Cronaca
A Palermo il Women Economic Forum, il Mediterraneo protagonista
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10 mesi fa-
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Redazione
PALERMO (ITALPRESS) – Ha preso il via la terza edizione italiana del Women Economic Forum, che quest’anno sceglie una nuova città e un nuovo focus tematico. Intitolata “Women Economic Forum for the Mediterranean”, l’edizione 2025 si tiene il 30 e 31 ottobre a Villa Zito: una due giorni di incontri, dialoghi e visioni sul ruolo strategico delle donne nello sviluppo dell’area mediterranea, crocevia storico e culturale che rappresenta più di un quarto del commercio globale e funge da ponte tra Europa, Medio Oriente e Africa.
Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali di Laura Mattarella, Presidente del Comitato d’Onore del WEF-Italy, Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, Maria Concetta Di Natale, Presidente di Fondazione Sicilia, e Marilena Citelli Francese, Presidente del WEF-Italy.
Laura Mattarella ha sottolineato come “di fronte ai drammatici conflitti e scontri in atto, lo sguardo al futuro abbia l’urgenza di impegni concreti per favorire la costruzione di società consapevoli, eque e resilienti nel mondo globale, afflitto da una condizione di crisi permanente per il susseguirsi e sovrapporsi di situazioni d’emergenza e instabilità. Questo è l’obiettivo del Forum e in quest’ottica il tema dell’educazione che figura tra le numerose sessioni di lavoro di questo appuntamento annuale occupa un posto di grande rilievo. L’istruzione rappresenta l’unico ambito dove si registra la riduzione del divario sociale tra i sessi in quasi tutti i paesi dell’area Mediterranea. L’istruzione intende essere uno dei pilastri sui quali si fonda il patto per il Mediterraneo che l’Unione Europea intende stringere con i paesi del Mediterraneo meridionale entro il prossimo mese di novembre, in occasione del 30º anniversario della dichiarazione di Barcellona”.
“In un momento storico in cui il dialogo tra i popoli è più che mai necessario, il Mediterraneo rappresenta uno spazio unico di incontro e scambio per la cooperazione internazionale. Con il Women Economic Forum for the Mediterranean vogliamo valorizzare il ruolo di quest’area come ponte tra culture, economie e competenze, promuovendo una cooperazione che parta dal protagonismo femminile e dall’innovazione. Palermo, città simbolo di accoglienza e crocevia di civiltà, rappresenta il luogo ideale per ospitare questa edizione, che vuole mettere al centro la forza del Mediterraneo come laboratorio di idee e l’Italia come hub naturale di questo dialogo tra Europa, Medio Oriente e Africa”, dichiara Marilena Citelli Francese, Presidente del WEF-Italy.
“Per la Fondazione Sicilia è un onore e un orgoglio ospitare il WEF, che mette l’Isola al centro del Mediterraneo, riconoscendone il suo ruolo storico. La Sicilia nei secoli è stata il centro delle rotte mediterranee anche della cultura, non solo dell’economia. E il ruolo delle donne è sempre più importante in quest’ottica”, sottolinea Maria Concetta Di Natale, Presidente di Fondazione Sicilia.
Per il Sindaco di Palermo Roberto Lagalla “il Mediterraneo può diventare una nuova speranza per l’Europa, ma anche per Africa e Medio Oriente. La Sicilia ha l’opportunità di contribuire alla realizzazione di un nuovo modello basato su integrazione e inclusione. Le donne hanno un ruolo centrale, sanno guardare al futuro meglio di noi uomini”.
L’evento arriva a Palermo dopo il successo delle due edizioni romane: l’ultima, nel 2024, ha raggiunto 1,2 milioni di utenti in streaming, accolto oltre 1.500 partecipanti da 62 Paesi. Organizzato da G100, una delle reti femminili internazionali più influenti nel promuovere la leadership e l’empowerment economico delle donne, l’evento si propone come piattaforma di dialogo internazionale per accelerare il cambiamento e ripensare il ruolo del Mediterraneo come spazio di cooperazione, innovazione e inclusione, per valorizzare la leadership femminile e costruire reti attive anche oltre la regione, anche alla luce delle complesse trasformazioni geopolitiche in corso.
Secondo il Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum, la parità di genere a livello globale è ancora distante, con una stima di 123 anni necessari per colmare il divario. L’Italia registra un lieve miglioramento, passando dall’87° all’85° posto su 148 Paesi. Tuttavia, la partecipazione economica delle donne resta il vero tallone d’Achille, che relega l’Italia al 117° posto a livello globale segnalando la necessità di interventi urgenti per favorire l’inclusione e la presenza femminile nel mondo del lavoro. Un quadro che rende ancora più urgente l’attivazione di politiche concrete e reti internazionali per valorizzare il ruolo delle donne nei processi decisionali, economici e sociali.
Il programma di questa nuova edizione prevede sette sessioni plenarie, dedicate a temi centrali per il futuro economico e sociale dell’area mediterranea: leadership femminile, food innovation, sostenibilità urbana, aerospazio, salute, futuro dell’istruzione e, novità di quest’anno, la disinformazione digitale.
Tra le ospiti di questo panel Daniela Carosio, Vicepresidente di BVTECH, che ha dichiarato: “In un mondo in cui oltre 5 miliardi di persone si informano online, l’impatto delle piattaforme può essere devastante. Le donne, bersaglio privilegiato di attacchi e Deep fake, pagano il costo più alto. Per questo dobbiamo proporre un approccio etico e aggiungere alla difesa dei dati, la protezione delle persone. Serve una ‘Cybersecurity cognitivà, un’alleanza per promuovere trasparenza delle piattaforme digitali, un approccio più responsabile, audit di controllo degli algoritmi, programmi precisi di ‘Digital critical Thinking’. Costruire un ecosistema informativo sano non è più una scelta, ma un imperativo economico e sociale. Parlarne al Women Economic Forum, confrontandosi con donne di tutto il mondo, è un primo concreto passo per delinearlo”.
Tra gli ospiti internazionali di rilievo di questa edizione: Hind Aboud Kabawat, Ministro degli Affari Sociali e del Lavoro del Governo Transitorio Siriano; Hamida Aman, fondatrice della Begum Organization for Women; Anne Claire de Liedekerke, Presidente di Make Mothers Matter; Fahimeh Robiolle, CEO di Fahimeh Robiolle Consulting & Training e Loredana Teodorescu, Presidente della Mediterranean Women Mediators Network.
I tavoli tematici sono presieduti da Chiara Corazza, rappresentante per la Francia nell’Empower Alliance del G20 e membro del Consiglio consultivo per l’uguaglianza di genere del G7; Valeria Termini, Professore ordinario di Economia politica all’Università Roma Tre e membro dell’High Level Dialogue on Energy delle Nazioni Unite; Sharon Cittone, Global Chair del G100 e Founder e CEO di Edible Planet Ventures; Elena Grifoni Winters, Professore di Space policy del Gran Sasso Science Institute; Ersilia Vaudo, astrofisica e Chief Diversity Officer dell’Agenzia spaziale europea; padre Alberto Carrara, Presidente dell’Istituto Internazionale di Neurobioetica e Carla Bassu, Professoressa ordinaria di Diritto Pubblico Comparato dell’Università di Sassari.
Tra gli ospiti dei diversi panel anche: Staffan De Mistura, professore presso l’Università SciencesPo, inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale; Oksana Lomachenko, Vice Ministro dell’Agricoltura e dell’Alimentazione dell’Ucraina; Anna Dorangricchia, Responsabile del programma sull’uguaglianza di genere presso il Segretariato dell’Unione per il Mediterraneo; la Senatrice Alessandra Gallone in rappresentanza del Ministero dell’Università e della Ricerca; Guila Clara Kessous, UNESCO Artist for Peace e Vice Presidente della United Nations Federation; Giorgia Molajoni, Chief Technology and Communication Officer Plenitude; Emmanuel Conte, Assessore alle risorse finanziarie, economiche e patrimoniali del Comune di Milano; Francesca Galelli, Food Policy Officer del World Farmers Alliance; Gladys H. Morales, Direttore Innovazione globale del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo-IFAD; Juliette Lambin, responsabile del progetto ERS presso l’ESA; Anna Maria Monterisi, Direttore Comunicazione istituzionale ASI; Milena Lerario, CEO di e-GEOS; Tiziana Mele, AD di Lundbeck Italia; Enza Lo Re, Responsabile del Servizio di Neurologia IRCCS ISMETT-UPMC; Giusy Ranucci, Responsabile epatologia pediatrica IRCSS ISMETT-UPMC; Antonio Nicita, Senatore e Professore Ordinario di Politica Economica presso LUMSA; Daniela Carosio, Vice Presidente di BVTECH, e l’artista Maria Cristina Finucci, che presenta la performance The Garbage Patch State Mediterranean, evento del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2025 di Venezia. Con l’accordo simbolico dei Paesi rivieraschi, l’artista proclama l’annessione delle acque del Mediterraneo al Garbage Patch State, fondato nel 2013 dall’UNESCO per sensibilizzare sull’inquinamento ambientale.
Lundbeck Italia è main partner dell’iniziativa, che è anche supportata da Fondazione Med-Or e UPMC, mentre Webuild ha allestito a Villa Zito “Evolutio”, la sala immersiva che racconta attraverso la tecnologia l’evoluzione delle infrastrutture e la visione del futuro attraverso le grandi opere, visibile dal 30 ottobre al 9 novembre presso Villa Zito. Il percorso esperienziale pone un focus mirato sul contesto geografico della Sicilia e sull’importanza della mobilità e dei collegamenti infrastrutturali dell’isola, invitando il pubblico a riflettere sul valore identitario e sulla centralità strategica delle infrastrutture per il futuro della Sicilia e del Paese.
– Foto Women Economic Forum –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Stagione finita per Pogacar ma rinnova con la UAE Emirates XRG fino al 2032
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2 ore fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Tadej Pogacar tornerà in sella solo il prossimo anno ma sarà ancora su una bici della UAE Team Emirates XRG e così fino al 2032. Una settimana dopo la caduta alla Vuelta di Spagna che lo ha costretto al ritiro mentre era saldamente al comando della classifica generale, il corridore sloveno – 28 anni il prossimo 21 settembre – allunga per altri sei anni il suo legame col team che lo ha lanciato fra i pro nel 2019. Al contempo Pogacar annuncia però di chiudere in anticipo la stagione: niente Mondiali nè Il Lombardia, dove si è aggiudicato le ultime cinque edizioni. “Fin dall’inizio, questa squadra mi è sembrata casa – commenta sul rinnovo -. Siamo cresciuti insieme nel corso degli anni e abbiamo condiviso momenti incredibili, quindi sono molto felice di prolungare il mio contratto fino al 2032. C’è ancora molto che voglio ottenere in questo sport e credo che questo sia il posto giusto per farlo. Sono molto grato per la fiducia che la squadra ha riposto in me e sono entusiasta di ciò che potremo continuare a costruire insieme”. Come detto, stagione 2026 in archivio in anticipo viste le conseguenze della caduta di sabato scorso dove ha rimediato una commozione cerebrale, una frattura scomposta della clavicola sinistra – per la quale è stato operato -, una frattura cervicale C7 stabile e multiple abrasioni. “In questo momento, la cosa più importante è recuperare nel modo giusto e dare al mio corpo il tempo di cui ha bisogno”, chiosa Pogacar, con la UAE Team Emirates XRG che gli dà appuntamento al 2027.
In questa stagione lo sloveno si è aggiudicato Giro di Svizzera e Tour oltre ad aver vinto le Strade Bianche, la Milano-Sanremo, il Fiandre e la Liegi.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Trasporto marittimo, report Teha-Edison: 36 mld per ridurre emissioni del 54%
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2 ore fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
CERNOBBIO (COMO) (ITALPRESS) – La decarbonizzazione del trasporto marittimo sta modificando gli equilibri economici e competitivi del settore, attribuendo ai porti un ruolo sempre più centrale come snodi energetici e industriali. Regolazione, costo della CO2, disponibilità di infrastrutture e volatilità dei combustibili tradizionali stanno accelerando una trasformazione che richiederà l’evoluzione coordinata di porti, filiere energetiche e flotte.
E’ quanto emerge dal Rapporto Strategico “Decarbonizzare il mare, rafforzare l’Italia: trasporto marittimo, vettori energetici e porti, nuova competitività nel Mediterraneo”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Edison e NextChem, la business unit tecnologica di MAIRE, specializzata nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni tecnologiche per l’evoluzione dell’industria dell’energia. Lo studio mostra come la transizione del trasporto marittimo seguirà una traiettoria graduale e multi-fuel. Nello scenario ‘Industry driven’ elaborato da TEHA, costruito sulla base degli attuali segnali di evoluzione industriale e utilizzando gli ordinativi navali come indicatore delle scelte di investimento degli armatori, i fuel alternativi raggiungono il 65,5% del mix energetico al 2050, trainati dai biofuel (50,7%), mentre i combustibili fossili mantengono una quota del 34,5%, rilevante con un ruolo ancora rilevante del GNL. Questa evoluzione consentirebbe una riduzione delle emissioni del 54% al 2050 e richiederebbe 36 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture portuali e filiere energetiche e industriali a monte, in grado di attivare 105 miliardi di euro di valore della produzione e generare 45 miliardi di euro di Valore Aggiunto.
Questi i risultati dell’analisi che verrà discussa domani nei lavori a porte chiuse della 52ma edizione del Forum di Cernobbio.
«Le evidenze di questo Studio confermano la rilevanza della decarbonizzazione dei trasporti, in particolare di quello marittimo, e il ruolo dei porti come leva di sviluppo e competitività per il Paese», commenta Fabrizio Mattana, Executive Vice President Gas Assets di Edison. «Edison è impegnata in questa sfida che richiede una visione di lungo periodo e ha la capacità di offrire soluzioni energetiche in grado di accompagnare tutte le fasi della transizione, grazie al proprio posizionamento integrato nella filiera del GNL e dello Small Scale LNG e all’impegno verso soluzioni innovative come idrogeno e biometanolo. La possibilità di utilizzare tecnologie e combustibili già disponibili o progressivamente scalabili, come GNL e bio-GNL, rappresenta l’opportunità concreta per accelerare fin da subito la transizione del settore, accompagnandolo verso l’obiettivo net zero e, al tempo stesso, per consolidare le filiere industriali italiane rafforzando la competitività dei nostri porti nel Mediterraneo.»
“La decarbonizzazione del trasporto marittimo è una delle sfide più complesse della transizione energetica, perchè richiede di coniugare sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità e competitività su scala globale. Non esiste una tecnologia unica in grado di risolvere questa sfida: serve un ecosistema diversificato di vettori energetici a basse emissioni, in cui il metanolo si sta affermando come una delle soluzioni più concrete e scalabili. Come MAIRE e Nextchem, stiamo trasformando questa visione in progetti industriali reali, dalla produzione sostenibile del metanolo alle sue applicazioni nella propulsione navale, insieme a partner industriali di primo pianò, ha commentato Giovanni Sale, Senior Vice President, Energy Transition Strategy di Nextchem.
«La transizione del trasporto marittimo non è più un’ipotesi, ma un processo già avviato: i fuel alternativi rappresentano oggi il 51% del tonnellaggio navale ordinato a livello globale. La lunga vita utile delle navi rende però questo percorso necessariamente graduale e multi-fuel, e proprio per questo richiede una visione industriale di lungo periodo», ha commentato Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di TEHA. «Per l’Italia si tratta di una sfida di competitività, ma soprattutto di un’opportunità concreta e misurabile: lo scenario TEHA indica che 36 miliardi di euro di investimenti al 2050 possono ridurre le emissioni del 54%, attivare 105 miliardi di euro di valore della produzione e generare 45 miliardi di euro di Valore Aggiunto, oltre la metà del quale nel Mezzogiorno. E’ il segno che decarbonizzazione e crescita industriale possono muoversi nella stessa direzione. La vera posta in gioco è questa: trasformare la decarbonizzazione del mare in una leva di politica industriale. Non farlo significherebbe rinunciare a circa 80 miliardi di euro di Valore Aggiunto e, con essi, alla centralità dell’Italia nel Mediterraneo.»
La transizione energetica sta modificando gli equilibri del trasporto marittimo e il ruolo dei porti, sempre più chiamati a integrare alla funzione logistica una funzione energetica e industriale. La capacità di offrire infrastrutture e fuel alternativi a condizioni competitive diventa così un fattore determinante per attrarre e preservare i traffici.
L’evoluzione del trasporto marittimo è oggi guidata da quattro driver strettamente collegati: quadro normativo, costi operativi, readiness infrastrutturale e volatilità dei prezzi dei fuel tradizionali. La sfida è rilevante: il trasporto marittimo rappresenta circa il 14% delle emissioni del settore dei trasporti nell’UE-27 e il 7% in Italia, mentre oltre il 95% della flotta europea e italiana utilizza ancora fuel convenzionali. A livello internazionale, l’IMO ha fissato l’obiettivo delle emissioni nette pari a zero entro il 2050, mentre nell’Unione Europea FuelEU Maritime e l’inclusione del settore nell’EU ETS stanno progressivamente rafforzando la spinta alla decarbonizzazione.
In questo scenario, i porti diventano lo snodo centrale della transizione, chiamati a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività e, allo stesso tempo, a mettere a disposizione delle flotte energia, infrastrutture di bunkeraggio e servizi adeguati. La decarbonizzazione è infatti il driver degli investimenti nella transizione energetica dei porti europei che ha registrato la maggiore crescita di rilevanza tra il 2018 e il 2023 (+41 p.p.), accompagnando l’evoluzione dei porti da piattaforme logistiche a nodi energetico-industriali del sistema marittimo.
L’Italia parte da fondamentali marittimi distintivi: nel 2024 è al 1° posto nell’UE e al 2° nel Mediterraneo per tonnellate movimentate nel trasporto a corto raggio, ed è inoltre prima in Europa per passeggeri trasportati tramite traghetti, con 42,1 milioni di persone. Questi fondamentali si inseriscono tuttavia in uno scenario di crescente competizione tra gli hub del Mediterraneo. La capacità di offrire infrastrutture energetiche, fuel alternativi e servizi di bunkeraggio a condizioni competitive sarà sempre più determinante per attrarre e preservare i traffici. Per l’Italia, accelerare la trasformazione energetica dei porti diventa quindi una leva per rafforzare il proprio posizionamento nel Mediterraneo e valorizzare le filiere industriali nazionali.
Nello scenario «Industry driven» elaborato da TEHA sulla base degli attuali segnali di evoluzione industriale, al 2050 i fuel alternativi raggiungono il 65,5% del mix energetico, trainati dai biofuel, mentre i combustibili fossili mantengono una quota del 34,5%, con un ruolo ancora rilevante ricoperto dal GNL. Questa traiettoria consentirebbe di ridurre le emissioni del trasporto marittimo del 54% al 2050, pur a fronte di consumi energetici complessivi attesi in aumento.
Per accompagnare la transizione sono necessari investimenti coordinati nelle infrastrutture portuali e nelle filiere energetiche e industriali a monte. Nello scenario «Industry driven», il fabbisogno cumulato al 2050 è stimato in 36 miliardi di euro, comprendendo lo sviluppo delle infrastrutture di stoccaggio e bunkeraggio, delle unità per il rifornimento ship-to-ship e per l’elettrificazione delle banchine, oltre alla capacità produttiva nazionale dei fuel alternativi.
L’impatto economico supera significativamente il valore dell’investimento iniziale: i 36 miliardi di euro possono attivare 105 miliardi di euro di valore della produzione e generare 45 miliardi di euro di Valore Aggiunto, pari a 1,24 volte l’investimento. Le ricadute interessano l’intero territorio nazionale, con il Sud e le Isole che intercetterebbe il 51,4% del Valore Aggiunto generato dagli investimenti nel bunkeraggio, valorizzando la posizione degli scali meridionali lungo le principali direttrici mediterranee.
A questi benefici industriali si aggiungono quelli ambientali. In assenza di ulteriori investimenti, il costo sociale cumulato delle emissioni raggiungerebbe circa 51,7 miliardi di Euro nel periodo 2026-2050, contro i 40 miliardi dello scenario «Industry driven»: il mancato adeguamento determinerebbe quindi circa 11,7 miliardi di Euro di costi sociali aggiuntivi per il sistema-Paese.
La transizione energetica del settore richiede una visione programmatica e industriale di lungo periodo capace di integrare infrastrutture portuali, sviluppo delle filiere energetiche, evoluzione delle flotte e capacità industriale nazionale. Per rafforzare leadership, competitività e attrattività del sistema portuale italiano, lo Studio propone una roadmap fondata su cinque principi di indirizzo interconnessi: la crescita della domanda, una governance strutturata, la riduzione del costo totale del bunkeraggio, il reinvestimento dei proventi ETS a sostegno del settore e lo sviluppo di una filiera nazionale dei combustibili alternativi.
Senza gli investimenti necessari, l’Italia rischia di perdere circa 80 miliardi di euro di Valore Aggiunto al 2050. A determinare questo impatto sarebbero, da un lato, il rischio competitivo, con perdita di margini e traffici e un ritardo nel percorso di decarbonizzazione; dall’altro, il costo opportunità del mancato investimento, legato alla mancata attivazione delle ricadute economiche dirette, indirette e indotte lungo l’intera catena del valore e dei benefici associati a un sistema portuale più competitivo.
fonte foto: ufficio stampa Edison
(ITALPRESS).
Cronaca
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 5 settembre 2026
Pubblicato
2 ore fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
Apriamo dal Milanese, dove è scattato un allarme ambientale per uno sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande a Magenta. La chiazza oleosa, probabilmente gasolio, è stata trascinata dalla corrente verso Milano e sono state predisposte dighe galleggianti tra Abbiategrasso, Trezzano sul Naviglio e Corsico per impedirle di raggiungere la Darsena. È stato disposto anche il divieto di navigazione e si monitora il possibile coinvolgimento dei canali utilizzati per l’irrigazione dei campi.
A Milano entra sempre più nel vivo la corsa verso Palazzo Marino. Il sindaco Giuseppe Sala frena sull’ipotesi di primarie immediate per scegliere il candidato del centrosinistra, osservando che non si sono mai organizzate consultazioni con otto mesi di anticipo. Prima, dice, serve un percorso sui programmi. Sullo sfondo resta la possibile candidatura di Mario Calabresi.
Il Corriere della Sera torna anche sul rapporto tra Milano e Giorgio Armani, a un anno dalla morte dello stilista. Il suo nome è stato inserito nel Famedio e la mostra dedicata alla sua opera ha registrato numeri importanti, mentre la città non ha ancora potuto intitolargli una strada per i vincoli previsti dalla normativa.
Fine settimana all’insegna della Formula 1 a Monza. Tra le curiosità del Gran Premio c’è anche l’arrivo in pista di Saetta McQueen, la celebre automobile di Cars, realizzata a grandezza naturale e destinata a compiere un giro d’onore nell’autodromo brianzolo.
A Milano continua poi il dibattito sulla qualità dell’aria. Dal 2030 entreranno in vigore limiti europei più severi per lo smog, una sfida particolarmente impegnativa per un’area metropolitana che continua a registrare criticità legate soprattutto alle polveri sottili e agli ossidi di azoto.
Passiamo alla provincia di Pavia.
Sul delitto di Garlasco, Andrea Sempio ha detto no all’incontro con lo psichiatra incaricato dalla Procura di redigere una relazione sulla sua personalità. La difesa considera inutile l’accertamento in assenza di una patologia e sostiene che una valutazione di questo tipo dovrebbe eventualmente essere disposta da un giudice nel contraddittorio tra le parti.
A Vigevano emergono nuovi dettagli sull’operazione che ha portato all’arresto di un ventinovenne ritenuto al centro di un giro di spaccio. L’indagine, collegata anche alla sparatoria avvenuta lo scorso giugno alle piscine di Seriate, aveva già portato al sequestro di un fucile, munizioni e circa 80 mila euro ritenuti provento dell’attività di droga.
A Langosco, invece, una donna di 94 anni è stata truffata da falsi agenti della Polizia locale. Convinta che fossero in corso verifiche dopo alcuni furti in paese, ha consegnato ai malviventi una borsa contenente gioielli per diverse migliaia di euro. I carabinieri stanno cercando i responsabili.
A Stradella, due uomini sono stati arrestati dopo il furto di uno zaino da un’automobile. Decisiva la segnalazione di un cittadino che li ha seguiti per un tratto mentre chiamava il 112: i carabinieri li hanno intercettati poco dopo con la refurtiva.
A Pavia è cominciata intanto la sesta edizione del Ticinum Festival, che fino al 12 settembre porterà nel cortile del Broletto incontri, spettacoli, archeologia, scienza e gastronomia. Tra i temi centrali anche Chips.IT e il ruolo di Pavia nella progettazione dei microchip europei. Oggi sono attesi Oscar Farinetti e Piercarlo Grimaldi, mentre in serata Matthias Martelli porterà in scena Mistero Buffo di Dario Fo.
A Voghera, invece, si guarda già a ottobre con la settima edizione di “50 Sfumature di Pinot Noir”: il 10 e 11 ottobre il Teatro Valentino Garavani ospiterà circa ottanta etichette provenienti dall’Oltrepò, dal resto d’Italia e dall’estero.
E proprio Voghera si prepara al grande appuntamento di lunedì e martedì con OltreGusto Oltrepò – Terra di Pinot Nero, due giornate dedicate al Pinot Nero, al Classese e alla cucina d’autore, con degustazioni e incontri con protagonisti dell’enogastronomia italiana.
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