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Malagò “Mattarella sarà presente alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina”

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MILANO (ITALPRESS) – “Il Capo dello Stato sarà presente alla cerimonia di apertura e dichiarerà aperti i Giochi Olimpici. Sarà un momento istituzionale e protocollare”. Lo ha annunciato il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, nel corso della presentazione del concept della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.“Un momento della cerimonia d’apertura sarà dedicato a Giorgio Armani” ha aggiunto Malagò, in riferimento alla cerimonia in programma il prossimo 6 febbraio.

“Saranno giochi diffusi, che coinvolgeranno tutti gli atleti, non solo a Milano e Cortina ma anche nelle altre località come Livigno e Predazzo. Saranno accesi due bracieri, uno a Milano e uno a Cortina, con un doppio alzabandiera. È stata fatta richiesta al Cio perché l’Italia possa avere quattro portabandiera, due uomini e due donne, in deroga ai due previsti dal protocollo”, ha aggiunto Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Alcaraz ancora in testa al ranking Atp, ma Sinner è pronto a mettere la freccia

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ROMA (ITALPRESS) – Carlos Alcaraz eguaglia le 66 settimane da numero uno del mondo di Jannik Sinner ma l’altoatesino è pronto a mettere la freccia. Il ritorno sulla terra battuta – dove ha vinto l’84,4% delle partite giocate nel circuito maggiore, meglio solo Nadal e Borg – potrebbe essere un ottimo alleato del murciano ma Sinner, che ha 12.400 punti contro i 13.590 dello spagnolo, potrebbe riprendersi la vetta a Montecarlo, dove vanta due semifinali.

Settimana delicata anche per Lorenzo Musetti, che si conferma quinto ma inizierà dal Principato un periodo decisivo per mantenere lo status di Top 5: l’anno scorso infatti ha centrato la finale a Montecarlo, la semifinale a Madrid, a Roma e al Roland Garros, per cui dovrà difendere 2.250 dei suoi attuali 4.265 punti. Musetti, sempre alle spalle di Zverev e Djokovic (che però non ci sarà nel Principato), dovrà guardarsi da Alex de Minaur, numero 6 (4.095 pt), e da Felix Auger-Aliassime, numero 7 (4.000 pt), pure lui semifinalista lo scorso anno a Montecarlo. Unica variazione nella Top Ten lo scambio di posizioni fra Ben Shelton (ottavo) e Taylor Fritz (nono).

Nel Principato saranno di scena anche Flavio Cobolli e Luciano Darderi, che hanno perso i punti ottenuti l’anno scorso con il titolo vinto a Bucarest e Marrakech ed escono rispettivamente dalla Top 15 (16°, -3) e dalla Top 20 (21°, -2), oltre a Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi.

Questa la top ten della nuova classifica Atp:

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1. Carlos Alcaraz (Esp) 13.590 (–)
2. Jannik Sinner (Ita) 12.400 (–)
3. Alexander Zverev (Ger) 5.205 (–)
4. Novak Djokovic (Srb) 4.720 (–)
5. Lorenzo Musetti (Ita) 4.265 (–)
6. Alex De Minaur (Aus) 4.095 (–)
7. Felix Auger-Aliassime (Can) 4.000 (–)
8. Ben Shelton (Usa) 3.900 (+1)
9. Taylor Fritz (Usa) 3.870 (-1)
10. Daniil Medvedev (Rus) 3.610 (–)

16. Flavio Cobolli 2.320 (-3)
21. Luciano Darderi 1.920 (-2)
66. Lorenzo Sonego 810 (-3)
79. Mattia Bellucci 715 (-6)
90. Matteo Berrettini 650 (+1)
107. Matteo Arnaldi 605 (–)
113. Francesco Maestrelli 577 (+1)
134. Andrea Pellegrino 490 (-4)
140. Luca Nardi 444 (–)
141. Stefano Travaglia 444 (+1)

SABALENKA GUIDA IL RANKING WTA, PAOLINI STABILE ALL’OTTAVO POSTO

Top Ten Wta invariata in vista di una settimana dove si giocherà solo a Linz visto che la scena se la prenderanno i qualifiers di Billie Jean King Cup con l’Italia di scena a Velletri contro il Giappone. Al comando c’è sempre Aryna Sabalenka, per la 77esima settimana consecutiva (l’85esima complessiva): la 27enne di Minsk mantiene 2.917 punti di vantaggio sulla kazaka Elena Rybakina, mentre sul terzo gradino del podio è stabile la statunitense Coco Gauff, che precede di soli 15 punti Iga Swiatek. La 24enne di Varsavia è in quarta posizione davanti ad altre due statunitensi: Jessica Pegula, campionessa bis a Charleston, ed Amanda Anisimova. Al settimo posto c’è l’ucraina Elina Svitolina che per 58 punti è davanti a Jasmine Paolini, ottava. Stabili in nona posizione la 19enne canadese Victoria Mboko e in decima la 18enne russa Mirra Andreeva.

Fra le azzurre fa un passo avanti Elisabetta Cocciaretto – a Charleston arrivata ad un soffio dall’impresa contro Pegula negli ottavi -, che risale al numero 42. Ne fa uno avanti anche Lucrezia Stefanini, ora al numero 147. Perde due posizioni Nuria Brancaccio, ora al numero 152, che resta comunque in zona “best”. La 25enne di Torre del Greco precede Lucia Bronzetti, uscita a fine ottobre scorso dalla top cento: la romagnola perde altri due posti ed è ora numero 163.

Questa la top ten della nuova classifica Wta:

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1. Aryna Sabalenka (Blr) 11.025 (–)
2. Elena Rybakina (Kaz) 8.108 (–)
3. Coco Gauff (Usa) 7.278 (–)
4. Iga Swiatek (Pol) 7.263 (–)
5. Jessica Pegula (Usa) 6.243 (–)
6. Amanda Anisimova (Usa) 5.995 (–)
7. Elina Svitolina (Ukr) 3.965 (–)
8. Jasmine Paolini (Ita) 3.907 (–)
9. Victoria Mboko (Can) 3.531 (–)
10. Mirra Andreeva (Rus) 3.121 (–)

42. Elisabetta Cocciaretto 1.310 (+1)
147. Lucrezia Stefanini 526 (+1)
152. Nuria Brancaccio 506 (-2)
163. Lucia Bronzetti 456 (-3)
189. Lisa Pigato 383 (-2)
210. Silvia Ambrosio 329 (-2)
224. Camilla Rosatello 310 (+2)
248. Jessica Pieri 276 (–)
265. Jennifer Ruggeri 259 (+2)

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Ventura “Non è tutta colpa dei ct, deve intervenire anche il governo. Da quell’Italia-Svezia del 2017 non è cambiato nulla”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non è tutta colpa dei ct, è evidente. Ha le sue responsabilità, ma non è un problema di presidente federale o di allenatore, bensì di cultura, di sistema. Facciamo sempre finta di niente. Dopo il 2006, siamo usciti subito sia nel 2010 che nel 2014. Poi non ci siamo qualificati per tre Mondiali di fila. L’ultimo Europeo è stato bruttissimo. C’è stata solo la parentesi dell’Europeo vinto, la classica eccezione che conferma la regola”. Giampiero Ventura, ospite di “Radio Anch’io Sport”, assolve Gattuso dopo che l’Italia per la terza volta di fila ha mancato la qualificazione al Mondiale.

“Ogni volta ci ritroviamo a parlare, a spiegare. Le criticità sono strutturali, deve intervenire il governo, non solo quello federale. Ognuno ha la propria ricetta. Un conto è dirlo e un conto è poi farlo. Da Italia-Svezia del 2017 non è cambiato nulla”, insiste Ventura, sulla panchina della Nazionale proprio nello spareggio che negò agli azzurri il pass per la Russia nel 2018. “Siamo stati eliminati dalla Svezia, poi arrivati quinta al Mondiale – ricorda – L’attacco fu personale, bisognava trovare un capro espiatorio. Ma ormai fa parte del passato. Certamente ha inciso sulla mia scelta di staccare. Fu una violenza in alcuni casi anche gratuita”.

Se riprenderei una patata bollente come quella della Nazionale? “Assolutamente no. Non l’avrei voluta prendere neanche quando l’ho presa. Dopo pochissimo tempo, mi resi conto che avevo fatto la scelta sbagliata ed era un momento in cui di scelte ne potevo fare diverse, anche molto interessanti. Ma è inutile piangersi addosso. Non c’erano i presupposti allora, non ci sono oggi. Chiunque siederà sulla panchina azzurra, incontrerà difficoltà oggettive”.

Ventura capisce quello che sta passando Gattuso, “ci sono passato anch’io, ti senti responsabile per non aver raggiunto l’obiettivo. L’importante è che, in cuor suo, sappia di aver fatto il massimo. Gli consiglio di ripartire serenamente a rifare il lavoro che ha sempre fatto. Con la convinzione che questo con la Nazionale è stato un brutto incidente di percorso, ma che può accadere nel mondo del calcio. Il prossimo ct? Credo che sia l’ultimo dei problemi. Qualsiasi sia il ct, se non viene messo nelle condizioni di lavorare al meglio, opererà sempre in questo contesto di difficoltà. Nel 2006 abbiamo vinto perché avevamo una generazione di fenomeni. Oggi questa generazione non c’è. Bisogna prima creare i presupposti affinché un ct possa incidere radicalmente”.

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A questo proposito Ventura rivela che, come Baggio, aveva presentato un report per rilanciare il calcio italiano. “Ritenevo che ci fosse la necessità di comportamenti diversi. I palazzi si costruiscono dalle fondamenta, non dall’attico. Un tempo, i giovani giocavano 4-5 ore al giorno, tutti i giorni. Giocavano per strada o negli oratori. Se questi spazi non ci sono più perché la società è cambiata, bisogna crearne di nuovi. Nei centri vanno messi allenatori-educatori capaci e pagati, che non hanno l’obiettivo di vincere il torneino, ma di creare e di far crescere. Dopo aver creato e cresciuto, non deve esserci la dispersione: il passaggio dalla primavera alla prima squadra è troppo grande in Italia”. Ventura cita Vergara, che “è nel Napoli da sempre, ma non avrebbe giocato neanche un minuto e non ci fossero stati tutti gli infortuni che ha avuto il Napoli quest’anno. Lo stesso Pisilli è da tempo che si conosce, poteva avere molto più minuti sulle spalle e sulle gambe”. Ma non solo:

“Una volta si viveva solo ed esclusivamente di tecnica. Oggi spesso nei settori giovanili l’ambizione dell’allenatore non è quello di crescere un talento, ma raggiungere un obiettivo per poter poi uscire dal settore giovanile e fare strada in maniera individuale. Serve cambiare atteggiamento, il modo di proporre e di proporsi”.

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Flagg stende LeBron e i Lakers, vincono Celtics e Thunder

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ROMA (ITALPRESS) – Non basta ai Los Angeles Lakers la tripla doppia sfiorata da LeBron James per evitare la sconfitta contro Dallas. Nel successo dei Mavericks, arrivato nella serata di Pasqua della regular season di Nba, c’è la firma di Cooper Flagg, che dopo i 51 punti dell’ultima partita sfodera un’altra grande prestazione da 45 punti, 9 assist e 8 rimbalzi nel match terminato con lo score di 134-128. Per LeBron, che si è caricato sulle spalle i Lakers dopo l’infortunio di Luka Doncic, a fine partita sono 30 punti, 15 assist e 9 rimbalzi.

Ci sono nuovamente Jaylen Brown (26 punti) e Jayson Tatum (23 con 13 rimbalzi) dietro al successo dei Celtics sui Toronto Raptors per 115-101. La svolta del match arriva nell’ultimo quarto, quando Boston mette le marce alte, riuscendo a chiudere una partita rimasta in equilibrio nelle tre frazioni precedenti. Non c’è storia tra Oklahoma City Thunder e Utah Jazz. La capolista della Western Conference si impone per 146-111 senza strafare. Shai Gilgeous-Alexander gioca 23 minuti, nei quali riesce a mettere a referto 20 punti, uno in meno di Chet Holmgren. Inutili ai fini del risultato i 34 punti di un ottimo Brice Sensabaugh.

Successo in rimonta per gli Orlando Magic contro i New Orleans Pelicans, che chiudono in svantaggio di dieci punti il terzo quarto e festeggiano nel finale con un 112-108. Bene Paolo Banchero, 23 punti e 16 rimbalzi, assieme a Desmond Bane, che sfodera una prestazione da 27 punti. Dopo due mesi di assenza per un infortunio,

Steph Curry rientra in campo per i Golden State Warriors, non riuscendo però a evitare la sconfitta di misura contro gli Houston Rockets, che si impongono per 117-116 grazie ai 31 punti di Kevin Durant e ai 24 di Alperen Sengun, protagonista del canestro decisivo a 11 secondi dalla fine. Si interrompe a otto la striscia di sconfitte consecutive per i Milwaukee Bucks, che passano per 131-115 contro i Memphis Grizzlies. Sono invece quattro le affermazioni di fila per gli Charlotte Hornets, che hanno la meglio sui Minnesota Timberwolves per 122-108, trascinati soprattutto dai 35 punti di LaMelo Ball. Vittorie anche per Phoenix (120-110 contro Chicago), Brooklyn (121-115 contro Washington), Cleveland (117-108 contro Indiana) e per i Los Angeles Clippers (138-109 contro Sacramento).

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