Politica
Meloni a Bari “Puntiamo a vincere la sfida di Lobuono in Puglia”. E sulla manovra “Ci vuole coraggio a dire che favorisce i ricchi”
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5 mesi fa-
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Redazione
BARI (ITALPRESS) – “Ci vuole coraggio a dire che questa manovra favorisce i ricchi. Noi abbiamo destinato, per esempio, 18 miliardi di euro l’anno a chi ha un reddito annuo fino a 35mila euro. La sinistra dice che noi aiutiamo i ricchi perché, secondo loro, chi guadagna magari 2400 euro al mese e mantiene tre figli è un ricco che va mazzolato. Io non sono d’accordo”. Lo ha affermato, a Bari, il presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, nel corso di “Insieme per la svolta giusta”, evento organizzato a supporto del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia Luigi Lobuono. “Questa manovra, la quarta che scriviamo in quattro anni, l’hanno definita manovrina. Avremmo potuto fare una manovrona se non avessimo nello stesso anno 40 miliardi di euro da ripagare per il superbonus voluto da Giuseppe Conte e servito per far ristrutturare ville e castelli a persone che, in molti casi, avrebbero potuto farlo senza il contributo dello Stato”.
“Alla sinistra non va giù che togliamo il controllo della magistratura alla politica. Noi vogliamo una magistratura non controllata da nessuno, ma libera. Sono convinta che migliaia di magistrati, nel segreto dell’urna, voteranno a favore della riforma. Lo faranno anche molti del centrosinistra, che infatti dicono di votare no per mandare a casa la Meloni. Ma stessero tranquilli: questo Governo non va a casa, arriva alla fine della legislatura e poi chiederà agli italiani di giudicarlo per quanto avrà fatto. La Meloni possono mandarla a casa solo gli italiani”, ha ribadito.
“Questa sala gremita è la più bella risposta a chi continua a dire che la Puglia non può e non vuole cambiare. Ricordatevi sempre che non ci sono risultati già scritti o destini già stabiliti in partenza. Ci sono lavoro, determinazione, buona fede e passione che si mettono in ogni battaglia. È questo che decide l’esito di qualsiasi sfida. Noi lo abbiamo ampiamente dimostrato. Ricordo quando dicevano che FdI non potesse raggiungere il 5% dei consensi e nell’ultimo sondaggio supera il 31%, cosa mai accaduta a nessun partito dopo tre anni di governo. Eravamo la pecora nera d’Europa; oggi, anche per il Financial Times, siamo una nazione che può indicare la strada alle altre. Non è stato il caso, né la fortuna: è stato il lavoro e la consapevolezza di quante potenzialità abbia la straordinaria nazione che ci è stato dato l’onore di guidare”, ha aggiunto.
“La sfida di Lobuono e del centrodestra puntiamo a vincerla, perché non abbiamo paura di nessuno. Siamo qui, uniti come da 30 anni, come sarebbe piaciuto a un grande pugliese come Pinuccio Tatarella, un uomo del popolo innamorato della sua terra. Quella che vedete qui non è un’alleanza innaturale tenuta insieme dalla colla scadente dell’interesse, non è un sistema consolidato che prova a vendersi come nuovo solo per perpetuarsi. Noi stiamo insieme per scelta e siamo orgogliosi di batterci dalla stessa parte. Alla sinistra che credeva di trovarci fragili, vogliamo dire che ogni volta che siamo chiamati a difendere le idee nelle quali crediamo e a fare la nostra parte, siamo abituati a farci trovare pronti. Se nel 2022 non fossimo stati pronti a governare, oggi non avremmo un consenso più alto rispetto a tre anni fa. Un filosofo in tv diceva qualche giorno fa che vinco perché chi si occupa del mio make-up è bravo. Ma quanto sono superficiali le letture di questi intellettuali da salotto? E questi sono i filosofi, figuriamoci gli altri”, ha spiegato Meloni.
“Abbiamo abolito l’elemosina del reddito di cittadinanza e l’abbiamo sostituita con la dignità del lavoro e con la libertà di non dover dipendere dalla politica. Lo abbiamo sostituito con gli incentivi per chi investe e per chi assume, con le infrastrutture. Il risultato è che oggi il Mezzogiorno corre più del resto d’Italia, così come il Pil e l’occupazione. Questo è figlio di una mentalità per cui questa terra non chiede di essere mantenuta dalla politica, ma le chiede di essere messa in condizioni di giocarsela ad armi pari. Abbiamo investito sull’orgoglio delle persone del Sud e sta funzionando, perché i risultati arrivano”, ha concluso.
SALVINI “DECARO HA TRADITO EMILIANO, PUO’ TRADIRE I PUGLIESI”
“Se uno tradisce chi l’ha portato a fare politica, è portato a tradire tutti voi. Non si vota mai chi tradisce, perché chi tradisce una volta tradisce sempre”. Così invece il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e segretario della Lega Matteo Salvini. Riguardo al
processo Open Arms, Salvini ha ironizzato: “Se avessi voluto una vita tranquilla, avrei fatto la tessera del Partito Democratico in Puglia”.
TAJANI “I RAPPRESENTANTI DI LISTA TUTELANO LA DEMOCRAZIA”
“Bisogna sempre difendere i voti, lo diciamo in tutte le città d’Italia. Anche stavolta faremo un lavoro di tutela del voto, perché significa tutelare la democrazia, con i nostri rappresentanti di lista che saranno impegnati fortemente affinché non ci siano errori. Ricordiamo che siamo stati anche vittime, è accaduto in Calabria, quando poi la Giunta delle elezioni ci ha dato ragione: è decaduto un deputato dei Cinque Stelle ed è stato eletto un deputato di Forza Italia”, ha detto infine il vicepremier e ministro degli Esteri, nonchè segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.
– foto screenshot Youtube Fratelli d’Italia –
(ITALPRESS).
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ROMA (ITALPRESS) – Nuova riunione a Palazzo Chigi per definire il decreto lavoro da approvare in vista del Primo Maggio, come si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Di rientro dal Salone del Mobile di Milano, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato i ministri competenti per finalizzare un provvedimento volto a rispondere alle esigenze di lavoratori e imprese.
All’incontro hanno partecipato i Vicepresidenti del Consiglio, Antonio Tajani e Matteo Salvini (in videocollegamento), i Ministri Marina Calderone, Giancarlo Giorgetti e Tommaso Foti, il Sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra, i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano, nonché il Ragioniere generale dello Stato, Daria Perrotta. L’intervento assume carattere di urgenza alla luce del contesto internazionale, che sottopone il mercato del lavoro a forti pressioni, richiedendo un’azione preventiva e strutturale.
L’obiettivo è l’adozione di un pacchetto organico di misure a sostegno delle categorie più esposte al caro vita, con interventi volti a garantire una retribuzione equa. Particolare attenzione sarà riservata a giovani e donne, per consolidare i segnali positivi già registrati e valorizzarne il potenziale. Si lavora, inoltre, a un più incisivo contrasto ai fenomeni di sfruttamento e caporalato.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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Rilievi del Quirinale al dl Sicurezza, Meloni “Nessun pasticcio, faremo provvedimento ad hoc”. Oggi la fiducia alla Camera
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Sul decreto sicurezza, che non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e li trasformeremo in un provvedimento ad hoc perchè non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma, ma la norma rimane perchè è di buonsenso”. Così la premier Giorgia Meloni, a margine dell’inaugurazione del Salone del Mobile. “Mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni: non mi è chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato”, ha aggiunto.
“A me non è chiaro e mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d’accordo, è uno strumento che l’Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti e sul quale stiamo lavorando per rafforzarlo. Almeno su questo mi pareva che fossimo d’accordo, ora scopro che non lo siamo ma andiamo comunque avanti con delle norme che consideriamo di assoluto buonsenso”, ha concluso Meloni.
LA RUSSA “CI STANNO LAVORANDO, SI TROVA IL RIMEDIO”
Per quanto riguarda lo stop del Quirinale al decreto sicurezza “ci stanno lavorando, si trova il rimedio”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine dell’inaugurazione della 64ma edizione del Salone del Mobile. A chi gli chiedeva se ci sia il rischio che il Parlamento rimanga aperto il 25 aprile per correggere il decreto, La Russa ha risposto: “No, non c’è il rischio perché hanno già deciso che non c’è bisogno di correggerlo. Stiamo trovando a una soluzione perché non c’è bisogno di correggere. Quindi l’allarme è rientrato, ma giustificato”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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La Russa “Il 25 aprile rifarei omaggio a partigiani e caduti Rsi”
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21 Aprile 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andai a rendere omaggio, portando rispetto con una corona, al monumento ai partigiani che c’è al cimitero di Milano e, poi, andai al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine dell’inaugurazione della 64ma edizione del Salone del Mobile, a chi gli chiedeva se festeggerà il 25 aprile. “Andai in forma privata perchè secondo me era un momento doveroso per una pacificazione che almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita mi sembra doverosa. E lo rifarei”, ha aggiunto.
-Foto: ufficio stampa Senato-
(ITALPRESS).


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