marco Perosino, e promosso dalla Federciclismo e dall’associazione “Io rispetto il ciclista”. “Le statistiche danno numeri paurosi, in media ogni 32 ore sulle strade italiane muore un ciclista – ha detto Perosino -. Il nostro disegno di legge prevede la modifica del codice della strada, specificando che è vietato il sorpasso di un velocipede a una distanza minima inferiore a un metro e mezzo, e la modifica del codice nella parte in cui consente ai ciclisti di procedere in due, introducendo il divieto di procedere affiancati”. Un passo importante per il ciclismo, che in Italia ha avuto “un vero e proprio boom”, ha ricordato Cordiano Dagnoni, presidente della FCI sottolineando che è necessario “formare una cultura e un’educazione stradale con rispetto del ciclista, partendo dalle scuole”. A sostenere l’iniziativa, presentata in Senato, anche la senatrice Anna Maria Bernini, che ha ricordato che “l’Italia non è un Paese per ciclisti, quindi la prima cosa da fare è sanare i buchi. E per questo dobbiamo fare di questo disegno di legge un provvedimento condiviso”, e la deputata e atleta paralimpica Giusy Versace, che si è impegnata a portare il provvedimento alla Camera e a “sensibilizzare tanto anche i cittadini”. A promuovere l’iniziativa anche l’Associazione “Io rispetto il ciclista”, con Paola Gianotti, Marco Cavorso, Cristina Doimo e Maurizio Fondriest.
(ITALPRESS).

Cronaca

Operazioni della GDF contro il lavoro in nero nella provincia di Varese: 33 irregolari, sanzionati 18 imprenditori

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VARESE (ITALPRESS) – Prosegue l’attività delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Varese a contrasto dell’economia sommersa. Negli ultimi tre mesi i controlli si sono concentrati su diverse attività commerciali (bar, ristoranti, parrucchieri e distributori) in numerosi comuni della provincia, portando all‘identificazione di 33 lavoratori in nero.

Per 14 esercizi commerciali è stata avanzata la proposta di sospensione dell’attività all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, poiché impiegavano in nero più del 10 per cento del personale presente. In cinque casi è stata inoltre accertata la corresponsione della retribuzione con strumenti non tracciabili. Ai datori di lavoro sono state applicate sanzioni amministrative per un ammontare compreso tra i 64.000 e i 321.800 euro.

Nel corso delle ispezioni è stato individuato anche un lavoratore marocchino in stato di clandestinità, successivamente espulso e accompagnato alla frontiera dello scalo aeroportuale di Bologna. Il suo datore di lavoro è stato segnalato alla Procura della Repubblica per violazione del Testo Unico sull’immigrazione.

– Foto ufficio stampa GDF –

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Cronaca

Truffa su fondi veterinari a Palermo, sequestro da 175 mila euro

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PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di sequestro per oltre 175.000 euro, anche per equivalente, nei confronti dell’ex commissario straordinario e presidente dell’Istituto Zooprofilattico di Palermo e ad altri due dirigenti.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale locale su richiesta della Procura Europea (EPPO) – Ufficio di Palermo, punta a colpire il profitto dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita percezione a danno dello Stato.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, si sono concentrate sulla gestione dei finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Siciliana e da un’organizzazione internazionale per la tutela della sanità pubblica veterinaria. Secondo l’ipotesi investigativa, gli indagati, sfruttando i ruoli apicali rivestiti all’interno dell’Ente percettore dei fondi, avrebbero ottenuto indebitamente risorse pubbliche nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025.

Tali somme, secondo gli inquirenti, sarebbero state poi riutilizzate in modo discrezionale per l’aumento di compensi privati e per l’affidamento di incarichi e consulenze esterne per attività che, in precedenza, venivano svolte direttamente in house dall’ente pubblico.

– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –

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Cronaca

Maxi frode su auto di lusso da 42 milioni di euro, sequestri in tutta Italia

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PRATO (ITALPRESS) – Sotto il coordinamento degli Uffici EPPO (Procura Europea) di Bologna, Torino e Palermo, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Prato hanno eseguito una serie di provvedimenti emessi dal Tribunale di Civitavecchia per smantellare un’associazione criminale dedita a una maxi frode sull’Iva nell’importazione di autovetture di lusso di origine tedesca.
L’operazione odierna ha portato all’applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti di 7 persone fisiche e 6 società, con il sequestro di 61 veicoli e 10 conti bancari, anche esteri, per un valore di oltre 6 milioni di euro. Le indagini, nate dall’esposto di un cittadino a Prato, hanno svelato un imponente sistema di frode internazionale esteso a Germania, Austria, Belgio e Olanda. Attraverso la fittizia interposizione di società inesistenti a San Marino e la falsificazione di documenti doganali, l’organizzazione ha commercializzato in Italia oltre 1.700 vetture senza versare l’Iva, per un totale di oltre 42,8 milioni di euro evasi.
Il risparmio fiscale permetteva al gruppo di attuare strategie di pricing aggressivo sul mercato. L’attività odierna segue i sequestri già eseguiti nell’ottobre 2025 su disposizione dei Tribunali di Ferrara e Trani – che avevano interessato anche supercar come Ferrari, Lamborghini e Porsche -, portando il valore totale dei beni sottoposti a vincolo a oltre 11 milioni di euro in Italia. Il blitz ha visto il supporto dei Reparti della Finanza di Roma, Napoli, Vibo Valentia, Catania e Palermo.

– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –

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