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Dazi, Urso “Non bisogna rispondere di pancia, ma di testa”

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ROMA (ITALPRESS) – “La nostra è la posizione del buonsenso, che deriva dalle conseguenze di una possibile escalation commerciale. Per questo diciamo che non bisogna rispondere di pancia ma di testa, non alimentare il panico ma una visione strategica, non rispondere con misure tampone ma con la politica industriale. Il negoziato che la Ue ha appena avviato deve portare innanzitutto a ridurre l’entità dei dazi. Nel contempo però bisogna attivare da subito risposte strategiche”. Così, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso.

“Eventuali misure infatti si possono valutare solo alla luce dei dati reali che oggi non abbiamo ancora e dovranno tener conto delle conseguenze altrettanto e forse ancor più gravi di eventuali contromisure europee. Tengo a sottolineare che eventuali misure compensative a favore dei settori maggiormente colpiti devono essere europee perché, in caso contrario, alla divisione dell’Occidente minacciata dai dazi finiremmo per rispondere con la divisione dell’Europa”, aggiunge.

Secondo Urso, inoltre “dobbiamo agire subito per innescare oggi più che mai nuovi processi di crescita in Europa. Per questo è necessario sospendere le regole nefaste del Green deal che hanno già portato al collasso dell’industria automobilistica, peraltro la più danneggiata dai dazi Usa, e realizzare un vero e proprio shock di semplificazioni di tutte le procedure per liberare le imprese. Occorre poi comunque affrontare e senza più infingimenti i nodi strutturali della crescita europea a cominciare dal mercato unico dell’energia”.

Quindi l’Europa deve puntare all’autonomia strategica sull’energia, quindi rinnovabile e nucleare, ma è chiaro che si può valutare nel frattempo una migliore diversificazione nell’approvvigionamento del gas, anche tramite maggiori forniture Usa, ove fossero a prezzi competitivi, che contribuirebbero in parte a compensare gli squilibri commerciali”, chiosa il ministro.

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Strage di Ustica, il Governo si opporrà alla richiesta di archiviazione

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ROMA (ITALPRESS) – Il Governo, tramite l’Avvocatura dello Stato, si opporrà alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Ustica.

L’udienza nel corso della quale il giudice sarà chiamato a decidere sulla richiesta di archiviazione è stata fissata per il prossimo 30 settembre. Allo stato attuale non è ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile, poiché il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.

– foto IPA Agency –

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Milano Pride, Schlein al corteo: “L’omotransfobia uccide, vogliamo una legge contro l’odio”

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MILANO (ITALPRESS) – “L’omotransfobia uccide. Purtroppo ha ucciso anche Mirko Moriconi, ucciso a colpi di fucile, da suo padre, insieme alla madre”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, a margine del Milano Pride.

Moriconi, ha ricordato Schlein, “qualche tempo fa aveva anche denunciato sui social ‘per mio padre meglio morto che gay’. L’omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia bisogna che rifletta tutta la società e la politica. Qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride. Il senso è cambiare la cultura in un Paese dove l’omotransfobia continua a fare vittime”.

“Qualcuno ancora si stupisce se vogliamo una legge contro l’odio, come era il Ddl Zan, che è stato affossato in Parlamento. E qualcuno si stupisce se vogliamo prevenire queste forme di violenza e di stereotipi discriminatori, approvando l’educazione alle differenze e all’affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici”, ha sottolineato la leader dem.

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Politica

Fondi di coesione, Bartolozzi “Già impegnati circa 264 milioni di euro”

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ROMA (ITALPRESS) – A dire del Foglio di stamani, circa 270 milioni di euro (per la precisione si tratta di 280,3 M) di fondi di coesione “giacciono inerti o rimasti inutilizzati con il rischio del disimpegno automatico”. La notizia è errata e volutamente fuorviante. Alla data odierna risultano già impegnati circa 264 milioni di euro. La quota residua riguarda interventi in fase di perfezionamento nell’ambito del Piano nazionale”. Così Giusi Bartolozzi replica all’articolo pubblicato stamani da Il Foglio.

“Confondere le risorse già impegnate con quelle già pagate significa ignorare il funzionamento elementare dei fondi di coesione. Gli impegni sono stati assunti tempestivamente dal Ministero; i pagamenti seguono, come previsto, i cronoprogrammi dei beneficiari (Regioni, Anci, Prap ed altri) e si svilupperanno fino al 2029. Per di piu’ pare essere volutamente ignorato il fatto che il Ministero della Giustizia e’ organismo intermedio. Ancora una volta, colpisce che, pur di costruire l’ennesima narrazione sulla Zarina, si finisca per rappresentare in modo distorto dati amministrativi che raccontano una realtà ben diversa. Le polemiche sono legittime; molto meno lo è piegare i fatti per adattarli alla tesi. Le cifre sono testarde: 264 milioni sono già impegnati. Se la realtà non si adatta al racconto, dovrebbe essere il racconto a correggersi, non la realtà. Chi racconta l’amministrazione pubblica ha il dovere di verificare i dati prima di trasformare una normale scansione finanziaria nell’ennesimo falso caso politico”.

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