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Cronaca

Alla Festa del Cinema il documentario “Corpo libero” sull’obesità

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ROMA (ITALPRESS) – Iris ha una compagna invadente, da sempre con lei, in ogni fase della sua vita, fin dall’adolescenza: è l’obesità, una prigione da cui riesce ad evadere nel momento in cui impara a volersi bene, a cercare una strada per riprendere in mano la propria vita.
Marco, dopo una carriera sportiva agonistica, comincia a prendere peso, finchè non capisce che quel corpo gli impedisce di vivere la vita che vuole e trova il coraggio di chiedere aiuto e di prendersi cura della sua salute fisica e mentale.
Maria inizia a prendere peso dopo le gravidanze e non riesce più a perderlo; dopo molte diete e molti fallimenti si rivolge a uno specialista, iniziando un percorso di rinascita fatto di sforzi e sacrifici, che la porta nuovamente a stare bene con il suo corpo in salute.
Roberto si rifugia nel cibo quando i suoi genitori si separano: un evento che segna la sua adolescenza portandolo all’isolamento e alla solitudine. Ma quando nasce sua nipote qualcosa scatta dentro di lui: vuole ricominciare a vivere, e ci riesce, grazie a un supporto nutrizionale e psicologico.
Sono le storie di persone con obesità raccontate nel documentario Corpo libero, prodotto da Telomero Produzioni con il patrocinio dell’Associazione pazienti Amici Obesi e realizzato con il contributo non condizionante di Lilly, presentato in anteprima nell’ambito della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Corpo libero è il primo documentario che affronta a 360 gradi la patologia obesità, raccontata sia dal punto di vista dei clinici che attraverso il percorso dei pazienti: quattro storie emblematiche di chi, passo dopo passo, si è allontanato dal proprio corpo, perdendo il contatto con il proprio benessere e la salute, per poi ritrovarsi e cercare una nuova connessione con sè stesso, riconquistando la libertà di vivere appieno, oltre le limitazioni che quel corpo un tempo imponeva.
“Conoscere i protagonisti di Corpo libero è stata un’esperienza di grande forza ed emozione – commentano Donatella Romani e Roberto Amato, Autori e Produttori di Telomero Produzioni, che hanno scritto e diretto il documentario – Le loro storie toccano profondamente e sono un esempio di come sia possibile liberarsi dal fardello dell’obesità, un peso che non è solo fisico ma anche legato allo stigma e al pregiudizio della società. Tanti racconti dolorosi, ma anche tante risate e un grande desiderio di condividere le proprie storie per incoraggiare chi ha problemi di peso a chiedere aiuto, a non chiudersi in sè stesso. Raccogliere le parole autentiche e intime di Iris, Marco, Maria e Roberto è stato un grande privilegio di cui li ringraziamo e dal quale portiamo con noi ricordi preziosi”.
Una narrazione che vuole andare al di là dei luoghi comuni associati all’obesità, vera e propria malattia cronica, complessa e multifattoriale, superando i confini della retorica per scrivere una semantica nuova, proiettata verso il domani.
«Collaborare alla realizzazione del documentario Corpo Libero ha significato rimettermi nuovamente in gioco. Era da tanto che non mi raccontavo e ogni volta riaffiorano sensazioni in gran parte negative, che ho chiuso in un cassetto della memoria: non si possono cancellare, ma almeno tentare sì – dichiara Iris Zani, Presidente di Amici Obesi e FIAO – Federazione Italiana Associazioni Obesità – Raccontare un vissuto ormai lontano significa dare speranza a chi, in questo momento, è convinto di non farcela e che nulla cambierà. Non è così. In questi anni ho capito che con “corpo libero” non si intende solo libero dal peso in eccesso, ma libero da pregiudizi, condanne e opinioni non richieste. Libero di non essere necessariamente conforme a tutti gli altri, ma in sintonia con sè stesso.
Ho imparato nel tempo a prendermi cura di questo corpo, a conviverci e a non contrastarlo più.
Un corpo libero. Credo che mettersi a nudo così possa aiutare più di tante parole».
Corpo libero è un racconto corale che vuole superare la grassofobia e incoraggiare le persone a intraprendere un percorso di cura che possa ridurre il rischio di andare incontro alle patologie correlate al sovrappeso e all’obesità e le aiuti a vincere lo stigma, l’isolamento e la paura di non farcela: alle voci dei pazienti si affiancano quelle degli specialisti, la professoressa Annamaria Colao e il dottor Edoardo Mocini, che spiegano i meccanismi biologici alla base dell’obesità e raccontano la grande rivoluzione terapeutica che può aiutare le persone alle prese con questa malattia cronica a ritrovare la propria salute.
Un tassello fondamentale nel percorso di riconoscimento e miglioramento nella gestione della patologia obesità è rappresentato dall’approvazione della Legge, prima nel mondo, che riconosce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, inserendola nei LEA e rintroducendo una serie di misure concrete con l’obiettivo di alleggerire i costi ancora oggi molto elevati per i pazienti e sostenere in particolare le fasce di popolazione economicamente più fragili.
“La legge che riconosce l’obesità come patologia rappresenta un vero traguardo, sia sul piano politico che sociale – afferma la deputata Patrizia Marrocco a margine della proiezione del docufilm Corpo Libero – Come è emerso chiaramente anche oggi, l’obesità ha un impatto profondo sulla vita e sulla salute dei pazienti. Siamo pienamente consapevoli della crescente portata di questa patologia e della complessità della sfida che essa comporta. Per questo, oltre al riconoscimento formale, stiamo già lavorando per rafforzare le risorse previste, che devono necessariamente essere ampliate per rispondere in modo concreto e adeguato alle esigenze dei pazienti, garantendo l’accesso alle cure”.
“Cala il sipario sullo stigma: l’obesità non è più un problema di immagine o di volontà, ma una condizione di salute che merita cura e rispetto – dichiara Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Italy HUB di Lilly – La recente approvazione in Italia della prima legge al mondo che riconosce l’obesità come patologie recidivante e refrattaria è il compimento di un percorso già tracciato da anni a livello scientifico, che oggi prende forma anche da un punto di vista istituzionale e regolatorio. Il documentario Corpo Libero si inserisce in questo contesto come un contributo importante al percorso di riconoscimento e sensibilizzazione sulla patologia che stiamo portando avanti insieme a tutti gli attori del sistema salute, con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione sull’obesità e favorire una maggiore consapevolezza non solo tra i pazienti, ma nell’opinione pubblica nel suo complesso”.
Lo storytelling del documentario è accompagnato con riflessioni intime e potenti dalla “voce narrante” di Stefania Rocca, attrice icona del cinema italiano. Dopo l’anteprima della Festa del Cinema di Roma, a novembre il documentario Corpo libero sarà disponibile in streaming su La7 e Amazon Prime Video.
-foto ufficio stampa Lilly –
(ITALPRESS).

Cronaca

Ucraina, Zelensky “9 feriti tra cui bambini in attacco russo”

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KIEV (ITALPRESS) – Nuovo raid russo contro l’Ucraina la scorsa notte. “Si è trattato di un attacco combinato, deliberatamente calcolato per causare il maggior danno possibile al nostro settore energetico. Sono stati utilizzati quasi 400 droni e 29 missili di vario tipo, compresi quelli balistici”, scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui social. “A Odessa – aggiunge -, decine di migliaia di persone sono rimaste senza riscaldamento e acqua dopo l’attacco dei droni. Tutti i servizi necessari stanno lavorando per aiutare. In totale, 12 regioni sono state prese di mira e, purtroppo, 9 persone sono rimaste ferite, tra cui bambini. Più di dieci edifici residenziali e infrastrutture ferroviarie sono stati danneggiati”. “La Russia deve essere ritenuta responsabile della sua aggressione – prosegue -. La nostra diplomazia sarà più efficace se ci saranno giustizia e forza”.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Fiamme in pieno centro a Napoli, coinvolto il teatro Sannazaro

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NAPOLI (ITALPRESS) – Incendio nella notte nel quartiere Chiaia, a Napoli. La zona interessata è quella del teatro Sannazaro. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e gli agenti della Polizia di Stato. E’ andata distrutta la cupola del teatro. Danneggiati anche alcuni palazzi adiacenti. Ci sarebbero quattro persone intossicate.
L’incendio ha interessato parte della cupola al di sopra della platea, che sarebbe crollata. I Vigili del fuoco sono al lavoro con 5 squadre. Le fiamme hanno coinvolto anche alcune abitazioni vicine, da cui è in corso l’evacuazione dei residenti. L’incendio sembra sia partito proprio da un condominio nei pressi del teatro Sannazaro e si sia poi allargato alla struttura stessa.
Sul posto è arrivata la proprietaria e direttrice artistica del teatro, Lara Sansone. La nipote dell’attrice Luisa Conte è scoppiata in lacrime subito dopo essere stata informata della situazione e dei danni che avevano interessato il Sannazaro.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Vigili del fuoco –
(ITALPRESS).

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Foti “Al Board per Gaza è utile esserci, mediamo tra Usa e Ue”

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ROMA (ITALPRESS) – Per prima cosa “va aspettato il voto del Parlamento, che è sovrano”, quindi chiedersi se a Washington per l’inaugurazione del Board sul Medio Oriente andrà la premier Meloni o il ministro egli Esteri è “prematuro e comunque non ha alcuna rilevanza”. E questo perchè, spiega il ministro per gli Affari europei e la Coesione di FdI, Tommaso Foti, in una intervista al Corriere della Sera, si sta facendo “più che un teatrino della politica, folklore. Anzi il folklore è cultura, questa è la degenerazione della politica”.
“Noi abbiamo sempre detto che l’adesione formale al Board sarebbe stata un problema per il conflitto con l’articolo 11 della Costituzione italiana, come immagino lo sia per altre Costituzioni – sottolinea -. Ma ricordo alla nostra opposizione che questo organismo è stato accettato come elemento del piano complessivo per la pace in Medio Oriente anche dal Consiglio di sicurezza Onu. E’ stata invitata anche l’Ue, come altri Paesi. Ognuno può valutare come vuole, noi crediamo sia utile partecipare come osservatori”.
“L’Italia – aggiunge -, oltre che come osservatore alla cerimonia di inaugurazione del Board, continua nel suo impegno per l’assistenza umanitaria al popolo palestinese con l’operazione Food for Gaza ed è impegnata dal 2014 nell’addestramento delle forze di sicurezza palestinesi. E naturalmente lavoriamo perchè si arrivi al trattato di pace, con due popoli e due Stati”.
“Ogni Paese – aggiunge Foti – fa ciò che vuole, ma anche la Francia: sembra che sia sempre in opposizione agli Usa e poi magari escono WhatsApp del presidente Macron a Trump che dicono tutt’altro… Noi come Italia abbiamo un ruolo di punta nella mediazione tra Usa e Ue che porta vantaggio all’Europa, anche se qui non viene riconosciuto per ragioni di lotta politica interna”.
“Stiamo parlando – ricorda il ministro Foti – di teatri di guerra, come la Palestina, dei quali si è occupato e ha ottenuto qualche successo solo Trump, così come nel conflitto tra Russia e Ucraina. Non è che possiamo far finta di non vederlo, o fare i capricciosi per partito preso, come fa l’opposizione”. Ed alla domanda se non si è troppo filo Trump, risponde: “No. Cerchiamo di tenere in piedi il dialogo, e anche Rubio ha parlato della reciproca necessità di Usa e Ue di collaborare. Poi voglio ricordare che, mentre si parla a vanvera, l’Italia, con la Germania e il Belgio, ha organizzato una sorta di prevertice europeo con 20 Paesi dei 27 dell’Ue sul tema della competitività, che è la vera sfida con Usa e Cina. E’ un fatto enorme. E sono i fatti a dire come ci stiamo muovendo, non le parole a caso”.
Passando al referendum sulla Giustizia, alla domanda se teme la rimonta del No, anche per gli effetti che potrebbe avere sul governo, commenta: “Per niente. Primo, perchè io sono convinto che gli italiani siano molto più avanti di questo dibattito furioso e andranno a votare Sì a una riforma equilibrata che non mette minimamente in discussione l’autonomia della magistratura, ma stabilisce quello che ormai di fatto accade, la separazione delle carriere, e la fine del sistema correntizio, facendo sì che grazie al sorteggio non si decidano carriere solo per appartenenza a una fazione ma per merito. Se poi dovesse prevalere il No, e non lo credo, non vedo problema: il referendum è uno strumento di democrazia diretta per esprimersi su una legge, non su chi debba governare, per quello ci sono le elezioni politiche. Del resto sono in tanti nell’opposizione, in particolare nel Pd, schierati per il Sì. Il polverone sollevato per parlare d’altro e non del merito non aiuterà nè loro, nè il Paese”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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