Cronaca
Stati Uniti, Pagliara “Trump tenta forzature, ma democrazia è solida”
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8 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Donald Trump “tenta di forzare fino ai limiti più estremi i poteri del presidente degli Stati Uniti. Vuole restaurare un’età dell’oro, ma credo che il rischio che questa deriva possa veramente minare la democrazia sia minimizzato dalla potenza e dalla forza della Costituzione. La democrazia americana è solida”. Lo afferma Claudio Pagliara, giornalista e autore del libro edito da Piemme “L’imperatore. Donald Trump, l’alba di una nuova era”, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Ho cercato di dare delle chiavi di lettura al lettore per decifrare questa presenza così vulcanica e avere una bussola per capire dove sta andando veramente Donald Trump”, spiega a proposito del libro. Alle ultime elezioni, qualunque osservatore “non aveva difficoltà a capire che il vento era tutto per Donald Trump. I comizi a temperature polari in Iowa con persone di un’età molto avanzata che stavano anche un’ora all’addiaccio per sentirlo, il comizio a Madison Square Garden dove già tre giorni prima c’era gente che aspettava: non ho mai visto un leader politico capace di avere un pubblico così infervorato”.
Il suo popolo è fatto di “dimenticati”: “C’è una parte del Paese che aveva votato sempre a sinistra e che si è spostata in questo nuovo incredibile ombrello che Trump ha creato. Sono operai, agricoltori e immigrati che la globalizzazione ha messo ai margini, mentre prima potevano vivere una vita molto decorosa: il messaggio di Trump si rivolge proprio a loro, a queste persone che le elite democratiche hanno trascurato”, mentre il tycoon “promette di dare loro le industrie e le fabbriche”.
Anche “sul fronte dell’immigrazione e sul piano dei diritti Lgbtq+ e della “Diversity and Inclusion” c’è stata una fuga in avanti troppo forte, questa è la verità. E’ la chiave per capire il successo di Trump: basta vedere con quanta velocità tutte le grandi aziende americane abbiano aderito alla revoca di queste politiche: pensare di poter mettere con il bilancino un tanto di afroamericani, un tanto di ispanici, un tanto di asiatici nelle varie posizioni di comando aveva creato una conflittualità enorme, indeboliva il principio su cui si basa la forza dell’America, che è quella del merito”, sottolinea Pagliara.
Lo slogan America First “è proprio quello da cui bisogna partire per capire la presidenza Trump – prosegue -: l’Occidente esiste ancora nella mente di Trump, ma non verrà mai enunciato, perchè la sua convinzione è che nel momento in cui si evoca un’unità dell’Occidente, i partner se ne approfittino in termini economici. Questo non significa però che non esiste più la Nato o che Trump distruggerà l’Europa, significa semplicemente che chiede agli alleati di fare la loro parte, in base a quello che possono” e “sulla Nato certamente devono spendere di più. La situazione geopolitica è incredibilmente pericolosa, il presidente crede che i Paesi europei debbamno fare molto di più per la difesa di quanto non abbiano fatto finora. In questo momento la difesa è un interesse dell’Europa e quindi bisogna investire”.
Il riferimento è anche alla guerra alle porte dell’Europa: in Ucraina “l’unica cosa certa è che per ora non c’è stata nessuna tregua e non sembra neanche a portata di mano. Trump non potrà mai disimpegnarsi perchè ha voluto un accordo economico con l’Ucraina sullo sfruttamento dei minerali delle terre rare e perchè deve vendere al proprio pubblico che gli aiuti hanno un ritorno economico per il Paese”.
Putin “ha pensato che l’Occidente fosse così debole da poter ottenere quello a cui aspira da molto tempo: se l’Ucraina cadesse completamente nelle mani della Russia, un giorno dopo la Cina invaderebbe Taiwan. Trump non vuole passare alla storia come il presidente della disfatta dell’Occidente”, sottolinea il giornalista.
Il presidente Usa “può cambiare posizione molto repentinamente, quindi non mi stupirei se queste tornate di negoziati che sono in corso in Turchia fallissero”, spiega Pagliara. “Poichè l’interscambio commerciale Russia-Stati Uniti ormai è quasi vicino allo zero, eventuali sanzioni sono poche: quello che si è studiato al Pentagono è cercare di colpire quelle petroliere fantasma che tutti conoscono e che consentono alla Russia di aggirare l’embargo. la posizione filo-Putin è un tentativo strategico di cercare di allontanare Putin dall’abbraccio con la Cina. Si pensa che la Russia sia così forte economicamente, ma i dati non lo dicono; per giunta, grazie alle politiche di Trump, il prezzo del petrolio, che è la principale entrata dell’economia russa, sta scendendo: questo significa meno denaro alla Russia, che è costretta a venderlo sottocosto alla Cina, per finanziare la sua guerra. Gli strumenti e le condizioni per spingere Putin a un accordo ci sono, si tratta di vedere se Putin a un certo punto vorrà arrivare a una conclusione di questa guerra oppure no”.
Per Pagliara “la stampa e gli analisti spesso prendono Trump troppo alla lettera. Va preso seriamente perchè è il presidente degli Stati Uniti, ma non proprio alla lettera perchè ha dimostrato di avere il pragmatismo – raro in un leader – di poter cambiare posizione nell’arco di pochi minuti”, come dimostra la vicenda dei dazi. Introdurli “è una mossa molto rischiosa” perchè possono “indurre inflazione, possono portare il Paese alla recessione, ma come abbiamo visto Trump chiede il massimo per ottenere qualcosa. E’ una tattica negoziale che sta applicando a livello geopolitico con i dazi, con la Cina è arrivato praticamente all’embargo e questo è controproducente per tutti, anche per gli Stati Uniti”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
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Alcaraz vince gli Australian Open, battuto Djokovic in finale
Pubblicato
27 minuti fa-
1 Febbraio 2026di
Redazione
MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Carlos Alcaraz ha vinto
gli Australian Open maschile, primo Slam stagionale sul cemento di Melbourne Park. Il campione spagnolo, primo favorito del tabellone e leader della classifica mondiale, ha piegato in finale il serbo Novak Djokovic, in rimonta, con il punteggio di 2-6, 6-2, 6-3, 7-5. Nel primo set Djokovic ha avuto la meglio in 30 minuti mostrandosi a larghi tratti superiore e chiudendo sul 6-2. Stesso parziale nel secondo ma questa volta a favore di Alcaraz che è sembrato crescere game dopo game. Il terzo, dopo un sostanziale equilibrio lo conquista Alcaraz (6-3) che nell’ultimo game piazza un secondo break. Combattutissimo il quarto set chiuso sul 7-5 da Alcaraz che conquista il quarto successo contro Djokovic in uno Slam e diventa il terzo per vittorie sul serbo nei Major dietro Nadal (11) e Federer (6). Alcaraz è inoltre il secondo spagnolo della storia, dopo Nadal (2009, 2022), a vincere l’Australian Open, nonchè il più giovane nell’Era Open a raggiungere quota sette Slam e il nono giocatore a firmare tutti e quattro gli Slam.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Ucraina, Zelensky “Al lavoro per ripristinare le infrastrutture colpite”
Pubblicato
2 ore fa-
1 Febbraio 2026di
Redazione
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Sono in corso lavori di riparazione per ripristinare le infrastrutture critiche in molte regioni dell’Ucraina. Solo a gennaio, la Russia ha lanciato contro di noi più di 6.000 droni d’attacco, circa 5.500 bombe aeree guidate e 158 missili di vario tipo. Praticamente tutti questi attacchi hanno preso di mira il settore energetico, le ferrovie e le nostre infrastrutture: tutto ciò che sostiene la vita normale”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
“Gli attacchi continuano. Nell’ultima settimana, la Russia ha utilizzato più di 980 droni d’attacco, quasi 1.100 bombe aeree guidate e due missili contro l’Ucraina. Stiamo registrando tentativi russi di distruggere la logistica e la connettività tra città e comunità. E’ proprio per questo che persiste la necessità di proteggere il cielo. Missili per Patriot, NASAMS, F-16 e altre piattaforme sono necessari ogni singolo giorno. Ringrazio tutti i partner che comprendono questo e ci aiutano” conclude Zelensky.
foto: IPA Agency
(ITALPRESS).
Cronaca
Pisa, ufficiale l’esonero di Alberto Gilardino
Pubblicato
2 ore fa-
1 Febbraio 2026di
Redazione
PISA (ITALPRESS) – Alberto Gilardino non è più l’allenatore del Pisa. La sconfitta per 3-1 con il Sassuolo, in panchina c’era il vice Gaetano Caridi a causa della squalifica dell’allenatore, è fatale al campione del mondo del 2006. Dopo la partita c’è stato un vertice di tre ore allo stadio con il presidente Giuseppe Corrado, l’amministratore delegato Giovanni Corrado e il direttore sportivo Davide Vaira. Il confronto con l’allenatore non aveva portato a una decisione definitiva anche se la strada sembrava già tracciata. Prima della mezzanotte la decisione è stata comunicata all’interessato e poi ufficializzata dalla società sul proprio sito. In pole per prendere il posto di Gilardino c’è Marco Giampaolo. Gli altri papabili sono Roberto D’Aversa e Davide Ballardini. In giornata la decisione e l’ufficialità. Non c’è tempo da perdere anche perchè domani chiude il calciomercato e venerdì prossimo lo scontro diretto in casa dell’Hellas Verona. Ultimo a 14 punti assieme al Pisa. Ecco il testo del comunicato ufficiale del Pisa sull’esonero di Gilardino.
“Pisa Sporting Club informa di aver comunicato ad Alberto Gilardino la volontà, umanamente e professionalmente sofferta, di cambiare la guida tecnica della Prima squadra. Ad Alberto e a tutti i componenti del suo staff il ringraziamento più vero per quanto hanno saputo dare in questi mesi al Club, alla squadra e ai tifosi nerazzurri. Il Pisa Sporting Club, nelle prossime ore, comunicherà il nome del nuovo Responsabile Tecnico della Prima squadra”.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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