Cronaca
Unrae “Per il pacchetto Automotive Ue servono scelte chiare e senza rinvii”
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10 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel giorno più atteso dal settore automotive da diversi anni, e in un contesto segnato da crisi geopolitiche, macroeconomiche e industriali che stanno ridefinendo equilibri considerati acquisiti, UNRAE ha lanciato oggi – nel corso della Conferenza Stampa di fine anno presso Villa Blanc a Roma – un appello deciso e urgente alla chiarezza normativa per il settore.
Proprio nelle prossime ore la Commissione Europea comunicherà i contenuti del nuovo pacchetto automotive, che comprende la revisione degli standard sulle emissioni CO2 per auto e veicoli commerciali, la strategia europea sulle batterie, il pacchetto Omnibus per la semplificazione normativa e la riduzione degli oneri burocratici, oltre alle nuove proposte per la transizione green delle flotte aziendali. Tra i possibili interventi più rilevanti e strutturali – sui quali UNRAE esprime piena convergenza – dovrebbero figurare: un modello regolatorio “a tre corsie”, con politiche su misura per auto, veicoli commerciali leggeri e veicoli pesanti; un approccio più pragmatico e aderente al mercato sui taret CO2, riconoscendo la transizione come un percorso complesso che richiede strumenti realistici e non punitivi; misure che favoriscano l’accesso alla transizione della mobilità da parte di famiglie e imprese, verso auto di piccole dimensioni, efficienti e accessibili; l’apertura alle tecnologie “ponte” per contribuire alla riduzione delle emissioni.
“Negli ultimi anni l’Europa ha imposto obiettivi senza investire a sufficienza nei fattori abilitanti. Le lacune normative di Bruxelles e la scarsa capacità di ascolto verso le Case costruttrici hanno collocato imprese e consumatori di fronte a target forse troppo ambiziosi e non supportati da adeguate condizioni. La transizione non è stata accompagnata da una politica industriale europea: questo è il vero punto critico dei target 2035”, dichiara il Presidente UNRAE Roberto Pietrantonio.
“Il traguardo della decarbonizzazione resta imprescindibile – prosegue Pietrantonio – ma richiede un dialogo più approfondito e basato sui dati, oltre alla comprensione della necessità di intervenire sui fattori abilitanti del tutto fuori dal controllo delle Case auto. E’ l’unico modo per definire un percorso realistico e pragmatico, come UNRAE chiede da anni. Oggi, però, si intravede un cambio di passo: una Commissione più attenta all’evidenza, una maggiore volontà di ascolto e la consapevolezza che transizione ecologica e competitività industriale possono procedere insieme. Serve anche una nuova narrativa, superando semplificazioni e contrapposizioni tra fazioni a supporto di diverse tecnologie”.
Con altrettanta chiarezza, UNRAE esprime forte contrarietà all’ipotesi di introdurre un target di contenuto minimo obbligatorio del 70% “Made in Europe” per l’incentivazione della domanda.
“La competitività non si costruisce alzando muri, ma rafforzando ponti. Un obbligo del 70% rischia di penalizzare i consumatori, indebolire le imprese e rallentare la transizione e minare la competitività dell’auto europea in una fase in cui è indispensabile accelerare. Il mercato UE è profondamente integrato nelle catene globali del valore: la sua forza è l’apertura, la capacità di attrarre investimenti e innovazione. Una misura protezionistica avrebbe impatti immediati sui prezzi, colpendo milioni di automobilisti e ostacolando l’accessibilità alla mobilità sostenibile. Danneggerebbe anche molti Costruttori europei, oggi fortemente integrati con fornitori internazionali. La strada corretta è un vero piano industriale europeo, basato su investimenti strutturali finanziati da risorse comunitarie e politiche che incentivino la produzione sostenibile senza penalizzare chi produce e chi acquista”, aggiunge Pietrantonio.
UNRAE sottolinea, inoltre, l’urgenza della riforma del trattamento fiscale delle auto aziendali, definendola “il più grande moltiplicatore di crescita”.
“Con una fiscalità allineata alle best practices europee in chiave “verde” – osserva Pietrantonio – crescerebbero gli acquisti di auto aziendali green, aumenterebbe la diffusione di veicoli virtuosi e si accelererebbe il ricambio del parco circolante originando un usato di ultima generazione. Ne beneficerebbero ambiente, sicurezza stradale, imprese ed erario”.
Nel biennio 2024-2025 il Governo ha, infatti, stanziato 923,4 milioni di euro per incentivare l’acquisto di autovetture a zero o bassissime emissioni, contribuendo all’immatricolazione di oltre 90.000 auto nella fascia 0-60 g/km. “Ma è possibile ottenere risultati superiori con risorse molto inferiori”, sottolinea l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri.
Secondo le analisi UNRAE, con limitati aggiustamenti ai parametri fiscali della deducibilità delle auto aziendali sarebbe sufficiente un impegno di 85 milioni di euro a carico dell’erario (al netto dell’extragettito) per incentivare oltre 100.000 autovetture green nella fascia 0-60 g/km, soddisfare altrettanti dipendenti, accelerare il rinnovo del parco auto e rendere, in pochi anni, l’usato più giovane, più sicuro e più accessibile. Il tutto con minore spesa pubblica e benefici diffusi per cittadini e imprese.
Un’impostazione al centro anche dell’iniziativa avviata a Torino lo scorso settembre, che ha visto le Associazioni del settore convergere su una ricetta concreta e condivisa. Un segnale di responsabilità e di apertura al confronto con le Istituzioni per affrontare in modo efficace i nodi strutturali del comparto.
“Sul tema della fiscalità si sta consolidando un ampio fronte comune e riteniamo che questa sia la leva prioritaria per ottenere risultati concreti e misurabili”, conclude Pietrantonio. “Una misura capace di moltiplicare i risultati riducendo i costi, che merita un confronto all’interno di un vero dialogo con le Istituzioni e in sedi capaci di assumere decisioni”.
Lo scenario prospettico dell’economia europea e nazionale indica nel 2025 per l’area Euro una crescita del Pil a +1,2%, in ulteriore ripresa nel 2026, mentre la debolezza dell’economia italiana porta a stimare, nonostante il sostegno residuo del PNRR, un incremento ben più modesto sia nel 2025 (+0,5%) che nel 2026 (+0,7%).
Nel comparto autovetture, il mercato europeo già due anni fa ha recuperato il segno positivo, che dovrebbe essere confermato anche nel 2025. In l’Italia, invece, per l’anno in corso l’UNRAE prevede un livello di 1,520-1,525 milioni di unità: -2,2% sul 2024 ma ben 400mila unità al di sotto del 2019. Per il 2026 prevede un lievissimo recupero a 1,540 milioni.
Per i veicoli commerciali leggeri, dopo un 2025 stimato in calo del 4,4% a 190.000 unità (allineato al 2019), prevede una stagnazione nel 2026.
Per i veicoli industriali, infine, la stima per il 2025 è una leggera flessione (-2,5%), mentre la previsione 2026 indica un ulteriore calo del 2,9% a 27.000 unità.
“Il nostro Paese evidenzia un ritardo significativo rispetto ai Major Market europei per quanto riguarda la diffusione di autovetture ricaricabili, dovuto a molteplici gap nei fattori abilitanti della transizione energetica: penetrazione di auto aziendali, sviluppo delle infrastrutture e prezzi di ricarica”, afferma Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE.
“Di conseguenza, ad oggi siamo al di sopra della media UE e ben lontani dal raggiungimento degli obiettivi di emissione di CO2. Solo interventi strategici e mirati potrebbero generare un cambio di passo a favore della transizione in Italia”, prosegue.
“A causa di un trattamento fiscale penalizzante – sottolinea UNRAE -, in Italia le auto aziendali hanno la penetrazione più bassa fra i 5 Major Market: 46,8% vs il 66,3% della Germania. Un segmento che, con il veloce tasso di rotazione delle flotte, è in grado di immettere sul mercato vetture più recenti e tecnologicamente avanzate. L’Italia è fanalino di coda anche per quota di vetture ricaricabili (BEV+PHEV): 11,3% vs il 33,4% del Regno Unito, 28,9% della Germania, 25,1% della Francia e 18,9% della Spagna. La sola quota di auto elettriche pure è pari al 5,2% rispetto al 21% degli altri 30 Paesi europei, e ben più bassa di Paesi che presentano un Pil pro capite a parità di potere di acquisto inferiore al nostro, come Portogallo (22,0%), Slovenia (10,4%), Spagna (8,5%) e Ungheria (8,4%), a conferma che i fattori limitanti l’adozione dei veicoli elettrici vanno oltre le sole capacità reddituali. Seppure in sostenuta crescita nell’ultimo anno (+24,0%), lo sviluppo delle infrastrutture pubbliche di ricarica inchioda l’Italia al 16° posto con 13,6 punti per 100 km di strada verso i 20,4 della media europea. I dati al 30 settembre indicano per il nostro paese circa 67mila punti complessivi, di cui 1/5 con potenza di ricarica = 50 kW.
Per quanto riguarda il mercato dell’usato, nonostante 3 anni di ripresa, il rapporto usato su nuovo è inferiore agli altri Major Market: 2 auto usate immatricolate ogni auto nuova, rispetto al 3,9 del Regno Unito, al 3,1 della Francia e al 2,3 della Germania – conclude UNRAE -. Il volume complessivo di autovetture nuove e usate resta ben lontano dai 5 milioni del 2019, a dimostrare che quanto perso dal mercato delle auto nuove non è stato recuperato da quello dell’usato”.
– Foto ufficio stampa Unrae –
(ITALPRESS).
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23 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Isybank, la banca digitale di Intesa Sanpaolo, è Official Partner di X Factor 2026, grazie alla collaborazione con Sky Brand Solutions (dipartimento di Sky Media) e Fremantle. La partnership, si legge in una nota, “rappresenta un’occasione per sviluppare nuove modalità di dialogo con i giovani, confermando l’impegno del Gruppo Intesa Sanpaolo nel sostenere il talento e le ambizioni delle nuove generazioni, attraverso soluzioni e iniziative pensate per accompagnarne la crescita professionale”. Per tutta la stagione del Live Show, la banca digitale della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, “sarà protagonista dell’Ante Factor, il format che precederà ogni puntata – che è tutti i giovedì su Sky e in streaming su NOW e sempre disponibile on demand (anche in chiaro tutti i martedì su TV8 e tutti i mercoledì su Cielo) – e accompagnerà gli spettatori nei minuti che anticipano l’inizio dello show Sky Original prodotto da Fremantle”. Dalla lounge che isybank dedicherà all’iniziativa, “concorrenti, giudici e ospiti speciali racconteranno l’atmosfera e le emozioni del dietro le quinte”. La collaborazione si estenderà anche “al mondo digitale attraverso Unplugged by isybank, il format diffuso sui canali social di X Factor, che coinvolge direttamente gli appassionati del programma”. Dopo ogni Live, “il pubblico potrà votare la performance preferita e contribuire a scegliere l’artista protagonista di una speciale reinterpretazione in versione unplugged, registrata in uno studio interamente allestito per l’occasione”. Dall’avvio di ieri dei Live, “i clienti avranno anche la possibilità di accedere attraverso l’applicazione di isybank ad opportunità esclusive legate a X Factor, tra cui biglietti per assistere ai Live Show e alla Finale, grazie ad isyReward, il programma che premia l’utilizzo quotidiano della banca digitale”.
“Accompagniamo ogni giorno oltre un milione di clienti nelle scelte di finanza personale per la realizzazione dei loro progetti. Sostenere il talento, l’impegno e la capacità di guardare al futuro significa essere vicini alle persone nei momenti che contribuiscono a definirne il percorso e le aspirazioni. La partnership con X Factor nasce da questa visione: creare occasioni di coinvolgimento e partecipazione attraverso un linguaggio vicino ai giovani, per i quali isybank si conferma banca di riferimento”, dichiara Antonio Valitutti, Amministratore Delegato di isybank.
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Cnr, al via le celebrazioni per il Centenario della Biblioteca
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23 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La Biblioteca del Consiglio Nazionale delle Ricerche “G. Marconi” ha inaugurato oggi le celebrazioni per il suo centenario con una giornata di confronto sul valore della conoscenza come bene comune e sul contributo che le biblioteche continuano a offrire alla società, a partire dalla storia dell’Istituzione che rende accessibile il patrimonio scientifico italiano, con oltre un milione di volumi per i quali svolge il ruolo di deposito legale. Fondata da Guglielmo Marconi nel 1927, la Biblioteca del CNR sarà al centro di un programma di eventi che si svilupperà fino al 23 ottobre 2027.
“Una biblioteca custodisce non soltanto ciò che l’umanità ha scoperto, ma anche le possibilità di ciò che deve ancora scoprire. E questa è l’eredità più preziosa che Marconi ci consegna: non smettere mai di cercare, di connettere, di esplorare”, dichiara Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. “Non un luogo in cui il sapere si ferma o si deposita come polvere sugli scaffali, ma uno spazio da cui la conoscenza riparte, si arricchisce nel confronto e si diffonde. Quando una biblioteca viene colpita o messa sotto assedio non perdiamo soltanto un patrimonio culturale, ma anche una parte della nostra memoria collettiva”, aggiunge.
“Il CNR ha tanti meriti, cui oggi ne aggiunge un altro, quasi controcorrente, perchè di questi tempi festeggiare i cento anni di una biblioteca è un merito altissimo: significa evidenziare all’opinione pubblica i valori della cultura che tengono insieme un popolo e che possono garantire lo studio e la conoscenza del passato per gestire il presente e preparare l’avvenire”, osserva Gianni Letta, presidente del “Premio CNR Citizen Science: Biblioteca G. Marconi”, “come fa questa biblioteca, adeguandosi all’aggiornamento tecnologico attraverso la digitalizzazione del suo patrimonio. E coinvolgendo i giovani nel concorso per il logo della Biblioteca, che li ha stimolati a studiare la storia dell’Italia e i grandi personaggi, come Guglielmo Marconi».
Maria Elettra Marconi Giovanelli, figlia del premio Nobel, ha portato la testimonianza e il ricordo del padre: “Considerava il Consiglio Nazionale delle Ricerche un luogo assolutamente indispensabile per sviluppare le idee innovative e accogliere chi ne avesse. Tutte le persone portate per l’arte e per la scienza, tra cui figure come Enrico Fermi, secondo mio padre meritavano uno spazio in cui crescere e realizzarsi. Per questo si è impegnato con grande determinazione nell’organizzare, costruire e portare avanti il progetto del CNR”.
Giovanni De Simone, direttore della Biblioteca, in occasione della consegna dell’edizione limitata della tessera commemorativa della Biblioteca, ha sottolineato: “Nei prossimi mesi saranno realizzati oltre 30 eventi trasversali, aperti a studenti, ricercatori, cittadini e comunità accademica. L’anniversario è un momento di memoria e al tempo stesso di progettazione del futuro. E’ il centenario di un’istituzione culturale che vuole fare di questo secolo di storia la premessa per rimanere ponte tra ricerca e società, laboratorio di futuro”.
Alla cerimonia del centenario hanno partecipato anche Anna Lisa Mandorino di Cittadinanzattiva, i fumettisti Giuseppe Palumbo e Gabriele Peddes, Roberto Natalini, direttore CNR-IAC, Anna Paola Sabatini dell’Ufficio scolastico regionale; ha moderato Marco Castellazzi.
Durante la mattinata si è svolta anche la premiazione delle due studentesse vincitrici del concorso “Crea il tuo BiblioLogo”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).


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